I post con keyword spesa pubblica

  • Ex Kathedra

Le parole sono importanti, specie in un Paese “governato” – e non solo in senso figurato – da stati emozionali. I politici tendono ad alimentarli per procacciarsi consensi, i cittadini non chiedono altro che pretesti, più o meno fondati, per esibirne la più ampia gamma: tutto si tiene, come sempre. Così le parole, usate in maniera distorta per indirizzare il “sentimento” dell’elettorato, producono esiti surreali nel dibattito nazional-popolare. L’ultimo esempio è dato dalle parole con cui è stata identificata una legge attualmente in discussione: quella sul c.d. ius soli, che lo ius soli in senso proprio non lo prevede affatto.

  • Ex Kathedra

La spesa pensionistica italiana, grazie alla riforma Fornero, appare essere sotto controllo nel lungo periodo. Nel breve periodo però la spesa resta troppo alta, a causa degli importi eccessivi destinati a coloro che hanno ottenuto l’assegno con il sistema retributivo. Sia per una elementare questione di giustizia intergenerazionale sia per evitare eccessivi problemi al bilancio pubblico è quindi opportuno ridurre la spesa pensionistica anche nel breve periodo. La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori a 3 volte il minimo, ha reso chiaro una volta di più che gli ostacoli a una riduzione della spesa pensionistica non sono solo politici (promettere aumenti delle pensioni è da sempre l’arma preferita dei demagoghi scassabilanci) ma anche giuridici. La domanda quindi è: quali strumenti restano per attuare un minimo di giustizia intergenerazionale?

  • Ex Kathedra

Ricomincia a girare la “proposta” (si fa per dire) dell’aliquota unica. Ha iniziato Salvini facendone, assieme al ritorno alla lira, l’altra colonna sulla quale edificare la nuova Lega Nazional-Socialista. BS, non potendo essere da meno, ha detto che la vuole anche lui e con un’aliquota ancor minore … o forse è l’opposto? Non fa gran differenza e nei sommari a volte si scherza … Il fatto è ch’è tutto un fremere di rilanci e promesse improbabili a conferma che la cultura politico-economica che permea i partiti della destra italiana attuale li rende incapaci di governare il paese. E questo è il male grave di cui val la pena occuparsi.

  • Ex Kathedra

Da vile ragioniere com’i’ sono e fui, sono saltato sulla sedia quando ho visto la slide numero 3 usata ieri da Matteo Renzi nella conferenza stampa di presentazione della legge di stabilità 2015. Trovo la suddivisione delle varie voci tra “entrate” e “uscite” alquanto bizzarra. Ma non è questione di pignoleria contabile: il fatto è che quella suddivisione mette in ombra la sostanza economica, che risulta essere la seguente: con la legge di stabilità 2015 abbiamo riduzione della pressione fiscale per 12,6 miliardi (tanto di cappello, ma non sono 18 come affermato da Renzi) che viene finanziata per circa un terzo con riduzione di spesa e per circa due terzi con nuovo debito. Persiste quindi l’errore di ridurre la pressione fiscale senza ridurre corrispondentemente la spesa, e questo vale anche sotto l’ipotesi che i non meglio specificati risparmi per 15 miliardi della ”spending review” si materializzino effettivamente. In questo breve post illustro come si giunge a questi numeri riclassificando le voci nella slide numero 3 in un modo più rigoroso di quanto è utile ai fini di comunicazione politica.

  • Ex Kathedra

Italia Unica, il movimento guidato da Corrado Passera, ha iniziato a dare i primi passi. Non so valutare la probabilità di successo politico di questa nuova formazione, il cui obiettivo sembra essere quello di occupare lo spazio che il lento declino di Berlusconi apre a destra. Credo però di poter valutare le proposte programmatiche relative alla politica economica e questo è quello che mi accingo a fare in una serie di tre articoli. Mi baserò principalmente sul programma pubblicato lo scorso giugno sul sito del movimento. Esso contiene sia proposte relative alla domanda aggregata sia proposte relative all’offerta, ossia provvedimenti che mirano a migliorare la competitività del paese. Questo primo post è dedicato all’analisi dei provvedimenti relativi alla domanda aggregata. Nel secondo discuterò gli interventi sull’offerta (qui). Per il terzo intervento, lascio un po’ di suspense. Dico solo che non sarà un Ex-Kathedra come i primi due [aggiornamento 15/9: suspense finita; è una ”avvelenata” ed è qui]. 

In ogni caso, per chi ha poca voglia di leggere e si accontenta di un giudizio sintetico: il programma è molto deludente.

  • Qui è FLG

In un post pubblicato più di un mese fa ho espresso il timore che la promessa riduzione dell’Irpef potesse rivelarsi pessima dal punto di vista tecnico. Ora che i dettagli della proposta sono stati resi noti, sono costretto a osservare che i timori erano più che fondati. In effetti la proposta effettivamente attuata è decisamente peggiore di quella che si ventilava all’inizio e che aveva generato la mia reazione negativa.

L’altra sera, sbirciando fra gli scaffali della mia libreria preferita, ho notato un annuncio: di lì a poco Innocenzo Cipolletta avrebbe discusso all’associazione industriali di Vicenza la provocatoria tesi che titola il suo nuovo libro: “In Italia si pagano troppe tasse. FALSO!“. Sono andato ad ascoltarlo. È sin troppo facile criticarne gli assunti, la logica che li sostiene, e le conclusioni, ma nel mio intervento dal fondo dell’aula non ho mancato di esprimere la considerazione più triste che si può ricavare dalla lettura di questo centinaio di pagine. La riprendo in questa sede; è un tema noto ai nostri lettori di lunga data: la responsabilità delle elites intellettuali e la loro subalternità alla politica. 

  • Ex Kathedra

Si dice spesso che la ricetta ottimale per la finanza pubblica italiana in questa fase storica (“meno spesa, meno debito, meno tasse”) sia nota a molti, ed è probabilmente vero. Si dice anche però che essa sia politicamente molto difficile da realizzare, dati gli attriti e le resistenze che si annidano nel tessuto socio-economico, nella debolezza della politica e nel patto implicito tra portatori di interessi e rappresentanti politici per la tutela dei reciproci interessi di breve periodo. E questo è sicuramente vero. Tuttavia, alcune realtà hanno provato a sfidare la sorte e a dimostrare che in questo tormentato Paese – una volta tanto – la migliore cosa possibile non è sempre impossibile.

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