I post con keyword precariato

  • Passaparola

Cosi’ ha detto Monti a Matrix. Non l’avesse mai fatto. Un putiferio. Se avesse letto i commenti su Il Fatto quotidiano ad un mio articolo un paio di anni fa, avrebbe capito che non era cosa. Io, felice di aver trovato un alleato – e quale alleato! – mi consolo. E ripropongo le mie considerazioni, da Il Fatto Quotidiano, 13 Aprile 2011 – cosi’ come la mia risposta ai commenti il 22 Aprile.  

  • Ex Kathedra

È stato presentato di recente da vari senatori dell’opposizione un disegno di legge per una parziale riforma del mercato del lavoro intitolato “Istituzione del contratto unico di ingresso“. Normalmente la notizia della presentazione di un disegno di legge, specie se dall’opposizione, scatena una gran quantità di sbadigli, ma in questo caso mi sembra doveroso resistere alla tentazione del materasso. L’iniziativa trova radici teoriche nelle proposte che alcuni colleghi/amici (Tito Boeri e Pietro Garibaldi) hanno sviluppato nei mesi scorsi in varie sedi (per non sbagliare rimando alle pagine della voce.info – vedo ora che hanno anche scritto un libro, che non ho letto). La proposta è scritta in un linguaggio comprensibile, è ben articolata, ed ha uno scopo d’azione piuttosto limitato. Porta la firma di gente stimata (per esempio: Pietro Ichino e Nicola Rossi). Per questi motivi rischia di essere anche presa sul serio dalla maggioranza.

  • Qui è FLG

Un recente articolo-inchiesta del Corriere della Sera denuncia la pratica di alcune scuole private che non pagano i propri docenti. Tali docenti, a loro volta, accettano di lavorare gratuitamente perché l’esperienza accumulata nelle scuole private viene poi usata per accedere all’impiego pubblico. L’articolo si riferisce in particolare alla Campania, ma il fenomeno non sembra essere limitato a questa regione.

Come spesso accade quando si parla di precariato e dintorni l’articolo adotta un tono moralistico ed evita di indagare più a fondo le ragioni economiche del diffondersi di tali pratiche. È un peccato, perché se non si capiscono le ragioni economiche si finiscono poi per proporre rimedi inefficaci e fantasiosi.

  • Ex Kathedra

Mi sono guardato cosa dice il programma del PD riguardo alle politiche per il mercato del lavoro. Roba da far girare la testa tanta e tale è l’accozzaglia di misure diverse, messe lì apparentemente per indurre flessibilità e favorire la crescita, creare occupazione, ridurre il precariato, salvaguardare i diritti dei lavoratori, aumentare l’eguaglianza, aiutare i lavoratori incapienti, sostenere le famiglie, le donne, i bambini, eccetera eccetera. Le commento una per una, esaminandole alla lente delle poche cose che so come economista. I risultati di tali misure saranno, prevedibilmente, una distorsione ancora più perversa degli incentivi, la riduzione dell’occupazione, e nessuna incidenza sulle rigidità dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Non ci siamo, davvero non ci siamo.

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