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Passaparola Ma perche', perche' l'Italia dev'essere ostaggio dei sindacati??

di giorgio topa, 23 Giugno 2007 stampa
Leggo sul Corriere che quattro ministri hanno scritto una lettera a Prodi, dichiarandosi preoccupati per il modo in cui il ministro dell'Economia sta affrontando la trattativa con le "parti sociali". Continuiamo pure cosi', facciamoci come sempre del male, martellandoci scientificamente gli zebedei come in un famoso show di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Siccome che (che non si dice) cinque su sei dei redattori sono spersi in un'inospitale isola dell'Egeo orientale (per una conferenza che alla fine non meritava, ma amen), e l'unico rimasto a Niuiork deve far tutto lui (che Poseidon lo benefici) approfitto di una rara opportunita' di connessione internet per riportare il sunto della riflessione che i cinque naufraghi han fatto giusto iersera nel mezzo di conviviale cena (per i lenti, questo implica che sono uno dei cinque).

La notizia la trovate qui. Io - per le ragioni di cui sopra - l'ho vista solo ora. I ministri Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi (ricordatevi questi nomi, se per caso avete ancora voglia di andare a votare la prossima volta) esprimono la loro "forte preoccupazione relativamente al modo in cui viene condotta la trattativa con le parti sociali." Aggiungono i nostri illustri ministri, «La redistribuzione delle risorse recuperate dalla lotta all'evasione fiscale [...] deve essere netto e inequivoco [sic], non acconsentendo a quelle richieste di riduzione del debito a tappe forzate che provocherebbero solo danni al paese, sia sul piano sociale che economico». «Ti chiediamo quindi di imprimere al confronto con le parti sociali la necessaria svolta ...», eccetera eccetera.

Le parti sociali. Sono delicate, poverine, bisogna essere sensibili. Tutto perche' l'altro giorno il ministro Padoa-Schioppa si era permesso di far circolare, tramite il Tesoro, una stima di quanto costerebbe eliminare il famoso "scalone" delle pensioni. Dieci miliardi di Euro in dieci anni, se non mi ricordo male. E i sindacati, pardon, le "parti sociali" non l'hanno presa bene. Anzi, all'incontro di martedi' a Palazzo Chigi fra governo e sindacati per discutere delle pensioni Epifani (Cgil) aveva sbottato: "Cominciamo malissimo". [secondo quanto riporta il Corriere del 20 giugno]. Poi pero', siccome Padoa-Schioppa era stato tenuto lontano dall'incontro di Palazzo Chigi, i volti dei rappresentanti sindacali si erano fatti piu' distesi. La sortita del Tesoro pero', evidentemente, e' rimasta molto indigesta, ed eccoci alla lettera dei quattro ministri a Prodi.

Ricordiamo, per il lettore distratto, che tutto questo casino trova la sua origine nel fatto che la riforma Maroni-Tremonti, pur con tutti i suoi limiti, aveva innalzato l'eta' minima pensionabile da 57 a 60 anni a partire dal 2008 - il cosiddetto scalone. In qualsiasi altro paese civile l'eta' minima pensionabile e' ben piu' alta, perfino in Germania l'hanno appena innalzata a 67 anni (sull'arco di 12 anni), le proiezioni demografiche rendono un intervento sulle pensioni sempre piu' critico, ma nessuno in Italia si preoccupa della bomba ad orologeria rappresentata dalle pensioni.

E perche' il governo fa mille contorcimenti? Perche' si temono le "parti sociali". Quei sindacati che invece di difendere davvero i diritti dei lavoratori continuano ad ingessare l'economia italiana, a ridurre le possibilita' di scelta dei lavoratori e delle imprese, nel frattempo stando bene attenti ad accumulare prebende e privilegi per se stessi.

Ma quand'e' che smetteremo di essere gli unici a dire e scrivere che questi sindacati sono i nemici dei lavoratori?

Per essere specifici: CGIL-CISL-UIL sono i peggiori nemici dei lavoratori dipendenti italiani di eta' compresa fra i 16 ed i 50 anni.

Ma quand'e' che la gente si accorgera' di venir continuamente presa per il naso??

