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Passaparola Servizio “Chi l’ha Visto?”: Il Mistero Gelmini

di piergiuseppe fortunato e tania cernuschi,  8 Maggio 2008 stampa
Dove si fa uso di questo blog per raccogliere informazioni più che per diffonderne.

Come e' ormai noto a chi legge i commenti, alcuni contenuti di questo post si sono rivelati infondati. Ce ne scusiamo con i lettori e con il ministro Gelmini.

Incuriositi dalla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ieri pomeriggio verso le 14 (GTM -4) abbiamo surfato un po' il web per raccogliere qualche informazione. Wikipedia la descriveva come una avvocatessa, nata a Leno nel 1973 e figlia di Padre Eligio Gelmini. Cliccando sul link abbiamo poi raccolto qualche informazione sul sacerdote: noto negli 60 per essere amico di molti personaggi del jet set fra cui i calciatori del Milan di Rocco, poi condannato a 4 anni di carcere per truffa nei primi anni 70 assieme al fratello Pierino (anche lui sacerdote). Il quale fratello (ci informano La Stampa e la stessa Wikipedia) ha continuato ad averne di problemi con la legge fino all’inquisizione per abusi sessuali del 2007. Rumori del web poi, associano a varie riprese i due sacerdoti a BS e ad altri esponendti del centro destra.

Con somma sorpresa qualche ora dopo (18 GTM -4, circa) scoprivamo che la pagina di Wikipedia era cambiata (!): adesso Mariastella non figurava più come figlia di Eligio mentre le informazioni su quest'ultimo erano state ridotte al lumicino. Cercavamo allora sul web qualche info sui genitori del neoministro ma senza fortuna: sembrerebbe che in rete non ci sia più alcun riferimento in materia. Mariastella si è materializzata dal nulla un giorno dell’estate 1973 in quel di Leno (BS, inteso come Brescia stavolta).

A questo punto qualche domanda abbiamo cominciato a porcela, ed il senso del post è sostanzialmente rigirare queste domanda alla vasta readership di nFA. A cosa si deve questo repentino cambiamento delle pagine di Wikipedia? Qualcuno aveva forse tirato un brutto scherzo al neoministro collegandola ai famigerati fratelli Gelmini (brutto scherzo a cui si è posto poi rimedio eliminando le informazioni false)? Oppure Mariastella è effettivamente imparentata con Eligio e Pierino ed ogni traccia di questo scomodo collegamento è stata cancellata dal web ad arte (forse con un po' in ritardo)?

Nel momento in cui scriviamo ci restano soltanto 2 certezze (ancora per quanto, non si sa) sul neoministro della Pubblica Istruzione:

Nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano per inoperosità. La sfiducia, oltre che dall’opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. A quanto pare, ha fatto però tesoro della sfortunata esperienza e così, nella passata legistaltura, si è fatta promotrice del "Progetto di Legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione".

Ad maiora, signor Ministro!

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Rss dei commenti

  di alberto bisin, 09 Maggio 2008, 03:56 permalink rss

Se cerchi Maria Stella Gelmini trovi questo sul Giornale. Una cosetta pacata senza nessun intento agiografico :) Nell'articolo lei dichiara: "Papà è stato sindaco Dc nel Basso bresciano."

Dubito che sia figlia del confessore sprituale del  Milan.

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  di Tommaso Bologna, 09 Maggio 2008, 09:32 permalink rss

Questo intervento più che sulla Gelmini in se mette in luce anche un'altra cosa..

Ma chi sono questi Ministri?? Ho provato a fare anche io ieri la stessa ricerca su Alfano (M. di Giustizia) e non ho ritrovato questo gran curriculum..

Sinceramente sono un po' deluso... sia dalla presenza dei soliti politici che girano che da quella di personalità sconosciute che però non dimostrano a mio giudizio di possedere un curriculum idoneo alla loro poltrona..

Vedremo.

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  di Nicola Giocoli, 09 Maggio 2008, 11:23 permalink rss

Ecco il testo del progetto di legge presentato dalla Gelmini nella scorsa legislatura. E' stato presentato a febbraio 2008, quindi a governo Prodi già morto. Di fatto, un'autocandidatura al posto di ministro. Buona lettura.

http://legxv.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0040980.pdf

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  di michele boldrin, 09 Maggio 2008, 11:32 permalink rss

Bellissima, sembra uno scherzo fatto da quelli del Male. Ora ha codificato il merito ...

