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Articolo 1. I residenti in Italia vengono tassati, per quanto riguarda la tassazione del reddito delle persone fisiche, sui loro redditi mondiali. Questi ultimi sono definiti come i redditi da lavoro, capitale, licenze, concessioni o qualsiasi altra forma di proprietà fisica, intellettuale o finanziaria, detenuta, dal soggetto residente, in qualsiasi paese o territorio del pianeta Terra (e quando andremo sulla Luna, anche lì). Insomma, non più società estere fantasma e conti in Lichtestein.
Articolo 2. Il reddito tassabile è uguale al reddito totale della persona fisica, qualsiasi ne sia l'origine o la causa. Tutte le esenzioni, riduzioni, deduzioni e fregnate varie sono abolite. Il reddito tassabile include anche il reddito generato dalle proprietà immobiliari possedute dal soggetto medesimo, con la sola eccezione della residenza abituale, se di proprietà. Il reddito generato dalle proprietà immobiliari si calcola come di seguito. Nel caso in cui l'immobile a) non venga dato in locazione a terzi e, b) non venga utilizzato per attività commerciali, il reddito generato dalle quali sia compreso nel reddito totale del soggetto dichiarante, si considera come reddito generato dall'immobile una somma pari al 3% del valore di mercato dell'immobile meno il valore di mercato d'ogni ipoteca esistente sull'immobile. Nei casi di locazione o utilizzazione commerciale diretta si considera il reddito monetario generato dall'attività di locazione o dall'attività commerciale.
Articolo 3. La base imponibile è uguale a [reddito tassabile - quota esente]. La quota esente è pari a [Euro 7mila + Euro 1500 per ogni persona a carico]. L'aliquota d'imposta è uguale al 30% per le basi imponibili comprese nell'intervallo [0,40mila], 35% per le basi imponibili comprese nell'intervallo (40mila, 90mila] e del 40% per valori della base imponibile superiori a 90mila.
Articolo 4. La quota esente e gli scaglioni di reddito di cui all'articolo 3, vengono incrementati annualmente di un valore percentuale pari al tasso di crescita nominale del reddito lordo per capita.
Articolo 5. Sono abolite tutte le altre imposte sul reddito delle persone sia fisiche che giuridiche residenti in Italia. La tassazione separata sul reddito d'impresa è quindi abolita. In particolare, risulta abolita la tassazione separata dei redditi da capitale, qualsiasi forma essi prendano e da qualsiasi fonte provengano: i redditi da capitale vanno tassati come qualsiasi altro reddito. Risulta inoltre abolita l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), la cui adozione è demandata alle singole regioni nei modi e nelle forme che esse decideranno di adottare. Risulta ugualmente abolita l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI), la cui adozione è pure demandata ai singoli comuni nei modi e nelle forme che essi decideranno di adottare.
Articolo 6. All'eventuale riduzione di gettito fiscale conseguente all'adozione della presente normativa, si fa fronte con le modalità seguenti. Attraverso un'incremento della tassazione indiretta sui consumi (impropriamente chiamata IVA, ma questo è un altro discorso) per una somma pari alla meta del deficit di parte corrente che, a spesa immutata in termini nominali, si potrebbe determinare. Attraverso una riduzione immediata della spesa nominale per l'altra metà del deficit suddetto.
Articolo 7. Le aliquote d'imposta di cui all'articolo 3 vengono ridotte di un punto percentuale all'anno, ogni anno per i prossimi dieci anni consecutivi; sino al raggiungimento, rispettivamente, dei seguenti valori d'imposta: 20%, 25%, 30%. La regola di cui all'articolo 6 si applicherà, anno per anno e sino al 2019, ai deficit di parte corrente che la suddetta riduzione delle aliquote d'imposta possa comportare per il bilancio dello stato.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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E le proprietà non immobiliari? Cosa diciamo delle rendite? Tassiamo il lavoro e non le rendite?
La proposta dell'aliquota unica al 20% era molto sensata, e la sua non attuazione manterra' ancora il Paese zavorrato al collo su questo versante.
Disboscare e semplificare costituiscono un principio direttivo inderogabile, ma metterlo nel c. al lavoratore no.
Renzino l'Europeo
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"Il reddito tassabile è uguale al reddito totale della persona fisica, qualsiasi ne sia l'origine o la causa."
La risposta credo sia implicita qui!
