I post con keyword produttivita

  • Markopolo

Negli ultimi tempi ho constatato una mia crescente insofferenza nella lettura delle notizie quotidiane: molto di quello che leggo mi appare scontato, addirittura banalmente prevedibile.

È maturata in me la convinzione che gli umani non si siano evoluti per nulla con il progresso tecnologico e che quest’ultimo abbia semplicemente reso la nostra vita più comoda e lunga, ma non necessariamente “migliore”. Per “migliore” intendo la teorica capacità umana (che, ahimè, temo non esista, contrariamente a quanto argomentato da Steve Pinker) a rimuovere le tante cause che determinano, oggi come duecento o duemila anni fa, conflitti, violenza ed in ultima analisi, infelicità.

Senza alcuna pretesa di scientificità, ho provato ad allineare queste considerazioni ed a trarne alcune conclusioni.

  • Ex Kathedra

Dove si discute dello step concettuale a monte della tesi di “euro-exit”, ossia quello che spiega la caduta della domanda nel settore traded (e quindi poi la caduta di produttività, vedi Parte 1) in Italia con un eccesso di apprezzamento del nostro tasso di cambio reale. In conclusione si discute anche delle possibili cause della crisi dell’euro e del ruolo delle imperfezioni nel mercato del credito nello spiegare la stagnazione italiana.

  • Ex Kathedra

Anche le pietre sanno oramai che la stagnazione nella produttività, iniziata nella seconda metà degli anni ’90, è il problema economico centrale del Paese. Uno dei miti che circolano in Italia è che la causa, stricto sensu, sia l’euro. Inteso come passaggio da un sistema di cambi flessibili a uno di cambi fissi. Discutiamo qui perchè questa tesi abbia ancora ben poco di scientifico. Senza nulla togliere al fatto che l’euro, nella sua architettura complessiva, rimanga un sistema altamente imperfetto.

  • L'avvelenata

È la nuova parola d’ordine. Tutti hanno scoperto quanto sia determinante il supporto alla cosiddetta economia reale che, nell’ambito italiano, vuol dire piccola e/o media impresa.

S’immaginano ricette, ci si scambia il consueto j’accuse, ci si attribuisce la primogenitura dell’attenzione, si chiacchiera molto ….. spesso senza avere la minima idea delle reali situazioni sulle quali si vuole intervenire. È opportuno, allora, cercar di fare un po’ di chiarezza, allo scopo di comprendere quali siano le urgenze da affrontare e quali i motivi che spingono a considerare inadeguata l’azione di governo.

Non si elemosinano trattamenti di favore, si vuol bensì dare evidenza a normative e comportamenti che minano le basi della competitività, creando condizioni di svantaggio rispetto ad altri paesi, forse con l’unico risultato di perpetuare il controllo delle risorse da parte della casta politica, che se ne serve per garantirsi il potere.

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