I post con keyword debito pubblico

  • Ex Kathedra

L’analfabetismo economico si combatte, suppongo, anche cercando di leggere ed interpretare le fandonie raccontate dai venditori di bufale. Capire come si faccia a traviare chi di economia ne sa poco è difficile per chi, come noi, interagisce sopratutto con esperti o al massimo studenti della materia. Suppongo che io debba “ringraziare” Michele per avermi segnalato e fattomi perdere 28 minuti per guardare un video tratto da una conferenza sul tema del debito pubblico. Il relatore, tal Guido Grossi, non ci è dato di sapere chi sia né perché sia “esperto” della materia, né da quale “conferenza” il video sia tratto. Indubbiamente Grossi la faccia e il tono da esperto ce li ha. Cravatta, microfono, segnaposto con il nome pure. Il gergo tecnico lo sfodera con scioltezza ma con moderazione: adelante, Pedro, con juicio, che altrimenti le truppe si perdono per strada.

  • Qui è FLG

Il 21 settembre ci sarà la presentazione del volume ”Cosa succede se usciamo dall’euro? Quanto costerà e chi ne pagherà il prezzo. È una raccolta di saggi di diversi autori, curata da Carlo Stagnaro. Sono uno degli autori, ho scritto il pezzo che cerca di spiegare perché è dannoso anche solo parlare di possibile uscita dall’euro. È un saggio leggero e di battaglia, niente di particolarmente profondo e originale, ma mi sono divertito a scriverlo. Ne pubblico qui ampi stralci.

  • Ex Kathedra

Roberto Perotti ha pubblicato un riassunto autorizzato della proposta annunciata da Milena Gabanelli a fine maggio. In un secondo articolo, Perotti spiega perché la “proposta” non potrebbe mai essere accettata in sede europea: consiste in un gigantesco trasferimento di ricchezza all’Italia, in cambio di nulla. Avevamo già subdorato questo un mese fa (video1 e video2). Il mio obiettivo è più modesto: argomento che la proposta non esiste sul puro piano tecnico e logico. Si tratta solo di parole al vento, prive di coerenza ma utilissime per il pubblico ed i giornalisti dei talk show dove avrà, vedrete, un successo unico.  

  • Passaparola

Scegliere di commentare vicende politico-economiche, di questi tempi, è una jattura. A parte qualche raro momento di ilarità, comporta di dover spendere 9,99 euro per acquistare l’ultima fatica letteraria di Matteo Renzi alla ricerca di quelle due o tre affermazioni che diventeranno oggetto dell’imminente campagna elettorale. Cercando disperatamente fra le pagine tocca sorbirsi chilometri di storytelling e litri di inchiostro che raccontano, in varie declinazioni, quanto è stato bello e magnifico l’ex premier. Facendo uno sforzo si può dire che Renzi inventa un nuovo genere letterario – lo chiamerò il Dolce Stil Renzi – tutto incentrato sull’assunto secondo il quale “se tutti, ministri, Banca d’Italia, Commissione Europea, avessero avuto le mie qualità, l’Italia sarebbe il posto più bello del mondo in cui vivere e dalle fontane pubbliche non uscirebbe volgare acqua bensì scintillanti bollicine di prosecco millesimato”. Una versione aggiornata e ristilizzata del “non mi hanno fatto governare” di berlusconiana memoria. Al nostro il plagio degli slogan viene decisamente bene.

  • Ex Kathedra

Prevedibile come un temporale estivo, puntuale come un bonus pre-elettorale del governo Renzi, scontato come una discussione sulla nuova legge elettorale: “la vera causa del debito pubblico italiano è il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro”, continuano a ripetere in molti, troppi. Siccome inizia a comparire anche sulla bocca di parte della cosidetta “classe dirigente”, merita ribadire dettagliatamente che di solenne idiozia si tratta. Il ritorno ad un deficit dello stato finanziato direttamente attraverso l’emissione di moneta sarebbe pura follia.

  • Passaparola

La settimana scorsa il nostro Davide Mancino ha pubblicato il grafico dei tassi di interesse medi sull’emissione di debito pubblico dal 1991 ai giorni nostri. Il grafico mostra la caduta dei tassi dopo che a) fu intrapreso un percorso di risanamento dei conti pubblici post ’92, b) ci fu l’inizio della convergenza, richiesta da Maastricht, nei parametri della politica fiscale e monetaria in funzione dell’adozione della moneta unica. Alcune considerazioni ulteriori. 

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