Gli americani a Vicenza

/ Articolo / Gli americani a Vicenza
  • Condividi

Quando eravamo bambini, a Vicenza, il 4 Luglio era un giorno speciale. Era infatti l'unico giorno in cui la base militare americana veniva aperta agli italiani in occasione delle celebrazioni della festa dell'indipendenza americana, che culminava sempre con gli spettacolari fuochi artificiali.

Con gli amici ci si organizzava per recarsi assieme alla base militare, situata in un'area ormai non piu' periferica della citta' accanto al quartiere di San Pio X, un denso quartiere residenziale. Ed ogni anno era affascinante riscoprire i grandi spazi della base, i suoi numerosi campi da basket (inesistenti nel nostro quartiere - eravamo costretti ad usare un tabellone con un cerchio di ferro costruito a mano), i campi da tennis (che noi creavamo stendendo un filo in mezzo alla strada), le piscine e le piste d'atletica (che per noi abitanti nella zona Est si trovavano praticamente irraggiungibili dall'altra parte della città).

Poi si ascoltava la musica dei complessi rock amatoriali dei soldati americani, e si comprava dagli stand il gelato in enormi scatole di cartone dal gusto neapolitaner: vaniglia, cioccolato e fragola, introvabile in Italia, ma che qui negli Stati Uniti, scoprii poi, si trova in ogni supermercato. Come gelato non era granche', ma di tanto in tanto ancora lo compro, e mi ricordo quei momenti della mia infanzia. Ogni tanto, si fantasticava su come avremmo potuto usare quelle strutture se gli americani se ne fossero andati.

Ma gli americani non se ne andarono, e continuarono a ripetere le loro celebrazioni annuali, mentre noi ragazzi rimanevamo di anno in anno sempre piu' annoiati di fronte ai soliti fuochi artificiali. Anzi, a quanto pare ora vogliono espandersi. A Vicenza se ne sta discutendo da diversi mesi ma da qualche giorno la notizia e' apparsa anche nella stampa nazionale.

Il governo, anche questa volta diviso, ha deciso di concedere l'ampliamento. Da una parte c'era da onorare l'impegno preso dal governo precedente. Dall'altra c'e' l'antiamericanismo post-comunista di chi non vuole perdere una buona occasione per ostacolare gli americani. Poca discussione sui motivi per cui si voglia ampliare la base proprio a Vicenza, e meno ancora sui costi e benefici per la citta' e per l'intera collettività di questo ampliamento. I contrari suggeriscono di consultare la popolazione attraverso un referendum, ben sapendo che la stragrande maggioranza e' contraria. Ma in base a quali motivi? Ho cercato di capirlo, visto che per la mia esperienza personale, la presenza della base e di alcune migliaia di americani a Vicenza era quasi un miraggio.

Dico miraggio perche' i rapporti fra le famiglie americane e gli italiani erano pressoché inesistenti. Gli americani avevano e hanno le loro scuole, le loro chiese, i loro negozi tutti rigorosamente dentro la base militare ed inaccessibili agli italiani. Non mancavano infatti fantomatici tentativi degli italiani di farsi "portar fuori" da qualche conoscente americano beni introvabili dai commercianti autoctoni. Di americani nei supermercati italiani invece non ne ho mai visti. A suo tempo circolava persino la voce che arrivasse quotidianamente un aereo dall'America per portare il pane (difficile crederci, visto che il pane fresco l'americano medio non sa cosa sia, e l'americano un po' piu' agiato l'ha scoperto solo da pochi anni). Tantomeno si incontravano americani nei negozi di beni durevoli. Gli americani si portavano dagli USA le loro lunghissime auto di enorme cilindrata; da bambini ne spiavamo il cruscotto dal finestrino concludendo che non andavano molto veloci, non sapendo che le didascalie del tachimetro indicavano miglia e non chilometri orari.

Discorso a parte merita il mercato immobiliare. Una parte delle famiglie americane abita in un quartiere seminascosto alle vie principali, difficile da trovare se non si sa dov'è, composto di casette prefabbricate che ricalcano lo stile della suburbia americana (con il giardino d'erba, rigorosamente senza cancellate e ringhiere). La comunità ha le strutture sportive (campi da tennis, piscina, etc...) che trovereste in qualsiasi agglomerato di case negli Stati Uniti. Da ragazzi di tanto in tanto ci passavamo in bicicletta con un po' d'ansia non sapendo bene se stessimo commettendo qualche infrazione, e ci sembrava un altro mondo. Un rapido controllo sulle mappe satellitari di Google rivela che vi si trovano meno di cento fabbricati che, se non ricordo male, sono bifamiliari. Ed infatti una buona parte dei soldati e delle loro famiglie, probabilmente la stragrande maggioranza, abitavano (e abitano) in appartamenti posseduti dai vicentini, che (sussidiati dal governo USA) venivano affittati al prezzo di almeno due o tre volte quello dell'equo canone. Ma nonostante questo, pochissima o nessuna interazione fra le due popolazioni, nessun tentativo di effettuare scambi fra scolari, magari con la scusa di aiutarsi reciprocamente ad imparare la lingua straniera, niente di niente.

Quindi di grossi costi derivanti dalla presenza degli americani, sinceramente, non mi e' dato di sapere. Ogni tanto c'e' qualche scaramuccia nei bar o nelle discoteche fra soldati ubriachi, spesso risolta dall'efficiente polizia militare americana. In città si e' poi parlato, in maniera molto vaga, di possibili problemi al traffico causato dall'ampliamento. Limitati forse sono anche i vantaggi. Esiste un vantaggio economico derivante dal mercato degli affitti, vantaggio che ora con la (parziale) liberalizzazione degli affitti credo sia diminuito, anche se non eliminato completamente. Agli americani piace mangiare la pizza il sabato sera. Infine, ricordo che quando pochi anni fa apri' il cinema multi-sala, venivano proposti settimanalmente film hollywoodiani in lingua originale, e siccome l'inglese a Vicenza non si parla proprio, sospetto che andassero a vederli le famiglie dei soldati il cui villaggio si trova proprio li' vicino. Insomma, anche se nei supermercati italiani gli americani non si fanno proprio vedere, qualche euro lo spendono.

L'altra sera a "Porta a Porta" il servizio giornalistico sosteneva che il governo tedesco ha offerto un miliardo di euro per trasferire tutta la baracca in terra teutonica. Sembra una cifra enorme, ma calcolatore alla mano non sembra poi cosi' assurda. Immaginando un orizzonte temporale illimitato, scontando ad un tasso del 5%, un miliardo di euro corrisponde ad una rendita perpetua di 50 milioni di euro l'anno, circa un milione di euro la settimana. E cioè 500 euro per 2000 appartamenti affittati; aggiungiamoci un po' di pizze e birre, qualche posto di lavoro (questi appartamenti e queste pizze bisogna pure farli) e vediamo che non si tratta poi di una cifra cosi' folle.

Io sono dell'avviso che, per un elementare principio di equità sociale, quando si costruisce un bene pubblico con grosse esternalita' per la popolazione locale, si possa pensare a qualche forma di compensazione: ad esempio per costruire discariche, TAV, centrali nucleari. Qui pero' non si parla di costruire discariche, si vuole ampliare una base in un terreno lasciato inutilizzato dai vicentini per decenni. E gli americani non puzzano, portano dollari, per quanto pochi.

Insomma, dal mio limitato punto di osservazione, la contrarietà della popolazione deriva da un moderato antiamericanismo magari accentuato dal fatto che non si nota un grosso tornaconto per la popolazione vicentina, ed ignorando il fatto che i costi sono molto limitati. Insomma, invece di organizzare manifestazioni pacifiste anti-americane con le bandiere di Che Guevara, si farebbe meglio a parlare ragionevolmente dei costi e dei benefici, e di chi debba sopportarli. Ovviamente fra i costi propongo di non includere i sentimenti antiamericani di certuni, altrimenti con questa logica non potremmo costruire chiese per non offendere gli atei, distribuire licenze ai macellai per non urtare i sentimenti dei vegetariani, e cosi' via.

