
noiseFromAmeriKa: the booK: Tremonti, istruzioni per il disuso
In libreria! Primo capitolo online
Ultime recensioni: Sui blog: Novamag.it, (2/3) TwoFacesOfDebt, (25/2). Sulla stampa: Il Giornale di Vicenza (7/3), Il Mondo (26/2), L'Espresso, (25/2). Alla radio: michele a RadioSole24ore ... ...
Durante gli ultimi tre mesi il governo spagnolo ha cominciato a dover fare i conti con gli effetti che l'inerzia ed il gioco delle tre carte stanno avendo sull'economia spagnola. Un classico caso di too little too late. L'opposizione pure tarda assai a mettersi al passo con la realtà. Un telegrafico sommario delle questioni di fondo.
Gli appelli servono poco. Ancor meno, probabilmente, servono quelli degli accademici e decisamente simbolici sono quelli, come il presente, in cui si invita una teocrazia criminale a smettere di esserlo.
Diamo diffusione ugualmente, se non altro per far sapere a coloro che terrorizzano l'università (e la società) iraniana che, forse, un giorno saranno chiamati a rispondere per le loro azioni.

No al rigassificatoreOvvero, il nimby all'opera nel mio giardino.

Io sto con la professoressaSarò anche antiquato ed autoritario, ma io in questa storia sto con la prof.


I sandali di BaghdadI sandali erano quelli degli iracheni gioiosi di calpestare la statua di Saddam. Negli ultimi anni erano diventati meno popolari di quanto erano nel lontano 9 aprile 2003, ma forse è ora di ripensare a quello che è successo, e che ne è stato di certi miti sulla guerra in Iraq.


L'Assoluto e il RelativoEvidentemente, pensando ogni giorno (o volendo ogni giorno far pensare che pensano ogni giorno) alle cose di lassù, in Vaticano si tende a considerare l'assoluto più importante del relativo, anche in fatto di numeri.


Tre italiani, o forse quattroUn testo di Elsa Morante, del 1945, ed uno di Roberto Maroni, del 1999. Nella loro diversità - che va al di là dell'eterogenea qualità letteraria - trovano una sintesi nell'attualità del terzo testo, tratto dall'edizione di ieri di El Pais.


Lettera aperta a Pier Luigi BersaniCon tutta la calma e il buon senso di cui sono capace.
Innovare in italiano dovrebbe voler dire “produrre cose nuove”. Per il ministro Renato Brunetta, candidato a sindaco del Comune di Venezia per il PdL, innovazione è sembrato voler dire soprattutto: “produrre parole nuove”, ma, ahimè, solo quelle.
Ve lo ricordate Cosimo Mele?
Questa settimana: lo stato del partito repubblicano in USA, la mancata presentazione della lista PdL a Roma, repressione in Venezuela, la riforma sanitaria negli USA, perché i governanti incapaci non vengono cacciati, l'effetto della concorrenza cinese sui prezzi italiani, la demenziale campagna antiblasfema nel calcio.
Buona lettura e buon fine settimana.
I passati progetti di cambiamento radicale dell'impianto costituzionale sono sempre naufragati in un mare di chiacchiere e compromessi, per cui è opportuno diffidare di grandi progetti, bicamerali, nuove costituenti e così via. Ma perché non provare la via di cambiamenti puntuali e limitati, specialmente quando, almeno a parole, tutti dicono di essere d'accordo? Tutti affermano di essere a favore di una riduzione del numero dei parlamentari. In questi giorni tutti affermano che è opportuno rivedere il voto degli italiani all'estero. Bene. Si possono ottenere entrambi i risultati con alcuni semplici cambiamenti a quattro articoli della costituzione.
Ripropongo, con aggiunte e variazioni motivate dallo spirito del momento, un articolo, scritto tempo fa per Critica Sociale, che Marco Boleo ha gentilmente estratto dai magazzini dell'inutilità, dove probabilmente apparteneva ed appartiene. Discute, amenamente come credo sia il caso, alcune popolari spiegazioni teoriche della crisi e della sua rilevanza per la cosidetta "teoria economica dominante", che "dominante" mi sembra proprio non essere più, se mai lo fosse stata. Verrà poi il colpo alla botte ...
In questo secondo post ci concentriamo su alcuni aspetti della politica economica dell'era Craxi. Ci preme in particolare ricondurre su binari minimamente seri la discussione sulla discesa dell'inflazione, un merito che viene quasi universalmente, e a nostro avviso erroneamente, attribuito a Craxi.