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Markopolo Pensierini

di gian luca clementi, 30 Ottobre 2007 stampa
Pensierini vari scritti in aereo, di ritorno dall'Europa, pur di posticipare un referee report.

E' venerdì pomeriggio quando lascio una Manhattan arroventata da un'inconsueta heat wave ottobrina. Un'ora esatta, da casa al Terminal 2 di JFK. La vecchia, cara metropolitana, sbaglia raramente un colpo. Ho anche l'occasione di far passare una famiglia di irlandesi al check-in, reduci da due ore e mezzo di traffico su autostrade urbane da nomi famigerati quali L.I.E. e Van Wick. Penso per un attimo ad Alberto, che è fanatico del taxi... mah.

La solita carretta Delta mi porta a Madrid con più di due ore di ritardo. Delta ha curiose affinità con i politici italiani. Sono mesi che ha iniziato una campagna pubblicitaria il cui motto è "Change". Eppure i loro aerei rimangono i più vecchi, e gli assistenti di volo, pure. La nonnina Delta (cioè la hostess), con il suo vestitone rosso o blu, la messa in piega anni '70, e le sneakers nere ai piedi, e' suo malgrado il simbolo della compagnia. Dato il ritardo, decido di derogare alla mia regola di usare il trasporto pubblico quando possibile, e mi avvicino alla fila dei taxi. Sorpresa: sono in sciopero. All'istante, mi vengono in mente Bersani e le insolenti proteste dei tassisti milanesi. Ma Barajas e' molto lontano da Malpensa, in tutti i sensi. Nessuno blocca il traffico privato, e ben presto scopro che la dimostrazione ha il fine di sollecitare maggior protezione durante la notte, dopo il recentissimo omicidio di un tassista. Comunque lo sciopero e' quasi finito. Ben presto, mi posso fiondare dentro Madrid, ad incontrare gli amici N. e S.

Verso le 2:30, disorientato più dal lunch-lag madrileno che dal jet-lag, convinco gli amici ad avviarci verso il ristorante. La Puerta del Sol mi appare come un immenso cantiere. Stanno costruendo una estacion de cercanias sotto la piazza, una stazione sul nuovo passante ferroviario in allestimento tra le stazioni di Atocha e Chamartin. La mia amica S., catalana DOC, esprime senza remore il suo disprezzo per la signora Aguirre, Presidentessa della Comunidad Autonoma de Madrid. Secondo S., la Presidenta (detta alla spagnola) dovrebbe smetterla di costruire ferrovie e pensare ad altri servizi, come le scuole materne, ad esempio. Taccio, e penso alla Roma senza metro e senza scuole materne governata dal sindaco, nonché neo-lider maximo, Walter Veltroni. Verrebbe da piangere. Ah, se solo gli spagnoli imparassero a fare il caffè... sospetto che non lo facciano per limitare i già ingenti flussi di immigrazione italica.

Il lunedì, alle 6 di mattina, sono di nuovo a Barajas. Il Puente Aereo mi porterà a Barcellona. E' ora di lavorare. Noto che, seppure i voli inizino alle 6:00, i punti di ristoro aprono alle 6:30. Non cosi' a Barcellona, dove i bergamaschi di Spagna, pur non brillando per simpatia, 'i laura' (accento sulla u) come matti.

Martedì mattina, la sveglia è alle 5. Destinazione Napoli. All'aeroporto de El Prat, la dipendente Alitalia mi obbliga, praticamente con la forza, a consegnarle il borsone. La imploro di esimermi da questo sacrificio. Le ricordo l'enorme evidenza empirica sullo scalo di Fiumicino, con quello che comporta per la probabilità di smarrimento del bagaglio. Tutto invano. Ma quanto sono str.... all'Alitalia? Non solo ti perdono sempre la valigia. Ti tolgono pure l'unico strumento per evitare che succeda, cioè non dargliela.

