I post con keyword federalismo

  • Qui è FLG

I due articoli/capitoli inizali hanno ricevuto un certo numero di commenti e di critiche. Prima di continuare con gli ulteriori capitoli che ho in mente (la mia estate italiana è ancora lunga) discuto qui, brevemente, quelle che mi sembrano le osservazioni più rilevanti.  Certamente altre ne verranno. Grazie a tutti per i commenti costruttivi, anche se critici. 

  • Ex Kathedra

In questa nota si discute la struttura dei vincoli di saldo per regioni e comuni, contenuti nella legge di stabilità del 2015. Si mette in evidenza il ruolo della nuova contabilità (D.lgs. 118/2011), che implicando una forte riduzione dei residui, avvicina i saldi richiesti alle amministrazioni locali al saldo consolidato che l’Italia deve rispettare in sede europea. Tuttavia, i saldi che si chiede di rispettare a regioni ed enti locali sono computati al lordo delle partite finanziarie, mentre l’indebitamento netto consolidato della PA calcolato ai fini del rispetto della Patto di Stabilità e Crescita è al netto delle partite finanziarie. Tale caratteristica crea differenze rilevanti, sia nell’individuazione del contributo che gli enti danno alla formazione dell’indebitamento consolidato netto, che nella distribuzione di tale contributo all’interno del comparto degli enti. E’ necessario quindi scorporare le partite finanziarie dal computo del saldo di regioni e comuni, perché questo possa essere pensato come quota di contributo all’indebitamento netto della PA.

  • Ex Kathedra

Il Patto di Stabilità interno per le amministrazioni locali viene spesso accusato di impedire agli enti locali di “spendere i soldi che già hanno in cassa”. Questo messaggio ha un certo effetto mediatico, ma è errato almeno in un senso fondamentale. E’ tuttavia vero che il Patto è uno strumento oscuro, inefficiente, eterogeneo ed iniquo. In questo articolo traccio i contorni di una possibile riforma in grado di superare questi limiti. Tale riforma è essenziale per ridisegnare un rapporto ottimale ed efficiente tra finanza pubblica nazionale e locale.

  • Fare - Fermare il declino

Un dilemma atroce si aggira da tempo per lo stivale: ma queste province come si scrivono? Con o senza la “i”? E poi vogliamo abolirle? E perché? Per non avere più dubbi ortografici o per risparmiare sui costi? Il problema è spinoso. Tralasciando il dilemma linguistico, che è puramente di convenzione e quindi basta che un’autorità liguistica decida, quello veramente politico-democratico riguarda l’utilità per la polis, a fronte dei costi, di un determinato livello amministrativo. Una decisione ben più difficile. E di questo intendo discutere e approfondire con il vostro contributo.

  • Qui è FLG

10) Introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute.

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