I post con keyword renzi

  • Passaparola

Scegliere di commentare vicende politico-economiche, di questi tempi, è una jattura. A parte qualche raro momento di ilarità, comporta di dover spendere 9,99 euro per acquistare l’ultima fatica letteraria di Matteo Renzi alla ricerca di quelle due o tre affermazioni che diventeranno oggetto dell’imminente campagna elettorale. Cercando disperatamente fra le pagine tocca sorbirsi chilometri di storytelling e litri di inchiostro che raccontano, in varie declinazioni, quanto è stato bello e magnifico l’ex premier. Facendo uno sforzo si può dire che Renzi inventa un nuovo genere letterario – lo chiamerò il Dolce Stil Renzi – tutto incentrato sull’assunto secondo il quale “se tutti, ministri, Banca d’Italia, Commissione Europea, avessero avuto le mie qualità, l’Italia sarebbe il posto più bello del mondo in cui vivere e dalle fontane pubbliche non uscirebbe volgare acqua bensì scintillanti bollicine di prosecco millesimato”. Una versione aggiornata e ristilizzata del “non mi hanno fatto governare” di berlusconiana memoria. Al nostro il plagio degli slogan viene decisamente bene.

  • L'avvelenata

Sandro era bravo a fare queste cose, ma mi dicono che sia da qualche parte in Cina, e non ho saputo resistere… L’intervista completa, di Ferdinando Giugliano (che ce l’ha messa proprio tutta) è sul sito de La Repubblica. Della serie: avrei potuto annoiarvi con una filosofica discussione sull’argomento “è giusto, sbagliato o accettabile che un economista fattosi politico cominci a dire bugie?” (avvenuta davvero su fb qualche giorno or sono, non scherzo). Ma preferisco dilettarvi con un’applicazione pratica.

  • Qui è FLG

Al referendum mi turerò il naso (per la pessima compagnia che dovrò sopportare) e voterò NO. Non lo farò né per far un dispetto a Renzi&Boschi, né per far cadere questo governo e sostituirlo con uno grillino, né per far contenti i sinistri apologeti della costituzione più figa del mondo. Lo farò perché questa riforma è dannosa. La riforma (in combinazione con la legge elettorale chiamata Italicum) disegna un sistema istituzionale che nasce già vecchio, che sarebbe stato utile 40, forse 50, anni fa per evitare gli errori ed i compromessi che si son fatti a partire da metà anni ’60 e che sono stati la causa principale del declino. Ma, nella situazione attuale, se approvata questa riforma costituzionale porterebbe ad ancora meno governabilità e, soprattutto, a maggiori conflitti sociali e a gravi rischi politici. Tanto per essere concreti, renderebbe molto più probabile il rischio di un Donald Trump italico. E questa mi sembra ragione sufficiente per dire NO.

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