I post con keyword inflazione

  • Ex Kathedra

Prevedibile come un temporale estivo, puntuale come un bonus pre-elettorale del governo Renzi, scontato come una discussione sulla nuova legge elettorale: “la vera causa del debito pubblico italiano è il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro”, continuano a ripetere in molti, troppi. Siccome inizia a comparire anche sulla bocca di parte della cosidetta “classe dirigente”, merita ribadire dettagliatamente che di solenne idiozia si tratta. Il ritorno ad un deficit dello stato finanziato direttamente attraverso l’emissione di moneta sarebbe pura follia.

  • Passaparola

L’Istat ha comunicato il 29 agosto 2014 che durante gli ultimi 12 mesi i prezzi al consumo in Italia si sono ridotti dello 0,1%. Il paese è quindi in deflazione, prima volta negli ultimi 45 anni. È utile guardare i dettagli del comunicato Istat per interpretare correttamente questo dato, cosa che purtroppo molti commentatori non sembrano aver fatto avendo preferito stracciarsi le vesti di fronte allo spettro tanto evocato che finalmente si materializzava. I dati suggeriscono invece che la riduzione dei prezzi è dovuta a espansione dell’offerta mondiale, mentre la domanda nazionale continua ad esercitare una (seppur modesta) pressione sui prezzi.

  • Ex Kathedra

Il post di Sandro sull’eredità economica degli anni di Craxi ha generato un ampio dibattito. Abbiamo quindi deciso di pubblicare una sequenza di due articoli per rispondere ad alcuni dei punti sollevati e cercare di chiarire vari aspetti sia della politica economica del periodo craxiano sia del progetto politico che animò quell’esperienza. In questo primo post ci concentriamo sul quadro politico in cui Craxi si trovò ad agire, mentre l’articolo seguente è dedicato a debito pubblico e inflazione.

In sintesi, cercheremo di argomentare quanto segue. Primo, il giudizio dato nel post iniziale sulla sostanza della politica economica craxiana era assolutamente corretto. La principale eredità di Craxi fu un devastante debito pubblico. Secondo, Craxi fece le scelte che fece in modo assolutamente consapevole. L’Italia fu un’eccezione per quanto riguarda la politica di bilancio, i principali paesi europei si comportarono ben diversamente. La Banca d’Italia avvertì ripetutamente dei danni che venivano fatti. Craxi ignorò tutto questo e per cinico calcolo politico spinse il paese sull’orlo della bancarotta. Terzo, quando si guarda ai fatti di governo, e non alla retorica, il progetto politico craxiano non aveva assolutamente niente di nuovo o di positivo. Il progetto di Craxi era la conquista e il mantenimento del potere mediante l’espansione dello stato, niente altro.

Contattaci