I post di Francesco G. Capitani

  • Ex Kathedra

Meglio: del diritto pubblico. La pubblica amministrazione italiana è la peggiore pagatrice d’Europa. Non le conviene essere più virtuosa, perché norme irrazionali la proteggono dalla sua inefficienza. Le imprese soffrono e falliscono contro il muro di gomma delle burocrazie statali. Raramente il funzionario pubblico paga. La soluzione è quella di common law: rompere il tabù della pubblica amministrazione che conta più del privato. Ribaltare l’attuale prevalenza delle norme speciali pubblicistiche su quelle di diritto comune privato. In assenza di riforme strutturali, qualche segnale giurisprudenziale induce all’ottimismo.

  • Ex Kathedra

Va in porto il primo atto della riforma Madia: è entrato in vigore il primo decreto attuativo di riforma di diritto all’accesso civico del cittadino – ex d.lgs. n. 33 del 2013 – sugli atti non secretati delle pubbliche amministrazioni (ulteriori a quelli per i quali già le norme fissano un obbligo di pubblicazione). Un istituto generalizzato che farebbe delle amministrazioni pubbliche, nelle migliori intenzioni dei propugnatori, una casa di vetro in cui nulla va riposto nel cassetto a fronte di una richiesta del comune cittadino o di associazioni per la tutela di interessi diffusi. Il modello è il FOIA – l’ormai cinquantenne Freedom of information act statunitense – cui il decreto Madia pare guardare con ammirazione e, nei fatti, con una mal celata diffidenza.

  • Ex Kathedra

Si sta completando l’(auto)riforma dell’avvocatura, l’esatta riproduzione del modo corporativo di intendere l’economia nazionale: non si riforma senza i riformandi. E’ il Consiglio Nazionale Forense (CNF), rappresentante istituzionale, normatore e giudice speciale dell’avvocatura, a dettare la riforma.  C’è un allarme  a preoccupare di più: non vengono percepiti i benefici di una deregolazione della professione nel mercato forense. Amici e nemici allora si confondono.