P.S. Uno di noi naufraghi, che e' quello che sta ora approvando il pezzo, insiste per sottolineare il seguente fatto. Gli fa piacere che Padoa-Schioppa, coadiuvato dalla gigantesca squadra di tecnici del Tesoro e paraggi, stia finalmente facendo ammenda ammettendo che (1) il grande recupero fiscale e budgetario era aria fritta e il bilancio dello stato e' tanto precario ora quanto lo era un anno fa (titolo del Corriere di oggi) e che, (2) lo scalone a qualcosa serve (e che una scalinata sarebbe ancora meglio) per aggiustare la pubblica finanza. Il medesimo si sorprende anche che a costoro serva essere cosi' in tanti, con tanti computers, e con tante ore (lautamente pagate) di lavoro per arrivare ad una conclusione a cui si puo' arrivare in mezz'ora di calcoletti fatti a matita su un foglio di carta, usando un po' di modellistica economica elementare. Questo suggerisce che esistono possibilita' di taglio sostanziale della spesa anche a via XX Settembre, oltre che altrove. Il medesimo fatto suggerisce anche che certi difensori d'ufficio del presente miserrimo governo e di via XX Settembre in particolare dovrebbero provare a fare i conticini per bene prima di polemizzare insistentemente, e ciecamente, su quanto viene qui asserito.

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Rss dei commenti

  di gian luca clementi, 23 Giugno 2007, 13:40 permalink rss

Ben detto Giorgio. Aggiungo una nota di colore, per cosi' dire. Molti media hanno riportato una frase di Guglielmo Epifani, despota della CGIL, rivolta al ministro Padoa-Schioppa:

"Se si pensa di affrontare il tema previdenza con la calcolatrice non va bene, non va proprio bene. Non trattiamo con la calcolatrice perche' dietro i numeri, ci sono sempre condizioni, problemi"

What? Ma ci rendiamo conto? Epifani, supremo ignorante: i numeri, le condizioni, i problemi, si chiamano vincoli di bilancio, tassi di sconto, previsioni demografiche,... ma come si fa a essere intellettualmente disonesti fino a questo punto???

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  di Marcello Urbani, 23 Giugno 2007, 16:50 permalink rss

Dimentichi che per 'sta gente le pensioni, come i salari, son variabili indipendenti.

P.S. quanto all'altra barzelletta delle risorse ricavate dalla lotta all' evasione, pochi giorni fa l'agenzia delle entrate ha comunicato che negli  ultimi 25 anni è aumentata di 6 volte : le risorse (se ce ne sono) vengono dalla ulteriore spremitura di chi le tasse le paga

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  di alberto lusiani, 24 Giugno 2007, 09:53 permalink rss
P.S. quanto all'altra barzelletta delle risorse ricavate dalla lotta all' evasione, pochi giorni fa l'agenzia delle entrate ha comunicato che negli ultimi 25 anni è aumentata di 6 volte : le risorse (se ce ne sono) vengono dalla ulteriore spremitura di chi le tasse le paga

Un aumento di 6 volte in 25 anni dice poco, e' la tipica informazione superficiale e fuorviante dei giornali e della propaganda politica italiana. Quello che bisognerebbe citare e' l'aumento in termini reali, o meglio l'andamento del rapporto tra PIL evaso e PIL totale. Per quello che so le stime dell'evasione fiscale italiana sono una frazione costante del PIL almeno negli ultimi 10 anni, 27% secondo gli economisti, 17% secondo lo Stato italiano. Se si controllano le modeste variazioni di queste stime nel corso degli anni emerge che l'andamento per es. dell'evasione IVA e' stazionario con fluttuazioni erratiche (vedi pdf).

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  di Philippe, 23 Giugno 2007, 14:31 permalink rss
Se vinceranno i sindacati, compierò un ulteriore passo verso il Terrificante Dubbio: Era meglio Silvio?
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  di boldrinomalandrino, 23 Giugno 2007, 17:20 permalink rss

Scusa, ma che senso ha scrivere queste cose? Sono ovvie, ma ovvia non e' la fase propositiva.

Cosa proponi:

1/ abolizione dei sindacati?;

2/ gabbie salariali, contrattazione localizzata?

Cos'altro?!? 

 

 

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  di gian luca clementi, 23 Giugno 2007, 22:33 permalink rss

Quanto scrive Giorgio non e' assolutamente ovvio. Molti dei lettori di NfA probabilmente si troveranno d'accordo. Ma per il 99% degli Italiani, si tratta di novita' pressoche' assolute. I grandi giornali e le televisioni si guardano bene dall'accusare i sindacati di alcunche'. E quando personaggi pubblici, come Montezemolo (ammeso che ne abbia titolo), lo fanno, si vedono poi costretti alle scuse.

