I post di aldo lanfranconi

  • Ex Kathedra

Il modus operandi del governo sta ormai assumendo la dimensione di una piccola regolarità empirica: focalizzarsi su questioni relativamente minori e intervenire mediante rinvii. Dopo la vicenda IMU è stata la volta dell’aumento di un punto dell’aliquota IVA, che è stato scongiurato principalmente anticipando temporalmente altre tasse. Il battage propagandistico precedente all’aumento IVA dipingeva in alcuni casi scenari terrificanti, affermando che le conseguenze sarebbero state funeste. Anche se ci sono pochi dubbi sul fatto che inasprimenti fiscali possono peggiorare la recessione già in corso, soprattutto in assenza di riforme strutturali per promuovere la crescita,è utile guardare da vicino i numeri in gioco ed effttuare anche qualche riflessione su quali tasse possono fare più male al paese.

  • Ex Kathedra

Il tema della riduzione della spesa pubblica è oggi all’ordine del giorno. Ma di quanto possiamo sperare di ridurre realisticamente la spesa pubblica nell’immediato? Elementi per una risposta si possono ricavare comparando le nostre spese con quelle degli altri grandi paesi europei, in particolare la virtuosa Germania. L’esercizio è lungo e noioso, poiché richiede di riflettere sulle diverse voci di spesa ed è complicato da differenze contabili che non sempre rendono le spese comparabili. Ciononostante, eccolo qua. Lungo, noioso ma indispensabile. 

  • Ex Kathedra

Solo sei mesi fa Mario Monti era visto come la soluzione di tutti i nostri problemi: con l’eccezione dei pasdaran berlusconiani e della Lega, che aveva fatto una scelta di tornaconto elettorale, tutti vedevano M.M. come l’uomo della Provvidenza che avrebbe sconfitto lo spread  e che ci avrebbe ridato la tranquillità che da luglio vacillava.

  • Qui è FLG

Mentre sollecitare suggerimenti dai cittadini appare subito come poco più che una pagliacciata (chi leggerà e consoliderà le circa centomila mail finora pervenute?), la scelta di Bondi per tagliare la spesa degli acquisti delle pubbliche amministrazioni a prima vista appare come un’ottima mossa. Competenza e rigore di Bondi sono fuori discussione. Scegliere un ministro o un alto burocrate avrebbe significato non voler risolvere il problema (conflitti di interesse e incentivi sono cose serie). Trovare risparmi negli acquisti è però “mission almost impossible” considerata la molteplicità dei centri autonomi di spesa.

  • Ex Kathedra

Da un po di tempo non si fa che parlare di possibile default del paese: la borsa crolla, le Agenzie di rating ci sculacciano, i CDS e lo spread rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi vanno alle stelle mentre i nostri politici continuano imperterriti a commettere malefatte “a loro insaputa”. In questo post dimostriamo che la stabilità e credibilità del governo italiano hanno fatto la differenza. L’implicazione è chiara: primum, sostituire questo governo.

  • Ex Kathedra

Anche se uno andrà a Francoforte i draghi non finiscono mai! L’ultimo apparso sullo schermo di Tremonti si chiama Riforma fiscale. Il Boss la pretende, l'(ex) amico Bossi la vuole, la Marcegaglia, Bonanni e Angeletti la auspicano, i “liberi servi” nei loro “editoriali” (è troppo?) e nelle loro dichiarazioni la facilitano (o credono di farlo). Da sessanta milioni di c.t. della nazionale gli italiani sono diventati tutti Ministri dell’Economia (me compreso, ahimè!)

  • Ex Kathedra

 

Arieccolo!


Come già avvenne nell’estate del 2001, Giulio Tremonti ha recentemente posto al paese l’ambizioso obiettivo del pareggio di bilancio. È quanto contenuto nel “Programma di stabilità dell’Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri tenuto prima di Pasqua. Il pareggio è previsto nel 2014 e sarà raggiunto se saranno rispettate le previsioni di crescita, spesa ed incassi del piano quadriennale presentato contestualmente, oltre a una manovra di 40 miliardi totali sul saldo primario, suddivisa in due tranches uguali per il 2013 e il 2014. Il Piano mostra anche la possibilità di ridurre il debito pubblico sotto il 60% del PIL nel 2026.