Se cosi' si facesse, si scoprirebbe che probabilmente l'ampliamento sarebbe un vantaggio per i vicentini. E qualche amministratore locale con un po' di lungimiranza e creativita' potrebbe anzi sfruttare l'iniziativa per proporre la costruzione di strutture da usare anche a vantaggio degli italiani, nonche' proporre scambi culturali fra le famiglie o le scuole, e cosi' via. Ecco, se il dibattito si centrasse su questo piuttosto che sull'opportunita' o meno di accontentare o scontentare Bush, forse si riuscirebbe ad estrarre dall'ampliazione qualche ulteriore vantaggio per la popolazione locale.

Indietro

Commenti

Ci sono 80 commenti

Lo dici tu stesso: gli americani vivono "dentro" la base. Pochi benefici per la comunita' locale, lunghissima lista di svantaggi: 30,000 abitanti in piu', probabile ampliamento futuro dell'aereoporto, traffico.

Se si vuole guardare l'aspetto economico, si tirino fuori le cifre, non dovrebbe essere difficile fare un calcolo dell'impatto, e del corrispettivo economico. Che si debbano fare conti a braccio su un blog piuttosto che esaminare un piano di impatto ambientale pubblicamente discusso automaticamente squalifica un tale progetto. Come sai qui negli USA una cosa del genere dovrebbe sottostare a un'EIR.  In Italia no? Ma scherziamo?

Poi si lasci decidere la popolazione locale. Film in inglese e campi da basket mi sembrano un po' pochino.

 

 

Non sono mica tanto sicuro che debba decidere la popolazione locale. Con questo criterio non si costruirebbe niente. L'ampliamento dell'aeroporto e' un bene, se le piste vengono condivise dal traffico civile (questo se non c'e' basterebbe negoziarlo, si fa in molti aeroporti civili americani che hanno una vicina base della air force); l'aumento degli abitanti pure, se comprano piu' pizze. Il traffico e' un costo, ma almeno teoricamente risolvibile. Insomma se crediamo all'offerta dei tedeschi, la cosa vale almeno un miliardo di euro. Dividi per i 107mila abitanti di Vicenza, la cifra non e' alta ma basta per fare cambiare idea a tanti fintopacifisti.

 

 

 

si vuole

ampliare una base in un terreno lasciato inutilizzato dai vicentini per

decenni.

 

Come fa ad esserci terreno inutilizzato se la base si trova in un "denso quartiere residenziale"?

 

Insomma, anche se nei

supermercati italiani gli americani non si fanno proprio vedere,

qualche euro lo spendono.

 

Chissà quanto spenderebbe la gente se nella stessa zona

ci fosse, che so, un centro commerciale. E magari non sarebbero nemmeno

soldi rubati al taxpayer americano.

 

L'altra

sera a "Porta a Porta" il servizio giornalistico sosteneva che il

governo tedesco ha offerto un miliardo di euro per trasferire tutta la

baracca in

terra teutonica.

 

Lo stesso governo tedesco che fino a un paio di settimane fa voleva spendere un miliardo di euro per fare

concorenza a Google? Sai che affarone che dev'essere allora...

 

[...]altrimenti con questa logica non potremmo costruire chiese per non

offendere gli atei, distribuire licenze ai macellai per non urtare i

sentimenti dei vegetariani, e cosi' via.

 

No, basterebbe semplicemente lasciare la gente libera di scegliersi i

propri vicini, senza interferenze da parte di chi crede di

sapere sempre cosa è meglio per loro.

 

E in fin dei conti, non sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico della propria difesa? Dopo il disastro irakeno purtroppo (dico purtroppo solo perche' vivo negli USA) le azioni americane le vedo in precipitosa discesa.

Pensiamo poi al prezzo pagato per associarsi con chi ha basso rispetto per gli interessi locali (vedi interferenze in scelte politiche, economiche, aerei e funivie abbattuti, che puo' succedere, ma senza ammissioni di colpa, etc.).

Quindi Vicenza, una scelta politicamente ed economicamente poco opportuna, per di piu' fatta in condizioni di non trasparenza, e addirittura contro il volere della stragrande maggioranza dei locali.

 

 

1. L'ampliamento avverra' in un'altra area della citta', vicino all'aeroporto. In realta' i Vicentini non e' che potevano farci niente con quell'aerea, ma nemmeno hanno chiesto di usarla.

3. A quanto pare i tedeschi hanno un miliardo da buttare e non sanno come spenderlo!

4. Il problema e' dove costruire discariche, ferrovie, discoteche se nessuno le vuole sotto casa. Se lasciamo la decisione alla comunita' locale non si costruirebbe niente.

 

 

un aspetto preoccupante è che la decisione di dove, come e perchè fare la base è unicamente statunitense.bastava prendere meglio gli accordi, esiste un terreno ancora maggiore nei dintorni di aviano, ben più distante da una città del progetto attuale, già di proprietà della difesa che sarebbe, pare, stato perfetto. gli americani hanno recentemente risposto che ormai è tardi,nessuno l'aveva proposto prima.certo che a parte questo nell'analisi costi e benefici per un insediamento civile, militare e quasi industriale come quello,ci sono ben altri fattori da considerare, non solo congestionamento del traffico, ma anche costi legati a nuova cementificazione (non regolata a livello locale), legislazione anti-inquinamento da rispettare,aumento del traffico aereo,etc.

 

Concordo soprattutto con quest'ultimo intervento: gli accordi potevano essere più chiari e palesi fin dall'inizio.


Mi piacerebbe comunque sapere di più di quel che si dice a tal proposito là negli USA.

Alcune precisazioni:

la base in una zona densamente abitato


Si tratta della Caserma Ederle quella esistente già da decenni, ad un paio di chilometri dalla quale si trova il Villaggio Americano che era a quel tempo ben fuori dalla città. Ora l'ampliamento della Base avverrebbe in una terza zona comprendente parte dell'aeroporto Dal Molin, abbastanza lontana dalle due precedenti, in una zona di confine tra il comune di Vicenza e quello di Caldogno. Ormai però c'è una soluzione di continuità è la città di Vicenza si è discretamente espansa tanto che tutte e tre le zone citate sono ormai considerate "centro" per densità abitativa e servizi (autobus, negozi...). Qualcuno di voi ha citato aeroporti, basi, centri commerciali in America... dove sono nel centro delle città? A Vicenza è anomalo anche l'aeroporto stesso che si trova veramente in centro!!!

NATO


Io di certo non sono il primo della classe, ma da quel che so la Base di Vicenza non è una base NATO. Per cui se nel fronte del NO ci sono i falsi antiamericani o antiamericani per natura, dall'altra parte ci sono quelli che invocano il rispetto degli accordi NATO senza sapere di cosa parlano... e la cosa grave è che moltissimi di quelli che "han deciso" non sapevano (sanno?) cosa sia la base di USA di Vicenza, cosa sia la NATO etc...!!! Riguardo l'opportunità di fare la base a Vicenza o comunque in Italia è chiaro che dal punto di vista militare è strategicissimo potendo decollare direttamente e trovarsi nello spazio aereo sopra il mare senza chiedere permessi a nessun altro paese da attraversare (come Risiko insegna).

Statunitensi in giro per Vicenza


Come dice Andrea, è vero, non frequentano molto i vari semplici negozi, ma devo dire che la loro presenza nei grossi centri commerciali sta diventando importante. Riguardo al resto è giusto dire che la loro presenza passa abbastanza inosservata; ma si nota bene almeno un paio di volte al mese per fatti di cornaca nera: incidenti e risse. Risolti come dice Andrea dalla "brava" e pronta polizia militare americana (semplicemente perchè gli americani ovviamente non fanno alcuno sforzo per imparare un minimo di italiano, mentre vicentini e (forse) carabinieri e polizia locali l'inglese lo parlano e capiscono male e poco). Risolti però non è la parola giusta: "insabbiati" è quella più corretta, vista la numerosissima casistica.