La tanto osannata concertazione, contro cui nessuno in Italia osa alzare la voce, non e' altro che il luogo in cui le corporazioni si spartiscono le risorse, sottraendo ai mercati la funzione di allocare le stesse. Con risultati deteriori che osserviamo ogni giorno.

Non si tratta di ovvieta'. 

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  di boldrinomalandrino, 23 Giugno 2007, 22:59 permalink rss

Gianluca, con tutta la buona volonta': o il vostro fine e' quello di leggere i giornali e fare chiacchiere da bar o siete economisti e proponete soluzioni di policy. Da un lato, dite che siete economisti poco inclini ai compromessi (tu stesso mi sembra), dall'altro fate il controcanto alla stampa italiana. Se uno vuol mettersi in politica, lo fa e basta e polemizza con chi gli pare, anche i sindacati. E' troppo comodo dire di non scendere a compromessi e poi fare del pettegolezzo economicistico quasi l'unica nota del blog.

In realta', tutto deriva, probabilmente in modo inconsapevole, dalla vostra matrice politica evidentemente di sinistra che ora probabilmente definite liberal, ma insomma quella e': e' tipico di un certo pensiero scagliarsi contro i bersagli facili (i notai, i benzinai, i farmacisti e quant'altro, o dire ad esempio che i sindacati sono brutti e cattivi genericamente).

Per una persona di destra come me risulta evidente ad esempio che:

1/ se un problema economico o comunque di incentivi c'e' in Italia nell'ambito del sistema giudiziario, non e' certo quello dei notai (o almeno non nel modo in cui l'hai posto, tra l'altro in modo molto maleducato, non puoi dare dei ladri in quel modo, da cui le mie invettive...Il punto riguardo ai notai non sono le transazioni immobiliari, su queste hanno ragione i notai spenderesti molto di piu' in avvocati, te lo assicuro io conoscendo bene il mercato real estate a Londra; il punto semmai sono le transazioni societarie, ma li' si' sono i notai in mano alla sinistra, i Marchetti, i Libonati etc. che non vogliono mollare; fatelo un bell'articolo contro Mediobanca e Marchetti eppoi avrete tutto il mio rispetto ma sappiate che rischiate la vita...); dicevo se un problema c'e' in Italia e' quello che riguarda i giudici, il loro sistema di incentivi e' totalmente carente e la ragione principale e' una sola: NON RISPONDONO A CHICCHESSIA (se non alla legge, dimenticavo, )!?! Mi fate un bell'articolo in cui dite che siete per la separazione per le carriere? Poi avrete il mio rispetto. Ma non lo farete, preferite buttarvi addosso ai poveretti.

2/ I sindacati. Per uno di destra e' facile dire che non servono a nulla. Io vivo in Inghilterra, leggo quotidiani inglesi tutti i giorni, avro' trovato citato un sindacalista 3 volte in 12 anni. In Italia fare il sindacalista e' un modo per diventare presidente della camera e del Senato (come del resto fare il magistrato). Volete dire che siete per la liberalizzazione della contrattazione del lavoro. Significa una sola cosa fine del sindacato nazionale. Ditelo...

Ma evitate il qualunquismo da bar, non vi fa onore. 

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  di fausto panunzi, 24 Giugno 2007, 10:00 permalink rss
Solo per la precisione: Libonati è un avvocato e un professore di diritto, ma non un notaio. Marchetti è un notaio, ma non è più a capo del patto di sindacato di Mediobanca (adesso è Geronzi). Quindi quali sarebbero i notai di sinistra che oggi hanno in mano le transazioni societarie in Italia?
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  di boldrinomalandrino, 24 Giugno 2007, 10:25 permalink rss

Il fatto che Marchetti (non so se gia' formalmente a dire il vero) non sia piu' a capo del patto di sindacato nulla toglie ne' aggiunge al fatto che il suo studio come quello di altri avvocati-notai di affari (Rossi, Libonati etc.) abbiano molto spesso determinato l'esito delle vicende societarie italiane (in primis privatizzazioni) degli ultimi dieci, quindici anni. Sempre immancabilmente disegnando quell'orrore all'italiana che sono i patti di sindacato. Altri studi notarili coinvolti (meno conosciuti ai piu', ma che lo dovrebbero essere agli specialisti) si trovano, basta andare nell'elenco professori di diritto della Bocconi. Ne trovi almeno un paio, e ti assicuro non campano di rogiti. E ti assicuro non sono di destra...Non fa figo, ahime'

Una domanda: chi e' a capo del patto di sindacato RCS che governa il Corriere? Informati un po'...

