Il caso SEC-Goldman Sachs spiegato al pubblico

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Come noto, recentemente la SEC, autorità pubblica statunitense che regola la borsa e vari aspetti della finanza, ha messo sotto inchiesta la potente banca d'affari Goldman Sachs per come ha gestito certe transazioni finanziarie con la banca tedesca IKB nel periodo antecedente la crisi finanziaria. Vi spiego cosa ho capito della faccenda e perché credo la linea difensiva di Goldman Sachs non tenga.

Nota 27/4: ho chiarito ulteriormente la mia posizione con una metafora in questo commento

Parole chiave:

  • Sub-prime. Un mutuo concesso a gente che dopo un po' non potrà pagarlo.
  • MBS, Mortgage-Backed Security. Un titolo costruito mettendo assieme un mucchio di mutui, spesso sub-primes.
  • Default. Fallimento di un titolo, che nel caso di un MBS avviene perché la gente smette di pagare i mutui sottostanti.
  • CDO. Collateralized Debt Obligation: un titolo che contiene MBS, strutturato in modo da ridurre il rischio di default (il modo non è importante da spiegare in questa sede).
  • CDS. Credit-Default Swap: una forma di assicurazione contro il default di un titolo. Si tratta di un accordo tra due parti. Una parte paga un premio assicurativo annuale per ricevere da altra parte una somma prefissata in caso di default.
  • Synthetic CDO. Un CDO composto di CDS su svariati CDO. La fantasia era illimitata; c'erano anche i CDO-squared, CDO costruiti da altri CDO.

Attori:

  • SEC: Security and Exchange Commission, ente governativo che controlla finanza e borsa (l'equivalente americano della CONSOB).
  • GS: Goldman Sachs, la potente banca d'affari con forti connessioni politiche sotto accusa.
  • John Paulson, gestore finanziario, che decise di investire sulla caduta dei valori immobiliari in un periodo di euforia del settore (2005-2007). Alla fine della storia, Paulson guadagnò 1 miliardo (miliardo!) per se e una ventina per i suoi investitori.
  • IKB: banca tedesca che ha acquistato i titoli propinatigli da GS (secondo la SEC, inappropriatamente).
  • Una compagnia assicurativa, per esempio AIG, la compagnia salvata ripetutamente con iniezioni ripetute di miliardi di dollari dal governo statunitense.
  • Agenzie di rating, come S&P, Moody's o Fitch, pagate da chi emette titoli ed azioni a giudicarne la loro solvibilità tramite un voto.

 

Per capire la vicenda SEC-GS occorre cominciare da John Paulson. Paulson crede che tutti i CDO costruiti sui mutui siano carta straccia, e che prima o poi gran parte dei sottoscrittori dei mutui sottostanti comincerà a non pagare. Ha anche una buona idea di quando succederà perché molti di questi mutui contrattati in modo da avere un tasso molto basso e fisso per due anni, ma alto e variabile dal terzo anno. [Digressione: ma gli americani sono così tonti da farsi fregare così? No, non lo sono. L'aspettativa di molti era di pagare il tasso basso per due anni, e poi rinegoziare con un nuovo mutuo "normale" il terzo anno, cosa che sarebbe stata possibilissima se il valore della casa fosse aumentato ai ritmi pre-2006]. Paulson pensa che manca poco alla resa dei conti, fa due calcoli e capisce che basta solo che il valore delle case non aumenti, neanche diminuisca, perché la gente non riesca a rinegoziare i mutui. Questo lo capiscono in pochi nel settore, tanto è vero che molti di questi titoli hanno un rating AAA, cioè le agenzie preposte a valutarne il rischio (Moody's, S&P, etc...)  li paragonano a titoli di stato. Questo consente a chi emette i CDO di venderli ad investitori istituzionali: fondi pensione, money market funds, etc...

Insomma Paulson vuole assicurarsi contro la cacca. Ma vuole di più: vuole la cacca della cacca, vuole scegliere le date di scadenza, le condizioni particolari che pensa conducano al default attorno ad una certa data, etc... Purtroppo per lui un titolo che contenga la cacca della cacca non esiste. Chiede allora a GS di creargli un Synthetic CDO che contenga questo e quest'altro titolo particolarmente puzzolente. Però non vuole comprarlo, vuole fare il contrario, vuole assicurarsi contro il suo default acquistando assicurazione (un CDS) sul suo default. GS non vende assicurazione, ma  può trovare qualcuno che gliela vende, come la famosa compagnia AIG, poi salvata ripetutamente dal governo americano durante la crisi (non so se in questo caso la controparte fosse proprio AIG, ma qualcuno dall'altro lato c'era).

