I post con keyword matteo renzi

  • Qui è FLG

Hanno vinto il 4 marzo e sono al governo per stare assieme quanto più a lungo possibile, ok. Ma: (i) come siamo arrivati a questo risultato, (ii) quali fattori hanno reso politicamente irrilevanti sia PD che FI (per non parlare di LeU), (iii) dov’è oggi l’opposizione al governo rosso-bruno? Vaste programme, lo so. Ci provo e scusatemi se riesco ad essere apodittico nonostante la lunghezza. 

  • Ex Kathedra

Da vile ragioniere com’i’ sono e fui, sono saltato sulla sedia quando ho visto la slide numero 3 usata ieri da Matteo Renzi nella conferenza stampa di presentazione della legge di stabilità 2015. Trovo la suddivisione delle varie voci tra “entrate” e “uscite” alquanto bizzarra. Ma non è questione di pignoleria contabile: il fatto è che quella suddivisione mette in ombra la sostanza economica, che risulta essere la seguente: con la legge di stabilità 2015 abbiamo riduzione della pressione fiscale per 12,6 miliardi (tanto di cappello, ma non sono 18 come affermato da Renzi) che viene finanziata per circa un terzo con riduzione di spesa e per circa due terzi con nuovo debito. Persiste quindi l’errore di ridurre la pressione fiscale senza ridurre corrispondentemente la spesa, e questo vale anche sotto l’ipotesi che i non meglio specificati risparmi per 15 miliardi della ”spending review” si materializzino effettivamente. In questo breve post illustro come si giunge a questi numeri riclassificando le voci nella slide numero 3 in un modo più rigoroso di quanto è utile ai fini di comunicazione politica.

  • Qui è FLG

Non lo sono e, con tutto il rispetto per Beppe Grillo, nemmeno aspiro ad esserlo anche se non ci sarebbe dispiaciuto prendere i suoi voti, o anche metà di essi, nel 2013 e nel 2014. Non li abbiamo presi, quindi siamo fuori dal gioco. Ma questo non implica “zitto e mosca”: posso sempre provare ad immaginare cosa direi a Matteo Renzi se avessi l’opportunità, che Grillo ha, di un pubblico dibattito con lui sul tema della riforma elettorale e di quelle istituzionali più in generale. 

  • L'avvelenata

Il dibattito sullo sciopero dei dipendenti RAI sta svicolando verso forme surreali. Secondo noi, invece, il punto è uno solo ed è semplicissimo: se Renzi vuole davvero #lasvoltabuona in questa faccenda allora dovrebbe fare solo una cosa: vendere la RAI al miglior offerente garantendo la concorrenza nel settore dell’informazione con gli strumenti antitrust, abolendo così la tassa più iniqua e regressiva del nostro sistema fiscale (qualcosa di sinistra, ci pare), cioé il canone RAI, e mettendo nelle tasche di quel 75% di italiani che questa tassa la pagano quasi 2 miliardi di euro all’anno. Cogli l’occasione propizia e #cambiaverso davvero, Matteo. Se no, un po’ buffone lo sei anche tu.

  • Ex Kathedra

Nella “slide del carrello della spesa” Renzi ha annunciato “+1000 euro netti all’anno a chi ne guadagna meno di 1500 al mese”, indicando in 10 miliardi di euro l’ammontare di risorse necessario: 1000 euro per 10 milioni di lavoratori. Sembrerebbe un calcolo banale, ma purtroppo le cose non sono così semplici. Abbiamo spiegato in un post precedente che c’è il rischio di introdurre un andamento totalmente abnorme delle aliquote marginali effettive. In questo post offriamo un approfondimento tecnico ma non troppo. Utilizzando i dati sulla distribuzione dell’IRPEF per i lavoratori dipendenti pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze illustreremo sia i costi della potenziale riforma per il Tesoro sia i vantaggi per i contribuenti appartenenti a differenti classi di reddito. La nostra semplice analisi conduce alla seguente semplice conclusione: dieci miliardi non bastano. Oppure, il che è lo stesso, se si vogliono sacrificare al massimo 10 miliardi di gettito, nessuno vedrà veramente i famosi 1000 euro in più.

  • L'avvelenata

Con le cam, e con relativo streaming, si possono fare tante cose. Il titolo di questo post allude ad alcune attività in streaming che sarebbe meglio non divulgare, un po’ come quelle penose “consultazioni” tra Matteo Renzi e Beppe Grillo di oggi.

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