I post con keyword cambiamento climatico

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 Il vortice polare che si è abbattuto sul nord America nelle ultime settimane portando scenari da “The Day After Tomorrow” ha fatto parlare molto, e nuovamente, di cambiamento climatico. Ne approfitto per tornare sull’argomento e vedere cosa è cambiato da quando, quattro anni fa, ne parlammo per l’ultima volta su questo blog. Oggi, pongo la questione facendo riflessioni non solo sul piano scientifico – a cui peraltro si era dato più risalto in passato – ma anche sul piano dell’impatto sociale.

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Inizia la terza giornata nFA qui a Villa la Pietra. Anche oggi Kuva comunicazioni sta curando il web streaming. A lato della pagina potete contribuire inviando commenti via facebook e twitter (si prega di iniziare ogni commento con l’hashtag #gnfa3). Dopo la conclusione troverete qui sotto la registrazione delle sessioni. Appena possiamo mettiamo anche le slides.

  • Ex Kathedra

Il movimento ambientalista può pensare che quanto più terrificante la prospettiva che si dipinge “se non si fa nulla”, tanto meglio è per l’ambiente. Quindi non c’e nulla da perdere a esagerare un po’. Io credo che l’idea sia fondamentalmente sbagliata, e che invece serva ad altri. E invito a guardare al dito.

Cominciamo con l’evidenza, in particolare con quella esibita nell’intervento di Gilestro.

  • Ex Kathedra

In un breve commento apparso sul suo blog qualche giorno fa Paul Krugman critica Obama e si schiera a favore dell’adozione di “border adjustments” (in pratica: dazi sulle importazioni provenienti da paesi non impegnati a ridurre le emissioni di gas-serra). Posizione questa sicuramente molto più popolare di quella assunta dal presidente. Cerco di spiegare perchè la questione è abbastanza più complessa di come ce la presenta PK.

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