GS crea questo CDO, ma deve trovare però un pollo a cui venderlo altrimenti non riescono a creare il CDS per assicurare Paulson. Vanno da una o più agenzie di rating, fanno in modo (con argomenti mooolto convincenti e meritevoli di a mio parere di un supplemento di indagine) che venga rated AAA, così piace ai fondi d'investimento che servono le vecchiette teutoniche. Comunque il rating a loro interessa relativamente, quello serve solo a definire il prezzo del titolo. Poi, convinti i polli tedeschi di IKB, vanno dall'assicurazione e intermediano il contratto di assicurazione (CDS). L'assicurazione si fida del rating, e chiede a Paulson un prezzo bassissimo (questi CDS costavano nelll'ordine dei 5 centesimi per assicurare 1 dollaro, quindi avevano un rendimento potenziale del 2000% nel caso di default totale) e tutti sono contenti.

 

 

Questo il meccanismo. Alcuni di quei titoli (CDO) per un po' se li sono tenuti quelli di GS, ma se ne sono sbarazzati di gran parte all'ultimo momento.  Il rapporto GS-compagnia assicurativa è diverso da GS-tedeschi di IKB. Ai tedeschi GS propose/consigliò un titolo con l'aspettativa che rendesse qualcosa, mentre allo stesso tempo sapevano che qualcun altro (Paulson) aveva scelto la composizione del CDO sapendo che i titoli sottostanti erano una vera schifezza. IKB non doveva necessariamente assumere che qualcuno avesse scommesso contro di essi (al contrario della compagnia che ha offerto assicurazione, per la quale invece era ovvio, visto che stavano vendendo l'assicurazione). Il ruolo di GS non era di fare da intermediari, ma di proporre un titolo a IKB, insomma di consulenza finanziaria. Non so se legalmente questo sia scorretto, deciderà il giudice, ma il comportamento eticamente è sicuramente dubbio.

Naturalmente anche l'assicurazione che offre il CDS ha di che lamentarsi: GS va da dalle agenzie e fa in modo che il rating del CDO sia AAA, così lo vendono facile facile ai tedeschi, e il gioco è fatto. L'assicurazione guarda il rating e chiede un premio bassissimo fidandosi sulla parola. Ma qui la colpa principale (la legge stabilirà se di colpa penalmente perseguibile si tratta) è delle agenzie di rating, Moody's e S&P.

 

 

La linea difensiva suggerita dal comunicato stampa di GS è che IKB è un investitore sofisticato che aveva modo di conoscere e comprendere le caratteristiche di quello che acquistava (su questo niente da dire) e che doveva per forza sapere che qualcuno stava investendo scommettendo il suo fallimento. Quest'ultima affermazione, come spiegato sopra (l'argomento è ribadito, in inglese e in modo leggermente più complesso, nel blog interfluidity), è palesemente falsa, perché un CDO è semplicemente un insieme di titoli, simile in un certo senso a un fondo comune. Questo vale anche per i Synthetic CDO. È vero che i CDS contenuti nel synthetic CDO devono necessariamente avere qualcuno che scommette contro di essi (sono posizioni assicurative, in fin dei conti), ma il Syntetic CDO è costruito proprio per diversificare e diminuire il rischio, e massimizzare il rendimento (dato il rischio) per chi lo acquista. In sostanza, GS nel suo comunicato travisa il fatto che IKB sapeva che il CDO conteneva titoli per i quali qualcuno aveva scommesso contro, con il fatto che sapessero che qualcuno avesse scommesso contro il CDO nel suo complesso. Una differenza cruciale.

 

 

Della faccenda a me resta un solo dubbio, che pongo a chi ci legge più ferrato di finanza pratica: perché GS aveva per forza bisogno di creare un titolo e venderlo ai tedeschi? Paulson non poteva semplicemente comprare assicurazione su un titolo fittizio? È vietato da qualche regola o semplicemente è una norma del settore?