È mezza mattina quando giungo a Capodichino. L'aeroporto, che non avevo mai visto, sembra una bus station sudamericana. Devo chiedermi quale catena di eventi abbia potuto portare a quello che è l'attuale divario tra Barcellona e Napoli, due città che non immagino fossero molto dissimili tre secoli fa. Michele, c'e' un paper a proposito? L'una à industriosa e proiettata al futuro. L'altra, come ben sappiamo, e' martoriata dalla Camorra e da una classe dirigente, come la chiamerebbe D'Alema, formata da ladri della peggior specie (a proposito, visto il resoconto de l'Espresso sullo scempio di denaro pubblico a cura di Bassolino & Co. ?).  Il gentilissimo collega M. mi preleva per portarmi a Fisciano, dove sorge il complesso dell'Università di Salerno e dove ha casa il CSEF, autentica oasi nel deserto, nato e cresciuto grazie alla buona volonta' di uno sparuto gruppo di colleghi e nonostante gli ostacoli che il sistema pone loro quotidianamente.

Mercoledì lo passo alla Federico II, a Napoli, courtesy del gentilissimo collega A. Da riportare, la conversazione telefonica con un operatore Alitalia a proposito del mio borsone che, come previsto, si e' perso a FCO. Il solerte impiegato mi informa di una "ipotesi di ritrovamento," ancora da confermare. Sembra un titolo di Camilleri. Dopo "La Bolla di Componenda" e "La Voce del Violino," perché non "L'Ipotesi di Ritrovamento" ?

Ora sta a Easyjet portarmi a Stanstead (lode alla deregulation del trasporto aereo) e ad un solerte autista portarmi in quel di Colchester. Qui l'anedottica si esaurisce. Il fatto e' che l'efficienza e la serieta' inglesi non danno adito a pensierini, se non ai soliti sul confronto tra l'accademia britannica e quella italiana. Soprassediamo. Voglio pero' sottolineare che anche ad U. of Essex la dispora italiana non scherza: sette su trentasette faculty del dipartimento di economia vengono dal bel paese. Perlopiu' giovani.

All'alba di Venerdì, Ryanair mi porta in quel di Forlì per soli 25 pounds, tutto incluso. Cari comunistoidi e fascistoidi: come sarà successo che i prezzi si siano abbassati tanto? Che si tratti di un sussidio del governo inglese per incentivare i soggiorni dei bimbi di Albione sulla ridente collina romagnola? Penso alla citazione del ministrissimo Mussi, riportata da Alesina e Giavazzi sulla back cover del loro recentissimo pamphlet intitolato "Il liberismo e' di sinistra". Mussi dice che "... il liberismo appare sempre più come un'idelogia primitiva." Se facessimo una decomposition dell'arretramento italiano, quale sarebbe la parte dovuta alla demenza dei signori governanti?

In Romagna, come d'abitudine, si lamentano continuamente. Eppure, il loro tenore di vita rimane tra i più alti che abbia mai sperimentato. E i servizi pubblici, nonostante la cronica insoddisfazione dei cittadini, funzionano. Ah, questa e' la mia Sinistra. La Sinistra che fa, al contrario di quella veltroniana che blatera solamente. Ho il piacere di visitare la scuola materna comunale frequentata dalle mie nipotine: cuoco in-house, che distribuisce i menu alle madri con largo anticipo, giardinetto attrezzato, giocattoli a non finire, due insegnanti per classe, più coadiutrici. Mi sovviene della scuola materna di Carnegie Mellon, a Pittsburgh, che ogni anno chiama come consulenti gli operatori di una scuola materna sperimentale (e pubblica) di Reggio Emilia. Questa e' la mia Sinistra, caro Veltroni. Non quella che pasteggia a champagne con Tom Cruise durante il festival del cinema o viaggia con l'aereo di stato per intervenire a festini della high society Parisienne (vero Bertinotti?).

