I post con keyword liberalizzazioni

  • Ex Kathedra

Si sta completando l’(auto)riforma dell’avvocatura, l’esatta riproduzione del modo corporativo di intendere l’economia nazionale: non si riforma senza i riformandi. E’ il Consiglio Nazionale Forense (CNF), rappresentante istituzionale, normatore e giudice speciale dell’avvocatura, a dettare la riforma.  C’è un allarme  a preoccupare di più: non vengono percepiti i benefici di una deregolazione della professione nel mercato forense. Amici e nemici allora si confondono.

  • Ex Kathedra

Trent’anni di esperienza ci hanno insegnato che le privatizzazioni “funzionano” quando massimizzano il gettito della vendita sotto il vincolo di promuovere la concorrenza. La vendita del 40% di Poste Italiane, per quanto è possibile capire della strategia del governo, sembra inadeguata a raggiungere questi obiettivi. Brevi note per salvare il salvabile.

  • Ex Kathedra

Il Governo Letta ha annunciato la parziale privatizzazione di Poste Italiane. Quando un ex monopolista viene messo in vendita, bisogna prestare particolare attenzione alle condizioni di mercato in cui opera. In questa prima parte si spiega perché l’attuale assetto del mercato postale e del gruppo Poste Italiane Spa non è compatibile con un contesto di concorrenza.

  • L'avvelenata

I pensionati con una pensione inferiore a 1500 euro potranno aprire un conto corrente senza spese per deposito e prelievo. Dettagli a parte, così sembra prevedere un emendamento approvato in Commissione Industria del Senato. Non è chiaro se questa sia stata un’idea di qualche senatore o se l’emendamento sia stato proposto dal Migliore Governo della Storia Repubblicana. Certo è che il governo non sembra, per ora, dare segnali di vita su un provvedimento che denota la solita mancanza di cultura economica.

  • Ex Kathedra

Il “decreto salva Italia”, coi suoi 15 miliardi di maggiori tasse e 5 miliardi di minore spesa a regime nel 2013, sarà approvato questa settimana. Ingoiato questo rospo tutta l’attenzione dell’opinione pubblica è per la “Fase 2”, quella delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, quella cioé in cui si dovrebbero finalmente smantellere anche le rendite delle corporazioni e dei politici, dopo aver appesantito di nuove tasse il fardello del popolo minuto. La mia aspettativa è che il governo Monti ci proverà sul serio ma che il parlamento non approverà le misure della “Fase 2” e si finirà alle elezioni nel 2012. Il resto del post motiva questa aspettativa.

  • Markopolo

Mi avevano chiesto un contributo sulla Primavera Araba da pubblicare su l’Imprenditore, la rivista dei piccoli industriali che aderiscono a Confindustria. Ho colto l’occasione per ribattere su un punto che mi sembra fondamentale: la crescita macroeconomica, se disgiunta da un assetto istituzionale che favorisca la diffusione dei benefici e delle opportunità a vasti strati della popolazione, genera malcontento e risentimento. Nei giorni scorsi in Egitto le proteste si sono intensificate e gli scontri di piazza sono ripresi. Visto che le mie riflessioni ritornano d’attualità le ho riprese e condensate in questo post.

  • Passaparola

Sono stato irriverente e provocatorio, ma in fondo solo me stesso. Dal palco delle Assise Generali di Confindustria, a Bergamo, ho provato a scuotere quella platea di quasi seimila colleghi. Nella convinzione che la visione, il pragmatismo e l’orgoglio degli imprenditori – quotidianamente in competizione nei mercati – rappresenti una delle pochissime speranze rimaste a questo disgraziato Paese, e forse l’unica reale, di sottrarsi al declino verso il quale l’ha avviato una conduzione politica da molto tempo priva di qualità. Ma a due condizioni: l’assoluta fermezza e la coerenza dei comportamenti con le dichiarazioni.

Riporto qui il testo dell’intervento – denso, per i soli tre minuti concessi a ciascun oratore – al fine di sollecitare la discussione, anche in considerazione del fatto che i quotidiani hanno già pubblicato alcuni passi, in particolare le tre parole che più immediatamente volevano colpire sotto la cintura – quel “siamo incazzati neri” che richiama la pellicola di Sidney Lumet, Quinto Potere – e dunque è venuto meno il vincolo di riservatezza originariamente imposto dalle porte chiuse alla stampa per l’evento.

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