Aggiunta 26/4: Gli esperti chiariscono in commento che in realtà la controparte di IKB per ciascun componente del Synthetic CDO era Paulson. Questo rende la realtà ancora peggiore di quanto pensassi. Paulson comprava assicurazione, mentre IKB voleva diversificazione del rischio assicurativo. Non gli e' stato detto, invece, che stavano comprando il contrario della diversificazione. Il fatto che dall'altra parte del muro eretto da GS stesse una sola persona fa tutta la differenza, a mio parere. Se questo è legale io non capisco (1) perché lo sia (2) perché chiunque voglia ancora fare affari con GS. Davvero il lavoro di un intermediario deve essere quello di sfruttare tutte le scappatoie legali per fregare una delle parti?


 

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Commenti

Ci sono 45 commenti

Solo una precisazione: IKB è un QIB (Qualified Institutional Buyer: niente vecchiette, credo), e il CDO Abacus è stato generato per "reverse enquiry". In altri termini, questo significa che IKB è andata da GS dicendo di voler acquistare un CDO con le caratteristiche di Abacus. Prassi del tutto normale nel capital markets delle banche d'investimento. Le maggiori emissioni di strutturati sono avvenute in questo modo, ad esempio su reverse enquiry dei fondi pensione. Credo che questo risponda anche alla domanda dell'ultimo paragrafo del post.

Quanto alla diversificazione di rischio implicita nella costruzione dei CDO, essa si otteneva con appositi scoring, ad esempio ripartendo i debitori su base geografica e settoriale. Va da sé che, quando la crisi è scoppiata, la correlazione tra emittenti è andata rapidamente verso l'unità.

L'essenza dell'illecito di GS è stata quella di aver detto agli investitori che Paulson & Co. avevano comprato una tranche di Abacus, mentre ciò non era vero. Vedi anche l'ottimo Ritholtz:

 

Chiede allora a GS di creargli un Synthetic CDO che contenga questo e quest'altro titolo particolarmente puzzolente. Però non vuole comprarlo, vuole fare il contrario, vuole assicurarsi contro il suo default acquistando assicurazione (un CDS) sul suo default.

 

Un CDO normale contiene titoli. (il cosidetto portfolio)

Un CDO sintetico non contiene nessun titolo, contiene solo CDS.  Il CDO "sells protection" sui titoli del cosidetto "reference portfolio" che, ripeto non detiene, ma sono semplicemente iscritti nel documento del CDO sintetico.  La Goldman Sachs deve allora trovare un "protection buyer" che prenda l'altra parte della corda di tutti questi CDS.  In questo caso il protection buyer ERA PROPRIO PAULSON.

L' AIG non c'entra gran che in questa storia, prendeva la parte del "protection seller" in altri casi [non mi risulta abbia participato in questa faccenda qui].

Insomma, se il mercato delle case fosse andato bene l'IKB avrebbe ricevuto mensilmente degli "interessi sintetici" (chiamiamoli cosi) pagati da Paulson al CDO come premi di assicurazione, mentre invece i titoli avendo fatto default e' stato il CDO sintetico che ha dovuto pagare a Paulson quasi tutti i soldi che IKB vi aveva depositato.

[Causa errori ho dovuto modificare il testo alle 11:04 2010/04/25. Mi scuso].

 

Il punto è questo: il fatto che CIASCUNO dei CDS che componevano il synthetic CDO avesse una short position (com'è ovvio che sia) non implica che il synthetic CDO nel suo complesso abbia una short position. Il CDO di solito viene costruito appunto per diminuire i rischi di perdita tramite diversificazione. Le diversi componenti dei synthetic CDO avevano di norma diverse controparti. 

Da quanto mi dite, la situazione è ancora peggio di quanto la descrivevo: se capisco bene c'era un unico venditore delle componenti del CDO (Paulson). In questo caso il dovere (etico, ma spero anche legale) di disclosure è ancora più compelling. IKG voleva diversificare, e gli hanno venduto un titolo costruito per fare il contrario. 

 

 

In sostanza, GS nel suo comunicato travisa il fatto che IKG sapeva che il CDO conteneva titoli per i quali qualcuno aveva scommesso contro, con il fatto che sapessero che qualcuno avesse scommesso contro il CDO nel suo complesso. Una differenza cruciale.

 

Perche' cruciale? Che ci sia qualcuno che scommette contro e' implicito nella natura dei Synthetic CDO; che differenza fa se di scommettitori ce ne sono due? (Anche perche' nel secondo caso c'e' anche un'altra controparte "long" per l'ulteriore scommessa)

Inoltre, il press release di Goldman non parla di un'assicurazione esterna: a me sembra che dica che Paulson era semplicemente la controparte "short" dei CDS che componevano il Synthetic CDO:

The firm structured a synthetic CDO through which Paulson benefitted from a decline in the value of the underlying securities.  Those on the other side of the transaction, IKB and ACA Capital Management, the portfolio selection agent, would benefit from an increase in the value of the securities.

