I post con keyword liberalismo

  • Qui è FLG

Il complottismo è un elemento immancabile del populismo. Una nota che tenta di individuare  e riconoscere il populismo. Ecco allora un tentativo di fenomenologia della mente complottista. Che cos’è il complottismo e come si distingue dal complotto? Il complottismo è circoscritto ai margini della cultura oppure l’ha più o meno infiltrata? Qualche pagina in più del normale (per nFA) per provare a mostrare che il complottismo ha una struttura riconoscibile e verificabile, e che ha trovato ospitalità nella cultura di massa.

  • Markopolo

Un recente articolo apparso su Repubblica racconta i risultati di un sondaggio effettuato dal sito Hotels.com sul livello di servizio dei taxi nel mondo (non sono riuscito a trovare i risultati del sondaggio sul sito, mea culpa). In buona sostanza, i taxi londinesi risultano i migliori, anche se cari, mentre quelli romani non sono in buona posizione. Vi racconto perché quelli londinesi sono migliori di quelli romani e perché, in realtà, cari non sono relativamente al servizio che offrono.

  • L'avvelenata

Piero Ostellino è un blasonato editorialista del Corriere della Sera (la sua rubrica si chiama “Il Dubbio”) che, come apprendiamo dal web, vive tra Milano e la Provenza. La Provenza è una terra particolarmente rinomata, fra l’altro, per la coltivazione della lavanda: chi non ha mai ammirato quei campi lunghissimi, monocromi e ordinati, con la stessa essenza vegetale che si ripete sempre? E chi non conosce l’odore buono e rassicurante della lavanda? Sa di biancheria profumata riposta nei cassetti, al riparo da cattive intrusioni; sa di qualcosa che, anche se vecchio, va conservato, perchè magari potrà essere riusato in futuro. Anche gli editoriali di Ostellino assomigliano ai campi di lavanda: si ripetono sempre uguali e spandono intorno quel profumo buono di roba vecchia che va sempre bene e che si conserva comunque, utile o meno che sia.

  • Ex Kathedra

Dove sostengo che – al di là delle enormità che proferisce, nonostante l’opacità dei suoi ragionamenti, al di sotto del borioso registro della sua prosa da compito in classe al classico – Giulio Tremonti è per una volta riuscito a dire una cosa mezzamente saggia. Usando un minimo di economia e un paio di fatti cercherò di spiegare perché è così.

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