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  di gian luca clementi, 24 Giugno 2007, 02:40 permalink rss

A Kos le connessioni internet non sono proprio efficaci. Giorgio mi ha trasmess il seguente messaggio.

carissimo,

non abbiamo molto tempo da perdere con gente che ha un bisogno patologico di attenzione. Anche perche' avevo scritto una lunga risposta ed e' andata perduta a causa della connessione saltuaria qui in Grecia.

Alcune proposte sul mercato del lavoro le abbiamo delineate qui

[http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Rivoluzionare%2C_non_riformare%2C_il_mercato_del_lavoro_in_Italia ]

- mi sembrano abbastanza chiare e non credo ci sia bisogno di ripeterci. Su pensioni, universita', liberalizzazioni, classe politica italiana eccetera abbiamo scritto in abbondanza, vatti a cercare i post, il sito non e' di difficile navigazione.

Riguardo al real estate market di londra, ci fa piacere che tu lo conosca cosi' bene, anche noi conosciamo bene quello di new york, e allora? Ancora una volta non hai colto il punto del pezzo di gianluca.

Basta, enough said.
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  di boldrinomalandrino, 24 Giugno 2007, 09:43 permalink rss

Ho talmente bisogno di attenzione che manco si sa chi sono. Se scrivo ogni tanto su questo blog come su altri e' perche' mi interesso di questioni economiche.

Cio' detto, come si fa a non capire il pezzo di Gianluca? Altro non dice a parte cio' che dice; e cioe', i notai sono inutili, vanno aboliti (oltre poi a degenerare e a dare dei ladri ed approfittatori etc.etc.). Unico esempio sono le transazioni immobiliari. Ebbene se davvero conoscete il mercato immobiliare anglosassone, sarete al corrente che cio' che si paga al real estate barrister non e' inferiore a quanto si paga al notaio. Ed e' vero cio' che dicono i notai, vale a dire, nella selva concorrenziale dei barrister, corri molto spesso il rischio di finire in mani poco sicure. IL PUNTO INTERESSANTE RIGUARDO ai NOTAI e' un altro: i notai in Italia (o se volete la mancanza di grandi law firm) sono molto piu' funzionali alla struttura societaria della borsa italiana. Chi meglio di un notaio-satrapo puo' disegnare e mantenere un patto di sindacato? Ora, non mi sembra che di questo si parli da nessuna parte. Il motivo per cui scrivete dei notai e' perche' sono ricchi e voi non lo siete e vi pensate cosi' intelligenti...

In aggiunta: se c'e' una questione che rallenta l'economia e che genere incertezza del diritto in Italia sono i MAGISTRATI che non rendono conto a nessuno e che sono i piu' lenti e ipiu' lazy del mondo. Perche' non utilizzate qualche bel modellino di teoria dei giuochi per costruire un sistema di incentivi coerente per i cari giudici? Semplice: i giudici guadagnano quanto voi eppoi sono persone cosi' piacevoli etc. Andatevi a vedere quanto dura in Italia mediamente una causa civile e ditemi se sono i giudici o i notai che trasferiscono le case, il problema da risolvere.

I sindacati: e' vero nel sito si fa un gran parlare di flessibilita', come da parte di chiunque in Italia che si occupi di certi temi: ma quale riforma del sindacato in concreto proponete?!? Io non l'ho trovata.

Un buon economista e' colui che si fa prima di tutto le domande giuste, non chi a domande ovvie risponde con proposte altrettanto ovvie, solo starnazzando di piu' per farsi sentire. O almeno, cosi' dovrebbe essere a meno che il target del blog non siano Casarini e i no global (in effetti, Boldrin, sara' la provenienza regionale ed evidentemente di ceto sociale, Casarini da vicino ricorda nell'argomentare appassionato).

 

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  di gianni de fraja, 24 Giugno 2007, 12:24 permalink rss

ho messo un commento al post "notai", in cui rettifico qualche inesattezza sul mercato mobiliare inglese.