L'Europa che si difende da sola


Credo che sappiate bene che l'Europa è dotata anche di un corpo di Polizia Europeo... e sapete anche dove si trova il quartier generale della Gendarmeria Europea, vero?


A Vicenza!!! Scusate, preciso meglio, nel centro di Vicenza.

 

In sintesi, utilizzando le richieste di fornitura di servizi presentate dagli americani, dall'analisi costi-benefici che si puo' trovare qui e qui emerge che:

"Il progetto “Dal Molin”, come consumi, è pari a:

- 30.000 vicentini per l’acqua

- 5.500 vicentini per il gas naturale

- 26.000 vicentini per l’energia elettrica

assumendo i seguenti consumi:

- acqua 280 litri/abitante

- gas naturale 604 metri-cubi/abitante

- energia elettrica 1163 KWh/abitante"

La popolazione attuale e' di circa 110.000 abitanti.

Inoltre (cito i rapporti di cui sopra) "tutte le utilities sono esenti da accise, IVA, oneri vari ... Analogamente l’acquisto di qualsiasi bene e prodotto, sia da parte della Base che dei militari, avviene in esenzione IVA. I servizi resi al costo non possono essere considerati come aventi ricaduta positiva sulla società civile, anzi devono essere considerati, in parte, una perdita. In particolare rispetto a quello che noi paghiamo l’energia elettrica costa il 25% in meno, il gas naturale il 40% in meno ed i carburanti 2/3 in meno. Ciò spiega perché “Camp Ederle” non è incentivata, per esempio, a cambiare il combustibile gasolio con altro meno inquinante."

Ma c'e' di peggio: nei link indicati si vede anche che il Governo italiano pagaper avere gli americani...

"Dall’interrogazione del 13 Luglio 2006 del senatore Bulgarelli si evince che “… nel 1999 il Governo italiano ha versato a quello americano 480 milioni di euro all’anno, mentre nel 2002 il contributo sarebbe ammontato a 326 milioni di euro” ... viene usata la definizione molto elegante di 'condivisione del peso’, che riguarda le basi presenti sul territorio italiano."

 

Grazie per la segnalazione. Ma visto che diamo i numeri almeno diamoli correttamente. Segnaliamo per dovere documentale l'autore di questa analisi: Ing. Eugenio Vivian. Basta dare una scorsa ai due documenti per rendersi conto che sono stati scritti senza un minimo di scientifico distacco dal problema. Ecco un elenco di osservazioni prese a caso:

  • Innanzitutto, l'esenzione IVA vale (probabilmente, il documento non e' per niente chiaro) per le forniture alla base. I 30mila cittadini americani che mangiano pizze e comprano magliette certo che pagano l'iva. Beneficiano dell'esenzione IVA di cui usufruiscono tutti i non-residenti (compresi noi italiani all'estero) sugli acquisti superiori ad un certo limite (se non ricordo male attorno ai 200 euro, non ne usufruisco mai perche' molti commercianti non semplificano la procedura come fanno i commercianti delle citta' d'arte). Ma l'IVA va allo stato, il commerciante ed i sui dipendenti beneficiano del maggior fatturato con e senza esenzione. 30mila persone in piu' creano non poche opportunita' per i commercianti, posti di lavoro, etc... cosa che il rapporto ignora totalmente
  • Il rapporto percio' confonde paurosamente i costi/benefici per i vicentini con quelli per l'intera nazione. Oltre al commento sull'iva di cui sopra, per esempio secondo il rapporto il governo ha versato in totale 480 milioni di euro nel 1999, ma 326 nel 2002. L'autore dell'articolo stima che la parte relativa alla ederle corrisponda ad 1/8, cioe' 40.75 milioni l'anno. La definizione di "condivisione del peso" sara' anche elegante, ma e' proprio questo: il contributo ad un bene pubblico (la difesa del territorio) che non sappiamo o non vogliamo pagare noi stessi. In ogni caso, si tratta di una spesa condivisa con il resto dell'italia, per la quale quindi i vicentini pagano ben poco.
  • Il rapporto sostiene che la realizzazione delle villette a quinto vicentino consentirebbe l'azzeramento dei contratti d'affitto. Mi piacerebbe sapere come 615 "villette" possano ospitare 30mila persone, oltre a tutte le altre famiglie attualmente affittuarie (attualmente secondo il documento che hai citato ci sono 16mila militari e relativi familiari, il "villaggio" come si puo' vedere dal link fotografico che ho riportato nell'articolo ha solo un centinaio di villette, lascio a voi fare i conti di quanta gente in affitto ci possa essere).
  • Altre perle non circostanziate (una valutazione d'impatto ambientale dovrebbe soffermarsi e documentare proprio questi punti):
    - "In un ambiente inquinato diminuisce la propensione ad insediarsi per cui il patrimonio
    immobiliare si svaluta ( meno 20÷30%)".

    (Da dove venga questa cifra non si sa. Fra l'altro si tratta di 20 o 30%? La differenza e' notevole. Poi, il 30% di cosa? Boh)
    - "Analogamente il turismo non può trovare la giusta incentivazione per cui perdita di
    opportunità e di posti di lavoro".
    (Ma quanto turismo c'e' a Vicenza? Poi perche' ignorare che 30mila stranieri in piu', con un turnover altissimo, sono come un flusso costante di turisti, o perlomeno di gente che compra beni di consumo)
    - "Aumento della criminalità organizzata"
    (?? da dove se ne esce questa?)
    - "L’aumento dell’interesse dei media internazionali, Al Arabyia ne è un esempio [...] può solo aumentare il senso di insicurezza e quindi danni economici".
    Questa e' la piu' bella di tutte, al limite del razzismo, poi ci lamentiamo della destra conservatrice americana.

Insomma, cosa resta? Aumento del traffico e dell'inquinamento, entrambi non analizzati e non quantificati. Dall'altro piatto della bilancia l'autore propone di usare il terreno per espandervi l'universita' di Padova, come se gli studenti non portassero traffico ed inquinamento.

Per concludere, si puo' discutere su tutto questo, ma se queste sono le analisi imparziali proposte per il dibattito stiamo freschi. Io non so se la base vada ampliata, so solo che il dibattito, come cercavo di rilevare nell'articolo, e' influenzato da un sottile e nemmeno celato antiamericanismo invece che da fattori rilevanti: e cioe' l'esigenza di difendere il territorio, e di discutere dove sia meglio (in termini di costi e benefici) mettere le strutture necessarie a questa difesa. E rapporti come questo non fanno altro che confondere le idee invece di chiarirle.

 

 

 

Ho imparato molto leggendo i post molto belli dell'ultimo mese (or so), pero'...c'e' un pero'...mi permetto di fare un modestissimo rilievo sul tono generale che avete preso da un po di tempo in qua. Ogni volta che clicco sul mio bookmark per collegarmi a NFA ultimamente c'ho la mano destra sul mouse e quella sinistra sugli zebedei. Perche'? Perche' credo ancora -rimasugli adolescenziali- che toccandosi gli zebedei la sfiga non ti si attacca. Voglio dire alcuni post ultimamente sono stati veramente tristi: esecuzione di Saddam, Welby e eutanasia, resistenza e guerra civile, Falcone e magari me ne dimentico qualcun altro. Ora, sia chiaro, che non ho alcun dubbio che sono tutti argomenti culturalmente rilevanti ma...certe volte vorrei anche farmi quattro risate pure sul vostro/nostro blog.

