I post con keyword Ex Kathedra

  • Ex Kathedra

Le parole sono importanti, specie in un Paese “governato” – e non solo in senso figurato – da stati emozionali. I politici tendono ad alimentarli per procacciarsi consensi, i cittadini non chiedono altro che pretesti, più o meno fondati, per esibirne la più ampia gamma: tutto si tiene, come sempre. Così le parole, usate in maniera distorta per indirizzare il “sentimento” dell’elettorato, producono esiti surreali nel dibattito nazional-popolare. L’ultimo esempio è dato dalle parole con cui è stata identificata una legge attualmente in discussione: quella sul c.d. ius soli, che lo ius soli in senso proprio non lo prevede affatto.

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Prevedibile come un temporale estivo, puntuale come un bonus pre-elettorale del governo Renzi, scontato come una discussione sulla nuova legge elettorale: “la vera causa del debito pubblico italiano è il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro”, continuano a ripetere in molti, troppi. Siccome inizia a comparire anche sulla bocca di parte della cosidetta “classe dirigente”, merita ribadire dettagliatamente che di solenne idiozia si tratta. Il ritorno ad un deficit dello stato finanziato direttamente attraverso l’emissione di moneta sarebbe pura follia.

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Questo articolo cerca di ricostruire i fatti nella vicenda della tesi di dottorato della ministra Marianna Madia. La ricostruzione è avvenuta parlando con molte persone coinvolte a vario titolo; alcune non erano state precedentemente sentite dai giornali che si sono occupati della vicenda, o avevano scelto di non parlare con loro. Emergono molte inesattezze  nelle ricostruzioni fin qui avvenute; ma permangono alcune domande ancora senza risposta. 

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Da tempo si rileva la necessità di misure che rendano il contesto nazionale più favorevole agli investitori sotto il profilo economico, fiscale e burocratico. Sembra, invece, sottovalutata l’importanza di dare maggiore affidabilità al Paese mediante regole idonee a porre gli amministratori pubblici “al di sopra di ogni sospetto” di condizionamento nell’esercizio delle funzioni svolte. 

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Il caso Madia, sollevato da uno scoop del Fatto Quotidiano, ha creato come prevedibile la solita caciara da stadio, dove gli ultras delle due curve gridano pro o contro. Ora sembra che il caso venga annacquato facendolo apparire come una lotta intestina al PD. Premetto che non ho preferenze fra le correnti del PD né ho particolari opinioni sulla qualità dell’operato della Madia come ministra, che non ritengo particolarmente migliore o peggiore dei ministri precedenti (curiosa la necessità di doverlo premettere, essendo le preferenze in merito irrilevanti nel caso in questione).

I fatti sono noti e facilmente riscontrabili. Gli articoli di Laura Margottini si limitano a descriverli senza eccessive coloriture: risibili sono le minacce di denuncia. Vorrei qui aiutare i non addetti ai lavori a capirne la gravità: l’omissione di virgolette è un peccato veniale o no? È sufficiente citare le fonti nella bibliografia, come sostengono la Madia e molti suoi sostenitori, a cominciare dal suo relatore Giorgio Rodano? È giusto minimizzare le responsabilità sia della candidata che della commissione, come ha fatto Pietro Pietrini (attuale direttore IMT) o non commentare lavandosene le mani, come ha fatto Fabio Pammolli (membro della commissione e già rettore dell’istituto)? E, soprattutto, è davvero solo una questione di virgolette?

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