Un Governo alla frutta

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Solo il governo del negoziante di salumi, filiale emiliana di Rifondazione Comunista, e' piu' ridicolo di GWBush. Mentre Bush sprofondava nella sua irrilevante retorica, Prodi annunciava al popolo che cosa lui e Bertinotti pensano occorra "liberalizzare". Patetico. E per inventarsi questa buffonata, hanno speso tutti quei soldi per il loro week end a Caserta!

Ed eccole qua le grandi riforme liberali, i motori dello sviluppo, le grandi riforme che faranno crescere l'Italia a ritmi irlandesi. Venghino, signori, venghino, ce n'e' per tutti: i barbieri, i benzinai, i giornalai ... no, non scherzo. Questa e' la lista. Vi aspettavate le banche amiche del signor Prodi e del signor d'Alema? Quelle domani. Volevate le FFSS o le Poste? Quisquiglie, pinzillacchere, chi se ne frega se i pendolari vengono massacrati in treno ed arrivano in ritardo sei giorni su cinque? E' la permanente della signora Flavia che fa la differenza. Avevate in mente una riduzione nel numero d'invalidi pensionati a sbafo? Ignobili nemici del popolo che soffre, se tagliamo altri due centesimi al litro ai benzinai, la ripresa economica e' fatta, fatta. Parola di Visco, TPS e di quello li' che la ripresa non la vuole perche' gli piace l'inviluppo e la decrescita, come si chiama? Trentadue, credo.

Questi poveretti pensano (pensano? si fa per dire oramai) che lo sviluppo economico si fa liberalizzando la vendita di Repubblica e la sfumatura settimanale alla coppa del ragionier Bersani. Tutto dopo aver fatto salire la pressione fiscale di quasi due punti di PIL, dopo aver annunciato che l'eta' di pensionamento non si tocca manco morire, che i coefficienti per calcolare le pensioni nemmeno, che i dipendenti pubblici belli come prima a fare un piffero ma con un 7% di salario in piu' ed il conforto sindacale al loro nullum-facere, che mezzo milione di dipendenti pubblici in piu' quelli si che son utili, che 100 miliardi regalati a caso alle combriccole sudiste per fare la politica della domande e che altrimenti non ci votano, e via cantando il socialismo degli accattoni ...

Ah, no, danno anche un po' di agevolazioni fiscali alle imprese che si patrimonializzano, ossia che reinvestono i dividendi. E le startups, ossia le aziende nuove? Quelli che hanno un'idea innovativa e magari produttiva? Ed i ragazzi che vogliono farsi la loro impresa e prendono i soldi a prestito da banche oligopolistiche oltre che inefficienti? Beh, quelli che si fottano, arroganti che non son altro: tutti a voler fare i capitalisti adesso, anche prendendo denaro a prestito! Se continua cosi', dove andiamo a finire? Andassero a manifestare contro qualcosa scelto da Bertinotti, invece di volersi aprire l'impresina a perseguimento del loro piccolo borghese sogno d'arrichimento. Noi gli sconti fiscali, finanziati dalle tasse sui ricchi che lavorano, li diamo solo a De Benedetti ed Agnelli, se reinvestono i profitti che non fanno.

Leggere per credere. La Repubblica, che e' piu' vicina al governo ed e' meglio informata aggiunge anche le autoscuole e le guide turistiche alla lista delle grandi e strutturali strozzature che ora, con un colpo di bacchetta magica, l'attivo duo emilian-romagnolo, casa del popolo e sacrestia, eliminera'! Immaginatevi, ora anche le autoscuole saranno "liberalizzate", potrete avere la patente piu' rapidamente, e le vostre vacanze alle Mauritius vi costeranno 32 centesimi di meno! Ma non ci sono le agenzie in internet? Ah, e' vero, l'internet in Italia non c'e' perche' la Telecom e le altre il servizio a banda larga con il piffero che ve lo danno rapido e ad un prezzo competitivo ... ma liberalizzare li', li' si' che son dolori, Tronchetti o non Tronchetti.

