I post con keyword lavoro

  • Qui è FLG

In un bel romanzo di Nick Hornby, High Fidelity, il personaggio principale è ossessionato dalle liste "top-five": i suoi top-five split-ups, i suoi top-five musicisti preferiti, ecc. Provo anch'io allora a fare la mia lista delle top-five azioni di governo a cui potrebbe cominciare a pensare il PD, invece di litigare e fare alchimismo di alta casta come al solito. Cose terra terra, semplici semplici, in vista del 2013 (2033? 2108??).

  • Ex Kathedra

Ovvero: perché hanno ragione gli sfruttatori del proletariato.

È in corso di approvazione il testo unico sulla prevenzione infortuni. Le organizzazioni dei datori di lavoro l'hanno duramente contestato. Questa norma non solo non salverà una sola vita umana, ma contribuirà a distruggere diverse imprese che, comunque, fanno prevenzione. Inoltre questa norma tenderà ad innescare un consistente aumento di procedimenti penali, con ciò determinando un’ulteriore perdita di competitività del paese. Così, una “toga rossa” è costretta, suo malgrado, a dire che “gli sfruttatori del proletariato” hanno pienamente ragione.

  • Ex Kathedra

Mi sono guardato cosa dice il programma del PD riguardo alle politiche per il mercato del lavoro. Roba da far girare la testa tanta e tale è l’accozzaglia di misure diverse, messe lì apparentemente per indurre flessibilità e favorire la crescita, creare occupazione, ridurre il precariato, salvaguardare i diritti dei lavoratori, aumentare l’eguaglianza, aiutare i lavoratori incapienti, sostenere le famiglie, le donne, i bambini, eccetera eccetera. Le commento una per una, esaminandole alla lente delle poche cose che so come economista. I risultati di tali misure saranno, prevedibilmente, una distorsione ancora più perversa degli incentivi, la riduzione dell’occupazione, e nessuna incidenza sulle rigidità dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Non ci siamo, davvero non ci siamo.

  • Ex Kathedra

Tito Boeri e Vincenzo Galasso pensano di sì. Il loro libro, Contro i giovani, Mondadori 2007, lo argomenta con dovizia di particolari. È un libro ambizioso e importante. Ambizioso perché aspira a una diagnosi coerente dei mali del paese. Importante perché Tito e Vincenzo rappresentano le nuove teste pensanti della sinistra nel paese.

In questo articolo recensisco brevemente il libro ma soprattutto colgo l'occasione per dire la mia sulla questione della diagnosi dei mali del paese. [Disclaimer (così fa il New York Times, che fa aristocrazia del giornalismo): Tito e Vincenzo sono due amici – Tito lo conosco addirittura dal liceo, anche se lui è più vecchio :)]

  • Ex Kathedra

Cerchiamo di riassumere l’evidenza empirica che abbiamo a disposizione riguardo agli effetti del salario orario minimo su occupazione, disoccupazione e partecipazione al mercato del lavoro. Tutto sommato, i dati sembrano dire che l’imposizione di un salario minimo tende ad avere effetti negativi proprio per i lavoratori che si vorrebbero maggiormente aiutare, ovvero quelli con bassi salari.

  • Davinci

In questo saggio Luciano Gallino affronta in maniera molto superficiale un tema molto importante, ossia il disegno di contratti che regolino il rapporto tra chi deve lavorare per poter consumare e chi deve utilizzare lavoro per produrre, quando questi soggetti non sono la stessa persona. Non avendo imparato nulla da questo libro ne sconsiglio la lettura. Se questo vi basta non è necessario che leggiate il resto dell’articolo.

  • Passaparola

Anche in Italia – come altrove in Europa e, da sempre, negli USA – l’arrivo di milioni di immigrati che cercano lavoro a salari di mercato anziché quelli contrattuali, non solo fa crescere l’economia, ma fa crescere anche l’occupazione degli “indigeni”. Mostrando, ancora una volta, la natura idiotesca del modello “superfisso” secondo cui i posti di lavoro sono, appunto, fissi e vanno difesi con le lotte invece che lavorando.

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