I post con keyword lavoro

  • Ex Kathedra

Il recente post di Alberto sull’esportazione delle attività produttive nei paesi in via di sviluppo non tratta un tema sollevato da chi critica tale processo, tema che a volte mi trova in difficoltà:  i costi del lavoro in Cina o Serbia sono più bassi anche per la mancanza di diritti umani in questi paesi: lavoratori impiegati a 80 ore la settimana, lavoro minorile, (in)sicurezza dell’ambiente di lavoro, eccetera. Provo ad affrontarlo.

  • L'avvelenata

La manovra finanziaria prevede solo per il personale docente universitario il blocco degli automatismi stipendiali legati all’anzianità di servizio nel triennio 2011-2013, e c’è gia chi storce il naso. Su questo sito abbiamo già scritto che, in media, per quanto producono, i docenti universitari italiani guadagnano anche troppo, almeno rispetto a colleghi di altri paesi. In media, sottolineo, e soprattutto quelli vicini al pensionamento. Tagliare tutti nella stessa misura significa aver perso un’occasione.

  • Ex Kathedra

È stato presentato di recente da vari senatori dell’opposizione un disegno di legge per una parziale riforma del mercato del lavoro intitolato “Istituzione del contratto unico di ingresso“. Normalmente la notizia della presentazione di un disegno di legge, specie se dall’opposizione, scatena una gran quantità di sbadigli, ma in questo caso mi sembra doveroso resistere alla tentazione del materasso. L’iniziativa trova radici teoriche nelle proposte che alcuni colleghi/amici (Tito Boeri e Pietro Garibaldi) hanno sviluppato nei mesi scorsi in varie sedi (per non sbagliare rimando alle pagine della voce.info – vedo ora che hanno anche scritto un libro, che non ho letto). La proposta è scritta in un linguaggio comprensibile, è ben articolata, ed ha uno scopo d’azione piuttosto limitato. Porta la firma di gente stimata (per esempio: Pietro Ichino e Nicola Rossi). Per questi motivi rischia di essere anche presa sul serio dalla maggioranza.

  • Ex Kathedra

Oramai la notizia non è più nei giornali, ma come sapete questo è un sito di riflessione, non di reazione epidermica. Qualche settimana fa l’aria d’agosto ha fatto balenare ad alcuni l’idea della “compartecipazione agli utili”. In concreto le idee sono le più svariate, ma si tratta, sostanzialmente, di permettere a imprenditori e lavoratori di accordarsi per co-gestire l’impresa e condividerne gli eventuali profitti. Tremonti dice “si farà“, e anche i sindacati sono d’accordo. Sarà davvero una buona idea? Per capirlo, abbiamo dato un’occhiata al disegno di legge sulla materia proposto da una persona ragionevole, Pietro Ichino.

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