Ne vedremo delle belle. Auguri a tutti. 

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  di gianni de fraja, 09 Maggio 2008, 11:31 permalink rss

Ma, ditemi, l'ho notato solo io che le quattro ministre (o ministri donna) del governo tendono a essere piu' giovani dei ministri uomo, e, a mio giudizio, tutte quattro, sia pur in modo diverso, piuttosto attraenti (qui)? Forse sono io di bocca buona, pero' la stessa impressione non ce l'ho nei confronti delle ministre del governo di Brown in UK (foto qui). Spero che mi confermiate tutti che e' dovuto esculsivamente alle migliori tecniche fotografiche adoperate in Italia (vedi qui). Se cosi' i fotografi italiani tendono ad operare selettivamente, visto che, a sentire le esperte, i ministri-uomo tendono a essere proprio bruttini.

 

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  di Michele Mazzucco, 09 Maggio 2008, 13:15 permalink rss
Puo' darsi che la colpa sia della dieta a base di fish & chips, non dei fotografi inglesi! :-D
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  di gianni de fraja, 09 Maggio 2008, 13:28 permalink rss

puo darsi, puo' darsi; ma a giuducare dale terze pagine dei giornali, ne' i fotografi ne' i soggetti sono necessariamente influenzati dalla dieta di fish and chips...

e comunque non spiegherebbe la Svezia (foto qui)

 

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  di alberto lusiani, 09 Maggio 2008, 14:14 permalink rss

Non sei l'unico. Come riportato ad es. dal Corriere della Sera, l'eta' media degli uomini e' 56 anni, quella delle donne 34 anni. La via italiana alla parita' uomo-donna lascia molto molto a desiderare: a sinistra si portano al governo e in parlamento le mogli assieme a giovani donne il cui maggior merito sembra essere quello di essere rampolle della Casta o di aver fatto una buona comparsata TV prima delle elezioni del 1996 (Melandri), a destra si portano soubrette e giovani donne di bella presenza, lasciando le mogli a casa a filare... D'altronde con l'esempio di Togliatti che si porta la Jotti con se' fin dai tempi della Costituente c'era poco da sperare dal tessuto umano del Belpaese. Per fortuna tra tutto questo sfacelo qualche scelta recente tutto sommato in linea con le democrazie piu' avanzate e' stata fatta (Moratti, Turco). Comunque e' evidente che con questo governo abbiamo perso l'ennesima partita con la Spagna, oltre che coi paesi a nord delle Alpi che sono su un'altra dimensione rispetto al'Italia di oggi. Premesso questo, credo che MS Gelmini e G Meloni qualche capacita' strettamente politica ce l'abbiano. La prima e' stata la piu' votata al consiglio regionale lombardo (probabilmente grazie a qualche organizzazione tipo CL o magari clientele politiche ex-DC, ad oggi non so), della seconda se non ricordo male ho letto che ha avuto notevoli successi almeno come numero di iscritti all'UGL [correzione dopo un messaggio di una gentile lettrice: ricordavo male, le sperimentate capacita' politiche di G Meloni sono nell'area della contestazione studentesca di destra a Roma e in seguito nei movimenti giovanili di AN]. Insomma, non avranno meriti professionali assodati (come la grande maggioranza dei loro colleghi maschi) ma almeno competono degnamente come capacita' strettamente politiche. Su questo livello anche la Prestigiacomo si puo' salvare. Il peggio sarebbe avere una pura presenza decorativa di giovani pollastrelle senza alcuna capacita' ne' politica ne' professionale, almeno questo l'abbiamo evitato, in buona misura.

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  di Giorgio Gilestro, 09 Maggio 2008, 15:43 permalink rss

 

Ma, ditemi, l'ho notato solo io che le quattro ministre (o ministri donna) del governo tendono a essere piu' giovani dei ministri uomo, e, a mio giudizio, tutte quattro, sia pur in modo diverso, piuttosto attraenti
Entriamo in modalita' bar sport? Entriamo in modalita' Bar sport. Tutte e quattro attraenti non so; certo che a vederle salta subito all'occhio che la meloni deve essere quella intelligente; peccato che non sia nemmeno laureata. Invece ogni volta che vedo la carfagna mi viene in mente la battuta di Jhonny Stecchino quando diceva "...e facci vedere il tuo ministero!".