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"Il reddito tassabile è uguale al reddito totale della persona fisica, qualsiasi ne sia l'origine o la causa."La risposta credo sia implicita qui!
Ah! Se questa e' l'interpretazione, potrei essere d'accordo. MA tutti sanno già le obiezioni: il capitale si muove, ha le gambe. E in definitiva la proposta di tassazione su base mondiale richiede anch'essa un'accordo mondiale. In qualità di federlaista europeo, e diciamo pure anche mondiale, posso essere più che d'accordo anche qui, ma allora - in pratica e non solo in punto di penna - sono certo che questa proposta verrà molto più osteggiata dalla destra mondiale che dalla sinistra. A dirla tutta è già bocciata dai vari Bush del mondo: sappiamo già la risposta.
RR
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The United States is unlike other countries in that its citizens are subject to U.S. tax on their worldwide income no matter where in the world they reside. U.S. citizens therefore find it difficult to take advantage of personal tax havens. Although there are some offshore bank accounts that advertise as tax havens, U.S. law requires reporting of income from those accounts and failure to do so constitutes tax evasion.
http://en.wikipedia.org/wiki/Capital_gains_tax_in_the_United_States
Credo che potremmo richiamarci a questo staterello come precedente :)
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Fillippo: ma tu mi leggi nel pensiero?
Meglio (ho appena dato un'occhiata alla tua presentazione sul blog): qualcosa di particolare ti trattiene a Parma? A WUStL non siamo ancora diventati Minnesota, o Princeton, ma non andiamo malissimo ... se vuoi trasferirti, fammi un fischio. This is NOT a joke.
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A parma non si fa solo il crudo.. c'è anche un bel dipartimento di finanza(ovviamente io sono di parte). Una domanda x michele: ma tassare le rendite finanziarie come il reddito da lavoro-anche se in teoria giusto- non implica una "fuga" dei capitali verso paesi con aliquote più basse ? (La mia è ignoranza pura da terzo anno di economia e finanza)
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Che fuggano dove vogliono, tanto gliele tassiamo lo stesso all'americana!
Non confondiamo due cose che differenti sono, in un mondo globalizzato. Che il capitale posseduto dal signor X che vive nel paese Y, venga investito in un'impresa italiana, creando reddito in Italia, è una cosa. Che il capitale posseduto da un cittadino italiano, ed investito dove diavolo ad egli conviene, venga tassato in Italia, perché il signore risiede e consuma qui dei beni pubblici, è un'altra cosa.
Per attrarre investimenti esteri o nazionali in Italia si tratta di eliminare la tassazione sul reddito d'impresa, offrire servizi pubblici di qualità, offrire forza lavoro qualificata.
Poiché la letteratura sulla tassazione ottima non riesce a propendere per alcun lato in risposta alla questione "è efficiente tassare K ed L a tassi diversi" (specialmente una volta che si riconosca che L contiene capitale umano ed è pure mobile) io credo sia ragionevole tassare le due fonti di reddito in modo uniforme. Per ogni argomento a favore di una tassazione maggiore di K ce n'è uno che lo distrugge e suggerisce di tassare di più L, quindi ...
Nota che c'è un dettaglio tecnico che non ho sottolineato nel testo del post: in realtà io vorrei tassare i CITTADINI italiani sul loro reddito mondiale, mentre tasserei i RESIDENTI solo sul reddito prodotto in Italia. Insomma, il modello USA. Tra le altre cose, questo ci libererebbe di tutti questi finti cittadini italiani "di recupero", che vivono in Australia, Argentina o USA da tre generazioni, non parlano italiano, non sanno chi è che cosa, non pagano qui le tasse ma poi votano. Volete votare? Okkei, pagate le tasse.
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Che fuggano dove vogliono, tanto gliele tassiamo lo stesso all'americana!
E chi terrebbe piu' la cittadinanza italiana? Io, personalmente, un minuto dopo cancellerei il passaporto e prenderei quello dell'Hong Kong SAR. La situazione USA e' un'aberrazione che persiste solo per motivi molto particolari, come il particolare prestigio internazionale (sempre meno giustificato, IMHO) degli Stati Uniti, e l'esenzione di 83,000 dollari di reddito annuale ai non residenti, che protegge le fasce a minor reddito.
