I post di michele boldrin

  • Qui è FLG

Il terzo pilone ideologico del governo rosso-brunato: il socialismo economico. Non credo vi sia necessità di documentarlo, è sotto gli occhi di tutti. Più rilevante notare che non è nulla di nuovo ma una continuazione delle pratiche (e delle ideologie) di governo dell’economia in uso dall’inizio del secolo scorso ed alle quali si son fatte poche eccezioni. Come gli altri piloni anche questa spiega perché oggi questo sia il vero governo che gli italiani non solo vogliono ma hanno sempre voluto. 

  • Qui è FLG

Sulla questione immigrazione e xenofobia ho pensato molto e scritto pochissimo. Ho polemizzato altrove con chi propone azioni politiche xenofobe ma anche con chi invoca l’accoglienza indiscriminata. Più con i primi che con i secondi perché son sia più pericolosi che numerosi, in questi anni. Ma sulla questione di fondo la mia posizione rimane salomonica, o cinica se volete. Provo a spiegarmi. Vi avviso, questo è lungo.

  • Qui è FLG

Da dove spunta il populismo politico attuale, secondo cui “uno vale uno”, “i tecnocrati son la causa della crisi”, “per governare bene basta essere onesti”, e così via? L’hanno davvero inventato Grillo e Salvini? È davvero la grande novità che sembra essere? 

  • Ex Kathedra

Roberto Perotti ha pubblicato un riassunto autorizzato della proposta annunciata da Milena Gabanelli a fine maggio. In un secondo articolo, Perotti spiega perché la “proposta” non potrebbe mai essere accettata in sede europea: consiste in un gigantesco trasferimento di ricchezza all’Italia, in cambio di nulla. Avevamo già subdorato questo un mese fa (video1 e video2). Il mio obiettivo è più modesto: argomento che la proposta non esiste sul puro piano tecnico e logico. Si tratta solo di parole al vento, prive di coerenza ma utilissime per il pubblico ed i giornalisti dei talk show dove avrà, vedrete, un successo unico.  

  • Qui è FLG

Riflessioni sui tempi che corrono. Partirò dalla contingenza politica italiana per poi allargare il campo d’indagine anche oltre il presente e oltre l’Italia. Esiste qualcosa che meriti “fare” o, invece, e’ più saggio sedersi sul monte a guardare come demografia, tecnologia e religione cambiano di nuovo l’Occidente e il mondo? Questa è la domanda che mi pongo.

  • Markopolo

Mentre Puigdemont trascina il progetto indipendentista nel ridicolo, pubblico una terza riflessione sulle diseguaglianze regionali ed i saldi fiscali fra regioni. Altro tema cruciale che la “mini insurrezione” catalana solleva e che sembra destinato a rimanere invisibile alle classi dirigenti europee. La versione originale di questo articolo e’ comparsa su Linkiesta il 10/10/2017.

  • Markopolo

Perché l’indipendenza della Catalogna (e, per estensione, quella del Veneto, della Lombardia, eccetera) non mi convince e perché, al contempo credo ponga una questione che non si risolve con l’uso strumentale e, alla fine, violento dell’argomento illiberale secondo cui “la legalità costituzionale è questa e non si discute”. Questo articolo è comparso, in versione leggermente diversa, su Linkiesta del giorno 8/10/2017.

  • Ex Kathedra

Prevedibile come un temporale estivo, puntuale come un bonus pre-elettorale del governo Renzi, scontato come una discussione sulla nuova legge elettorale: “la vera causa del debito pubblico italiano è il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro”, continuano a ripetere in molti, troppi. Siccome inizia a comparire anche sulla bocca di parte della cosidetta “classe dirigente”, merita ribadire dettagliatamente che di solenne idiozia si tratta. Il ritorno ad un deficit dello stato finanziato direttamente attraverso l’emissione di moneta sarebbe pura follia.

  • Meta

Come precedentemente annunciato, le giornate della Fondazione i Cinquecento (continuazione delle gloriose Giornate nFA) per l’anno 2017 si terranno sabato 17 e domenica 18 giugno al Teatro Dina Orsi (Via L. Einaudi, 31015 Conegliano TV – mappa). Questo post contiene i dettagli del programma che sarà interamente dedicato all’analisi del fenomeno populista. 

Link al modulo di iscrizione (Niente mail di conferma … sorry)

  • L'avvelenata

Il nostro paese ha una politica di rimborso dei danni delle calamità naturali che premia la deresponsabilizzazione di proprietari, costruttori, progettisti ed amministratori e penalizza chi, fra i precedenti, investe nella sicurezza del proprio patrimonio e fa il proprio dovere. È sensata questa politica? L’approvazione del decreto di ricostruzione per il terremoto di Agosto ci offre l’occasione per una riflessione a nostro avviso utile, anche se forse sgradita ad alcuni. 

  • Qui è FLG

Hanno vinto il 4 marzo e sono al governo per stare assieme quanto più a lungo possibile, ok. Ma: (i) come siamo arrivati a questo risultato, (ii) quali fattori hanno reso politicamente irrilevanti sia PD che FI (per non parlare di LeU), (iii) dov’è oggi l’opposizione al governo rosso-bruno? Vaste programme, lo so. Ci provo e scusatemi se riesco ad essere apodittico nonostante la lunghezza. 

  • L'avvelenata

Spiace per i puri di cuore (non spiace affatto per chi  invece è in mala fede), ma il fatto che Mark Zuckerberg conosca il latino non c’entra nulla con il suo successo. E le fregnacce sul classico che si son lette in questi giorni su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali tali sono, fregnacce. Sbeffeggiamoli un po’, ch’è sempre ora per farlo.

  • L'avvelenata

 I vescovi di un tempo battezzavano “pesce” la carne per aggirare nella sostanza, pur rispettandola nella forma, la regola del venerdì. Ancora oggi, gli italiani per stabilire il valore delle cose (o la convenienza sugli impieghi dei propri risparmi) confidano sul giudizio (tutt’altro che trasparente e disinteressato) del “sacerdote” di turno sia esso l’opinionista, il politico o il sedicente tenico indipendente, diffidando sempre del meccanismo diabolico (ed anonimo) chiamato mercato.

Il caso MPS (e delle altre banche) ci fornisce l’opportunità di studiare un aspetto qualificante della cultura italiana e una non trascurabile determinante del suo declino.

  • Ex Kathedra

Come anticipato nell’ultimo post di Alberto esiste una via per mettere in sicurezza il sistema bancario italiano senza far necessariamente pagare il conto ai contribuenti: in breve, fare come in Spagna. Proviamo ad illustrarla dopo aver chiarito perché, invece, quella adottata dal governo porta solo ad ulteriori, futuri disastri.