 

Che faccia differenza e' stato l'articolo di interfluidity che ho linkato alla fine a convincermi. Prova a vedere se convince te. 

 

mi pare ovvio che sia una differenza importante. Considera i due scenari seguenti:

1)  Investitori con opposte visioni su una certa classe di titoli contattano GS affinché permetta loro di prendere posizione pro/contro, per esempio, i subprime.  GS crea un titolo sintetico per permettere a questi clienti di "scommettere"/assicurarsi.  Il ruolo di GS è di pura intermediazione.

2)  Paulson (o GS stessa - l'esempio funzionerebbe ugualmente bene) vuole prendere una posizione su una certa classe di titoli e incarica GS di creare un derivato su misura.  GS crea un derivato sintetico che massimizza il profitto atteso di Paulson e poi cerca qualcuno che prenda l'altro lato della scommessa.  Qui GS è in effetti un agente di Paulson!

Davvero pensi che per un investitore non faccia differenza sapere in quale dei due scenari si trova quando deve decidere a che prezzo acquistare un titolo? 

A quanto ho capito, Khuzami vuole provare  che GS ha venduto agli investitori CDO "tailored" sulle specifiche di Paulson, senza adeguata disclosure... anzi, mentendo!  Come è scritto nel blog linkato da Mario Seminerio,

 

The claim [was made that] Paulson & Co. were long $200 million dollars when they were actually short [and this] is a [clear] material misrepresentation.

questo verosimilmente vuol dire che GS è riuscita a spuntare un prezzo ben più alto di quello che investitori meglio informati avrebbero pagato... ti pare poco?

Pare che GS/Paulson non avessero nemmeno l'esclusiva su questo genere di deals...

 

The ruse at the heart of their transactions was creating subprime (so called “mezz” or mezzanine) collateralized debt obligations by investing in the riskiest layer, the so-called equity tranche. This kind of CDO consisted almost entirely of not just any subprime risk, but that of the dodgiest layer that could be sold short, the BBB tranches, via a combination of actual bonds and credit default swaps.

But Magnetar’s true objective was not to invest in this toxic waste, which its role as funder of the CDO would lead most to believe. While Magnetar paid roughly 5% of the total deal value for its equity stake, it took a much bigger short position by acting as a protection buyer on some of the credit default swaps created by these same CDOs. This insurance in turn was artificially cheap because over 80% of the deal was rated AAA. Most investors did not understand what Magnetar recognized: this concentrated exposure to the very riskiest type of bond associated with risky mortgage borrowers, each of these CDOs was a binary bet. It would either work out (in which case Magnetar would still show a thin profit) or it would fail completely, giving Magnetar an enormous profit and wiping out even the AAA investors who mistakenly believed they were protected by having other investors sit below them and take losses first. Thus the AAA investors were only earning AAA returns for BBB risk.

As the equity investor, Magnetar could further stack the deck in its favor through the influence it gained over the deals’ parameters. It was able to ensure that the CDOs held particularly dubious BBB exposures, and pushed for, and often got, “triggerless” structures, which stripped away another protection most deals had. When CDOs start to show significant losses, the payments to the lower-tier investors, including the equity tranche, are cut or halted to defend the AAA layer, much the way the human body, when exposed to severe cold, will restrict blood flow from the extremities to save the brain and organs. But triggerless deals, even as they started to fail, kept paying the lower tranche holders, including, in this case, Magnetar itself.

While these transactions may sound similar to the widely decried Goldman synthetic CDO program, Abacus, by which the firm went short various real estate exposures, effectively dumping the risk on customers, the Magnetar program was not only much larger, but also produced far more devastating systemic consequences, thanks to the distinctive structure of its CDOs.

 

Source:  http://www.nakedcapitalism.com/2010/04/rahm-emanuel-and-magnetar-capital-the-definition-of-compromised.html

Scusate ho una banale domanda da fare, da non esperto di economia, ma in queste discussioni non entra troppo spesso la parola "scommessa". Cosa centrano le scommesse con l'exonomia, lo sviluppo, creazione di posti di lavoro? Non staremmo tutti meglio se attività del genere fossero delegate alle agenzie di scommesse? non suonerebbe meglio Goldman & Sachs agenzia scommesse ippiche, sportive e CDO?