Poiché la letteratura sulla tassazione ottima non riesce a propendere per alcun lato in risposta alla questione "è efficiente tassare K ed L a tassi diversi" (specialmente una volta che si riconosca che L contiene capitale umano ed è pure mobile) io credo sia ragionevole tassare le due fonti di reddito in modo uniforme.
Il problema e' che la forza lavoro (anche quella qualificata) e' una merce abbondante, che per giunta consuma risorse. Il capitale e' scarso, mobile, non si ammala, non si lamenta, non sporca... Se tratti i due allo stesso modo, ti ritroverai con un relativo eccesso della prima sul secondo. Guardati in giro: succede.
Quello che invece farei io per attirare investimenti e':
1. Adottare l'Imputation System, gia' in vigore in molti paesi: le tasse pagate a livello corporate costituiscono crediti d'imposta per gli azionisti, che dichiarano come redditi individuali i dividendi pre-tax. Questo elimina ogni distorsione derivante dall'uso di societa' di capitale.
2. Detassare completamente i non-residenti, anche perche' questi non usano alcun servizio e non si vede perche' dovrebbero foraggiare la macchina statale. Sotto Imputation, un non-residente otterrebbe un rimborso del 100% della tassa pagata a livello corporate (come gia' accade p.es. per le ritenute d'acconto sugli interessi dei titoli di stato, anche se poi in Italia i rimborsi si perdono spesso nella nebbia per le solite ragioni di inefficienza).
3. Controllare attentamente l'accesso al territorio in modo da distinguere i veri non-residenti dai furbetti alla Pavarotti o Valentino Rossi. In molti paesi, all'entrata e all'uscita dai confini anche i cittadini hanno un timbro sul passaporto, e talora i dettagli del passaggio sono immediatamente immessi nel computer dell'Immigration. In Italia il timbro e' apposto solo ai passaporti degli extracomunitari (e un tempo neppure a loro), cosicche' determinare l'effettiva presenza sul territorio di un cittadino e' piuttosto laborioso.
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E chi terrebbe piu' la cittadinanza italiana? Io, personalmente, un minuto dopo cancellerei il passaporto e prenderei quello dell'Hong Kong SAR
Non so negli stati uniti, ma in GB il principio e' che se uno risiede piu' di 91 giorni diventa "residente fiscale" e paga le imposte su tutto il suo reddito, ovunque guadagnato.
la residenza fiscale e' assolutamente iindipendente dal passaporto. puoi avere passaporto cubano, cittadinanza albanese, ma se stai qui 91 giorni sei residente fiscale.
l'imposta per non scoraggiare la mobilita' se uno ha gia' pagato le tasse nel paese in cui i redditi sono prodotti, le tasse pagate (all'estero) sono sottratte dalle tasse dovute in UK (quindi se faccio un corso al dottorato italiano per 5000 euro e l'universita detrae il 30% sul netto di 3500 euro pago 500 euro in UK (la mia aliquota merginale e 40%).
as a footnote: Il concetto di giorni ha suscitato un gran mare di polemiche l'Inland Revenue tipicamente ignorava il giorno d'arrivo e quello di partenza nel computo dei 91 giorni, ma un caso legale ha cambiato la prassi.
I hear you say "What?". molti lavoratori della city, con casa a montecarlo, prendevano l'aereo privato lavoravano a londra da lunedi (viaggio di mattina presto da nizza) a giovedi' (ritorno la sera a montecarlo): cioe' 2 giorni a settimana. con le vacanze potevano soddisfare il requisito dei 91 giorni, lavorando a tempo pieno a londra.
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Non so negli stati uniti, ma in GB il principio e' che se uno risiede piu' di 91 giorni diventa "residente fiscale" e paga le imposte su tutto il suo reddito, ovunque guadagnato.
Ma se sei "non-domiciled" paghi le imposte solo sui redditi guadagnati localmente, e sei esentato da capital gain tax (anche se ultimamente ci sono stati maldestri tentativi del governo Brown di cambiare le regole: spero che la batosta di ieri lo abbia dissuaso).
la residenza fiscale e' assolutamente indipendente dal passaporto. puoi avere passaporto cubano, cittadinanza albanese, ma se stai qui 91 giorni sei residente fiscale.
Infatti, e cio' e' ragionevole. Tassare sulla base del passaporto succede solo nella Land of the Free e, se ben ricordo, in Libia (le Filippine cambiarono le norme anni fa).