L'ultimo pensierino e' ancora per il confronto tra l'Italia che vorrei e l'Italia che detesto. Il viaggio di ritorno a New York inizia dal Fellini International Airport di Rimini. Volo Air Alps per Roma. L'operatrice del check-in addirittura precede la mia istanza, suggerendo di portare il borsone con me, "perché sa, a Fiumicino si perdono di tutto." Air Alps e' una compagnia austriaca che, tra l'altro, fa da feeder per Alitalia. In questo caso, piloti e attendente di volo sono italiani. Ma: il loro inglese e' ineccepibile e le comunicazioni tra loro sono sempre e solo in inglese! A Roma, una volta salito sull'aereo Alitalia per JFK, mi devo confrontare con l'Italietta che ci rende lo zimbello di tutto il mondo. Il pilota dice qualcosa al microfono e, causa l'accento spiccatamente ciociaro e l'inadeguatezza del sistema di amplificazione, non si capisce assolutamente nulla. Un americanoide protesta con l'assistente di volo, e questa lo sfotte in romanesco parlando al telefono con il collega situato sul lato opposto. Questa gente ha ragione a preoccuparsi delle sorti dell'Alitalia. Dovesse veramente realizzarsi il miracolo della vendita, che li assumerebbe? Mi sbaglio. A preoccuparsi dovrebbe essere il taxpayer italiano, su cui ricadra' l'onere di migliaia di pre-pensionamenti.

Ultima chicca: al momento di sbarcare, un attendente di volo che con ogni probabilità si diplomo' alla British School di Ladispoli, ci informa che la "disembarkation" (!!!!) avverrà direttamente dentro l'aerostazione, via jetway. Gli americans si guardano perplessi. Quando mai si e' vista una "disembarkation" di un volo intercontinentale via autobus?

New York, arrivo!

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Rss dei commenti

  di Michele Mazzucco, 31 Ottobre 2007, 14:19 permalink rss
Gianluca, i tuoi report sono sempre molto divertenti. Solo una precisazione: non sono mai stato all'aereoporto di Napoli, ma a El Prat la stazione della metropolitana e' veramente squallida.
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  di Alessio, 31 Ottobre 2007, 16:02 permalink rss
La Aguirre non ha costruito solo treni, ma ha anche fatto costruire "OTTO" ospedali durante l'ultimo mandato in tutta la comunidad de madrid. Il sistema dei trasporti di Madrid tra l'altro è uno dei migliori d'europa (secondo la mia personale evidenza empirica!), che tra l'altro permette di andare all'aeroporto con un euro e sessanta dal centro città e riduce di molto il traffico in città. Se Roma (ma Milano non è messa molto meglio) avesse la metà dei treni (metro) che ha madrid, forse diventerebbe una città vivibile.
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  di Michele Mazzucco, 31 Ottobre 2007, 18:01 permalink rss

Se Roma (ma Milano non è messa molto meglio) avesse la metà dei treni (metro) che ha madrid, forse diventerebbe una città vivibile.

 

Non mi pare molto onesto fare un confronto simile, visto che la metro di Madrid e' stata costruita in gran parte con i fondi dell'Unione Europea (in alcune stazioni ci sono delle targhe che dicono che la stazione e' stata finanziata all'85% dall'UE).

Inoltre non va dimenticato che la Spagna riceve ancora fondi/sconti dalla UE visto che e' considerata (non so se a torto o a ragione) ancora un paese di secondo piano in Europa (ad ogni modo so che i "rubinetti" di Bruxelles dovrebbero chiudersi presto per la Spagna - ed ovviamente gli spagnoli non ne sono molto entusiasti).

Ovviamente tutto cio' non scusa l'immobilismo italiano, visto che quando anche quando i progetti sono (parzialmente) finanziati dalla UE nulla (o quasi) si muove (i.e. TAV o ponte sullo stretto).

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  di michele boldrin, 31 Ottobre 2007, 22:07 permalink rss

Napoli, Bari e Palermo continuano a ricevere fondi UE (mentre Madrid ha smesso) ed hanno cominciato almeno un paio di decenni prima di Madrid a ricevere tali fondi (oltre a quelli della Cassa del Mezzogiorno e delle sue dozzine di varianti.) Non solo, dubito alquanto che la metropolitana di Madrid sia pagata in gran parte dalla UE, visto che il grosso esisteva ancora PRIMA che la Spagna entrasse nella UE!

