I post con keyword costituzione

  • Markopolo

Perché l’indipendenza della Catalogna (e, per estensione, quella del Veneto, della Lombardia, eccetera) non mi convince e perché, al contempo credo ponga una questione che non si risolve con l’uso strumentale e, alla fine, violento dell’argomento illiberale secondo cui “la legalità costituzionale è questa e non si discute”. Questo articolo è comparso, in versione leggermente diversa, su Linkiesta del giorno 8/10/2017.

  • Ex Kathedra

Il dibattito sul referendum è molto contaminato da giudizi ed opportunità politiche, in altre parole dall’essere pro o contro Renzi, sia come Presidente del Consiglio che come Segretario del PD. I contenuti della riforma spesso passano in secondo piano o vengono agitati strumentalmente, in un senso o nell’altro, senza dei precisi riferimenti all’articolato, che molti probabilmente neppure conoscono se non per sentito dire. 

Articolato che proponiamo qui. Nella tabella che segue sono riportati tutti i cambiamenti introdotti, con alcune note esplicative molto neutre. Si noterà che alcune modifiche sono minori (es. laddove prima si faceva riferimento a Camera e Senato, ora si fa riferimento alla sola Camera). Altre sono molto più rilevanti.

Proponiamo questo elaborato per agevolare, indurre, osservare una discussione il più possibile concreta sulla consistenza e natura delle modifiche soggette al prossimo referendum. Chiediamo quindi a chi interviene di discutere i contenuti della riforma, e non gli effetti a breve termine sulla vita politica. La costituzione è cosa che ha un respiro più ampio e profondo della vita di un governo.

  • Qui è FLG

Al referendum mi turerò il naso (per la pessima compagnia che dovrò sopportare) e voterò NO. Non lo farò né per far un dispetto a Renzi&Boschi, né per far cadere questo governo e sostituirlo con uno grillino, né per far contenti i sinistri apologeti della costituzione più figa del mondo. Lo farò perché questa riforma è dannosa. La riforma (in combinazione con la legge elettorale chiamata Italicum) disegna un sistema istituzionale che nasce già vecchio, che sarebbe stato utile 40, forse 50, anni fa per evitare gli errori ed i compromessi che si son fatti a partire da metà anni ’60 e che sono stati la causa principale del declino. Ma, nella situazione attuale, se approvata questa riforma costituzionale porterebbe ad ancora meno governabilità e, soprattutto, a maggiori conflitti sociali e a gravi rischi politici. Tanto per essere concreti, renderebbe molto più probabile il rischio di un Donald Trump italico. E questa mi sembra ragione sufficiente per dire NO.

  • Ex Kathedra

La vicenda delle quattro banche “fallite”, è ormai nota e non vale la pena qui riepilogarla. Altrettanto nota è la vicenda di coloro che hanno sottoscritto obbligazioni strutturate, già discussa in questo blog (qui, qui e qua). In questo articolo ci occupiamo di una questione forse più tecnica ma, a nostro avviso, non del tutto irrilevante sia sul piano economico che su quello dei precedenti giuridici. 

  • Qui è FLG

Sta ripartendo il balletto delle riforme istituzionali. Ci sono due grossi rischi. Il primo è che non si faccia nulla e che si finisca per perdere solo tempo, come spesso è avvenuto in passato. Il secondo è che le riforme vengano fatte su misura per favorire singole persone o forze politiche. Riforme ad personam, per così dire. Per evitare perdite di tempo e discussioni inutili propongo un atto preliminare che dovrebbe servire a sgombrare il campo da equivoci. Cambiamo l’articolo 84 della Costituzione mettendo un tetto massimo di 75 anni per il Presidente della Repubblica.

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