Un caso interessante (e che andrebbe seguito) e' quello di Singapore, dove negli ultimi decenni c'e' stata una notevole liberalizzazione economica. Un tempo i guadagni effettuati all'estero da un residente erano tassabili solo "on remittance basis", cioe' quando erano rimessi in patria. Anche li' c'erano vari escamotages: ad esempio, bastava che i soldi fossero tenuti in un conto senza interesse per un anno e il denaro guadagnato passava magicamente in conto capitale, divenendo esentasse. Recentemente il governo ha reso esentasse (per le persone fisiche) tutti i guadagni effettuati all'estero, adeguandosi al principio di territorialita' che vige anche in Hong Kong. Questo ha fatto parte di una generalizzata riduzione dell'imposizione diretta (le aliquote sono state progressivamente abbattute di circa la meta' rispetto ai primi anni '90, cosi' come le tasse sui redditi d'azienda), e la sua sostituzione con una General Sales Tax che attualmente e' del 7% (e ovviamente colpisce solo i residenti).
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Ma se sei "non-domiciled" paghi le imposte solo sui redditi guadagnati localmente, e sei esentato da capital gain tax (anche se ultimamente ci sono stati maldestri tentativi del governo Brown di cambiare le regole: spero che la batosta di ieri lo abbia dissuaso).
Purtroppo no, le nuove regole sono già in vigore (vedi qui). Dubito che la batosta elettorale gli avrebbe fatto cambiare idea anche se fosse arrivata prima. La maggior parte dell'elettorato qui probabilmente preferirebbe abolire del tutto lo status di "non dom" e la remittance basis. Però grazie alle nuove regole un bel po' di professionisti stranieri saranno sempre più attratti da posti come Dubai, Hong Kong e Singapore.
Questo ha fatto parte di una generalizzata riduzione dell'imposizione diretta (le aliquote sono state progressivamente abbattute di circa la meta' rispetto ai primi anni '90, cosi' come le tasse sui redditi d'azienda), e la sua sostituzione con una General Sales Tax che attualmente e' del 7% (e ovviamente colpisce solo i residenti).
Mi sembra un'ottima cosa. La sales tax è una forma di tassazione regressiva, quindi secondo me più giusta della tassa sul reddito (i ricchi tendono a usare meno servizi pubblici degli altri, quindi dovrebbero pagare proporzionalmente di meno).
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[...] i ricchi tendono a usare meno servizi pubblici degli altri, quindi dovrebbero pagare proporzionalmente di meno.
Dubito vi sia evidenza empirica a favore di questa affermazione, che mi sembra campata in aria. Se hai evidenza faccela avere.
Osservazioni quotidiane e dati statistici suggeriscono che quanto tu dici sia falso, a meno che per "ricchi" non si intenda il top 1% o 0.5% della distribuzione del reddito, il che renderebbe la cosa del tutto irrilevante (ma non necesariamente vera, vedi sotto). Se per "ricchi" intendiamo il 25% (o 50%) superiore della distribuzione del reddito, mi sembra ovvio che quanto dici non possa essere vero.
Anzitutto, i ricchi usano molto di più dei poveri i servizi generali e veramente pubblici: avendo molto di più "at stake" essi ricevono molta più utilità dai servizi di polizia, giudiziale e carcerario, dalla difesa del territorio, dal funzionamento del sistema istituzionale, eccetera. Tutti beni pubblici in senso stretto. Vivendo in luoghi più ameni e belli, oltre che più grandi, essi godono in maggior misura di qualsiasi intervento pubblico di tipo ecologico e per la preservazione dell'ambiente naturale.
Come ampie statistiche note a tutti documentano, i ricchi usano il sistema educativo pubblico (l'università in particolare ma anche le scuole superiori) in quantità enormemente più alta che i poveri, ricevendo quindi grandi sussidi.
Evidenza che ricordo aver visto per vari paesi, e che se necessaria proverò a cercare, suggerisce che lo stesso vale per i servizi sanitari, anche se in misura meno scandalosa che per l'educazione superiore.
L'argomento vale, ovviamente, per gli altri servizi pubblici che pubblici non dovrebbero essere però lo sono: aeroporti, porti, musei, teatri e teatri dell'opera, arte e cultura in generale, parchi pubblici, eccetera. Tutta robaccia sussidiata a colpi di tasse, e tutta robaccia consumata in modo esorbitante dai ricchi ... Potrei continuare ma chiamano al gate.