Certo anche che se facessi battute cosi' agli americani farei terra bruciata attorno a me.

Comunque io rido pensando che Welfare che comprende lavoro, sanita' e Politiche sociali (non proprio gli ultimi dei problemi italiani) abbia 1 ministero. D'altro canto politiche agricole (sic), rapporti col parlamento e attuazione del programma sono tutti e 3 li' belli separati.

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  di lugg, 12 Maggio 2008, 01:02 permalink rss

Mi scuso con tutti e mi scuso anche con me stesso, perche' in questo caso mi sento costretto a prendere (in parte) le difese delle neo ministre.

Riguardo la Meloni: anche qui su nfA e' stato spesso criticato il sistema universitario italiano, come si puo' prenderlo come riferimento per una critica a priori? Non sono affatto convinto che operera' bene, ma il fatto che non abbia il marchietto di qualita' dell'universita' italiana mi da semmai una speranza: se non altro, che lavori il doppio proprio per smentire la frase "non e' nemmeno laureata".

Per quanto riguarda la neo ministra MC, il peggio che potrebbe succedere e' che faccia la bella statuina come tanti altri: se non altro in questo caso l'aggettivo sara' obiettivamente assegnato :)

E ancora, riguardo la MSG: da una lettura ultrarapida della legge, concordo con le perplessita' gia' espresse: non sarebbe a costo zero (gli "enti terzi" lavorerebbero per la gloria?), favorirebbe ulteriori pastette (chi sono questi "enti terzi"? chi li sceglie, come? Come e cosa valuterebbero?). Oltretutto, formulare una legge al riguardo quando lei stessa e' stata estromessa per inoperosita' ha varie spiegazioni:

- e' brava (?) a predicare ma non a razzolare

-  le leggi gliele scrivono e lei le firma

- e' masochista

- varie ed eventuali 

non la conosco abbastanza per scegliere, ma aspetto di sentirla parlare. Se vogliamo, prendiamola come indice di disperazione personale: con tanto schifo in giro, il fatto che qualcuno almeno ne parli dicendo solo una parte di cavolate gia' mi solleva infinitesimamente il morale.

Ripeto: non prendetela come dichiarazione di simpatia per il governo di BS o indicazione di "gallismo" da parte mia. So solo che adesso voglio vedere il dato di fatto: ci sono, non ho un pregresso paragonabile da giudicare, vedremo cosa ci riservera' il futuro. Se tanto mi da tanto sara' la solita schifezza, ma sentirmi male da subito vorrei evitarlo :)    

Tutto, ovviamente, sempre e solo IMHO. 

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  di Giorgio Gilestro, 13 Maggio 2008, 15:08 permalink rss

 

Riguardo la Meloni: anche qui su nfA e' stato spesso criticato il sistema universitario italiano, come si puo' prenderlo come riferimento per una critica a priori? Non sono affatto convinto che operera' bene, ma il fatto che non abbia il marchietto di qualita' dell'universita' italiana mi da semmai una speranza: se non altro, che lavori il doppio proprio per smentire la frase "non e' nemmeno laureata".
No, guarda, chiamami qualunquista ma io mi trovo costretto per esperienza ad adottare un garantismo alla rovescia: per me un politico di professione e' un deficiente patentato fino a prova contraria. Ti assicuro che il sistema funziona e non mi ha mai deluso. La Meloni e' una di quellie/e che ha usato l'universita' come piattaforma politica nei vari comitati studenteschi a far volantinaggi e ad insultarsi con i pari suoi che stavano dall'altra parte della strada con la kefia. Sara' un'ottima politica nell'ottica conservatrice di chi pensa alla politica come "passione" e "amore" e "impegno" e "scontro" e bla bla bla. Io di quelle robe li' sinceramente non so che farmene. Quando si tratta di inquadrare e risolvere i problemi e prendere decisioni mi piacerebbe che fosse a farlo una persona possibilmente sveglia, esperta, senza pregiudizi e magari consapevole per esempio di come gli stessi problemi sono stati affrontati negli altri paese.