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  di enzo michelangeli, 24 Giugno 2007, 14:02 permalink rss

Il motivo per cui scrivete dei notai e' perche' sono ricchi e voi non lo siete e vi pensate cosi' intelligenti...

Al di la' delle polemiche personali, che sono abbastanza inutili (e neanche mi toccano direttamente dato che neppure sono un economista), questo e' un punto che vale la pena di discutere perche' va alla radice della differenza che vedo tra "essere liberali" e "essere di destra".

Io non credo che essere ricchi rappresenti per se' un segno di colpa: che "derrière chaque grande fortune se cache un grand crime" e' un pregiudizio popolare tanto a destra (dove stava appunto un nostalgico dell'Ancien Régime come l'autore della frase, Honoré de Balzac) che a sinistra (sara' per quello che M. Honoré piaceva tanto a Marx?). Pero' credo che la presenza di settori che sistematicamente scremano profitti molto elevati e' un segno di inefficienze del sistema economico, che risalgono in genere carenza di competizione, di trasparenza o entrambe. E quando vai a guardare, questo e' quasi sempre dovuto all'intervento della mano visibile dello stato che alzano le barriere all'ingresso per nuovi partecipanti, tipicamente con l'imposizione di licenze, numeri chiusi etc. In un mercato "senza attriti", i margini di profitto sulle transazioni tendono ad assottigliarsi finche' operare come intermediario in quel settore non e' piu' vantaggioso dell'operare in altri; non si formano caste, e la distribuzione dei redditi tende a correlarsi con le capacita' individuali piuttosto che con i privilegi clientelari o ereditari. Ed e' questo che mi preme di ottenere, non solo per astratti principi di giustizia ma anche per diretto interesse personale a un sistema dove pago i miei fornitori il minimo possibile per un dato livello di qualita'.

A proposito di inefficienze, ho una domanda a cui probabilmente puoi darmi una risposta basata su fatti, dato il lavoro che fai: leggevo qualche mese fa (mi pare su FT) che i margini lordi sul trading over-the-counter di opzioni e altri derivatives arrivano a valori del 30-40%. E' vero?

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  di boldrinomalandrino, 24 Giugno 2007, 14:24 permalink rss

Mi sembra tutto molto teorico quanto dici.  E' il paradigma liberale della concorrenza perfetta che si tenta di formalizzare (a forza di eroiche assunzioni) con la moderna microeconomia. Ma non regge! Si tratta del tentativo di far sembrare scientifico cio' che poi non lo e', ma che e' molto piu' semplicemente conflitto se non di classe, di individui. Se proprio ad una formalizzazione devo ricorrere, considero molto piu' valide quelle classiche (di Ricardo e Marx) fondate sul valore/lavoro che non quelle marginaliste.

E, bada bene, cotro i miei interessi: infatti, se crediamo alla rivoluzione marginalista, e , dunque, principalmente al fatto che non esiste conflitto distributivo poiche' i fattori produttivi sono remunerati secondo la loro produttivita' marginale, io probabilmente tra i frequentatori di questo blog sono il piu' intelligente. E' questo il paradosso che ho cercato di sottolineare in molte occasioni ma che menti poco raffinate non colgono.

Chi me lo fa fare a continuare? Non lo so, forse la noia. Il punto e' che noi banker l'economia teorica di questi scribacchini la manteniamo lautamente (le nostre banche pagano le universita', la ricerca etc.). Dando l'illusione della scienza recuperiamo alla societa' civile persino la sinistra. In fondo, poi, l'unico risultato di tutta questa ricerca economica, altro non e' che "laissez faire, laissez passer". E a me va bene, tutto sommato questi signori mi fan pagare ancora meno tasse (e sotto un governo laburista che, infatti, si richiama ai principi della microeconomia, il cerchio si chiude).

Quanto alla tua domanda specifica, e' mal posta, 30% di cosa? dei nozionali?, dei premi? Forse dei premi di opzione. Inoltre, tieni conto che chi trada opzioni molto spesso si brucia le mani, ogni tre anni in media un dipartimento di derivatives chiude i battenti. Per cui e' molto difficile stabilire il profitto equo. Men che meno lo puo' fare la microeconomia, che ancora non usa strumenti stocastici, almeno per ora. 

