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Ex Kathedra Farsi del male italianizzandosi: il caso della Spagna
Durante gli ultimi tre mesi il governo spagnolo ha cominciato a dover fare i conti con gli effetti che l'inerzia ed il gioco delle tre carte stanno avendo sull'economia spagnola. Un classico caso di too little too late. L'opposizione pure tarda assai a mettersi al passo con la realtà. Un telegrafico sommario delle questioni di fondo.
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Markopolo Università 4 Iran
Gli appelli servono poco. Ancor meno, probabilmente, servono quelli degli accademici e decisamente simbolici sono quelli, come il presente, in cui si invita una teocrazia criminale a smettere di esserlo.
Diamo diffusione ugualmente, se non altro per far sapere a coloro che terrorizzano l'università (e la società) iraniana che, forse, un giorno saranno chiamati a rispondere per le loro azioni.
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Qui è FLG

No al rigassificatoreOvvero, il nimby all'opera nel mio giardino.
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L'avvelenata

Io sto con la professoressaSarò anche antiquato ed autoritario, ma io in questa storia sto con la prof.
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Markopolo


I sandali di BaghdadI sandali erano quelli degli iracheni gioiosi di calpestare la statua di Saddam. Negli ultimi anni erano diventati meno popolari di quanto erano nel lontano 9 aprile 2003, ma forse è ora di ripensare a quello che è successo, e che ne è stato di certi miti sulla guerra in Iraq.
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Passaparola


L'Assoluto e il RelativoEvidentemente, pensando ogni giorno (o volendo ogni giorno far pensare che pensano ogni giorno) alle cose di lassù, in Vaticano si tende a considerare l'assoluto più importante del relativo, anche in fatto di numeri.
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L'avvelenata


Tre italiani, o forse quattroUn testo di Elsa Morante, del 1945, ed uno di Roberto Maroni, del 1999. Nella loro diversità - che va al di là dell'eterogenea qualità letteraria - trovano una sintesi nell'attualità del terzo testo, tratto dall'edizione di ieri di El Pais.
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Qui è FLG


Lettera aperta a Pier Luigi BersaniCon tutta la calma e il buon senso di cui sono capace.
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L'avvelenata Renato Brunetta e l'innovazione. Fotografia di un fallimento.
Innovare in italiano dovrebbe voler dire “produrre cose nuove”. Per il ministro Renato Brunetta, candidato a sindaco del Comune di Venezia per il PdL, innovazione è sembrato voler dire soprattutto: “produrre parole nuove”, ma, ahimè, solo quelle.
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L'avvelenata
Il Cosimo Mele Fan ClubVe lo ricordate Cosimo Mele?
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Passaparola Letture per il fine settimana 6-3-2010
Questa settimana: lo stato del partito repubblicano in USA, la mancata presentazione della lista PdL a Roma, repressione in Venezuela, la riforma sanitaria negli USA, perché i governanti incapaci non vengono cacciati, l'effetto della concorrenza cinese sui prezzi italiani, la demenziale campagna antiblasfema nel calcio.
Buona lettura e buon fine settimana.
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Qui è FLG Una semplice riforma costituzionale
I passati progetti di cambiamento radicale dell'impianto costituzionale sono sempre naufragati in un mare di chiacchiere e compromessi, per cui è opportuno diffidare di grandi progetti, bicamerali, nuove costituenti e così via. Ma perché non provare la via di cambiamenti puntuali e limitati, specialmente quando, almeno a parole, tutti dicono di essere d'accordo? Tutti affermano di essere a favore di una riduzione del numero dei parlamentari. In questi giorni tutti affermano che è opportuno rivedere il voto degli italiani all'estero. Bene. Si possono ottenere entrambi i risultati con alcuni semplici cambiamenti a quattro articoli della costituzione.
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Ex Kathedra Due colpi al cerchio (I) ...
Ripropongo, con aggiunte e variazioni motivate dallo spirito del momento, un articolo, scritto tempo fa per Critica Sociale, che Marco Boleo ha gentilmente estratto dai magazzini dell'inutilità, dove probabilmente apparteneva ed appartiene. Discute, amenamente come credo sia il caso, alcune popolari spiegazioni teoriche della crisi e della sua rilevanza per la cosidetta "teoria economica dominante", che "dominante" mi sembra proprio non essere più, se mai lo fosse stata. Verrà poi il colpo alla botte ...
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Ex Kathedra Ancora su Craxi (II). Debito pubblico e inflazione
In questo secondo post ci concentriamo su alcuni aspetti della politica economica dell'era Craxi. Ci preme in particolare ricondurre su binari minimamente seri la discussione sulla discesa dell'inflazione, un merito che viene quasi universalmente, e a nostro avviso erroneamente, attribuito a Craxi.
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Ex Kathedra Ancora su Craxi (I). Il quadro politico
Il post di Sandro sull'eredità economica degli anni di Craxi ha generato un ampio dibattito. Abbiamo quindi deciso di pubblicare una sequenza di due articoli per rispondere ad alcuni dei punti sollevati e cercare di chiarire vari aspetti sia della politica economica del periodo craxiano sia del progetto politico che animò quell'esperienza. In questo primo post ci concentriamo sul quadro politico in cui Craxi si trovò ad agire, mentre l'articolo seguente è dedicato a debito pubblico e inflazione.
In sintesi, cercheremo di argomentare quanto segue. Primo, il giudizio dato nel post iniziale sulla sostanza della politica economica craxiana era assolutamente corretto. La principale eredità di Craxi fu un devastante debito pubblico. Secondo, Craxi fece le scelte che fece in modo assolutamente consapevole. L'Italia fu un'eccezione per quanto riguarda la politica di bilancio, i principali paesi europei si comportarono ben diversamente. La Banca d'Italia avvertì ripetutamente dei danni che venivano fatti. Craxi ignorò tutto questo e per cinico calcolo politico spinse il paese sull'orlo della bancarotta. Terzo, quando si guarda ai fatti di governo, e non alla retorica, il progetto politico craxiano non aveva assolutamente niente di nuovo o di positivo. Il progetto di Craxi era la conquista e il mantenimento del potere mediante l'espansione dello stato, niente altro.









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