I post di alberto lusiani

  • Passaparola

Approfittando del ritardo storico di alfabetizzazione degli italiani e della faziosa incompetenza dei mezzi di comunicazione, i politici italiani raccontano delle vere e proprie favole che non hanno alcun riscontro con la realtà. Inizio a raccogliere le favole più manifestamente inconsistenti e assieme più diffuse, persistenti e rilevanti per l’economia e la politica italiane.

  • Qui è FLG

Chi è favorevole all’immigrazione sostiene spesso che un flusso di immigrati anche superiore a quello recente sarebbe assolutamente necessario ed essenziale per l’economia italiana. Tuttavia l’esame comparato dei dati sull’immigrazione in Italia e negli altri Paesi europei tende ad escludere questa ipotesi e indica piuttosto come causa degli elevati flussi di immigrazione il malfunzionamento dello Stato italiano.

  • L'avvelenata

Sul Corriere della Sera del 9/11/2009 il cardiochirurgo italiano Menicanti, intervistato a margine delle notizie sul progresso della riforma sanitaria USA, afferma che “gli italiani vivono in media dieci anni in più rispetto agli americani”. L’affermazione è platealmente falsa, come emerge dai dati statistici, che indicano piuttosto una maggiore speranza di vita di 2-3 anni. Le altre informazioni contenute nell’articolo hanno qualche corrispondenza con i dati di fatto?

  • L'avvelenata

Il Corriere della Sera del 17 agosto 2009 riassume come segue uno studio della Camera di commercio di Monza e della Brianza sui giovani imprenditori italiani (web, archivio):

La ricerca – Le imprese sotto esame sono quelle individuali

‘‘Fare gli imprenditori prima dei 30 anni’‘

È la strada che hanno scelto 32 mila giovani nel 2009
Sono soprattutto lombardi e campani.
«Segnale positivo»

L’informazione fornita nel titolo (“Sono soprattutto lombardi e campani) si riferisce ai numeri assoluti dei giovani imprenditori, senza tener conto degli abitanti delle Regioni italiane, pertanto è completamente inutile, oltre che fuorviante, perché saranno sempre le Regioni più popolate (come Lombardia e Campania) ad avere più lavoratori, più imprenditori, più incidenti sul lavoro, più pacchetti di patatine venduti, più di qualunque entità in relazione col numero di abitanti, e non potranno praticamente mai essere superate da Regioni meno popolate come Liguria e Calabria,  o veramente molto meno popolate come Valle d’Aosta e Molise.

  • Qui è FLG

Riformare l’università italiana è probabilmente impossibile, tuttavia come spesso accade la speranza trascina le persone più dell’esperienza, per cui alcuni volonterosi, sollecitati da una lettera aperta (introduzione, pdf) di Claudio Procesi (docente di Matematica alla Sapienza di Roma) hanno discusso in un forum web apprositamente creato, Universitas Futura, e hanno infine elaborato un documento contenente alcune linee guida per una proposta di riforma dell’università italiana. Non senza qualche resistenza, la proposta elaborata propone un’Università incentrata sulla competizione tra sedi diverse – autonome entro i vincoli di bilancio – per accedere a fondi statali distribuiti in seguito ad una valutazione approfondita dei risultati della ricerca e della didattica.

  • Qui è FLG

G.A.Stella ha pubblicato l'8/11/2008 sul Corriere della Sera un articolo in difesa della produttività scientifica dei ricercatori italiani, citando dati sostanzialmente incomprensibili e senza indicare con chiarezza la fonte. R. Perotti e altri hanno pubblicato anni fa un saggio ovviamente molto meglio documentato ("Lo splendido isolamento dell'Università italiana", 2005) in cui concludono che la qualità della produzione scientifica dei ricercatori italiani si colloca agli ultimi posti tra i paesi avanzati. In realtà entrambi si basano sulla stessa fonte (David A. King, The scientific impact of nations, 2004), solo diversamente interpretata.

Riassumendo all'osso: i ricercatori accademici italiani confrontati con quelli degli altri Paesi pubblicano articoli di qualità relativamente inferiore per numero di citazioni, ma in quantità maggiore a diversi paesi anche avanzati. Moltiplicando il numero di articoli per la qualità media, il numero di citazioni per ricercatore accademico in scienze e ingegneria è più che dignitoso, superando Francia e Germania. Sia chi loda, sia chi valuta male la produttività scientifica dei ricercatori italiani ha elementi a suo favore. Personalmente tendo a preferire il criterio della qualità media degli articoli, con R. Perotti et al., e apro la discussione sul tema.

  • Ex Kathedra

Uno Stato serio, specie se composto da Regioni che hanno differenze socioeconomiche drammatiche, specie se paga col denaro dei contribuenti un istituto nazionale di statistica, dovrebbe pubblicare di sua iniziativa i dati disaggregati della spesa pubblica e delle imposte riscosse nelle Regioni, anno per anno. Solo sulla base di dati del genere si può discutere seriamente di Federalismo e di molte altre materie. Ringrazio pertanto LiberoMercato che, nell’edizione del 26 luglio 2008, ha pubblicato di sua iniziativa tali dati per il 2005 supplendo all’usuale inefficienza dello Stato, e ci ha anche gentilmente fornito una copia elettronica.

  • Davinci

Segnalo e discuto due articoli pubblicati sul Corriere della Sera del 14/8/2008.

A. Panebianco recensisce un saggio di L. Morlino, che mi sembra alquanto interessante, sulle esperienze democratiche negli Stati mediterranei europei, “Democrazia tra consolidamento e crisi”.

Michele Salvati recensisce un saggio di John Goldthorpe e Michelle Jackson pubblicato su Stato e Mercato sulle difficoltà di affermazione della meritocrazia.