Scusate ancora di nuovo la banalità della domanda.

Tutta la vita e' una scommessa: scommetti che la tua ragazza sara' una buona moglie, scommetti entrando all'universita che ce la farai a laurearti, scommetti quando vai fuori senza l'ombrello che non ppiovera', ecc. ecc.

 

Scusate ho una banale domanda da fare, da non esperto di economia, ma in queste discussioni non entra troppo spesso la parola "scommessa". Cosa centrano le scommesse con l'exonomia, lo sviluppo, creazione di posti di lavoro? Non staremmo tutti meglio se attività del genere fossero delegate alle agenzie di scommesse?

 

Il meccanismo di determinazione dei prezzi di mercato richiede l'esistenza di scommettitori che fanno scommesse e gadagnano quando indovinano il prezzo "giusto" e perdono in caso contrario.  E tutti i tentativi di allocare risorse secondo criteri diversi da quelli di mercato (tipicamente, attraverso pianificazioni centralizzate) si sono alla fine rivelati altamente inefficienti.

Ogni volta che compri un'assicurazione (sulla vita, per la macchina, sulla casa, eccetera) sia tu che la compagnia assicurativa fate una scommessa. Loro scommettono che non ti succederà mai niente, tu scommetti che succederà qualcosa di dannoso a te.

Lo stesso meccanismo si applica ad un enorme numero di eventi economici. Per esempio, sia i tuoi contributi all'INPS che quelli ad un fondo pensione privato sono scommesse ...

Il contadino che semina tutto il grano, aspettandosi che tra sei mesi produca tanto cibo da sfamare lui e la famiglia, averne un po' da vendere, un po' di scorta ed un po' da riseminare, in fondo cosa fa se non "scommettere"? Contro gli uragani, la siccità, le cavallette.  Anzi diro' di piu', usando una parola che suona empia ai più: "specula". Guarda nello specchio, cerca di indivinare il futuro, sperando sia positivo. Rischia tutto, perché se il raccolto va male sono cazzi per centinaia di persone.

Mi pare che questa sia la logica dell'investimento. Una operazione oggi che forse darà frutti nel futuro, ma che potrebbe andare male. Una operazione che è un rischio. Se vuoi ..... una scommessa.

Cosa c'entra con l'economia? Tutto, direi.

Francesco

 

 

Gianluigi, spero tu non ti senta trattato male dalle risposte sopra, certe cose sono date per scontate certe volte in questo sito, ma vale la piena spiegare per bene. La possibilità di fare queste scommesse crea valore, nel senso che permette a qualcuno di assicurarsi contro rischi che non vuole detenere. Questo ha permesso alle compagnie emittenti di concedere mutui a tassi più bassi (proprio perché potevano assicurarsi) ... il fatto che fossero troppo bassi è stato certamente un errore, resta il fatto che una potenziale utilità sociale esiste, e nella stragrande maggioranza dei casi viene pure realizzata.

 

 

Paulson pensa che manca poco alla resa dei conti, fa due calcoli e capisce che basta solo che il valore delle case non aumenti, neanche diminuisca, perché la gente non riesca a rinegoziare i mutui. Questo lo capiscono in pochi nel settore,

 

Questi "due calcoli" sono stati fatti da un certo Paolo Pellegrini (nato a Roma, 1957) , collaboratore di Paulson che utilizza un database di mutui per dimostrare statisticamente che il default e' molto sensibile al tasso di crescita dei prezzi: basta un non aumento dei prezzi a provocare un aumento del default.

P.S.: @prescott & boldrin: vedete che qualche volta la regressione lineare e' utile. ;-)

 

 

 

P.S.: @prescott & boldrin: vedete che qualche volta la regressione lineare è utile. ;-)

 

Se ci chiamano a cimento, sia Ed che io non ci tiriamo di certo indietro. Ed non legge in italiano, quindi ci penso io.

Sarei curioso di vedere la suddetta regressione, che a mio avviso o non esiste o è costruita in modo da essere giusta questa volta e sbagliata la prossima o la volta precedente. Me la mandi? O chiedi a PP di mandarmela?

Per una ragione banalissima: i prezzi delle case USA crebbero pochissimo, o calarono, sino a metà anni '90. Non ricordo - ho appena controllato, sembra proprio non ci sia stata :-) - un'esplosione di defaults sui mutui durante quegli anni. Se davvero avesse basato le sue decisioni su una regressione dei dati storici del mercato immobiliare USA NON avrebbe ottenuto la previsione che apparentemente ha ottenuto.