Cosi' per oggi propongo un divagazione sul mio argomento preferito: la gnocca (si puo' dire qui "la gnocca"??  boh ma io lo dico anche se non si puo' eppoi mandatemi a casa i Caramba che gli offro un espresso con la sambuca). In particolare mi riferisco alla gnocca economica (nel senso presente nel campo dell'economia). Recentemente (il 10 gennaio) e' uscito un articolo sul NYT che discuteva delle giovani star nel nostro field (economia). In particolare l'articolo si e' dilungato in quasi sperticate lodi su Emily Oster, figlia di Ray Fair, e sulla sua ricerca sull'AIDS (tra l'altro facendo pure errori pacchiani e argomentazioni pretestuose quando l'articolista scrive: "Whatever you think of her conclusions, there's no denying that her

subject is more interesting -- and, yes, more important -- than the

esoteric fiscal and monetary models that once dominated economics. Ms.

Oster is studying death, not taxes." Mizzeca ma come fa sto qua a scrivere sul NYT????). L'articolo riporta(va) pure una foto della Oster, facendo sottointendere che non solo e' brava, ma pure gnocca. Ora anche a me hanno parlato molto bene della Oster ma concordo col sito dealbreaker quando parlano della Oster si esagera un po troppo  sulla sua bellezza e dunque vi forwardo il sondaggio: "is Emily Oster genuinely hot or just, you know, economist hot?"

Votate e facciamoci quattro risate per una volta.

ps. Il mio rilievo non vuole offendere nessuno perche' i post li ho trovati veramente belli e interessanti solo un po troppo tristi tutti insieme... 

 

credo di parlare a nome di tutti quando dico i) si', si puo' dire "gnocca", qui, ii) grazie per il cazziatone - sara' l'inverno che ci rende tristi - ma prenderemo provvedimenti iii) hot e' chiaramente troppo per la nostra star, che c'ha un'aria da suoretta che smoscia.

 

n*ot

h*ot

a*t

a*ll

 

alea iacta est

 

 

Dice niente il CIA Factbook? Giorgio, tu che ci hai la mano, ce lo controlli?

No, perche' sono confuso. Per due ragioni, che se ci avete un momento ve le illustro. Io a Vicenza ci son stato, non con il Moretti ma con la morosa, e non era Berlino (che li' c'e' stato Lucio con il Moretti) ed era un po' triste e non molto grande, pero' quei suoi 100mila abitanti, al tempo, ce li aveva. Forse anche qualcuno un piu'. Che se poi ci metti anche Caldogno, che ci han detto fa tutouno (e perdonatemi se mi scampa il dialeto, che quando penso a cose venete e del Veneto, non riesco ad evitarlo). Dizevo, che se ci metti Caldogno che fa tuto uno, vengono quasi 120mila vicentini.

Tutti i giornali che leggo dicono che Vincenza insorge, che nessuno vuole la base, che Yankees go home - parentesi, scusate, ma perche' solo gli yankees? Ma gli yankees qui in 'Merica sono una minoransa oramai! Quindi, anche se mandate a casa gli yankees, poi rimangono i rednecks, e gli hispanics, ed i neri, ed i southerners, e la base sta in piedi lo stesso ... boh, mica capito perche' ce l'hanno tanto con gli yankees che sono tanto per bene e tutti pacifisti e corretti grappin da bassano politicamente parlando, e vogliono che la base USA sia piena di sudisti e magari da quelli delle rockies che son cattivi, quelli si, incazzati duri ...), dicevo, che Yankees go home, che al posto della base ci faccio l'Universita' (ma non poteva venirci prima l'idea? E mancano aule a Padova? No me pareva ... Comunque, se manca aule, forse e' meggio una succursale a Sarmeola, che Vicenza e' lontanina ed i treni pendolari non funzionano in Veneto, si sa, che Garibaldi era massone ed odiava i veneti, per questo no ghemo treni che funsiona), che basta con la sudittansa e che se gli Americani si fanno la base a Vicenza noi togliamo i nostri soldati in missione ONU in Afghanistan (ed io non pago piu' le tasse in Spagna, cosi' vedono quelli di ETA, ciapa li' tira su ... la politica internazionale s'e' una figonata se la fa Paolo Cacciari e Betin: puoi dire quel che vuoi e sembra sempre una grande idea nuova e veramente bela) ...

Insomma, il popolo di Vicenza insorge contro la base, e son tutti in piazza a protestare e tirar pomodori, mi dicono (pero' no in Piasa dei Signori, che ea tenemo neta).

Ma il Corriere dice che erano mille; e Repubblica (che la base si vede che non la vuole perche' i suoi lettori han detto che loro son contro e che ci difendiamo noi da soli) non dice quanti sono, il che vuol dire che son men che mille; ed il Gazzettino anche dice che attorno al migliaio; e la Stampa dice "oltre un migliaio" (che vuol dire meno di duemila), ecc. ecc. ... allora io dico, ma cosa e' suceso a Vicensa da quando sono 'ndato via? Ma dove sono andati "tuti" se son "tuti" in piasa?

Perche' se son mille in piasa, e questi son "tuti", in citta' devono essere diecimila a farla grande. I veci non vengono, si sa, e neanche le mame, ed i ragasini d'eta' inferiore ai 14 nemeno. Eppoi bisogna togliere i qualunquisti, che anche a Vicenza qualcuno ce n'e', che quelli rimangono in Piazza dei Signori a fare i porci comodi. Vanno gli omeni veri in piasa, che la politica e' una cosa da uomini, e le ragazze giovani anche vengono, che marciare e protestare e' bello e magari c'e' anche il sole. Insomma, diciamo uno-due ogni dieci, che l'Italia e' piena d'anziani e Vicenza non fa ecesione. Cosi' dev'essere. Che quando Tore ed io organizavamo gli studenti medi a Mestre ne avevamo fra i 10 ed i 15mila in piasa (Feretto, no Signori, Mestre s'e' piu' poareta) e Mestre al tempo faceva 170-180mila, ed il conto torna: a Vicensa sono fra gli 8 ed i 10mila abitanti!

C'e' stata la peste bubonica a forza di mangiar gatti? Son diventati tutti matti e si son trasferiti a Verona? O son tutti gran signori che sciano in Altipiano e non ci hanno tempo per farci il corteo? Ma se su ad Asiago non c'e' neve, che ce n'era poca anche in Badia ... ma dove sono andati a finire i Vicentini? Forse tutti a Padova a diventar dottori, che e' per questo che vorrebbero l'Universita' vicino all'aeroporto che cosi' non debono trasferirsi piu' in teritorio foresto per studiare? Che a ben pensarci, ma cosa se ne fanno dell'aeroporto a Vicenza se son rimasti in qualche migliaio in citta'? Allora anche a Campagna Lupia debbono farci l'aeroporto, mica solo a Vicenza! E a Papozze pure, che tra Tesera e BorgoPanigale sono isolati dal mondo di Vueling, poareti ...

Ah, a proposito, ho trovato una foto (sulla Stampa) di come sarebbe questa base criminal-inquinante degli Yankees. Quelli della Stampa, che a Torino ci han la Fiat e sono high-tech e ci san fare altro che noi polentoni, han fatto la simulascion al compiuter, e cosi' si vede che proprio e' vero, come dicono qui i amici di Paoleto Caciari, ed anche a Vicenza dicon tuti lo stesso. Dicevo, che scusa che perdo il filo, dicono, dicevo, che sarebbe proprio in una zona altamente urbanizata 'sto aeroporto dei 'mericani. Proprio in mezo a una zona ad alta densita' di popolasione, e trafico, e strade, e negozi, e scuole, e bimbi (bimbi? Ma fanno bimbi a Vicenza, che son rimasti in 10mila si e no? Saran bimbi cini importati che poi li mandano in conceria a Valdagno ... ma le concerie, non han mandato quelle in Cina? Noi gli mandiamo le concerie e loro i bimbi? Mica semi i vicentini, vedrai che si recuperano dal calo demografico e si tolgono di meso Valdagno, che intanto i Marzotto non conta pi' gnente ...) e mamme, e vecchietti che fan paseiate mangiando il gelato, e giovani che discutono con preti veramente di sinistra ... Insoma, proprio in mezzo ai palasi ed alle case la vogliono fare 'sta base del casso, oh pardon, che proprio si vede chiarisimo nella foto del compiuter torinese ... che ora ve la meto e vedete anche voi che criminali che sono: palasi pieni di gente vicentina purosangue tuto intorno ala pista ...