Per quanto mi riguarda io ripongo un minimo (minimo) di fiducia in quel governo in brunetta e ahime quel pistolone di bossi (per ragioni molto diverse). Tutti gli altri neanche ci provo sperare.

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  di LuigiP, 13 Maggio 2008, 15:34 permalink rss

A proposito di Brunetta: data la prosopopea e la grande esposizione mediatica che da sempre caratterizzano il personaggio, mi vien da chiedere se, per quanto ne sapete voi, sia uno studioso serio. Non mi sono mai informato. Per intenderci, pubblicazioni? Ancora: se scrive una lettera per presentare uno studente, poniamo, ad NYU, Alberto la legge interessato o la usa come posacenere? Cosi', tanto x capire...

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  di alberto bisin, 13 Maggio 2008, 16:12 permalink rss

Beh, la sostanza della lettera sarebbe irrilevante. Su questo non c'e' dubbio. Ma questo significa solo che lo standing di Brunetta in termini di ricerca e' nullo. Questo non vuol dire che non capisca di economia, assolutamente (non lo conosco, non lo so). Non e' necessario fare ricerca per fare buona politica economica. Un buon esempio per me e' Mario Monti (disclosure: Monti e' stato il mio relatore di tesi in Bocconi): Monti non ha mai fatto ricerca seria, ma a parte il carattere e il modo di fare, quando disquisisce di politica economica  ha solitamente posizioni ragionevolmente fondate e argomentate, a me pare. Nulla a che fare con Tremonti. 

Ho sentito Brunetta ieri in TV. Parlava di "licenziare i fannulloni." Ha detto ripetutamente "io sono un professore universitario"/"io sono in economista" con una certa prosopopea abbastanza fastidiosa.  Ma a parte questo, nella sostanza sfondava una porta aperta.

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  di sandro brusco, 13 Maggio 2008, 17:46 permalink rss

Mi hai fatto venire curiosità così ho guardato cosa dice EconLit, la banca dati che raccoglie tutte le pubblicazioni in economia, riguardo a Brunetta. Quando metti il suo nome vengono fuori 80 pubblicazioni. Di queste solo 21 sono su riviste con peer review, il resto sono capitoli di libri. Delle 21 pubblicazioni su riviste la maggior parte sono sulla "Review of Economic Conditions in Italy", poi c'è "Scienze regionali", "Economia e Lavoro" e "Labour". Direi che il giudizio di Alberto sulla standing in termini di ricerca (è nullo) viene confermato in pieno.

Visto che c'ero ho anche provato a guardare Tremonti. Nel suo caso le pubblicazioni sono esattamente zero. Si vede che le robe che ha pubblicato per andare in cattedra erano solo di diritto tributario.

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  di Gilberto Bonaga, 13 Maggio 2008, 18:22 permalink rss

Ha detto ripetutamente "io sono un professore universitario"/"io sono in economista" con una certa prosopopea abbastanza fastidiosa.

Ha anche detto, piu' volte, che "non ci possiamo piu' permettere" un'amministrazione pubblica cosi' disastrosa, perche' non ci sono piu' i soldi. Mi ha stupito, non avevo sentito nessuno, fino ad ora, esprimere questo concetto cosi chiaramente.


Non so se ci cavera' qualcosa, pero' forse davvero sta cambiando il clima e, alla lunga, ne puo' uscire qualcosa di decente.

 

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  di lugg, 13 Maggio 2008, 17:42 permalink rss

"No, guarda, chiamami qualunquista ma io mi trovo costretto per esperienza ad adottare un garantismo alla rovescia: per me un politico di professione e' un deficiente patentato fino a prova contraria."

Concordo con te, ma al posto di "deficiente" userei qualche altro termine: secondo me chi entra in politica in genere lo fa per assecondare le proprie ispirazioni e guadagnarci, quindi proprio deficiente - dal punto di vista strettamente personale almeno, non e'. Che poi ci si perda in considerazioni capziose per amor di discussione o per farsi gli affaracci propri quello e' altro discorso.

Comunque non ti considero un qualunquista :) Semplicemente considero poco utile alla discussione dire che "non e' nemmeno laureata": la laurea dimostra ben poco, da quello che si vede nella classe politica, imprenditoriale e tecnica italiana, come e' stato scritto anche qui su nfA.

