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A Comment on Thomas Piketty’s Capital in the Twenty-First Century.

Thomas Piketty’s heart is definitely in the right place. Capital in the Twenty First Centuryaddresses the great question of our times: the phenomenon of persistent and rising inequality. Piketty has amassed data — both from a motley collection of sources and from his own empirical work — that shows how inequality has not just been high, but on the rise. Piketty purports to provide an integrated explanation of it all. Paul Krugman calls it “the unified field theory of inequality.” Comparisons to Marx’s great Capital abound (perhaps not entirely unsolicited). Even in this quick-moving bite-hungry world, everyone is still cheering, weeks after the English translation has appeared. That’s pretty amazing.

L’altra sera, sbirciando fra gli scaffali della mia libreria preferita, ho notato un annuncio: di lì a poco Innocenzo Cipolletta avrebbe discusso all’associazione industriali di Vicenza la provocatoria tesi che titola il suo nuovo libro: “In Italia si pagano troppe tasse. FALSO!“. Sono andato ad ascoltarlo. È sin troppo facile criticarne gli assunti, la logica che li sostiene, e le conclusioni, ma nel mio intervento dal fondo dell’aula non ho mancato di esprimere la considerazione più triste che si può ricavare dalla lettura di questo centinaio di pagine. La riprendo in questa sede; è un tema noto ai nostri lettori di lunga data: la responsabilità delle elites intellettuali e la loro subalternità alla politica. 

Sherut haBitachon haKlali (Hebrewשירות הביטחון הכללי‎, General Security Service), better known as Shabak(Hebrewשב״כ‎, IPA: [ʃaˈbak] ( listen)Arabicشاباك‎), in English as the Israel Security Agency (ISA) or the Shin Bet (a two-letter Hebrew abbreviation of the name). Per ragioni di età e di tempo vado sempre meno al cinema. Qui (qui= dove abito) invitato ad un festival del cinema, vedo The Gatekeepers.


Giuliano Amato non gode di una grande reputazione in Italia di questi tempi. Gli ex-comunisti  non gli hanno mai perdonato di essere stato capo di gabinetto di Craxi. Gli ex-socialisti non gli perdonano di essersi schierato a sinistra. Gli italiani lo considerano l’epitome della casta – professore universitario, politico, detentore o ex-detentore di innumerevoli cariche e candidato permanente a tutte le altre. Eppure ha scritto, insieme ad uno dei più brillanti storici italiani, un libro che merita di essere letto e meditato con molta attenzione.

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