Eco, vedete? L'altisima densita' abitativa a sinistra dell'aeroporto e' ciarisima, centro citta' come dice l'amico vicentino piu' sopra. Ga proprio ragione, niente da dire, Chi sa, sa. Cosa? Che a voi non sembra proprio Fifth Avenue quella strada in diagonale? Insensibili e cinici nemici del popolo veneto!. Che a Vicenza son rimasti in pochi, ma e' centro citta' quello, okkei? L'ha detto Caruso, ed anche Cacciari, e fra un po' lo dice anche Berti-noti, centrocitta'! Oh, porca mastea. Se guardate bene, sensa paraochi reasionari, c'e' anche una palasina a due piani e semi-interato, che son quasi 11 metri, che son 1100 centimetri e 11000 millimetri, un'altesa spaventosa ... sai se la tocano con le rode del Tomcatss in atterraio radente suolo a alta velocita? Che poi viene un Cermis? Eh? Schersate voi, che ci viene un Cermis anche a Vicenza? Mica siamo trentini, noi ... L'ha detto Paolo Cacciari, ed anche quell'altro, il napoletano rivoluzionario che guida le mase in lota contro, ah, ecco, Caruso. Come "contro cosa"? Contro! Contro i reasionari che voliono il moses, il tav, il 'reoporto militare, la tangesiale dopia, il pasante, il radopio linea feroviaria: tuta roba reasionaria de Bush e del nuovo colonialismo globale che vuole farci 'ndare in aseo el vin bon e ea verdura in semensa. Che noi un altro Cermis a Vicenza non lo volliamo, che con gli Yankees, un Cermis ogni sesanta ani ci viene, disgrasiai ... che noi 'taliani ben governati dal companio Ferero, torinese haitech, uno stretto di Mesina con aliscafi che fanno boom, o treni delle FFSSS che ovunque fanno bam perche' il feroviere s'e' fatto una caneta o una penichela sindacale, o camions che fanno strabam, in Italia nostra qua del Nord (a parte Mesina, che e' del Sud) al piu' dieci al giorno ne abiamo. Che noi un Linate che fanno fare straciaff ai 'erei e ne morono una caterva ed il sindacato dice che mica e' colpa dei lavoratori dei controli, che sono stresssati poareti (no, stressati poverini, che a Linate son Lombardi e parlano l'itagiano bene) e via tutti a casa (i lavoratori stresssati di Linate, vogio dir, ma anca i 'mericani, casa, tuti casa). E questi 'mericani, in sessant'anni che volano sempre sule nostre teste sensa ragione alcuna, un Cermis ci han fatto, altro che bale (che grasieadio gera piena de cruchi ea teleferica, pero anca i cruci poareti ga un'anima, o no? Beh, insoma, quasi, dai ... ).

E non fatevi confondere dai campi arati alla destra, e' cosi' solo d'inverno finche' i vicentini sono ad Asiago a sciare ed impoverirsi, a Verona a smatteggiare per rinsavirsi, e a Padova ad educarsi. Poi tornano, e tutti quei campi si riempiono di tende e di focherelli con sopra pentole dove bolle l'acqua e si cuoce il gatto, con le erbe, e la poenta, e anca i osei, co ghe n'e'. E' altamente urbanisata la zona, come dicono i nostri amici di sopra, che loro si' che sanno ... che loro son di Vicenza, la nuova cuna della sinistra rivoluzionaria italiana. Altro che Mariano Rumor!

Che andava male il Veneto me l'han detto, che l'ha scritto anche Giavazzi ultimamente e che son li' che ci penso anche io per dir la mia, ma che Vicenza fosse diventata un quindicesimo di quel che era ed anche meno, ecco questo, da buon padovan-venesiano, me despiase bastanseta ...

Beh, pero', saran contenti i gati. No, no che fano la base 'mericana, no de quelo, saran contenti che i vicentini deso xe cosi' pocheti ... no i finise piu' al bogio ...

 

 

Simpatico questo commento, che si basa sicuramente su conoscenze scientifiche certe, derivate da una presenza assidua nel territorio in questione e da misure precise, non certo derivanti da una foto ricostruita al computer. Assolutamente sicuri anche i dati su natalità, fertilità, densità abitative rilevati direttamente sul campo dall'amico sopra.

Comunque l'università a Vicenza c'è da un po' di anni, nata come succursale di Padova per alcune intere facoltà (quindi relativamente indipendente, non per avere qualche aula in più in modo che a Padova il professore di turno dica "oggi non ghe stémo... 'ndemo a tore el treno che a Vicensa ghe se 'n'altra aula pì granda"). E da tempo si discute di rendere indipendente l'Università di Vicenza. E la necessità di posto per far crescere l'università di Vicenza esiste visto che ora le strutture sono dislocate in vari punti del centro città, anche scomodi e sacrificati. Ed essendoci gli spazi e non ancora strutture vincolate-vincolanti c'erano anche idee di una specie di campus universitario, simile a quelli americani (ma guarda un po'). Quindi che ne sapete voi???? Chi parla di scambio università-base tra padova-vicenza? Chi parla di motivi di carenza di aule a pd?

Che ne sapete della distanza tra abitazioni, quartieri, zone residenziali, basi, depositi munizioni, polveriere dislocate nelle più variezone del vicentino e qui non ancora citate? Ah già la favolosa foto aerea modificata...

Probabilmente avete delle fonti attendibilissime e siete dei luminari del campo essendo l'economia il motore di tutte le cose e sicuramente siete molto più obiettivi e distaccati, quindi giusti e veri... par cui no stè fidàrve de quel che ve vién dìto dai visentini magnagati!

Ah, Michele, scusami, tu che a volte richiami l'attenzione sui

commentatori anonimi (io mi son presentato in precedenti interventi)

conosci per caso quel tale "bossone" che ha fatto qui un utilissimo

intervento riguardante il serio argomento della base MILITARE a Vicenza?

 

 

 

Concordo con chi dice che la carenza di informazione e di discussione è lo scandalo principale. Leggendo i commenti della stampa nazionale, poi, la confusione non fa che aumentare. Quali leve aveva (ha) in effetti in mano il governo? Si trattava di decisioni sostanzialmente già prese oppure di fatti nuovi? E' credibile il sindaco di Vicenza quando snocciola le condizioni rigidissime cui gli americani, secondo lui, dovrebbero sottostare? Riguardo a queste ed altre questioni importanti, si sente tutto e il contrario di tutto...

 

Il colloquio con l'amico PAolo non sembra fare molti

progressi. Il progetto di indipendenza militare che aveva suggerito

possibile non lo vedo arrivare, quindi temo che tutte le affermazioni

roboanti fatte dallo stesso al

riguardo - e da altri per carita': mica e' solo - non fossero altro che quello, affermazioni roboanti. Infatti, vedo ora che ha aggiunto un commentino veramente umoristico al presente, come tutta risposta. Non mi sorprende, accade con grande regolarita', ma e' deprimente. Chi non ha nulla da dire comincia con affermazioni roboanti e poi finisce con battutine umoristico-furbe per togliersi d'impaccio, ed eclissarsi. Metodo sia vecchio che triste del chiaccherone italiano, di quelli che una volta s'incontravano (che ci siano ancora?) in piazza Maggiore a Bologna. Sic transeat ...

Comunque,

siccome non si sa mai, io rimango disponibile ad esaminare la proposta, qualsiasi proposta che soddisfi ai requisiti di auto-difesa nazionale, per mandarla poi a "sinistra", all'interlocutore "appropriato", dopo averla sottoscritta.

Nel frattempo, ho provato a vedere quanta realta' vi fosse dietro ad alcune affermazioni anch'esse roboanti del signor PAolo, su Sigonella, Lampedusa, ed altre cose ad esse collegate.