Tanto e' vero che anche tu dici di riporre quel (poco) di speranza nel Senatùr che il pezzo di carta non ce l'ha, e non nei dottori o professori che questo (e il precedente) governo vantavano...

Approfitto per rispondere indirettamente a Bisin: Brunetta l'ho sentito (poco) anche io, per motivi di tempo e perche' la sua prosopopea non mi e' mai piaciuta, mi ricorda troppo quella di un qualsiasi barone (o per chi apprezza, il marchese del Grillo).

Ho interrotto mio malgrado proprio mentre parlava di "valutazioni oggettive" per premiare il merito: parlando a Vespa, faceva l'esempio degli ascolti di un giornalista TV come parametro misurabile e da qui doveva passare a descrivere i parametri oggettivi con cui valutare questa o quella categoria, ma purtroppo non ho potuto continuare a seguire. Spero che sia stato incisivo come e' stato manicheo.

Comunque, sempre opinioni sono :) 

 

 


 

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  di Giorgio Gilestro, 13 Maggio 2008, 18:01 permalink rss

Se non va bene deficiente ne troviamo altri. Ti assicuro che le idee non mi mancano :)

Per quanto riguarda la meloni: ha la mia eta' e dice cose da "vecchia". Ripete le cose che ha imparato al partito: la patria, i partigiani, i martiri di guerra di destra, l'uguaglianza invece dell'egualitarismo. Son sicuro che la montalcini - che ha 99 anni - sarebbe capace di tirare fuori concetti piu' innovativi. Ma comunque la colpa non e' sua: il sistema politico non e' meritocratico quindi inutile stupirsi.

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  di michele boldrin, 13 Maggio 2008, 19:21 permalink rss

Non dice solo cose da vecchia, che le dice, ma sembra dire anche cose stupide tipiche di un demagogo ignorante.

Per esempio, dice

E, sui libri di testo aggiunge: “vanno liberalizzati”. In pratica, sostiene la Meloni, ogni studente dovrebbe poter scegliere autonomamente il testo sul quale studiare senza dover partire necessariamente da quello proposto dai prof. “Mi sembra una rivoluzione nel nostro insegnamento. Si studierebbero le cause degli eventi e poi si potrebbe avviare un dibattito, anche sulla base di fonti diverse”.

Certo, il corso di analisi funzionale ognuno se lo fa sul testo che vuole, poi confrontiamo le nostre opinioni sulle cause degli operatori compatti ... a meno che questa non sia la solita demagogia copiata dalla destra integralista americana per introdurre testi religiosi ed antiscientifici in classe. 

Pur essendo vero che aver studiato molto non costituisce garanzia di niente, credo occorra affermare che, con grande probabilitá, non averlo fatto ed aver fatta carriera politica é garanzia di profonda ignoranza, pregiudizi, incompetenza e disponibilitá a fare e dire cretinate populiste. Come sembra il caso di questa fascistella che vuol far cantare in classe una brutta canzone per ristabilire il nazional orgoglio ... come se questo si reggesse sui petti gonfi ed i cori camerateschi.  

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  di calvin, 13 Maggio 2008, 20:42 permalink rss
Michele probabilmente manchi dalla scuola italiana da troppo tempo, ma io ricordo benissimo che per tre anni ho dovuto comprare un libro di storia di qualità indecente (l'ho scoperto dopo) nonché costoso. Non so quali fossero le motivazioni del professore, ma credo si tratti di un provvedimento di semplice buon senso, introducendo un elemento di concorrenza che potrebbe ADDIRITTURA far abbassare il prezzo dei libri. Comunque non ti preoccupare che il corso di analisi funzionale in Italia lo fanno al massimo in qualche liceo scientifico :)
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  di Giorgio Gilestro, 13 Maggio 2008, 20:59 permalink rss

Credo che quando parli di libri di testo si riferisca esclusicamente ai libri di storia. Vedi anche dell'utri che piu' candidamente ammette che i libri vanno riscritti. Insomma ideologia, ideologia, ideologia.