Invece, a mio avviso, la previsione l'ha ottenuta sulla base di un ragionamento economico (i prezzi delle case non possono continuare a crescere a questo ritmo, si fermeranno e caleranno) e di un altro ragionamento economico (esiste un numero alto di acquirenti di case che sta scommettendo su tassi bassi e prezzi in salita per rifinanziare i propri ARMs ... invece i tassi sono in salita mentre i prezzi fra un po' saranno in discesa).

Ha guardato i tipi di mutui subprime che si venivano creando, ha guardato i soggetti che li acquisivano, le zone in cui questo avveniva ed i comportamenti dei suddetti negli anni recenti e si è detto che questi non avrebbero retto un'inversione del trend (ed un innalzamento sostanziale dei tassi a breve, tra l'altro: cerchiamo di non scordarcelo che i tassi sugli ARMs erano ben altra cosa nel 2006 che nel 2003-04!). Gli è andata bene.

Ha notato una tendenza del momento ed un'opportunità. L'econometrica che serve per fare questo non va oltre la statistica elementare ed il calcolo di correlazioni condizionali.

Morale: il signor PP ha usato la teoria economica per fare una scommessa, ed ha vinto. Avesse usato l'econometria avrebbe fatto la fine della maggioranza dei suoi colleghi.

 

 

Non sono un esperto, ma mi sembra di capire che la base della denuncia di GS da parte della SEC sia il fatto non solo o non tanto di non aver informato gli acquirenti di Abacus che ci fosse un posizione a breve sul titolo (cosa che gli acquirenti si sarebbero dovuti aspettare), ma di aver esplicitamente detto che Abacus era stato confezionato da consulenti imparziali (il che non è vero, e pertanto costituisce frode). Mi sbaglio?

Esatto, questa e' l'accusa.

il confine tra asimmetria informativa e frode è sottile. La finanza vive ed è sempre vissuta (anche) di asimmetrie informative

Devo ammettere che, anche se ho fatto del mio meglio per seguire il discorso, mi sono abbastanza perso, tuttavia ho una domanda (magari dico una cazzata) da fare.

Ma i colpevoli principali, in questo caso e anche nell'attuale crisi finanziaria, non sono le agenzie di rating? Da quel poco che ho capito, sono tutti scommettori, tutti valutano i loro rischi e i loro guadagni, e fin qui tutto mi sembra logico, però vorrei capire, se le agenzie facessero bene il loro lavoro e fossero oneste, tutto questo bel castello di carta crollerebbe, no?

Se la cacca fosse valutata come cacca e l'oro come l'oro, ci sarebbe tutto questo spazio di manovra per i furbi?

 

Ma i colpevoli principali, in questo caso e anche nell'attuale crisi finanziaria, non sono le agenzie di rating? Da quel poco che ho capito, sono tutti scommettori, tutti valutano i loro rischi e i loro guadagni, e fin qui tutto mi sembra logico, però vorrei capire, se le agenzie facessero bene il loro lavoro e fossero oneste, tutto questo bel castello di carta crollerebbe, no?

 

Si', ma tu devi considerare che:

1. Le agenzie ricevono il loro compenso da chi confeziona i prodotti, e quindi per ovvie ragioni non possono essere imparziali. Per esempio, nel 2007 la vendita di ratings per prodotti strutturati rese circa la meta' delle entrate di Moody's.

2. Non e' obbligatorio credere alle agenzie, le quali non sono neppure soggette a qualche forma di licenza: infatti loro si difendono rivendicando il diritto di dire quel che vogliono sulla base del Primo Emendamento...

Quindi, chi vuol credere ai loro ratings (cosi' come alla pubblicita' dei detersivi) lo fa a suo rischio e pericolo.

Intervento notevole, ho "quasi" capito tutta la magagna ;)

Sta gente fa veramente venir voglia di comprare lingotti d'oro e tenerseli sotto al materasso.

vedi qui

tanto è vero che molti di questi titoli hanno un rating AAA, cioè le agenzie preposte a valutarne il rischio (Moody's, S&P, etc...)  li paragonano a titoli di stato. Questo consente a chi emette i CDO di venderli ad investitori istituzionali: fondi pensione, money market funds, etc...