Su Sigonella "solidarieta' araba" ci ha pensato lui, ha detto "whatever", quindi caso chiuso: whatever. Discutere con i whatever e' cosa che ancora non ho appreso.

Su Lampedusa, il nostro scriveva

 

vent'anni piu' tardi, c'e' chi pensa che i missili, se ci sono mai

stati, siano stati un avvertimento proprio dei nostri amichetti a

stelle e strisce, che mal vedevano la solidarieta' araba di Craxi

 

Rimanda ora a MediaWatch, un sito pacifista sulle "menzogne della guerra". Questo copia un articolo dell'Espresso, che rimanda ad un'intervista su Pagine di Difesa, una rivista militare on line. L'intervista e' a un vecchio signore, capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana dal 1983 al 1986, che esprime le sue opinioni, e mai menziona gli amichetti stelle e striscie. Dice il signor generale ottantenne in pensione che queste son opinioni sue, che sino ad ora ha taciuto per adeguarsi (o per far carriera? Comunque, uomo tutto d'un pezzo, un vero funzionario pubblico italiano ...). Non menziona ne' fatti ne' altri elementi probatori a suffragio della sua tesi. Ecco tutti i fatti che vi sono dietro ad affermazioni tanto roboanti. Niente male.

Ah, aggiunge anche che ad Ustica, a suo avviso, l'aereo e' venuto giu' di suo perche' era stravecchio, nessun missile di nessuno. Come spesso capita, sia L'Espresso, che MediaWatch, che il nostro lettore, leggono selettivamente le opinioni dei vecchietti, tant'e che questa seconda opinione non viene menzionata. Anzi, in commenti precedenti a questo post (ed altrove in Italia in questi giorni) si elenca Ustica ed "aereo abbattuto" come un ovvio crimine Yankee, una delle tante ragioni per cui dobbiamo sganciarci per sempre dai maledetti criminali.

E qui vengo al punto che mi interessa: perche' questo casino gigantesco sulla base USA a Vicenza? Perche' all'improvviso questo post di Andrea ha quasi cinquanta commenti e la gente se lo viene a leggere a frotte? Perche' anche oggi sia Repubblica, che il Corriere, che, ne son certo, il resto della stampa indipendente (per non parlare ovviamente di Manifesto, Unita', Liberazione, che invece ho attentamente controllato) mettono in prima pagina le proteste contro la base, proteste che poi (quando si leggono gli articoli) si scopre avere la partecipazione di poche centinaia di poveretti? Si, perche' in tutta Italia ed a Vicenza, ad "insorgere" sono qualche migliaio di sderenati, sempre gli stessi, i professionisti del rally incazzoso, guidati dai loro capi e capetti di sempre, i professionisti della rivoluzione permanente, i Russo Spenna, i Bertinotti, i Paolo Cacciari, i Caruso, le Menapace, ed i Venier. Tutta gente che poi, nel proprio sito e nella propria vita, inneggia a Castro, a Chavez, al Congresso del Partito Comunista Russo, e che una volta inneggiava a Hoxa e a Mao ... e la stampa a far finta che e' una cosa seria, che e' il popolo italiano che va in piazza. Ma dove?

Prima domanda, il giornalista medio italiano e' proprio cosi' ideologicamente distorto? Sembra di si'. L'idea che uno si fa della professione giornalistica e' che son tutti ex grupettari falliti, non si son laureati o si son laureati male, volevano fare i Tabucchi e son usciti strabucci, volevan far la rivoluzione ma avevan paura di prendere due sberle dal preside, stavano sempre dietro, voglia di fare pochina, di leggere e capire per davvero ancor meno, parola pronta ed aria fresca. Ora tutti a fare i finti giornalisti-letterati e a raccontare non la realta' ma le loro incompiute fantasie adolescenziali, e le loro frustrazioni. Orrendo, il giornalista medio italiano. E d'una ignoranza del mondo da far terrore. Non raccontano il mondo che accade, ma le pippe di chi gli ha trovato il posto, e glielo mantiene. Amen, e passiamo oltre. 

Seconda domanda, piu' importante. Veniamo alla logica di costoro, alla logica di chi continua a protestare contro i maledetti Yankees. Non la capisco proprio. O meglio la capisco solo in quanto logica della protesta anti-americana per il gusto (del tutto personale) della protesta anti-americana. Insomma, per poter dire "Vi odio, americani di merda, anche se non so nemmeno perche'. E vengo in vacanza li, e magari vivo qui da voi o sogno di viverci, ed uso la vostra ricca e funzionante societa'. Pero' vi odio. Per ragioni primordiali, ma vi odio." Non vedo altra spiegazione. Qualcuno ne ha un'altra? Me la proponga.

Mi sembra palese da quello che sono andato scrivendo in questo sito di non essere un fan di Bush, della sua politica estera, dell'invasione dell'Iraq, della politica estera USA in relazione alla Palestina ed a tutto il mondo Arabo, della politica Israeliana da almeno sessant'anni a questa parte, ed in generale di quasi tutto quanto l'occidente (USA+Europa+Israele) ha fatto nel Medio Oriente da ... da tempo immemorabile, diciamo dal 1918 in poi almeno. Quindici anni fa ho messo in gioco la mia tenure in un posto alquanto prestigioso perche' ho disapprovato pubblicamente quanto sopra, quindi proprio vado tranquillissimo.

Ma non vedo la connessione logica fra il disapprovare una politica, o anche cento politiche, e dire follie e fare proposte insensate ed innattuabili. Se si disapprova una politica occorre proporne un'altra, fattibile. Senno' si e' dei quaquaraqua che parlano a vanvera, e l'unica cosa che si riesce a provare e' semplicemente odio aprioristico e rabbietta contro un paese solo perche' e' meglio di quello da cui si viene!

Quando leggo le insensatezze che si vanno scrivendo in questi giorni sui giornali italiani, mi domando se non occorra fare come quelli che stanno con Bush comunque, perche' a fronte di questo nemico interno cosi' cieco ed ignorante, tanto vale fare muro. Dico per dire, ovviamente, fare parte del branco non lo sopporto proprio. Ma e' tanto per dare un'idea dell'effetto che questo tipo di dibattito fa. E delle conseguenze a cui porta: a me far parte del branco non piace, ma ad altri piace. Isterie come quella vicentina solo una cosa provocano: una chiusura ancor piu' isterica nel campo opposto. E la fine della discussione. Come si fa a scrivere cose come questa

 

Quindi, se qualcosa i fantomatici missili mi devono dire, e' che quanto

sia urgente e necessaria la dissociazione con le manovre USA sul

continente europeo come portaerei per fatti e fattacci commessi in

medioriente. Abbiamo solo da perderci.

 

e non voler ammettere di vivere in una specie di pipedream che non esiste, che non ha senso, che e' solo alimentato da una profonda frustrazione e tanto odio contro la societa' americana perche', boh ... perche'? Sia chiaro, della persona che si cela dietro a PAolo non voglio fare il capro espiatorio, e' solo l'esempio dell'italiano medio di sinistra che in questi giorni impazza di livore antiamericano dicendo cose che io considero semplicemente folli. Cerco sempre di tornare ai tempi in cui anche io dicevo cose simili e mi domando se era livore irrazionale quello che provavo ... boh, ammetto di non ricordare. 

Ad ogni modo, sento cose che da quarant'anni si dicono per dar sfogo a incontrollabili complessi d'inferiorita' socio-culturale e superiorita' pseudo morale, a sentimenti d'invidia, frustrazione, rabbia ... provincialismo cattolico da pretini un po' masturbatori e supponenti. Il tutto mischiato, alla fin fine, a menefreghismo un po' tremebondo: noi ci facciamo gli affari nostri, che ci lascino in pace. Il tutto condito da proposte insensate ed incoerenti, che infatti, quando si deve articolare non si riesce ad articolare neanche minimamente. Perche' non soddisfano il principio di realta'. Per questo ho provocato insistendo "Scriviamo la proposta!" Alla fin fine, quello e' il test: dimmi come si fa il tuo mondo di santi. Proposte ed affermazioni che si spera non vengano mai attuate, perche' se venissero attuate, guai grossi sarebbero! Ed e' terrificante la mancanza di memoria, la conoscenza selettiva che anima questi signori.