Attendo, comunque, evidenza contraria.
Per questa ragione, a mio avviso, la tassazione del consumo fa fatta in modo non omogeno, alla faccia delle potenziali (ed a mio avviso quantitativamente irrilevanti) distorsioni. Ma la lettera è sulla tassazione del reddito, non dei consumi. Quindi svicolo e mi imbarco.
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Evidenza che ricordo aver visto per vari paesi, e che se necessaria proverò a cercare, suggerisce che lo stesso vale per i servizi sanitari, anche se in misura meno scandalosa che per l'educazione superiore.
Ricorda pero' che alcune di queste tasse sono locali, come la property tax (chiamata in UK "rates"), e sono pagate per lo piu' dagli stessi beneficiari dei servizi che da esse dipendono.
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Dubito vi sia evidenza empirica a favore di questa affermazione, che mi sembra campata in aria.
Mi sono espresso male. Intendevo dire che i più ricchi consumano meno servizi pubblici in proporzione al loro reddito, o a quello del loro nucleo familiare. Questo a me sembra ovvio. Se secondo te l'uso dei servizi pubblici tende ad essere proporzionale al reddito, o più che proporzionale, sarei curioso di vedere dei dati in proposito.
Se ci pensi anche con la sales tax i più ricchi tenderebbero a pagare più tasse (perché tendono a consumare di più), ma dubito molto che si tratterebbe di tassazione proporzionale o progressiva. Se poi un miliardario decide di tenere tutti i suoi soldi in banca e vivere in un monolocale, non vedo perché debba pagare le stesse tasse di uno che abita in una villa e ha l'aereo privato.
In ogni caso non penso che la sales tax sia la soluzione ideale, anche se la preferisco all'imposta sul reddito (se fosse per me sostituirei tutte le tasse con "user fees").
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Non so negli stati uniti, ma in GB il principio e' che se uno risiede piu' di 91 giorni diventa "residente fiscale" e paga le imposte su tutto il suo reddito, ovunque guadagnato. la residenza fiscale e' assolutamente iindipendente dal passaporto. puoi avere passaporto cubano, cittadinanza albanese, ma se stai qui 91 giorni sei residente fiscale.
Non funziona così. La prassi fisco britannico (HMRC) è di considerare residente chiunque abiti in GB per almeno 183 giorni nell'anno fiscale oppure per almeno 91 giorni in ognuno dei precedenti quattro anni fiscali. Queste non sono regole ferree, e in pratica HMRC può decidere come gli pare. Per esempio, se sei stato in GB per meno di 91 giorni negli ultimi quattro anni ma hai ancora una casa lì, è possibile che decidano di trattarti ugualmente come residente. Oppure se sei stato più di 182 giorni solo a causa di un'emergenza medica possono decidere di non considerarti residente.
Oltre a questo c'è il concetto di residenza ordinaria (ordinary residence) che è diverso da quello di residenza. Puoi essere "non resident" ma "ordinarily resident", e in quel caso devi pagare capital gains tax qui in GB su redditi esteri. Per perdere la residenza ordinaria devi mostrare di aver stabilito una residenza a lungo termine in un altro paese.
Infine c'è il concetto di domicilio (domicile), che ha già menzionato Enzo. In sintesi, se tu o tuo padre siete nati all'estero e se hai intenzione di stabilirti all'estero in futuro, puoi essere trattato come "non-UK domiciled". In quel caso si applica la remittance basis sui redditi esteri. A partire da quest'anno fiscale però per godere della remittance basis bisognerà pagare £30000 l'anno se si è stati residenti qui per sette degli ultimi nove anni fiscali.
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in realtà io vorrei tassare i CITTADINI italiani sul loro reddito mondiale, mentre tasserei i RESIDENTI solo sul reddito prodotto in Italia.
Una complicazione deriva dal fatto che se il cittadino italiano risiede e produce reddito in un altro paese (come i redattori di nFA ad esempio), allora ci vuole un accordo bilaterale per evitare che il soggetto venga tassato due volte. Questi accordi gia' esistono, come sanno bene i ricercatori italiani all'estero. Mi chiedo se la proposta di Michele comporterebbe la necessita' di negoziare nuovi accordi con paesi terzi, o complicherebbe l'applicazione di trattati gia' esistenti.
