I post di Leonzio Rizzo

  • Qui è FLG

Un esercizio utile per valutare la credibilità delle attuali promesse elettorali è quello di guardare un po’ ai precedenti. Per esempio alle promesse di Berlusconi del 2001 sottoscritte nel Documento di Programmazione Econbomico-Finanziaria (DPEF) per il 2002-2006. Era prevista una crescita del PIL fino al 5% con il mezzogioprno che sarebbe cresciuto più del Nord, il raggiungimento del pareggio di bilancio e il mantenimento di un deficit primario sopra il 5%. In realtà il tasso di crescita del PIL è sempre stato inferiore al 2% escluso il 2006, il deficit è sempre stato superiore al 3% e il deficit primario è stato prosciugato, arrivando ad essere quasi nullo nel 2005. La pressione fiscale e le uscite totali sono rimaste costanti e non sono calate come promesso. Quindi le promesse del governo Berlusconi sono state disattese.

  • Ex Kathedra

In questa nota si discute la struttura dei vincoli di saldo per regioni e comuni, contenuti nella legge di stabilità del 2015. Si mette in evidenza il ruolo della nuova contabilità (D.lgs. 118/2011), che implicando una forte riduzione dei residui, avvicina i saldi richiesti alle amministrazioni locali al saldo consolidato che l’Italia deve rispettare in sede europea. Tuttavia, i saldi che si chiede di rispettare a regioni ed enti locali sono computati al lordo delle partite finanziarie, mentre l’indebitamento netto consolidato della PA calcolato ai fini del rispetto della Patto di Stabilità e Crescita è al netto delle partite finanziarie. Tale caratteristica crea differenze rilevanti, sia nell’individuazione del contributo che gli enti danno alla formazione dell’indebitamento consolidato netto, che nella distribuzione di tale contributo all’interno del comparto degli enti. E’ necessario quindi scorporare le partite finanziarie dal computo del saldo di regioni e comuni, perché questo possa essere pensato come quota di contributo all’indebitamento netto della PA.