Infatti, all'azienda dell'ex amico Tronchetti, mica proviamo a mettergli in coda l'anti-trust o a fargli saltare l'allegro oligopolio dei telefonini. No, ci inventiamo la mossa populista della proibizione della ricarica, che arrivera' probabilmente per decreto legge! Come se togliere il costo fisso di ricarica impedisse il trasferimento dello stesso costo sulla tariffa per consumo a tempo! Evviva il mercato, evviva la concorrenza ...

Scusate Italiani che lavorano e producono, ma non vi siete ancora stancati d'esser presi per i fondelli da comunisti, sindacalisti ministeriali e parassiti precedentemente meridionali ma oramai uniformemente diffusi?

 

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Commenti

Ci sono 17 commenti

Caro Michele, tra la banda bassotti e paperoga abbiamo scelto il secondo (e direi che abbiamo fatto bene). Quando correrà anche topolino vedremo.

 

Splendida analisi... sottoscrivo!!  :o)

 

Si che ci siamo stancati.

Una domanda : visto quello che offre il panorama politico, chi prendiamo ? Casini ? Fini ? Fassino ? Rutelli ? Mastella ?

Fammi un nome, uno, su cui puntare.....

 

La costruzione della Repubblica Popolare Italiana procede alacremente. Sarò tafazziano, ma l'unica cosa in cui spero è un forte (ma anche solo un normale) rallentamento della congiuntura internazionale, così avremo da ridere a quattro ganasce e si scoprirà finalmente cosa è questo "risanamento" di cui l'euroragioniere marchettaro Almunia canta le gesta. 

 

Che dire... se tu (posso darti del tu, vero?) rappresentassi la sinistra italiana, non avrei alcuna difficolta' a votare a sinistra ;)

Meno male che il Berluska ha liberalizzato molto...

 

Piccola osservazione: quella della proibizione delle ricariche mi sembra illuminante sul modo di pensare del "policymaker" in Italia. C'e' una rendita oligopolistica? Bene, e noi la vietiamo a colpi di decreti legge. Si crede di poter eliminare le distorsioni legiferando. Cosi' la distorsione si sposta appena appena piu' in la', si creano altre distorsioni, e cosi' via.

Pero' almeno i politici e i legulei sono un casino impegnati. 

 

Sempre dal sito del corriere,  tinyurl.com/3ym3or

Il corsivo e' mio. 

«Sono misure di straordinaria importanza che cambiano la faccia al

Paese - ha detto il premier - L’obiettivo è sempre quello della

crescita, sempre quello di liberare l’economia dai lacci e lacciuoli

mettendo al centro il cittadino e il consumatore e di liberare energie

che faranno crescere il paese ad un ritmo più rapido. Il governo che ci

ha preceduto per cinque anni non ha mai voluto affrontare questo grande

cambiamento, il coraggio di scontentare alcune categorie di far

cambiamenti che possono risultare sgradito ad alcuni ma sono

indispensabili per voltare pagina nell'economia italiana».

Chi sa, magari ci crede davvero.

Sul tema "liberalizzazioni" poi e' da notare l'iniziale stile maoista-stalinista dei governanti che si svegliano la mattina e dichiarano guerra ai parrucchieri, moderni kulaki. Stile che poi fomenta rivolte come quelle dei tassisti (comunque ingiustificabili). Peraltro, in seguito a quelle rivolte, il governo torno' sui suoi passi, dando un segnale di clamorosa debolezza nei confronti delle varie categorie. Vediamo che succedera' con i benzinai e i parrucchieri.......

 

lo stavo per dire io. ma l'hai gia' detto tu per cui non lo dico.

 

La parte che riguarda il governo precedente è assolutamente vera.

 

mike volevo segnalarti che l'Economist e' d'accordo con te nella sostanza ma non nella forma. A loro le quisquiglie e pinzillacchere aggradano anzicheno'.

http://www.economist.com/daily/news/displaystory.cfm?story_id=8610383