I post con keyword politica industriale

  • Passaparola

Sono stato irriverente e provocatorio, ma in fondo solo me stesso. Dal palco delle Assise Generali di Confindustria, a Bergamo, ho provato a scuotere quella platea di quasi seimila colleghi. Nella convinzione che la visione, il pragmatismo e l’orgoglio degli imprenditori – quotidianamente in competizione nei mercati – rappresenti una delle pochissime speranze rimaste a questo disgraziato Paese, e forse l’unica reale, di sottrarsi al declino verso il quale l’ha avviato una conduzione politica da molto tempo priva di qualità. Ma a due condizioni: l’assoluta fermezza e la coerenza dei comportamenti con le dichiarazioni.

Riporto qui il testo dell’intervento – denso, per i soli tre minuti concessi a ciascun oratore – al fine di sollecitare la discussione, anche in considerazione del fatto che i quotidiani hanno già pubblicato alcuni passi, in particolare le tre parole che più immediatamente volevano colpire sotto la cintura – quel “siamo incazzati neri” che richiama la pellicola di Sidney Lumet, Quinto Potere – e dunque è venuto meno il vincolo di riservatezza originariamente imposto dalle porte chiuse alla stampa per l’evento.

  • Qui è FLG

Sotto-attraversamento alta velocità di Firenze, così si chiama il pezzo della nuova linea per i treni AV che dovrebbe attraversare Firenze. In realtà le frecce rosse, argento e bianche transitano già da Firenze senza avere alcun particolare problema se non i cinque, forse sette, minuti addizionali che comporta l’entrata e l’uscita dalla stazione di Santa Maria Novella, quando è questa ad essere utilizzata (sulla questione, ritorno sotto). Non è quindi chiara la ragione per cui si voglia realizzare un’enorme infrastruttura quale il sotto-attraversamento che richiede un’opera altamente invasiva come una doppia galleria di oltre 7 km ed una stazione sotterranea di 600.000 metri cubici.

  • Ex Kathedra

Non è un caso che Vendola sia un credibilie candidato alla guida del centrosinistra. La verità è che molte delle sue idee sono ampiamente condivise dagli elettori della sinistra e, in buona misura, anche dai militanti e dagli intellettuali ”di riferimento”. Non voglio, non ne ho la capacità, effettuare una valutazione complessiva del pensiero politico di Vendola. Ma credo di aver la capacità di dire qualcosa di sensato sulle sue proposte di politica economica, che a me appaiono estremamente arretrate e dannose. In questo post discuto la posizione di Vendola in tema di politica industriale. In un post successivo discuterò di concorrenza e libero mercato.

  • L'avvelenata

È la nuova parola d’ordine. Tutti hanno scoperto quanto sia determinante il supporto alla cosiddetta economia reale che, nell’ambito italiano, vuol dire piccola e/o media impresa.

S’immaginano ricette, ci si scambia il consueto j’accuse, ci si attribuisce la primogenitura dell’attenzione, si chiacchiera molto ….. spesso senza avere la minima idea delle reali situazioni sulle quali si vuole intervenire. È opportuno, allora, cercar di fare un po’ di chiarezza, allo scopo di comprendere quali siano le urgenze da affrontare e quali i motivi che spingono a considerare inadeguata l’azione di governo.

Non si elemosinano trattamenti di favore, si vuol bensì dare evidenza a normative e comportamenti che minano le basi della competitività, creando condizioni di svantaggio rispetto ad altri paesi, forse con l’unico risultato di perpetuare il controllo delle risorse da parte della casta politica, che se ne serve per garantirsi il potere.

  • Ex Kathedra

Una mezza dozzina di ragioni (o più, ho perso il conto) per cui da un lato non è vero che la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac è analoga ai mille salvataggi d’Alitalia e, dall’altro, non è vero che la crescita dell’intervento statale nel resto del mondo giustifichi e renda necessario un analogo comportamento nel nostro paese.

  • L'avvelenata

La necessità di difendere i ''settori strategici'' è, da sempre, una delle scuse più gettonate da statalisti e dirigisti di ogni sorta per giustificare spregiudicate operazioni governative di sussidio a imprese, industrie e patriottici imprenditori a spese dei contribuenti. Non fa eccezione un recente articolo del Foglio (grazie al lettore Marco Boleo che ce lo ha segnalato), che ci richiama all'ordine per aver turbato l'industria patria. Vogliamo solo porre una umile domanda: perché vendere allo straniero una impresa di trasporto aereo mette in pericolo la sicurezza nazionale mentre vendere imprese che producono missili no? Perché, vedete, uno dei nostri capitani coraggiosi, Davide Maccagnani, ha appena fatto proprio questo.

  • L'avvelenata

È stato difficile scrivere questo articolo perché l’elenco di sconcezze che si leggono sulla vicenda Alitalia è enorme. Ancora una volta, paga il contribuente, si salvano i privilegiati, e lucrano le grandi famiglie imprenditoriali. Le associazioni dei consumatori, invece di preoccuparsi di chi sta pagando queste scelte scriteriate, pensano a chi ha sbagliato ad investire. Davvero un bel paese di …

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