I post con keyword riforme

  • Qui è FLG

Non si tratta di applicare cerotti, cambiare sistemi di calcolo, anni di computo. La riforma che propongo è decisamente radicale. Come nel caso della sanità non è frutto di fervida fantasia ma la constatazione che altri paesi adottano sistemi diversi e che questi hanno diversi argomenti a favore, pur non mancando quelli contro, come è ovvio per ogni “sistema”. In questo documento prima illustro la proposta, chiedendo anche la vostra collaborazione per pesare i pro e contro, e poi passo alla possibile applicabilità: graduale o praticamente immediata. L’emergenza di questi mesi suggerisce pero’ di decidere in fretta per una applicazione in tempi rapidi. Spero che il dibattito qui possa aiutarci a chiarire se agire subito o con la dovuta gradualità. Prima però bisogna vedere se l’idea di una pensione con una parte uguale per tutti è accettabile.

  • Qui è FLG

La crisi dell’estate 2011 impone di considerare con urgenza ogni riforma che possa diminuire oneri per lo stato, deficit e debito, senza per questo diminuire le prestazioni che i cittadini ricevono. Anzi, se è possibile, aumentarle, visto che troppo spesso sono di qualità indegna di un paese che si fregia di essere nel G8. In questo post presento la proposta di trasformare il SSN italiano in un sistema misto, come quello tedesco. Se realizzata permetterebbe un risparmio annuale di 50-60 miliardi di euro senza intaccare le prestazioni.

  • Passaparola

Sono stato irriverente e provocatorio, ma in fondo solo me stesso. Dal palco delle Assise Generali di Confindustria, a Bergamo, ho provato a scuotere quella platea di quasi seimila colleghi. Nella convinzione che la visione, il pragmatismo e l’orgoglio degli imprenditori – quotidianamente in competizione nei mercati – rappresenti una delle pochissime speranze rimaste a questo disgraziato Paese, e forse l’unica reale, di sottrarsi al declino verso il quale l’ha avviato una conduzione politica da molto tempo priva di qualità. Ma a due condizioni: l’assoluta fermezza e la coerenza dei comportamenti con le dichiarazioni.

Riporto qui il testo dell’intervento – denso, per i soli tre minuti concessi a ciascun oratore – al fine di sollecitare la discussione, anche in considerazione del fatto che i quotidiani hanno già pubblicato alcuni passi, in particolare le tre parole che più immediatamente volevano colpire sotto la cintura – quel “siamo incazzati neri” che richiama la pellicola di Sidney Lumet, Quinto Potere – e dunque è venuto meno il vincolo di riservatezza originariamente imposto dalle porte chiuse alla stampa per l’evento.

  • Qui è FLG

Al di là della ampiezza dei temi e della quantità notevolissima di disposizioni, la riforma poggia su due linee strategiche, a cui si è scelto di affidare il compito di imprimere la svolta: il rafforzamento della governance centrale degli atenei e una valutazione dei risultati ancorata a criteri e parametri definiti ex ante.

Che la riforma Gelmini segni in qualche modo una svolta è stato sostenuto da molti, seppure con note diverse di cautela. Personalmente, riconosco che c’è una genuina volontà riformatrice nella nuova legge e che qualità, merito ed efficienza sono obiettivi perseguiti. Ma credo che la svolta sia un esito molto più incerto di quanto molti suppongono. Due punti, cruciali, non mi hanno mai convinto e non mi convincono di questa riforma. Vorrei tornarvi sopra, a testo definitivo acquisito.

  • Ex Kathedra

Si tenta un’analisi critica della “riforma” dell’università (Legge 30 dicembre 2010, n. 240) che è appena entrata in vigore, partendo da quelli che sembrano i contenuti principali:

1. Modifica del sistema di reclutamento e promozione del personale docente, e messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori universitari.

2. Modifica dello stato giuridico dei docenti.

3. Modifica dell’organizzazione interna delle università e nuovo ruolo dei dipartimenti.

4. Modifiche del ruolo degli organi direttivi (Senato Accademico, Consiglio di Amministrazine, Rettore)

5. Misure per “incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”

Si cercherà di elencare alla fine anche diverse disposizioni minori su altri argomenti.

Questa analisi critica/commento è stata scritta per il Notiziario dell’Unione Matematica Italiana, dove apparirà sul Numero 3 del 2011. Il testo definitivo della legge è sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio 2011.

  • Qui è FLG

In due post precedenti ho analizzato i risultati più probabili nel caso in cui si vada al voto. A fronte di questi scenari, possiamo chiederci quali siano gli incentivi delle diverse forze politiche sia in termini di alleanze sia in termini di riforma del sistema elettorale. La mia tesi principale è che se si fa effettivamente un governo tecnico, temporaneo, balneare, ribaltone, o comunque altro si voglia chiamare, è probabile che venga ripristinato il sistema proporzionale senza premio di maggioranza. Ma ci sono due difficoltà. Primo, non è chiaro che il PD sia unito. Secondo, non è chiaro che esistano i numeri in questo Parlamento.

  • Ex Kathedra

Il disegno di legge Gelmini vuole realizzare una università che fornisca un buon servizio pubblico, l’educazione terziaria. Crede di poterlo fare con alcune modifiche organizzative, che vedono l’università come un’azienda, e quindi dando più potere al suo manager, il rettore. Il decreto però abbandona l’università come luogo di produzione di ricerca. Condannata a camminare su una sola gamba l’università italiana ristagnerà, e quindi anche la qualità dell’ educazione diventerà scadente. Discutiamo del perché sia così e del cosa si potrebbe ancora fare.

  • Qui è FLG

I passati progetti di cambiamento radicale dell’impianto costituzionale sono sempre naufragati in un mare di chiacchiere e compromessi, per cui è opportuno diffidare di grandi progetti, bicamerali, nuove costituenti e così via. Ma perché non provare la via di cambiamenti puntuali e limitati, specialmente quando, almeno a parole, tutti dicono di essere d’accordo? Tutti affermano di essere a favore di una riduzione del numero dei parlamentari. In questi giorni tutti affermano che è opportuno rivedere il voto degli italiani all’estero. Bene. Si possono ottenere entrambi i risultati con alcuni semplici cambiamenti a quattro articoli della costituzione.

  • L'avvelenata

Ieri sera ho mangiato troppo e stanotte ho avuto un incubo. Ho sognato il ministro Gelmini. Parlava con altre due persone. Uno era un burocrate, forse il capo di gabinetto, l’altro era nell’ombra, di spalle. Parlava con un accento da milanese molto ben educato all’estero. Non mi ricordo tutto, alcune parole mi sono sfuggite, ma più o meno si son detti questo.

 

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