I fondi strutturali vengono assegnati su base regionale, e li riceve anche il Sud Italia. Per un breve periodo (effetto adozione Euro) la Spagna (e la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda) ricevettero somme relativamente minori di "aggiustamento", basate su strane teorie keynesiane di Bruxelles. Credo si chiamasse "fondo di coesione", e' finito in ogni caso. 

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  di alberto lusiani, 01 Novembre 2007, 00:06 permalink rss

La differenza tra Spagna, Grecia, Portoganno da una parte, e Sud Italia dall'altra e' che nel Sud Italia si e' innescato e dal 1880 si autosostiene il circolo vizioso dei soldi spesi in assistenzialismo improduttivo in cambio del consenso politico. Per tener su questo circolo vizioso e' essenziale che l'assistenzialismo sia improduttivo, perche' il sottosviluppo permanga e giustifichi ulteriori richieste.

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  di sabino patruno, 31 Ottobre 2007, 16:45 permalink rss

Bè, non per parlar bene di Veltroni, che ha già sufficienti agiografi si suo, ma qualcosa a Roma per la metropolitana si sta facendo, vale a dire la nuova linea C e l'allungamento della linea B (in costruzione per circa 30 km), la linea D in progetto e il miglioramento delle  ferrovie regionali.

Per che ne ha voglia, il sito della metropolitana di Roma è stranamente dettagliato e preciso, anche sullo stato di avanzamento dei singoli cantieri.

Per quanto riguarda l'aeroporto di Napoli, che non frequento da almeno 20 anni, va ricordato che è stato privatizzato da tempo ed è attualmente gestito dalla B.A.A. (società inglese, recentemente acquisita da un gruppo spagnolo)

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  di gian luca clementi, 31 Ottobre 2007, 18:32 permalink rss

Per quanto ne so io, la costruzione della metro C non e' partita. La metro B1, invece, e' in costruzione. Si tratta di 4 fermate. Poco prima delle ultime elezioni amministrative in Spagna, Madrid ne ha inagurate venti in un colpo solo...

Inoltre, sia la C che la B1 erano in progetto ai tempi di Rutelli, se ricordo bene.

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  di sabino patruno, 31 Ottobre 2007, 19:24 permalink rss

I lavori sono partiti anche per la C - apertura prevista al 2011 (vedremo se sarà così). Per l'esattezza è partita prima la costruzione della tratta periferica s. Giovanni-Pantano, ma stanno facendo gli scavi preliminari per la tratta centrale, compresa piazza Venezia per veificare la presenza di siti archeologici.

E' vero che il progetto risale a Rutelli, ma se è per questo la giunta Veltroni ha progettato la linea D, poi come in tutte le cose un conto è progettare e un conto è realizzare, vedremo anche in questo caso

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  di Gilberto Bonaga, 31 Ottobre 2007, 20:03 permalink rss

L'ultima volta che Veltroni e il sito della metropolitana mi hanno fregato e' stato a marzo l'anno scorso. La fermata della nuova fiera di Roma della linea ferroviaria ad alta _frequentazione (no, non alta _fequenza_ e la differenza e0 notevole), inaugurata da Veltroni in pompa magna e annunciata sul sito della metro come funzionante, era in realta' ancora in costruzione, senza biglietterie (neanche automatiche), _non_ collegata alla fiera di Roma da futuristici tapis-roulant ancora da montare (due km a piedi in un parcheggio in costruzione per arrivare ai padiglioni) e funzionava solo il sabato e la domenica (con corse ogni 30'), gli altri giorni quando si doveva montare gli stand, si doveva usare la fermata di Ponte Galeria. Pero' l'alta frequentazione era vera: i treni erano stipati di gente.

Da notare che tutti i miei amici di Roma mi hanno anche preso in giro perche' avevo creduto alle informazioni ufficiali: pare che a Roma in pochi le prendano sul serio.


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