I post di giorgio topa

  • AngloNoise
  • Davinci

Ieri è mancato Gary Becker. Gli dobbiamo moltissimo, intellettualmente, professionalmente e personalmente. Gli vogliamo molto bene. Il ricordo che segue è molto personale, frammentato, e incoerente – con la speranza che il tutto sia superiore alle parti e ne esca un suo ritratto ragionevolmente somigliante. Lo scriviamo a lui e per lui – non vogliamo scrivere alle sue spalle – e quindi non possiamo che farlo in inglese.

Gary Becker passed away yesterday. We owe him a great deal, intellectually, professionally, and personally. We love him dearly. The following memories are very personal, fragmented, and incoherent – but hopefully the sum will turn out greater than its parts and a reasonably close portrait of his will come out. We are writing this to him, for him – certainly not behind his back – and hence it can’t be other than in English.

We wrote separately and independently (sorry for any repetitions) – we felt we needed to. 

  • Ex Kathedra

Il premio Nobel per l’economia è stato quest’anno conferito a Gene Fama e Lars Hansen, della University of Chicago, e a Robert Shiller di Yale University. Il premio è in effetti un premio alla finanza moderna e in particolare a quella parte della finanza che si occupa di comprendere la determinazione dei prezzi delle attività finanziarie. Qui cerchiamo di descrivere brevemente il contributo di ognuno dei tre alla disciplina economica.

  • L'avvelenata

Leggo il seguente commento di “Federico” su un forum di Repubblica, a proposito della presentazione della nuova Ferrari F1 al pubblico, ieri al Mugello:

“Spero in un campionato divertente e spettacolare poi vinca il migliore. Sono gli unici ingredienti per far soppravvivere [sic] questa F1 malata da tempo. Ma da italiano mi chiedo e penso cosa faranno le migliaia di persone e famiglie messe in Cassa Integrazione dalla casa madre FIAT. Quei soldi spesi solo per immagine di pochi, nn sarebbero serviti per sfamare tutte quelle famiglie ??????”

Ho appena visto un bellissimo film. 

Si intitola The Bubble ed è ambientato a Tel Aviv. Sulla follia della guerra, dell'occupazione dei territori, di Hamas, dei suicide bombers. Due ragazzi gay, uno israeliano l'altro palestinese, vivono un amore impossibile nella "bolla" di fragile Occidente che è la Tel Aviv di oggi. Ottima e lucida descrizione del tunnel senza vie d'uscita in cui sono infilati israeliani e palestinesi, della loro infinita danza di morte, abbracciati in una spirale di odio, schiacciati dal peso della storia.

Lo raccomando vivamente a chi voglia sbirciare, ancora una volta, nel conflitto israeliano-palestinese con gli occhi di chi ci sta dentro. Veramente poetico. Lo consiglierei anche a chi soffia sull'odio, a chi fomenta questo conflitto infinito, a chi sostiene l'occupazione dei territori, a chi finanzia Hamas, a chi tiene soggiogati i Palestinesi nel sottosviluppo mentre si gode i frutti della corruzione… Ma tanto, cosa gliene fotte a loro?