I post con keyword salari

  • Ex Kathedra

Sembra che in Italia si stia consolidando un consenso trasversale sull’opportunità di detassare straordinari, premi di produzione e in generale componenti variabili dei salari. Alcuni sindacati hanno anche proposto di detassare gli aumenti contrattuali. Secondo me si tratta di una misura fondalmentalmente e profondamente sbagliata, ma sono interessato a conoscere le opinioni altrui per capire meglio l’argomento.

  • Ex Kathedra

Mi sono guardato cosa dice il programma del PD riguardo alle politiche per il mercato del lavoro. Roba da far girare la testa tanta e tale è l’accozzaglia di misure diverse, messe lì apparentemente per indurre flessibilità e favorire la crescita, creare occupazione, ridurre il precariato, salvaguardare i diritti dei lavoratori, aumentare l’eguaglianza, aiutare i lavoratori incapienti, sostenere le famiglie, le donne, i bambini, eccetera eccetera. Le commento una per una, esaminandole alla lente delle poche cose che so come economista. I risultati di tali misure saranno, prevedibilmente, una distorsione ancora più perversa degli incentivi, la riduzione dell’occupazione, e nessuna incidenza sulle rigidità dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Non ci siamo, davvero non ci siamo.

  • Ex Kathedra

Cerchiamo di riassumere l’evidenza empirica che abbiamo a disposizione riguardo agli effetti del salario orario minimo su occupazione, disoccupazione e partecipazione al mercato del lavoro. Tutto sommato, i dati sembrano dire che l’imposizione di un salario minimo tende ad avere effetti negativi proprio per i lavoratori che si vorrebbero maggiormente aiutare, ovvero quelli con bassi salari.

  • Ex Kathedra

La percezione comune di chi risiede all’estero e torna per un breve periodo è che i salari dei lavoratori in Italia siano di una buona percentuale inferiori a quelli percepibili altrove. Lo ha ribadito oggi a Torino Mario Draghi nella sua relazione alla riunione annuale della Società degli Economisti, corredando tale impressione con qualche dato. La relazione, intitolata “Consumo e crescita in Italia“, è reperibile nella sua interezza dal sito della Banca d’Italia. I maggiori quotidiani non hanno tardato a darne ampio risalto.

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