Ma dalle armate di Stalin, Breznev, ed ora Putin, chi pensate vi abbia protetto e protegga? Ma se nemmeno da Tito riuscivamo a difenderci cinquant'anni fa? E dall'appetito cinese per Africa e Medio Oriente (e le loro materie prime) come ci difendiamo? Pensate davvero che fra 10 o 20 anni il petrolio e tutte quelle altre belle cosette arriverebbero COMUNQUE senza l'equilibrio militare che la NATO determina a fronte di Cina e Russia (e di una lunga lista di altri piu' piccoli, ma al momento ben piu' pericolosi)? Pensate davvero che l'unica risposta a Al Qaeda sia, sia quale? Ecco, quale? Il disarmo unilaterale? Cosa ci proponete di FARE?

Facciamo pure finta che delle missioni umanitarie, e dell'esportare democrazia, mantenere l'Afghanistan fuori dall'eta' della pietra talibana, evitare che Sudan e Somalia finiscano nella stessa piu' di quanto non siano, ed idem per Egitto e via elencando, supponiamo che di tutto questo non ce ne freghi nulla, benissimo. Ritiriamo pure il contingente dal sud del Libano, e che si ammazzino come e quanto vogliono - mi sbaglio, o gli stessi che gridano che gli americani son tutti sempre e comunque criminali e che la nostra alleanza con loro va cancellata, poi richiedono che noi si impedisca ad Israele di massacrare i palestinesi? E con che forza militare impediamo agli Israeliani di farlo? Idem per Africa, Afghanistan, Indonesia, eccetera. Va benissimo, facciamo finta che davvero questo isolazionismo si puo' fare; che possiamo fare tutti gli svizzeri che se ne fregano di tutto. Funzionera'? Chiediamocelo, funzionera'?

Un minimo di teoria dei giochi, non ve l'insegnano proprio, li' dove andate a scuola? Che dico, teoria dei giochi e' una parolona, un minimo di nozione di comportamenti d'equilibrio, un minimo di senso comune!

Gli svizzeri e gli svedesi fanno gli svizzeri e gli svedesi perche', tutto attorno a loro, noi NON facciamo gli svizzeri e gli svedesi! Hong King sopravvive in semi liberta', perche' ci sono gli Stealth bombers, non per grazia ricevuta. Il petrolio fluisce, e voi venite qui a studiare, perche' Al Qaeda NON governa l'Arabia Saudita. 

Ora, si puo' senz'altro far meglio di quanto questa fottuta amministrazione abbia fatto nel medio oriente. Ed anche la precedente. E senza dubbio alcuno si puo' maneggiare in maniera diversa da Sharon-Olmert-Clinton-Bush la situazione in Palestina. 

Pero', COME? 

Qualcuno potrebbe spiegarmi, COME?

 

 

 

"Il progetto di indipendenza militare che aveva suggerito

possibile non lo vedo arrivare" 

Ma e' perche' mi sono un po' preoccupato. 

Io parlo di difesa europea e tutto d'un tratto vedo emergere desideri imperiali (sparate a chi chiude i rubinetti!) le bombe umanitarie, pure la guerra al presunto terrorismo.  Insomma mi sa che la difesa eropea in mano a certi signori somiglierebbe moltissimo a quella che abbiamo gia'.

Allora tanto vale tenerceli.

 

 

Hong Kong sopravvive in semi liberta', perche' ci sono gli Stealth bombers, non per grazia ricevuta.

 

Ma scherzi? Hong Kong prospera (in liberta' maggiore che nella Land of the Formerly Free, thank you very much: niente tribunali segreti da queste parti) perche' rende fior di quattrini alla Cina, e perche' il governo cinese sta disperatamente tentando di imparare l'arte del capitalismo senza perdere il cadreghino. Leggi qui e qui per avere un'idea di come stanno le cose, e non da ieri.

 

 

E senza dubbio alcuno si puo' maneggiare in maniera diversa da Sharon-Olmert-Clinton-Bush la situazione in Palestina.

Pero', COME?

 

Smettendo di farsi gli affari degli altri?

 

"Sia chiaro, della persona che si cela dietro a PAolo non voglio fare il

capro espiatorio, e' solo l'esempio dell'italiano medio di sinistra che

in questi giorni impazza di livore antiamericano dicendo cose che io

considero semplicemente folli."

Grazie di tanta pietas per un tuo ammiratore di lunga data :)

Vorrei chiarire che come esempio di quello che dici tu sono un po' scarsino, dato che al limite sarei un americano di sinistra, dato che in Italia non voto dagli anni ottanta, e la mia scarsa dimestichezza con l'italiano, barbarizzato dal continuo uso di espressioni anglosassoni, dovrebbe dimostrarlo.

Tra l'altro non credo che nessuna persona si celi dietro di me (almeno l'ultima volta che mi sono girato non ho visto nessuno). Modifichero' il profilo.

Il "livore" viene dalla frustrazione di vedere la cd democrazia italiana ancora "pilotata" da interessi transoceanici piuttosto che europei. Quanto all'antiamericanismo, direi che e' eguale e contrario al folle proamericanismo che vedo altrove. Che e' fatto anche del credere a misteriose cospirazioni internazionali di "terroristi" che ricordano tanto Orwell, o di accettare la legittimita' di azioni fintoumanitarie dirette al controllo delle ultime risorse petrolifere.

Tra l'"isolazionismo" che dici tu in senso umanitario e la politica di espansione neocoloniale del nostro paese adottivo c'e' un abisso.  Come si traduce in politiche concrete?  Non lo so, discutiamone.

Quanto alla follia di certe asserzioni provocatorie, perche' no. Mi sembra abbia trasformato una discussione un po' morta in qualcosa di molto interessante.

Cheers,

 

 

(attenzione, commento assolutamente inutile. Come tutti gli altri direte voi. Io intanto preciso, poi si vede) acc! questa me la sono persa! Pensa quante cose avrei potuto dire su Vicenza, gli americani, i terroristi e il Medio Oriente... in perfetto disaccordo quasi con tutti tralaltro.

Vabbe'.

 

Mitico mistero il nostro amico ispirati, comincia a venirmi simpatico ... un po' come Obama e' simpatico ad Alberto.

Beh, se proprio ti manca lo scazzeggio e vuoi fare commenti assolutamente inutili con la garanzia che sei in disaccordo con me, c'e' sempre il pezzo nuovo sull'Iran dove il dibattito langue ... pensa, io l'avevo messo perche' pensavo il dibattito su guerra&pace continuasse a lungo e fosse il caso di aleggerire questo che aveva oramai un thread troppo lungo! Dai, animo :-)

 

 

Spero di essere breve e chiaro.

Premetto che non sono per nulla antiamericano, anche se non condivido tutte le loro scelte, e che la base mi potrebbe anche stare bene, tanto che a Vicenza ci siano 5000 americani o 6000 o 7000 fa poca differenza. Se poi devo dirla tutta, meglio loro che altro ciarpame che infesta la nostra città (leggi "zingari").

Detto ciò, contesto la decisione sia nel merito ma soprattutto nel metodo.

Partiamo dal merito : tralascio il fatto che la base è USA e non NATO, che già la base esistente è poco o nulla integrata col territorio, ecc.; voi (Moro & C.) ragionate solo ed esclusivamente in termini "costi / benefici"; avete mai sentito parlare di "qualità della vita" ? Tanto per chiarire, sono stati fatti dei seri studi su impatto ambientale, viabilistico ecc. delle opere da approntare ? Se si, sono serie ? E se sono serie, se ne conoscono i risultati ? No, perchè, se non l'avete capito, qui pochi o nessuno sa qualcosa, e non per disinteresse (o non sempre) ma proprio perchè nessuno ci ha mai detto nulla. Dato che la città è nostra, avremmo quantomeno il piacere di sapere se, oltre agli incrementi delle vendite di pizze e gelati tanto cari a Moro, ci saranno nuove strade, nuove antenne, nuove centrali elettriche, ecc. Così, giusto per sapere. Una domanda : se domani gli USA chiederanno la costruzione di un'altra base dove arriveranno 50.000 uomini (e, di conseguenza, almeno altre 100.000 pizze al mese, 60.000 palline di stracciatella, 47.550 di pistacchio, 82.000 di mentaciok ecc.) diremo che non c'è nessun problema o qualche domanda inizieremo a farcela ?

