I post con keyword salari

  • Qui è FLG

Ho appreso da Repubblica di due provvedimenti che il Governo si presterebbe a prendere a breve termine. Si tratta dell’estensione a cinque mesi del blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (che includono gli esuberi causati dalla crisi) e della proroga di 12 settimane del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni. Si tratta di misure che, secondo la narrativa dei mass media e del governo stesso, sono orientate alla protezione del lavoro. Sicuramente, conseguono l’obiettivo di trasferire ingenti risorse dai contribuenti futuri ai disoccupati attuali. Se per protezione del lavoro si intende la preservazione delle ore lavorate, il risultato finale della politica economica del governo sara’ in realtà l’opposto. Si tratta infatti di misure che, rendendo la ricerca di nuovo impiego meno appetibile e ostacolando la discesa dei salari, tendono a ridurre la riallocazione dei lavoratori.

  • L'avvelenata

Un articolo recente del Keynes Blog potrebbe apparire pericolosamente credibile al lettore frettoloso o con scarsa conoscenza dei temi in questione, per non dire dell’abuso strumentale che potrebbe farne chi vuol propagandare determinate ideologie. Se volete un esempio di studio serio sulla questione meglio leggere questo post di qualche anno fa.

  • Markopolo

È stato pubblicato di recente il rapporto CUPA-HR sui salari dei docenti americani, il cui riassunto potete trovare su Inside higher education (entrambi in inglese). Molte delle informazioni sono note, ma vale la pena trarre da questi dati alcune lezioni. Quattro di queste sono dirette per chi ha a cuore l’università italiana e, più in generale, il mondo del lavoro. L’ultima invece è per i miei colleghi (macro)-economisti.

  • Ex Kathedra

Anche se abbiamo postato già due articoli sulle cosidette ”gabbie salariali”, mi sono convinto che una esposizione elementare del problema possa essere utile a molti. Vedo infatti un sacco di confusione sul tema, per cui qualche chiarimento risulta opportuno.

Ho deciso di fare quindi un ”Ex Kathedra” nel senso stretto della parola, praticamente una lezione da primo corso di economia. I lettori che masticano bene di economia politica (parecchi in questo sito) possono tranquillamente saltare questo post, che non dice nulla di particolarmente nuovo. Gli altri, se hanno voglia di sorbirsi una lezione un po’ pedante, sono invece invitati a continuare. In particolare in questo post cercherò di spiegare:

1. Perché nel breve periodo l’unica opzione per intervenire rapidamente in favore dell’occupazione è permettere un aggiustamento del salario al Sud verso il basso.

2. Perché la differenziazione territoriale dei salari non è cosa particolarmente favorevole per il Nord.

3. Perché il diverso costo della vita tra Nord e Sud è irrilevante.

  • Passaparola

I giornali Domenica hanno dato un certo risalto al rapporto dell’OCSE sui salari, che pone i salari netti dei lavoratori italiani al 23esimo posto (su 30 paesi). Il ministro Brunetta in un’intervista ha precisato che il livello salariale non ha nulla a che vedere con la crisi, essendo dovuto principalmente alla bassa produttività del lavoro. Il salario netto però dipende non solo dalla produttività, ma anche dalla tassazione. Non a caso, il rapporto si intitola “Taxing Wages”. Spulciandone il sommario infatti, si scopre che l’Italia è al non invidiabile sesto posto nella classifica del cuneo fiscale, risultato riportato dai giornali con meno evidenza. 

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