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  di enzo michelangeli, 24 Giugno 2007, 16:04 permalink rss

Mi sembra tutto molto teorico quanto dici. E' il paradigma liberale della concorrenza perfetta che si tenta di formalizzare (a forza di eroiche assunzioni) con la moderna microeconomia. Ma non regge! Si tratta del tentativo di far sembrare scientifico cio' che poi non lo e', ma che e' molto piu' semplicemente conflitto se non di classe, di individui. Se proprio ad una formalizzazione devo ricorrere, considero molto piu' valide quelle classiche (di Ricardo e Marx) fondate sul valore/lavoro che non quelle marginaliste.

Hmmm... Marx vabbe', ma Ricardo e' proprio quello che ha iniziato la rivoluzione marginalista, con la sua teoria delle rendite terriere. E questo tuo scetticismo sulla possibilita' per un libero mercato di esistere, poi... Certo che molti mercati non sono abbastanza liberi, ma la cosa giusta da fare e' insistere a livello politico per liberalizzarli, non scrollare le spalle e aspettare che il giusto pricing venga dal re-filosofo (o notaio?) di turno. Confessa, in realta' sei un komunista sotto mentite spoglie! :-)

Quanto alla tua domanda specifica, e' mal posta, 30% di cosa? dei nozionali?, dei premi? Forse dei premi di opzione. Inoltre, tieni conto che chi trada opzioni molto spesso si brucia le mani, ogni tre anni in media un dipartimento di derivatives chiude i battenti. Per cui e' molto difficile stabilire il profitto equo. Men che meno lo puo' fare la microeconomia, che ancora non usa strumenti stocastici, almeno per ora.

Del prezzo dell'opzione. Vabbe', chi fa on own account trading si potra' pure bruciare le mani, ma che rischi di pricing puo' avere chi lo fa per conto dei clienti??

Comunque, io non sono affatto interessato a definire un "profitto equo" alla Tommaso d'Aquino: personalmente, come investitore, preferisco tenermi alla larga da prodotti OTC e considerare solo roba listata (e non parlo solo in riferimento ai derivatives); e a livello politico, per quanto possibile insisto per policies regolatorie che incoraggino la disponibilita' di prodotti con ampia liquidita' e trasparenza di quotazioni -- in altre parole, per la piu' ampia liberalizzazione possibile dei mercati.

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  di boldrinomalandrino, 24 Giugno 2007, 16:33 permalink rss

No ti sbagli, Ricardo viene prima di Marx sia, di poco, dal punto di vista cronologico che dal punto di vista filosofico. Non puoi considerare Ricardo un precursore dei marginalisti, tant'e' che Marx lo pone alla base della sua teoria del valore-lavoro. In Ricardo, inoltre, l'economia e' politica, nel senso di conflitto, tra rentiers e broghesi, cosiccome in Marx come e' noto. Niente a che vedere con i marginalisti per cui un prezzo e' l'utilita' marginale del bene, per cui il salario e' l'utilita' marginale del lavoro (per cui no distribution conflict, ognuno si prende cio' che si merita).

No non sono comunista, sono un liberale ma ho vergogna a dirlo perche' tutti oggi si definiscono tali. Inoltre, so che i veri liberali sono sempre stati consapevoli del conflitto sociale, lo sono per cosi' dire per formazione familiare innanzitutto. Un vero liberale sa ad esempio quando e' il caso di usare politiche protezionistiche o politiche conservatrici per difendere un giusto profitto. Essere liberali non significa, come spiega l'odierna vulgata, essere per la concorrenza assoluta che i profitti tutti azzera e fa tutti felici. Questa per me e' la versione di scuola del pensiero liberale fatta propria dagli ex-comunista e sessantottini. Allora era la proprieta' pubblica dei mezzi di produzione la parola magica, oggi e' la concorrenza feroce.  

Hai un immagine un po' da neofita dei rischi finanziari: io gestisco opzioni per conto di una banca con i rischi connessi, non faccio brokeraggio, per cui ne tengo in pancia i rischi, e se domani il Dax perde in apertura 3% essendo corto gamma, vado gambe all'aria (per la contentezza forse di qualcuno). Prodotto listato non vuol dire prodotto buono, anzi: c'e' sempre una madre e un padre e un prodotto listato e' stato un giorno lanciato sul mercato da qualcuno che lo ha caricato adeguatamente di commissioni. In genere i prodotti listati, derivati, sono in genere prodotti retail che girano a 30-40% di margine 9sul premio) a volte anche di piu'. Le banche si scambiano opzioni over the counter dove i margini sono molto piu' bassi. Semplice questione di economie di scala, OTC solo size minime di 5-10 mm. EUR normalmente si scambiano.

