I post di giulio zanella

  • Markopolo

Questo articolo offre una breve introduzione alle varie realtà dell’Islam di oggi (1,7 miliardi di fedeli pari al 25% della popolazione mondiale) in particolare quello ortodosso e la sua propaggine “deviata”, partendo dalla nascita del pensiero e del linguaggio politico islamico delle origini, e proseguendo al confronto tra la cultura islamica e quella occidentale. Culture che si sono evolute nel corso dei tempi all’insegna della civiltà dei diritti dell’uomo, da una parte, e quella che, ancora oggi, fa esclusivo riferimento al sistema sociale improntato alla legge di Dio, la Sharia, dall’altra.

  • Meta

Le giornate nFA 2016 si terranno sabato 11 giugno e domenica 12 giugno a Villa La Fonte  – Via delle Fontanelle 18,  50014 San Domenico di Fiesole – mappa), nel campus dell’European University Institute. NOTARE il cambio di sede rispetto a quanto precedentemente annunciato, a causa dell’inatteso numero di adesioni. Ci scusiamo per ogni disagio che questo dovesse comportare.

Villa la Fonte e’ facilmente raggiungibile con l’autobus (n. 7) da piazza san Marco (fermata San Domenico 01 dopo l’Ospedale Camerata venendo da Firenze). L’autobus parte ogni 15 minuti circa ed impiega circa 10 ad arrivare. 

Il resto del post contiene i dettagli del programma e il link al modulo di iscrizione (gratuita ma obbligatoria).

  • Meta

Nel 2016 nFA compie 10 begli anni.

Vi invitiamo a celebrarli insieme durante le Giornate nFA 2016 che, per l’occasione, si terranno di nuovo a Villa La Pietra, Firenze villa La Fonte, San Domenico di Fiesole (FI) , sabato 11 e domenca 12 giugno, con alcuni dei temi di cui ci siamo occupati in questi due lustri e che sono ancora molto caldi.

 

  • Ex Kathedra

Ulteriori riflessioni sul dissesto del sistema bancario italiano, un tema che dovremo discutere per molto tempo. Molti lettori ricorderanno cosa scrivevamo sullo stato di salute del sistema bancario italiano anni fa, ai tempi della crisi finanziaria “degli altri” . Il fatto è che le toppe che si stanno mettendo (con gravissimo e colpevole ritardo di almeno un quinquennio) e che si vorrebbero mettere rivelano tendenze e tentazioni forse ancor più preoccupanti di quelle passate, di cui oggi stiamo pagando il conto.

  • Passaparola

Appare oggi su La Repubblica un articolo intitolato Allarme Fmi: “Crescita delle disuguaglianze dove il sindacato è più debole”, così riassunto nel sottotitolo:

Uno studio realizzato dal Fondo monetario internazionale ribadisce l’importanza di un forte potere contrattuale dei lavoratori per mantenere equilibri economici più sostenibili

L’articolo in questione è completamente fuorviante.

  • Ex Kathedra

Nell’attuale dibattito politico, il tema della permanenza o meno nell’Euro è certamente uno di quelli più ricorrenti, ma anche uno di quelli affrontati con maggiore superficialità. Questo articolo si propone di fare chiarezza su quanto dice la teoria economica in merito alle aree valutarie ottimali, specificando quali siano i principali vantaggi e i principali svantaggi della partecipazione ad un’unione monetaria quale l’Eurozona.

  • Ex Kathedra

Da vile ragioniere com’i’ sono e fui, sono saltato sulla sedia quando ho visto la slide numero 3 usata ieri da Matteo Renzi nella conferenza stampa di presentazione della legge di stabilità 2015. Trovo la suddivisione delle varie voci tra “entrate” e “uscite” alquanto bizzarra. Ma non è questione di pignoleria contabile: il fatto è che quella suddivisione mette in ombra la sostanza economica, che risulta essere la seguente: con la legge di stabilità 2015 abbiamo riduzione della pressione fiscale per 12,6 miliardi (tanto di cappello, ma non sono 18 come affermato da Renzi) che viene finanziata per circa un terzo con riduzione di spesa e per circa due terzi con nuovo debito. Persiste quindi l’errore di ridurre la pressione fiscale senza ridurre corrispondentemente la spesa, e questo vale anche sotto l’ipotesi che i non meglio specificati risparmi per 15 miliardi della ”spending review” si materializzino effettivamente. In questo breve post illustro come si giunge a questi numeri riclassificando le voci nella slide numero 3 in un modo più rigoroso di quanto è utile ai fini di comunicazione politica.

  • Passaparola

L’Istat ha comunicato il 29 agosto 2014 che durante gli ultimi 12 mesi i prezzi al consumo in Italia si sono ridotti dello 0,1%. Il paese è quindi in deflazione, prima volta negli ultimi 45 anni. È utile guardare i dettagli del comunicato Istat per interpretare correttamente questo dato, cosa che purtroppo molti commentatori non sembrano aver fatto avendo preferito stracciarsi le vesti di fronte allo spettro tanto evocato che finalmente si materializzava. I dati suggeriscono invece che la riduzione dei prezzi è dovuta a espansione dell’offerta mondiale, mentre la domanda nazionale continua ad esercitare una (seppur modesta) pressione sui prezzi.