Il mercato dei mutui è degenerato perchè le agenzie di rating hanno continuato a fornire un rating elevato anche alle emissioni più improbabili, basandosi sui loro modelli teorici, senza guardare alla realtà sottostante,  

Digressione: ma gli americani sono così tonti da farsi fregare così? No, non lo sono. L'aspettativa di molti era di pagare il tasso basso per due anni, e poi rinegoziare con un nuovo mutuo "normale" il terzo anno, cosa che sarebbe stata possibilissima se il valore della casa fosse aumentato ai ritmi pre-2006].

ovvero:

l'aspettativa era di ripagare i mutui, non in base ai flussi di reddito prodotto, ma attraverso la rivalutazione degli assets sottostanti. Non credo che se una qualsiasi società, con livelli di indebitamento comparabili, avesse sostenuto di poter ripagare i propri debiti attraverso la rivalutazione del proprio patrimonio, avrebbe ottenuto un rating altrettanto favorevole.

Contemporaneamente la possibilità di cartolarizzare i mutui e di rivenderli attraverso delle obbligazioni ha alimentato oltre i limiti il business al dettaglio.

Conclusione. Le agenzie di rating sono sempre al loro posto: hanno semplicemente visto inaridarsi un ricchissimo filone di attività che generava laute commissioni. Tutti (o quasi) continuano a fare business con Goldman Sachs. Tutti (senza quasi) sperano che possa tornare la normalità, ovvero quanto accadeva fino al 2006  (e che magari il giochino degli ABS-RMBS riprenda come prima). Trovo difficile che possa essere giudizialmente dimostrata la condotta scorretta di GS senza coinvolgere le agenzie di rating (a meno che queste ultime sostengano di essere state ingannate da GS), a meno che la stessa SEC punti sin dal principio ad una transazione direttamente con GS (della serie: noi ci abbiamo provato, ma più di così non è stato possibile).

Mahhh...in una transazione avente per oggetto un CDO necessariamente qualcuno scommette sulla sua svalutazione e qualcuno sulla sua rivalutazione. Come in quasi tutte le transazioni

Chi compra protezione (inizialmente GS e poi Paulson a quanto sembra di capire) ovviamente va corto il titolo, chi si compra le tranches va lungo (IKB). Che una banca non capisca questo e si affidi a un'agenzia per giustificrne l'acquisto mi sembra ridicolo

Andrea, qui un'altra spiegazione su come il caso legale contro GS potrebbe svilupparsi. La cosa interessante e' che non si trattwerebbe di stabilire se la transazione fosse buona o cattiva, ma solo se GS ha raccontato balle o distorto la verita' (da questo punto di vista mi ricorda la situazione in cui i politici finiscono nei guai non per essere stati infedeli alla moglie, ma per aver mentito agli elettori sull'essere stati infedeli).

 

La cosa interessante e' che non si trattwerebbe di stabilire se la transazione fosse buona o cattiva, ma solo se GS ha raccontato balle o distorto la verita'

 

Non esistono transazioni cattive, solo transazioni incomprese :-)

 

Paulson comprava assicurazione, mentre IKB voleva diversificazione del rischio assicurativo. Non gli e' stato detto, invece, che stavano comprando il contrario della diversificazione. Il fatto che dall'altra parte del muro eretto da GS stesse una sola persona fa tutta la differenza, a mio parere.

 

A IKB doveva dirglielo qualcuno che stava comprando il contrario della diversificazione? A Paulson chi glielo aveva detto che quei titoli erano correlati positivamente? Se nel CDO c'era l'elenco dei titoli contentuti[questo l'ho letto nei commenti all'altro post non ne sono certo], IKB non ce l'aveva un tizio con conoscenze pari a Paulson che dando una scorsa a quell'elenco potesse rendersi conto che non era roba diversificata? Ma questi investono 900MM "fidandosi" che la diversificazione la faccia chi vende?

Mi sdoppio in due persone.

Io come privato compro un fondo comune di investimento azionario italia. Legittimamente mi aspetto di comprare un rischio/rendimento pari alla borsa di Milano. Se scorpo di aver comprato solo azioni del settore tessile potrei incazzarmi, perchè volevo diversificare a livello di tutta la borsa. Poi però mi leggo il prospetto informatrivo (in ritardo) e capisco che nella discreizionalità del gestore c'era la possibilità di concentrare tutto su un settore. Mi riprometto di stare più attento e finisce lì (anzi in futuro compro un ETF).