Nel metodo, l'avete già capito, è stata fatta una porcata : in sostanza, l'accordo è stato preso già dal governo precedente col benestare del comune; anzi, con parte di esso, dato che pare che molti esponenti del consiglio non sapessero nulla. Dopodichè, quelle teste di min...a di Prodi e Parisi (posso usare termini offensivi come Prodi e Parisi, vero ?) hanno detto che no, non c'era nessuna decisione presa, che tutto doveva essere valutato anche e soprattutto in base alle decisioni del consiglio comunale ! Ossia, tutta la politica di alleanze e strategie del governo italiano sarebbe stata in mano al sindaco ed agli assessori, molti dei quali non sapevano nulla ! Bella, vero ? Il consiglio, con la schiacciante maggioranza di 2 (due) voti a deciso a favore della base e quindi le teste di minc..a di cui sopra hanno detto : bene, si fa la base, tanto è solo una questione urbanistico-amministrativa !! (questi qualcuno di voi li ha votati, vero ? Tanto che vi frega, voi siete in America ....).

Se ci avessero detto la sincera verità, ossia che gli americani hanno DECISO che la base si doveva fare a Vicenza, non solo, che si doveva usare l'area del Dal Molin, e che l'Italia non ha strumenti economico-politici per opporsi, vi assicuro che il 70 % di quelli che sono contrari sarebbero favorevoli. Ma sentirsi così presi per il cu.o dalle istituzione fa veramente girar le palle, scusate. Perchè è chiaro che è andata così : loro hanno deciso che si doveva fare lì, punto e stop. Le panzane che sono stati offerti siti alternativi ecc.ecc. non sono altro che panzane, appunto. E ritengo che ciò sia grave, come ha detto Siro in altri post : credo che quantomeno spetti all'Italia dire si o no ed al comune scelto dire dove e come. E tenete presente che qui c'è qualche grullo che pensa che il compenso per il nostro SI saranno l'abolizione dei dazi doganali per le esportazioni orafe, una costruzione di un'università e di un ospedale, ovviamente il tutto a carico degli USA ! Come no, e poi ci faranno riavere Fiume, l'Istria, la Dalmazia ed il Corno d'Africa.

Saluti

 

 

Premessa metodologica: certo che occorre guardare ai costi e benefici, e certamente la voce "qualita' della vita" rientra fra i benefici (o fra i costi, se diminuisce). Infatti gli unici argomenti seri sollevati sin qui sono traffico ed inquinamento. Che comunque aumenterebbero in qualsiasi altra citta'. Dal punto di vista nazionale dunque, Vicenza o altrove grossa differenza non fa. Nota pero' la mappa che ho indicato sopra, che rivela che Vicenza ha ancora enormi opportunita' di espansione, con o senza la base in aeroporto. 

Sono d'accordo sul metodo che proponi, e cioe' che "spetta all'Italia dire si' o no, ed al comune dire dove e come". La prima parte corrisponde a quanto e' stato fatto. Sulla seconda, e cioe' sulla delega verso il basso di alcune decisioni operative, magari e' ancora possibile fare qualcosa, visto che i lavori non sono iniziati.

 

 

Attivato un conto corrente per sostenere i dipendenti


Solidarietà per la Ederle

 

 

Il Comitato di solidarietà ai dipendenti della Ederle ha predisposto

l’apertura di un Conto Corrente Bancario allo scopo di convogliare i

versamenti di tutti i cittadini che vorranno sostenere l’azione dei

lavoratori della Caserma Ederle.

I versamenti dovranno essere

effettuati sul C/C N. ..., intestato al “comitato di solidarietà

dipendenti caserma Ederle” presso la Banca ..., «Il Comitato - si legge in una nota - ringrazia fin d’ora chi vorrà sostenere l’impegno e la causa dei lavoratori della Ederle»

 

 

 

Ma porcacciaeva... ma se una ditta qualunque (forse non la fiat o altre abbastanza famose) chiude o fallisce (magari a causa di un presidente farabutto che sperpera illegalmente i fondi dell'azienda per i propri tornaconti personali e se la cava con un buffetto sulla guancia, com'è accaduto a me)... quanti conti correnti vengono aperti per sostenere i poveri dipendenti???...

che poi... aiutarli perchè, visto che non dovrebbero correre alcun rischio, date le decisioni prese???

 

Ecco un esempio chiaro del livello di solidarietà, integrazione e profonda collaborazione tipica tra paesi alleati:

 

Il Giornale di Vicenza - giovedì 15 febbraio 2007

cronaca pag. 12

Nel processo contro un soldato americano che aggredì i Cc


Sorrentino attacca ... gli Usa

Ma il vicesindaco è parte civile


Il legale definisce «beffarda» la risposta dell’ambasciata su un risarcimento negato

 

 

(i. t.)

E per l’avvocato Valerio Sorrentino, vicesindaco aennista, l’ambasciata

americana d’Italia è «beffarda». Possibile? Sì, ma la questione Dal

Molin non c’entra proprio, e Sorrentino non ha inteso mettere in

discussione la linea del partito tracciata a Vicenza dall’on. Giorgio

Conte, piuttosto l’aggettivo “beffarda” l’ha usato per descrivere la

risposta dell’ambasciata di via Veneto a una richiesta di danni per il

protervo comportamento di un soldato americano il 12 aprile 2003

allorchè aggredì due carabinieri, uno dei quali assistito dal legale,

picchiandoli e così finendo in cella a smaltire l’euforia.

Per la

cronaca, il giudice onorario Enrico Pucci accogliendo la richiesta del

pm d’udienza Stefano Conte non solo ha inflitto 10 mesi di reclusione

per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale al soldato Drew Barton

Bailey, 33 anni (avv. Nicola Guerra), ma l’ha condannato anche a pagare

i danni biologici, morali ed esistenziali, liquidati in complessivi 5

mila euro, a favore del vicebrigadiere Danilo Rosso e l’appuntato

Giuseppe Bonaparte.

Il fatto avvenne quando Bailey, evidentemente su

di giri, scambiando la recinzione della casa di Cristina Ferrando,

situata nel capoluogo, per un bunker di fondamentalisti islamici, si

era arrampicato fermamente deciso di andare alla sua conquista. Vennero

chiamati di gran carriera i carabinieri che non appena giunsero al

cospetto del militare Usa dovettero ingaggiare una colluttazione.

Furono botte da orbi per fermare lo scatenato Bailey. L’americano era

finito in manette, i due carabinieri dopo averlo arrestato si recarono

in ospedale per farsi medicare.

In aula l’avv. Sorrentino, che

assieme al collega De Leonardis, tutelava i carabinieri, ha spiegato

che l’ambasciata americana non solo non ha dato seguito ad alcun

risarcimento, visto che Bailey si guardò dal farlo, ma rispose che è

nel mestiere dei carabinieri il rischio di prendere le botte. «Una

risposta beffarda e ingiusta che giustifica il risarcimento del danno

esistenziale», ha detto Sorrentino. Il giudice è stato del suo stesso

avviso. Ma chi pagherà? I due carabinieri promuoveranno un pignoramento

contro gli Usa?

 

 


 

bah

 

incarta e mettitela via: i compagni che marciavano con i vicentini hanno fatto dietrofront, a loro interessa più il loro culo saldo sulle poltrone che la tua piazza delle erbe american-free