I post con keyword politica estera

  • Ex Kathedra

Dopo la famosa lettera dei 100 economisti e le giornate di nFA, in Italia è iniziato un confronto, finora solo a livello pubblicistico (dati approfonditi e studi accademici non sono ancora apparsi) tra la scuola mainstream e i cosidetti economisti critici. Recentemente, Antonella Stirati, su Il Sole-24 Ore, ha chiesto che l’accademia si apra ai lavori di questi ultimi. Non è mio compito dire cosa sia giusto, lecito o proficuo fare per le scienze economiche. Posso però raccontarvi quello che è successo nel mio campo, la branca della scienza politica che si occupa di Relazioni Internazionali (d’ora in avanti, IR) dove a partire dagli anni Novanta c’è stata un’apertura agli approcci eterodossi. Ognuno poi può trarre le conclusioni che vuole.

  • Qui è FLG

Con la fine della Guerra Fredda, l’Italia ha di fatto (ri)acquisito una sorta di autonomia in politica estera. Autonomia significa poter decidere sui modi e tempi di interazione con il resto del mondo e soprattutto (dover) pagare costi e (poter) ricavare benefici dalle proprie azioni. Autonomia significa dunque responsabilità, ma anche credibilità. Potendo agire in modo più autonomo, non solo l’Italia ha iniziato ad essere responsabile delle proprie azioni, ma ha anche iniziato ad accumulare un suo stock di credibilità – che, come in qualunque interazione sociale, e’ fondamentale per la miglior attuazione delle proprie strategie e quindi il raggiungimento dei propri obiettivi. Poiché il concetto di credibilità internazionale è tanto importante quanto usato a sproposito, in questo articolo ci proponiamo di specificarlo sia nei suoi significati che nelle sue implicazioni in termini di policy.

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