I post di giorgio gilestro

  • Qui è FLG

[Nota della Redazione. Pubblichiamo oggi questo stimolante contributo di Giorgio Gilestro pur avendo, come redazione, sostanziali dubbi sul suo contenuto. Non tanto sul sul contenuto tecnico (punti 1-4 e, parzialmente, 5) ma sulla parte politico-valutativa finale (parte del punto 5 e seguenti). Ci eravamo ripromessi di accompagnarlo con un contributo redazionale che intendeva rendere evidente perche’, una volta chiariti i dettagli tecnici, la questione politica e giuridica rimanga e non abbia l’univoca interpretazione che GG offre e sia invece molto complessa e per nulla risolta. Ne’, forse, facilmente risolvibile. Gli impegni di lavoro ce lo hanno impedito e, visto che ce lo impediranno per i prossimi giorni a venire, non ci e’ sembrato opportuno ritardare ulteriomente la pubblicazione del contributo di Giorgio. Apriamo quindi la discussione consapevoli che esiste spazio sostanziale per ulteriori interventi e chiarificazioni, che sono benvenuti e ripromettendoci di intervenire appena gli impegni professionali ce lo permettono. Grazie a Giorgio Gilestro per la pazienza dimostrata. ]

Negli ulitmi mesi si è parlato molto di crittografia, a vari livelli. In particolare, si è parlato dell’uso criminale di sistemi crittografici e di cosa uno stato dovrebbe fare per difedendersi. Provo a dare un po’ di strumenti tecnici sulla questione, sperando di aiutare a capire la portata del problema – e anche le intenzioni politiche più o meno esplicite.

  • Ex Kathedra

 Il vortice polare che si è abbattuto sul nord America nelle ultime settimane portando scenari da “The Day After Tomorrow” ha fatto parlare molto, e nuovamente, di cambiamento climatico. Ne approfitto per tornare sull’argomento e vedere cosa è cambiato da quando, quattro anni fa, ne parlammo per l’ultima volta su questo blog. Oggi, pongo la questione facendo riflessioni non solo sul piano scientifico – a cui peraltro si era dato più risalto in passato – ma anche sul piano dell’impatto sociale.

  • Qui è FLG

Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. Di cattivi esempi ne abbiamo avuti a carrettate negli anni passati e ora è il momento storico dei buoni consigli. Si sprecano gli editoriali sui giornali in cui in tanti si sentono in dovere di indicare a Monti quali passi fare. Lo faccio anche io, sentendomi moralmente giustificato dal fatto che darò consigli che vanno un po’ fuori dai cori.

  • Ex Kathedra

Si parla tanto di influenza e vaccini, ultimamente. Provo a farlo anche io, cercando di mettere enfasi sulle cose che raramente vengono dette in altre sedi. Parto con lo spiegare alcuni dei punti fondamentali della biologia dell’influenza, per capire (semplificando un po’). Siccome il fulcro principale di tutto il circo mediatico ruota attorno alla pericolosità del virus, mi soffermerò sui meccanismi che lo rendono pericoloso.

  • Markopolo

Chiunque stia seguendo con attenzione la campagna per le elezioni statunitensi ha vissuto la sera appena trascorsa come si vive un momento decisivo -sicuramente appassionante. Lo han fatto i media e quella fetta di americani che vive con passione lo scontro elettorale, o anche solo quelli interessati al futuro del paese. Sarah Palin, dopo la nomination a vice presidente nel ticket repubblicano, ha monopolizzato tutte le attenzioni delle ultime settimane. Stasera ha raggiunto l'apice. E da lì è caduta, rivelando tutta la propria inesperienza.

  • Qui è FLG

Nelle ultime settimane le due più importanti riviste scientifiche mondiali sono tornate a parlare a più riprese della situazione della Ricerca in Italia: ha iniziato la rivista Science pubblicando a fine marzo una lettera aperta diretta alla Senatrice Montalcini firmata da 776 "precari della ricerca" che lamentavano l'assenza di prospettive di lavoro sicuro a fronte di impegni sottopagati o misconosciuti. Ha insistito poi Nature, poche settimane fa, con una lettera inviata da Bertini, Garattini e Rappuoli in cui veniva lanciato l'ennesimo appello ad aumentare i fondi statali destinati alla ricerca a cui è da poco seguita una replica del Senatore Ignazio Marino (il quale sostanzialmente sostiene che non di soli soldi vive la ricerca e che una riforma più meritocratica è anche necessaria). Di nuovo il 16 maggio Science è tornata a parlare di ricerca in Italia con un editoriale intitolato “A Plea for Transparent Funding” in cui si denuncia l'assoluta mancanza di trasparenza nella distribuzione di fondi nei più svariati campi di ricerca, passando dalle cellule staminali fino all'economia (su questo si veda anche, in italiano, 1, 2, 3 e 4). Insomma, nel giro di poco tempo sono tornati alla ribalta internazionale i tre famigerati punti deboli della ricerca nel belpaese: finanziamenti insufficienti, assenza di prospettive di carriera, nepotismi e favoreggiamenti nella distribuzione delle risorse. In questo articolo provo ad affrontare i tre punti con maggior dettaglio andando a vedere cosa c'è di vero dietro ognuno di essi, cosa andrebbe cambiato e come i tre sono interconnessi.