I post con keyword monti

  • Ex Kathedra

Nella sua “Agenda di governo” Mario Monti ha menzionato, dicendo di essersene ispirato, la nozione di “Economia Sociale di Mercato” (ESdM, d’ora in avanti). Prima di lui, negli anni, l’avevan fatto in molti, di alcuni dei quali preferiremmo scordare sia nome che azioni. Ripropongo, rivisto, un testo scritto qualche anno fa per conto della rivista l’Impreditore per commentare l’adozione dell’ESdM da parte di uno degli innominabili. Nonostante le ovvie differenze fra i soggetti in questione, le osservazioni di fondo mi paiono appropriate per l’Agenda dell’uno tanto quanto lo erano per gli sproloqui del trino. 

  • Fare - Fermare il declino

La scelta di rifiutare l’alleanza con Casini e con i vari rottami che ora usciranno dal centrodestra non è la conseguenza di estremismo infantile, ma la naturale conclusione di una riflessione sulle cause del declino italiano. Chi vuole cambiare l’economia e la società in Italia non può allearsi con le principali forze che puntano alla conservazione del sistema. Chi vuole fermare il declino, non può allearsi con le forze politiche che del declino sono la principale causa.

  • Ex Kathedra

Il tema della riduzione della spesa pubblica è oggi all’ordine del giorno. Ma di quanto possiamo sperare di ridurre realisticamente la spesa pubblica nell’immediato? Elementi per una risposta si possono ricavare comparando le nostre spese con quelle degli altri grandi paesi europei, in particolare la virtuosa Germania. L’esercizio è lungo e noioso, poiché richiede di riflettere sulle diverse voci di spesa ed è complicato da differenze contabili che non sempre rendono le spese comparabili. Ciononostante, eccolo qua. Lungo, noioso ma indispensabile. 

  • Ex Kathedra

Solo sei mesi fa Mario Monti era visto come la soluzione di tutti i nostri problemi: con l’eccezione dei pasdaran berlusconiani e della Lega, che aveva fatto una scelta di tornaconto elettorale, tutti vedevano M.M. come l’uomo della Provvidenza che avrebbe sconfitto lo spread  e che ci avrebbe ridato la tranquillità che da luglio vacillava.

  • Ex Kathedra

E’ noto che due terzi della correzione triennale dei conti operata lo scorso anno è costituito da maggiori entrate, e solo un terzo da tagli di spesa. Si presta solitamente meno attenzione a come quest’imponente aggiustamento fiscale sia distribuito attraverso i tre macro-comparti del settore pubblico: amministrazioni centrali, amministrazioni locali ed enti previdenziali. Una semplice analisi dei dati della Ragioneria Generale dello Stato ci rivela che lo Stato avoca a sè l’88,5% delle nuove maggiori entrate, mentre è responsabile solo del 15,25% della riduzione totale di spesa pubblica, la quale corrisponde appena allo 0,8% del bilancio dello Stato di parte corrente. Quasi la metà dei tagli di spesa è sopportata dalle amministrazioni locali. La sola analisi del decreto “Salva-Italia” (DL 201 dello scorso dicembre) ci consegna un quadro ancor più squilibrato in relazione a come il cammino verso il pareggio di bilancio sia articolato tra i vari livelli di governo della cosa pubblica.

  • comiKnoise

Fino a qualche giorno fa ingenuamente credevo che la soluzione della crisi fosse una questione di politica economica. Ero vittima di un tragico errore. Io per primo mi batto il petto per la cecità e la dabbenaggine dimostrate. Dobbiamo arrenderci di fronte ad un’evidenza empirica che per troppo tempo abbiamo colpevolmente ignorato. Gli economisti nulla possono. La Crisi italiana va affrontata da un Esorcista.

Contattaci