 

io ricordo benissimo che per tre anni ho dovuto comprare un libro di storia di qualità indecente (l'ho scoperto dopo) nonché costoso. Non so quali fossero le motivazioni del professore, ma credo si tratti di un provvedimento di semplice buon senso, introducendo un elemento di concorrenza che potrebbe ADDIRITTURA far abbassare il prezzo dei libri
Dubito che un ragazzino sia in grado di capire quale libro di storia e' migliore e dubito anche, pur possedendone un altro, si metterebbe a studiare parti dello stesso che non sono in programma. Stiamo proprio parlando in termini altamente teorici. Poi, sinceramente, io trovo che il concetto stesso di libro di testo sia gia' superato ma liberarsene completamente richiederebbe l'attuazione di una piu' ampia riforma scolastica che ci staccasse finalmente dalla gentile. Io sinceramente cosa sono la storia e la filosofia e come possono essere utili l'ho capito per la prima volta leggendo Russell (ma avevo passato di sicuro i 20 anni).

 

 

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  di lugg, 13 Maggio 2008, 21:54 permalink rss

Saro' fuori dalla scuola da troppo tempo anche io ma ricordo che in ogni istituto lo sceglievano i docenti, e se l'istituto aveva piu' di un docente che copriva una materia si mettevano d'accordo. Sicuramente, come dice Giorgio, non ci si puo' aspettare che un ragazzo di libri se ne compri due e si metta a fare anche i confronti. Oltretutto la proposta, saro' prevenuto io, mi puzza di revisionismo lontano un miglio. Odio la retorica, anche quella sinistorsa, ma se un po' di paranoia e' il prezzo perche' mio nipote non studi che Darwin diceva stupidaggini sono ben disposto a pagarlo.

Piacerebbe anche a me una bella riforma scolastica... ho anche alcune idee, ma riflettono il mio manicheismo spartano, quindi non le dico :)

 

 

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  di sandroft, 13 Maggio 2008, 22:29 permalink rss
Per carità non state a sentire Michele quando parla dei suoi studi di matematica. L'analisi funzionale e la teoria degli operatori compatti si studiano a mala pena nel corso della laurea triennale. Infatti nella maggior parte dei casi si studia nel corso di laurea magistrale e come "graduate course" negli SU.
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  di michele boldrin, 13 Maggio 2008, 23:52 permalink rss

Ma cos'e'? Avete perso il senso dell'umorismo tutti quanti! Che io manchi dalla scuola media superiore da qualche decennio non c'entra nulla ...

Certo che l'esempio degli operatori compatti non voleva essere realista! Voleva solo far vedere l'assurdita' della logica della proposta ... suvvia, per favore.

Certo che la signora vuole che i ragazzini (o le loro famiglie, piuttosto) si scelgano i libri di storia, filosofia, biologia e letteratura che preferiscono! Ma il risultato non cambia!

 Da un lato diventera' una follia ideologica in cui ogni genitore cerchera' di scegliere il testo che racconta la storia (filosofia, letteratura, eccetera) in modo coerente con la sua ideologia, creando un inferno.

Dall'altro creera' incentivi per scegliere (e produrre) orrendi bignami peggio ancora di quelli che gia' esistono, cosicche' il ragazzino potra' dire, di fronte alla domanda a cui non sa rispondere: "Ma QUESTO nel MIO libro non c'era, signor professore!" Per letteratura io suggeriro' al figlio (ipotetico, il mio e' troppo vecchio per l'esperimento) di comprarsi solo le poesi di Giorgio Baffo, il teatro del Ruzante, l'autobiografia di Casanova e quella di Da Ponte, oltre che, per i confronti internazionali, le opere di Retif de la Bretonne!

Cerchiamo di essere seri. Non vogliamo un programma nazionale unico e delle nozioni comuni? Diciamolo appertamente (io non concordo avendo visto l'effetto disastroso, veramente disastroso, che questo ha provocato e provoca nell'educazione degli adolescenti americani) e facciamo una proposta sensata. Che ognuno si scelga il libro che vuole e' un'assoluta stupidata: con dieci libri differenti in classe, la professoressa cosa insegna ed a chi? Voi pensate davvero che un ragazzino di 16 anni abbia la maturita' intellettuale per mettersi a discutere quale interpretazione del risorgimento o della rivoluzione industriale o della caduta dell'impero romano e' la piu' "credibile"? Ma per favore!

