I post con keyword incentivi

  • Ex Kathedra

Il Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato ha ribadito al recente meeting annuale di CL la volontà di alleggerire la bolletta elettrica degli Italiani. Volontà più che condivisibile, data l’incidenza del consumo di energia elettrica sulla spesa delle famiglie italiane, e sulla competitività delle imprese nazionali.

A ben vedere però, la soluzione individuata dal Ministro – che modifica il meccanismo di attribuzione degli incentivi alla produzione da fonti di generazione rinnovabili – potrebbe determinare il paradossale risultato di aggravare il peso di tali sussidi sulla bolletta elettrica e di allungarne la durata della copertura attraverso il gettito raccolto dai consumatori di energia elettrica.

Di seguito illustriamo la proposta avanzata dal Ministro dello Sviluppo Economico e cerchiamo di avanzare alcune proposte alternative, e più efficienti, di tagli alla bolletta elettrica.

  • Ex Kathedra

Il governo ha proposto alcune misure di stimolo all’economia sulla logica dell’intervento mirato piuttosto che su misure di riduzione fiscale generalizzata. Si prevedono incentivi alla ristrutturazione edilizia che, sulla base di semplice logica corredata da recenti studi empirici, è ragionevole ipotizzare abbiano effetti scarsi e di breve durata. L’impressione è che il governo sia alla ricerca più di impatto mediatico che di effetti concreti.

  • Ex Kathedra

La proposta è la seguente: permettiamo a tutti (uomini e donne) di utilizzare nel futuro le detrazioni fiscali per lavoro dipendente che non vengono utilizzate negli anni in cui non si lavora. La proposta si applica in modo non discriminatorio a tutti i contribuenti, ma c’è ragione di pensare che sarebbe particolarmente efficace per stimolare l’occupazione femminile.

  • L'avvelenata

Regalare soldi pubblici a qualcuno che vuole comprarsi una lavastoviglie o un motorino o altre migliaia di prodotti dettagliatamente classificati vuol dire sussidiare l’acquisto di questi particolari beni, non fornire incentivi a comportamenti socialmente desiderabili. Questo dettaglio semantico, pur rivelatore del modo in cui si fa politica economica in Italia, è solo l’aspetto meno demenziale del “decreto incentivi”, diventato in questi giorni operativo.

  • Passaparola

Il 5 marzo è diventata legge la delega al governo per la riforma della pubblica amministrazione, meglio conosciuta come disegno di legge Brunetta. L’esecutivo ha nove mesi di tempo, fino al 5 dicembre 2009, per partorire i decreti di riforma. Commento alcuni dei principi fissati nella legge-delega e, senza pretesa alcuna, provo a dare alcuni consigli affinché questa riforma non resti un mito (o un’illusione, se volete) a causa della timidezza nel misurare.

  • Qui è FLG

Un recente articolo-inchiesta del Corriere della Sera denuncia la pratica di alcune scuole private che non pagano i propri docenti. Tali docenti, a loro volta, accettano di lavorare gratuitamente perché l’esperienza accumulata nelle scuole private viene poi usata per accedere all’impiego pubblico. L’articolo si riferisce in particolare alla Campania, ma il fenomeno non sembra essere limitato a questa regione.

Come spesso accade quando si parla di precariato e dintorni l’articolo adotta un tono moralistico ed evita di indagare più a fondo le ragioni economiche del diffondersi di tali pratiche. È un peccato, perché se non si capiscono le ragioni economiche si finiscono poi per proporre rimedi inefficaci e fantasiosi.

  • Davinci

La giustizia è tema invitante, 'ché a noi economisti piace "disegnare meccanismi e istituzioni". Ma è tema ostico, perché coperto da mille dettagli tecnici. Per questo, la collaborazione con Axel Bisignano, PM a Bolzano che si presenta ad nFA in quest'altro articolo, è essenziale: mi ha procurato il materiale e mi ha spiegato tutto per bene e con pazienza.

Comincio dalla separazione delle carriere perché è il tema su cui si incentra da qualche tempo la battaglia politica sulla giustizia. La crisi della giustizia, argomenterò, è pressoché ortogonale alla questione della separazione delle carriere. Ancora una volta, invece che affrontare i temi delle riforme istituzionali importanti, il dibattito è ridotto a un esercizio di guerra tra bande, o meglio tra caste.

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