I post di fabio scacciavillani

  • Fare - Fermare il declino

Vi è una realtà in Italia che, seppure sia in grado di smuovere numeri e coscienze, non riesce ad avere una sua rappresentanza politica nelle istituzioni. Non soltanto in Parlamento, ma in nessun partito che si presenta a queste elezioni politiche. Noi di nFA crediamo che FARE per Fermare il Declino, in questo giro, possa essere il punto di riferimento credibile e concreto per portare le loro battaglie in Parlamento.

  • comiKnoise

Fino a qualche giorno fa ingenuamente credevo che la soluzione della crisi fosse una questione di politica economica. Ero vittima di un tragico errore. Io per primo mi batto il petto per la cecità e la dabbenaggine dimostrate. Dobbiamo arrenderci di fronte ad un’evidenza empirica che per troppo tempo abbiamo colpevolmente ignorato. Gli economisti nulla possono. La Crisi italiana va affrontata da un Esorcista.

  • Passaparola

Con un misto di piagnistei, autoassoluzioni e palesi falsità profferite nello studio dello zerbino buonista più amato dai politicanti (dopo l’intervista all’Annunziata e quella su Corriere), Voltremont annuncia il ritorno in libreria il 25 gennaio con un libro-programma (ipse dixit) intitolato “Uscita di Sicurezza”. Per prepararvi degnamente all’evento e alle future comparsate in programma su tutte le reti nei prossimi giorni, vorrei sintetizzare alcuni passaggi di un libro che ho scritto di recente con Giampiero Castellotti, “Il Timoniere del Titanic”, che ripercorre la storia dell’ex Superministro dall’infanzia valtellinese alla fine dell’ultimo (si spera) governo Berlusconi. Così quando sentirete e leggerete le fantasie librantisi dall’universo onirico del noto contabile valtellinese, avrete a portata di mano una documentazione sui fatti reali.

  • L'avvelenata

Nel decreto che contiene le misure economiche (collettivamente rubricate come “manovra”) approvato alla Camera la settimana scorsa, un posto di rilievo spetta alla cosiddetta “delega fiscale”. Nel mio reticolo neuronale è scattato uno zapping mnemonico. Infatti la “delega fiscale” fu approvata il 7 aprile del 2003. Da un governo con lo stesso Presidente del Consiglio e lo stesso Ministro dell’Economia. Per chi non fosse stato colpito dal medesimo zapping riporto in forma integrale il testo della legge. Nella consapevolezza di far cosa gradita limito i commenti all’essenziale.

  • comiKnoise

Questo sito non è mai stato tenero con Tremonti, sin da tempi non sospetti quando il servo encomio era prevalente, né nelle sue incarnazioni pseudo intellettuali né in quelle di aspirante Quintino Sella. Peró adesso di fronte ad un caso umano così pietoso si commuovono anche gli inariditi cuori amerikani.

  • Markopolo

Mi avevano chiesto un contributo sulla Primavera Araba da pubblicare su l’Imprenditore, la rivista dei piccoli industriali che aderiscono a Confindustria. Ho colto l’occasione per ribattere su un punto che mi sembra fondamentale: la crescita macroeconomica, se disgiunta da un assetto istituzionale che favorisca la diffusione dei benefici e delle opportunità a vasti strati della popolazione, genera malcontento e risentimento. Nei giorni scorsi in Egitto le proteste si sono intensificate e gli scontri di piazza sono ripresi. Visto che le mie riflessioni ritornano d’attualità le ho riprese e condensate in questo post.

  • AngloNoise

While attention is focused on the domino effect in the Southern Shore of the Mediterranean Sea, another domino piece in a different game is about to fall on the Northern Shore. At yesterday’s auction for 1 billion euro Portuguese 2 year bonds the average interest rate was almost 6%. Meanwhile the 5 year rate is above 7.6%. A simple spreadsheet shows that if the current interest rates do not fall substantially Portugal’s situation is unsustainable, i.e. the debt to GDP ratio will keep climbing relentlessly.

  • Passaparola

Le rivolte in Medio Oriente evocano sui media il paragone con l’Iran del 1979 e le relative ripercussioni geopolitiche. Ora che Mubarak è uscito di scena (ma muoverà ancora qualche filo dietro le quinte) e si annuncia una fase incerta nella Storia del Medio Oriente, credo che dobbiamo liberarci da qualche pregiudizio di troppo. A tal fine lancio, temerariamente, l’analogia con un altro sommovimento politico, innescato da un’organizzazione dal sostrato marcatamente religioso, che produsse effetti dirompenti (ma positivi) nella nostra storia recente.

  • Passaparola

L’informazione economica e finanziaria in Italia non è di livello eccelso. In questo mese di novembre andrebbero segnalati due fatti emblematici: uno legato alla quotazione di Enel Green Power e l’altro legato al TG1 che affida il Punto nel suo spazio economia a Nicola Porro, vice direttore de Il Giornale.

 

  • L'avvelenata

L’italiano medio non si ritiene parte di una comunità, si crede più furbo degli altri e quindi è convinto che il destino comune non lo riguardi, anzi che sia una truffa imbastita scaltramente ai suoi danni. Questa mentalità precede il berlusconismo come illustra questo aneddoto. Ma ne ha costituito il terreno di coltura, che se non verrà bonificato riprodurrà il berlusconismo senza Berlusconi.

  • Passaparola

La notizia non è proprio fresca e probabilmente sarà sfuggita ai più, ma con l’accettazione della proposta di ristrutturazione del debito di Dubai World si è conclusa (o almeno per il momento efficacemente tamponata) una vicenda che a novembre dello scorso anno aveva portato una buona dose di scompiglio nei mercati internazionali. In sostanza i creditori, per la maggior parte istituti bancari, hanno accettato di allungare la maturità del debito e un diverso profilo degli interessi. Al di là delle cifre in ballo – poche decine di miliardi di dollari, che rispetto ai trilioni di dollari di cui si parla al giorno d’oggi non sconvolgono nessuno (almeno per il momento, poi ci faremo due risate quando si tratterà di ripagarli) – ci sono un paio di lezioni utili che l’Unione Europea potrebbe trarre dalla vicenda.

 

  • Qui è FLG

I titoli del debito pubblico americano sono considerati lo strumento finanziario più sicuro al mondo e il rendimento sui Treasuries con scadenza a 10 anni rappresenta la migliore approssimazione nel mondo reale al tasso di interesse (nominale) risk free, vale a dire su titoli per i quali il rischio di default è inesistente. Ma il 23 marzo di quest’anno un evento ha messo in dubbio questo caposaldo: lo swap spread a 10 anni sul mercato americano è diventato negativo per la prima volta nella storia. Poi è risalito, ma ora è di nuovo prossimo allo zero. Si tratta di un’anomalia oppure è un evento che riflette la garanzia pubblica sul settore finanziario e la pemanenza di titoli tossici nei bilanci delle banche?