Infine, non vogliamo la scuola pubblica, la vogliamo tutta privata e magari confessionale o ideologica o di parte (i figli degli atei nelle scuole atee, quelle dei cattolici fondamentalisti nella cattoliche fondamentaliste, i socialdemocratici in quelle socialdemocratiche, eccetera)? Diciamolo, ed argomentiamone le ragioni. Io non le vedo, mi sembra una follia che distruggerebbe ulteriormente il poco che e' rimasto. Ma almeno e' una posizione legittima. I libri di testo a scelta della famiglia o dello studente e' invece solo un'idea insensata!

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  di lugg, 14 Maggio 2008, 00:34 permalink rss

Sara' l'ora ma mi pareva che piu' o meno tutti si concordasse che far scegliere i libri agli studenti e' una stupidaggine: proprio per il fatto che sono studenti non hanno i mezzi per giudicare la materia.

La scuola pubblica non la discuto affatto: per definizione fornisce un servizio a tutti, quindi evitando le differenze che potrebbero esserci (confessionali, ideologiche, di preparazione) delle scuole private.

Pero' discuto anche che la scuola pubblica cosi' com'e' adesso, universita' inclusa, riesca a fare il suo dovere, che dovrebbe essere (secondo me) educare i giovani a usare la testa per scegliere degli obiettivi e poi lavorare per raggiungerli.

Il programma unico non e' il male, ma ricordiamoci il fatto che quando in Italia si centralizza si finisce per discutere il numero di peli nel naso e non il fatto di avere un braccio in meno:   non vorrei si finisse cosi' anche qui. :)

 

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  di calvin, 14 Maggio 2008, 02:15 permalink rss
Non che sia un esperto, ma per quanto mi riguarda i libri di testo - salvo disdicevoli eccezioni - sono praticamente commodities, peraltro usate sempre meno dagli studenti che preferiscono wikipedia (o almeno questa era la mia esperienza quando ancora davo ripetizioni). Quindi se un elemento di libertà personale puo' introdurre concorrenza (mi augurei di prezzo) in un settore in cui non ricordo ce ne sia molta, ben venga. Probabilmente mi sto rincoglionendo, ma tra la scelta del testo e il creazionismo il nesso logico mi pare abbastanza labile. Vabbé, torno ai playoff che è meglio.
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  di lugg, 14 Maggio 2008, 09:59 permalink rss

Il nesso era tra il fatto che si voleva "liberalizzare" il libro di testo (affidano la scelta agli studenti) come diceva la Meloni o riscrivere i libri come diceva dell'Utri, affermazioni che vengono da persone tali che fanno pensare a un processo di revisionismo. Da li' io ho estremizzato :)

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  di sandroft, 14 Maggio 2008, 11:58 permalink rss
Il problema è che se parli di "operatori compatti", o, non sia mai, di  "integrazione sui gruppi localmente compatti" siamo in pochi a capire che stai scherzando e non ti riferisci al sapere "sociologico". L'analisi funzionale poi non è un capitolo della psicoanalisi?
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  di lugg, 13 Maggio 2008, 21:27 permalink rss

Attenzione, vorrei ulteriormente espandere il concetto.

La mia non era una difesa aprioristica della Meloni o delle altre ministre. Era una constatazione sul fatto che di fatto si stava criticando qualcosa di basso livello come da titolo, ma troppo basso per dare sostanza alla discussione, insomma ci si stava riducendo a chiacchiere da bar.

Che la baby ministra dica cose trite e' assodato dalle vostre citazioni, ma gia' questo alza il livello della discussione: non si parla del fatto che non e' laureata in se' e per se', ma che non l'ha fatto perche' occupata a far carriera e imparare la canzone del partito, e di fatto cambia solo il nome e la data di nascita ma la testa e' sempre la stessa.

Sinceramente, ci avevo sperato, invece ci ritroviamo con un'altra yes-woman, magari anche involontaria, ma proprio per questo ancora piu' triste.

Si potesse parlare anche della Gelmini e della Carfagna... :)
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  di Davide, 09 Maggio 2008, 12:18 permalink rss
Segnalo sul Foglio Andrea's version a proposito del nuovo ministro della giustizia.
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