I post con keyword privatizzazioni

  • Ex Kathedra

Gli ambienti culturali e politici che si richiamano all’area liberale spesso propongono l’introduzione di gestori privati nell’offerta di servizi sanitari che rompano il sostanziale monopolio del SSN. Il ragionamento è che le aziende sanitarie pubbliche né riescono né mai potranno essere veramente efficienti proprio perché entità pubbliche italiane. I bilanci pubblici non possono sopportare l’onere di un sistema universalistico, le aziende sanitarie non riescono a gestire efficientemente il personale, sono esposte a illegalità di varia natura (corruzione o collusione anche del personale sanitario, tangenti, distorsioni artificiali dei prezzi, illegalità nella scelta dei fornitori, infiltrazioni della malavita organizzata), sono condizionate pesantemente dalla politica specie nella selezione del management (spesso anche del sanitario, cioè dei primari), che alla fine è di qualità mediamente povera, etc. etc. Fatto salvo che il privato sanitario, in Italia, non sempre ha dato una grande prova di sé, è indubbio che la sua potenziale  efficienza nella gestione di strutture e servizi abbia un certo appeal. La domanda è: è automatico che sia anche efficace nel perseguire obiettivi di salute? La questione è più complicata di quanto possa apparire perché vi sono implicazioni che non sempre sono evidenti a non specialisti. Di seguito porremo alcune questioni su cui riflettere.

  • Ex Kathedra

Trent’anni di esperienza ci hanno insegnato che le privatizzazioni “funzionano” quando massimizzano il gettito della vendita sotto il vincolo di promuovere la concorrenza. La vendita del 40% di Poste Italiane, per quanto è possibile capire della strategia del governo, sembra inadeguata a raggiungere questi obiettivi. Brevi note per salvare il salvabile.

  • Ex Kathedra

Il Governo Letta ha annunciato la parziale privatizzazione di Poste Italiane. Quando un ex monopolista viene messo in vendita, bisogna prestare particolare attenzione alle condizioni di mercato in cui opera. In questa prima parte si spiega perché l’attuale assetto del mercato postale e del gruppo Poste Italiane Spa non è compatibile con un contesto di concorrenza.

  • Ex Kathedra

Il governo sembra deciso, o perlomeno Saccomanni e Letta sembrano decisi, a cedere parte del pacchetto Eni in mano al Tesoro, per un ammontare di circa il 3% del totale. Si è ovviamente scatenato il dibattito. C’è spesso tanta malafede nella discussione sulle privatizzazioni, dato che politici e boiardi di stato hanno tutto l’interesse a mantenere il controllo di questi assets. C’è però anche non poca assenza di logica e ignoranza pura. Alla malafede non si può ovviare, ma forse all’ignoranza sì. In questo post proviamo a rispondere alla domanda: ma è vero che non conviene vendere Eni perché il dividendo che paga è superiore all’interesse che lo Stato paga sul debito?

  • L'avvelenata

Ci risiamo, sempre allo stesso punto. Il governo sta pensando a come “salvare Alitalia“, ma soprattutto a come garantire i soldi agli attuali azionisti, visto che Air France offre per Alitalia “un piatto di lenticchie”, magari facendola comprare a prezzi non proprio d’affezione da Trenitalia, o comunque garantendo l’intervento pubblico in qualche modo, che a spendere i soldi dei contribuenti un modo si trova sempre.

Contattaci