I post di enzo michelangeli

  • Passaparola

I recenti eventi a Cipro hanno fatto chiedere a diversi commentatori se simili rischi sono corsi da altri paesi con sistemi bancari i cui attivi di bilancio ammontano a varie volte il PIL: in particolare Malta e Lussemburgo, che sono spesso catalogati come “paradisi fiscali” e come tali godono di scarsa simpatia da parte di altri paesi europei ad alta tassazione, ma anche Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca. In quest’articolo, il cui testo originale in inglese è pubblicato sul sito del think tank europeo Bruegel, l’economista ungherese Zsolt Darvas esamina alcuni dati economici concludendo che non esiste un pericolo immediato, ma è bene non perder d’occhio la profittabilità delle banche di ogni paese e i livelli delle relative sofferenze.

  • Ex Kathedra

A partire dai primi mesi dell’anno passato, sulla stampa e in rete si è discusso in varie occasioni dei saldi del sistema di pagamento intra-eurozona chiamato TARGET (o, per essere precisi, TARGET2, per distinguerlo da sua una prima versione operativa fino al 2007). I commentatori si sono divisi tra coloro che considerano la cosa un sintomo di disfunzionalità dell’Eurozona, se non un preludio al suo crollo, e quelli che ne minimizzano l’importanza come dettaglio contabile di scarsa incidenza economica. In quest’articolo cercherò di fornire al lettore qualche elemento di valutazione in modo da aiutarlo a decidere a quale campo si senta di dar ragione.

  • Passaparola

Com’è stato riportato anche dalla stampa italiana, un paio di settimane fa il gruppo Prada ha esordito alla borsa di Hong Kong. Contrariamente a quanto riportato dalla stampa italiana (che in casi come questi spesso si limita alle comunicazioni passate dagli interessati, specie se essi comprano pubblicità sulle stesse pagine), l’offerta iniziale pubblica non ha riscosso un particolare successo: le richieste di sottoscrizione (includendo gli investitori istituzionali) hanno superato l’offerta di sole cinque volte, un multiplo che per gli standard di Hong Kong non è affatto entusiasmante (quelle per una locale catena di negozi di borse, Milan Station, a metà maggio avevano superato l’offerta di 2100 volte). Come mai?

  • L'avvelenata

Dicevo giorni fa:

A proposito del quale: che diceva proprio il soggetto della venerazione di Skidelsky a proposito di pazzi che sentono le voci di accademici morti da tempo? Io ho veramente perso la pazienza con questi personaggi che ripetono che l’ipotesi dei mercati efficienti sostiene che “le azioni hanno sempre il prezzo giusto”.

Oh, eccone qua un altro: Vince Heaney, che, come imparo da una soffiata di Zoominfo, “is markets editor FTMarketWatch in London. He is a former City of London trader. He studied economics at Cambridge, winning the Adam Smith prize before embarking on a career as a City proprietary trader”. Quindi, secondo la classificazione formalizzata nel mio messaggio precedente, è uno dellla categoria 1 (ossia ”Actively managed fund managers, che devono giustificare le proprie tariffe convincendo i polli che loro (i fund managers medesimi) sono in grado di battere il benchmark in modo ripetitivo e consistente”), contrariamente a Sidelski che sta fermamente nella categoria 2 (ossia ”Docenti in Behavioural Economics o altre discipline a basso contenuto matematico, che spesso neppure capiscono ciò che stanno criticando”).

  • Passaparola

Oggi il FT pubblica una meritoria lettera del nostro Gian Luca Clementi che ricorda come l’alta fertilità dei paesi poveri sia una conseguenza, non una causa della loro povertà: la causa è il sottosviluppo, ed è dalla sua eliminazione che può iniziare ogni miglioramento.

Siccome l’acccesso su FT è ristretto, e la lettera è comunque in Inglese, come pubblico servizio ne pubblico qui la traduzione italiana (sperando che Gian Luca non mi faccia causa per violazione di copyright 😉 )

  • Passaparola

Chi e quando ha scritto quanto segue:

Resta poi da dire ancora autocriticamente, come classe dirigente del Paese per un cosi' lungo periodo, che la fila di quelli che sono chiamati i minori imputati, e la cui lista potrebbe anche essere incompleta, dà quella sensazione di sporco diffuso, di piccolo o medio profitto, di una notevole indifferenza per le esigenze ed i diritti del Paese che contribuisce a dare a questa epoca la caratteristica di un regime che si va corrompendo ed esaurendo, quasi consumato in se stesso dalle proprie irrimediabili deficienze.

  • L'avvelenata

…all'Adiconsum, che chiede a gran voce
un "fondo di garanzia per le famiglie" in modo da proteggerle contro
gli aumenti dei mutui a tasso variabile. E chi pagherebbe per questo
fondo, di grazia? Cercando di capire di che parlano, ho visitato il
loro sito, e ho trovato menzione di quello che appare essere un suo parente
stretto, il "Fondo di Garanzia per il credito al consumo".

  • Ex Kathedra

Alcuni giorni fa, il Financial Times ha pubblicato un articolo di Nassim Nicholas Taleb in cui l’autore attacca violentemente la matematica finanziaria come “pseudoscienza”, accusandola di essere incapace di trattare le statistiche che in pratica si incontrano nei mercati. In realtà, in ambito accademico è stata fatta una discreta quantità di lavoro in questa direzione, e se i suoi risultati non sono utilizzati le responsabilità vanno cercate altrove.

  • Davinci

…con la maiuscola, perché sto parlando del settimanale. Già da tempo sospettavo che avessero perso la strada maestra (vedi la posizione sulla guerra in Iraq, emblematica del loro assunto di base “il nostro governo ha sempre ragione, e dato che al governo c’è Blair, questo non può voler significare altro che l’America ha sempre ragione”). Nel numero di Natale, la redazione conferma di avere dimenticato che cosa significa “liberalismo”.