Infine, se vuoi un tip: 

Comprati call sullo yen a 18-24 mesi (put $/GBP/EUR indifferentemente), accumula sulle debolezze e tra due anni sarai un po' piu' ricco. A presto  

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  di enzo michelangeli, 25 Giugno 2007, 02:23 permalink rss

Un vero liberale sa ad esempio quando e' il caso di usare politiche protezionistiche o politiche conservatrici per difendere un giusto profitto.

Che intendi per "giusto" in questo contesto? A me pare che tu identifichi il concetto con "cio' che mi conviene personalmente". Ovviamente sei libero di usare le definizioni che preferisci, ma questa non e' l'accezione prevalente tra chi si considera liberale -- a meno che tu non consideri "ex-comunista e sessantottino" anche, che so, Milton Friedman, che ha sempre sottolineato la differenza tra "pro market" e "pro business".

Infine, se vuoi un tip:

Comprati call sullo yen a 18-24 mesi (put $/GBP/EUR indifferentemente), accumula sulle debolezze e tra due anni sarai un po' piu' ricco.

Mah, forse: penso anch'io che i profitti dal carry trade non dureranno per sempre, ma il timing e' la grande incognita.

 

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  di malgudi, 27 Giugno 2007, 00:12 permalink rss

giusto per informazione, visto che dici di aver letto più di altre cose che non di economia: Ricardo come precursore della teoria marginalista non è un'interpretazione del tutto condivisa, nè soprattutto condivisibile se si parla solo della storia delle terre/rendite "marginali". Si tratta di cose vecchie e sorpassate lo sò, però, direi che è sempre meglio mettere le cose al proprio posto. Altrettanto dicasi per i pochi seguaci di Sraffa, che pensavano di smontare la teoria dell'equilibrio economico generale, ma a quanto pare hanno al massimo ottenuto qualche cattedra in università "marginali" italiane.

Saluti,

ah, a proposito dell'anonimato, mi chiamo Silvestro ma non condivido l'esigenza di firmarsi in questa sede come uscito da recenti discussioni sul blog.

PS: il nome purtroppo non è uno scherzo, così come non lo sono state le azzuffate alle elementari con i numerosi sostenitori di Titti che ho incontrato. 

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  di marco de innocentis, 23 Giugno 2007, 17:31 permalink rss

Scusa, ma che senso ha scrivere queste cose? Sono ovvie, ma ovvia non e' la fase propositiva.

Cosa proponi:

1/ abolizione dei sindacati?;

Mi sembra un'ottima idea. Non l'abolizione dei sindacati come associazioni, ma quella di tutti i loro privilegi.

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  di enzo michelangeli, 24 Giugno 2007, 01:57 permalink rss

Mi sembra un'ottima idea. Non l'abolizione dei sindacati come associazioni, ma quella di tutti i loro privilegi.

Ma infatti. Io sono sempre un po' sospettoso delle leggi antitrust, e quindi non chiedero' interventi legislativi contro questi che peraltro sono a tutti gli effetti dei cartelli di lavoratori dipendenti; ma perche' non si puo' almeno fare quello che consigliava il vecchio Adam per people of the same trade che si congrega solo per alzare le tariffe delle loro prestazioni? E che sarebbe: "per quanto la legge non puo' impedire a persone dello stesso mestiere dal riunirsi talora assieme, non dovrebbe far nulla per facilitare queste riunioni, e ancor meno per renderle necessarie".

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  di boldrinomalandrino, 23 Giugno 2007, 18:50 permalink rss
cosa vuol dire. basta con il qualunquismo.
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  di michele boldrin, 24 Giugno 2007, 10:26 permalink rss

It's all in the subject, folks.

Beside, I thought it was such an obvious fact that not just money got unequally distributed in the family that even a bancario would have figure it out by now ...

Leave him alone, the family will take care of him as soon as means and charity allow it.

 

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  di boldrinomalandrino, 24 Giugno 2007, 11:00 permalink rss
quante cose sai, fratello mio, anche l'Inglese! Come bancario io sono fermo alle 4 operazioni, con qualche ob. sulla divisione a dire il vero
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