Io come portfolio manager devo stimare un prezzo di acquisto per un portafoglio di NPL italiani che la società dove lavoro vorrebbe comprare. Per investimenti molto inferiori a 900MM faccio un mese di due diligence dove mando un gruppo di legali di rodata fiducia ad esaminare in dettaglio un campione rappresentativo di pratiche (se il totale del ptf è troppo numeroso per un esame integrale). Nel modello di pricing piazzo una serie assumption prudenziali e un pacco di dati che ho dalla gestione dei portafogli passati. In comitato investimenti tanto per stare tranquilli mi abbattono le previsioni di recupero immaginando scenari apocalittici. Per chiudere nel contratto di cessione metto delle clausole per cui ho un tempo ragionevole per accorgermi, dopo l'acquisto di eventuali magagne esistenti sulle pratiche non viste in due diligence e per quelle che troverò la cedente si impegna a rimborsarmi il prezzo pagato con gli interessi.

Io dico che se IKB avesse usato la metà delle cautele che uso io per investire cifre molto inferiori il CDO non lo comprava. Anche se il cocktail lo prepara il diavolo io ho sempre la libertà di non berlo. Se l'elenco dei titoli era noto [ripeto l'ho letto nei commenti non ne sono certo] allora IKB aveva il dovere di pagare un tizio con competenze pari a Paulson per controllare l'elenco e vedere se era diversificato.

Ma visto che IKB l'investimento lo ha fatto allora

a) ha comprato quello che voleva e sono cazzi suoi se ha perduto

b) ha comprato una cosa diversa da quello che voleva per colpa di uno dei sui dipendenti che dovrebbe risponderne (nel mondo dove vivo io ti mandano a casa a calci per molto meno)

c) ha comprato una cosa diversa da quello che voleva per colpa del venditore e il venditore ne risponderà (indagine in corso)

Ma il caso c deve essere una roba eclatante tipo voglio comprare mele e mi vendi pere. Perchè se volevo pere e mi hai venduto pere, la probabilità di marcire e le conseguenze sono decisamente affare di chi decide di commerciare frutta invece di darsi all'ippica.

 

 

Il fatto che dall'altra parte del muro eretto da GS stesse una sola persona fa tutta la differenza, a mio parere. Se questo è legale io non capisco (1) perché lo sia (2) perché chiunque voglia ancora fare affari con GS. Davvero il lavoro di un intermediario deve essere quello di sfruttare tutte le scappatoie legali per fregare una delle parti?

 

Ovviamente non pretendo di dare una risposta nel merito, ma esprimo un punto di vista sulla questione generale, che mi pare l'oggetto della discussione (non credo che nessuno qui si sia letto in dettaglio il prospetto e voglia insegnare alla Sec ilsuo mestiere).

Quello che ho capito io (grazie anticipate a  chiunque voglia chiarirmi se ho frainteso) è che tra adulti consenzienti e sufficientemente qualificati è legale scambiarsi oggetti finanziari incomprensibili a noi mortali (almeno a me). Se uno bara di brutto (dice il falso o omette qualcosa di cruciale) lo punisce la legge. Se uno compra una cosa che non capisce o senza le opportune verifiche preliminari lo punisce il mercato. Francamente a me la situazione così sta bene perchè immagino che regolamenti o protezioni eccessive nei confronti del compratori portino più danni che benefici (chi dovrebbe metterle in pratica? Quale regolatore ha le competenze? E quando le controparti si trovano in nazioni diverse?)

Se un promotore troppo zelante rifila un derivato a una piccola impresa o a un funzionario comunale c'è un problema perchè i compratori non sono sufficientemente preparati (e non conta se gli fai firmare un foglio in cui diconono che lo sono). Se invece i pescecani nel mare della finanza si mangiano tra loro, non mi pare il caso di darsene troppa pena.

Chi vuole fare affari con GS mi sembra il problema minore (anche qui mi corregga chiunque se dico qualcosa di scorretto): penso che quelli che comprano i servizi di GS abbiano tutti competenze e denaro a sufficienza per

a) capire cosa comprano e chiedere e ottenere i danni se chi vende non si comporta correttamente

b) cambiare fornitore in un batter d'occhio o comunque non farsi fregare due volte di seguito

Azzarderei che se GS tirasse sistematicamente sole, fallirebbe in breve. Anzi probabilmente se ha un minimo di coscienza sporca nella questione gli converrà di gran lunga patteggiare.

che interesse aveva Paulson ad avere Goldman come intermediario?  non poteva comprare CDS per tutti i MBS tossici che aveva individuato?