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The United States is unlike other countries in that its citizens are subject to U.S. tax on their worldwide income no matter where in the world they reside. U.S. citizens therefore find it difficult to take advantage of personal tax havens. Although there are some offshore bank accounts that advertise as tax havens, U.S. law requires reporting of income from those accounts and failure to do so constitutes tax evasion
Uhm... buono a sapersi, anzi ottimo.
Ma se l'amministrazione italiana non e' in grado, per via del comportamento diffuso dei propri cittadini, di conoscere i veri redditi di una parte rilevante di essi, come pensi che si possa mettere a conoscere effettivamente quelli worldwide?
In principio, il discorso è più che sottoscrivibile. In concreto, BS e TG - e i loro elettori (ma anche diversi dall'altra sponda) - lo qualificherebbero come comunista. Questa Stasi che ti rincorre anche oltre i confini, e diamine, e noi pensavamo che non dico il Lichtenstein, ma San Marino, fossero sufficienti...
RR
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Al telefono? Eravamo a cena, se devo entrare nei dettagli ...
Ah, grazie per il chiarimento sui redditi di natura finanziaria, ovviamente da tassarsi tali e quali gli altri.
Infine, poiché non vi è deducibilità prevista per gli interessi pagati sui mutui ipotecari non vedo ragione di tassare un soggetto per un reddito che non ottiene (in quanto trasferito alla banca finanziatrice via l'interesse ad essa corrisposto). L'unica parte di un immobile che genera o può generare reddito per il possessore è quella di sua proprietà, corrispodente alle "equities". Altra questione, invece, se i comuni dovessero imporre una tassazione sugli immobili per il pagamento dei servizi pubblici locali: per molti di questi e' ragionevole pensare che siano in proporzione alla "dimensione" dell'immobile medesimo.
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Proposta bella, semplice, e molto condivisibile per lo spirito di neutralità fiscale. Ma vorrei sentire il parere di uno specialista (chessò, Vincenzo Visco) sulle possibilità elusive.
Sull'ultima parte dell'articolo 6 (riduzione immediata della spesa nominale) l'unico commento possibile è: ehm.
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all else being equal (unless I deeply misunderstand)
25,000 € (-7,000 exemption based on a single taxpaying subject)
apply 30% on 25,000-7000,
180-times-30 =5400 €
I beg to excuse my ignorance: what is a 25,000 Euroes income earner paying in Italian taxes now?
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Complicatissimo, per questo il nostro lettore vorrebbe che i calcoli glieli facessimo noi ...
Se da lavoro autonomo, la tassa è di circa € 5,500-6,000
Se da lavoro dipendente, la tassa è di circa € 4,000-5,000
La domanda e', comunque, irrilevante. Abolendo la tassazione d'impresa, in tutte le sue forme, sarebber ragionevole aspettarsi una riaggiustamento verso l'alto, piuttosto immediato, dei redditi da lavoro. Di quanto lo sa solo il famoso padreterno ...
Ovviamente il nostro lettore dovrebbe anche chiedersi che cosa pagherebbe il medesimo lavoratore fra cinque anni ...
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Tempo fa mio padre mi fece vedere il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) aggiornato per il 2008. Rimasi a bocca aperta. Mi fece in particolare notare gli articoli 12 e 13, sulle detrazioni. Roba da restarci secchi. Adesso voglio vedere se Palma riesce a calcolare l'ammontare dell'imposta dovuta.
Volevo farci un post, ma mi sembra che questa sia la sede piu' appropriata.
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Perchè sono state scelte quelle aliquote ? quali sono le stime delle entrate statali per il 2007 applicando queste regole ? per un reddito di 25000 euro da lavoro dipendente ( limite entro il quale si trova la stragrande maggioranza degli italiani) come varia la tassazione con le nuove regole ? è maggiore o minore ?
Secondo i miei calcoli da prestigiatore commercialista, ipotizzando un reddito di 25.000 e nessuna spesa deducibile, in linea di massima questi sarebbero i tributi per la dichiarazione 2008:
Normativa vigente secondo T.U.I.R.:
lavoratore dipendente, solo: 5.146
lav. dipendente + coniuge a carico: 4.456
lav. dipendente con coniuge e 2 figli oltre i tre anni, tutti a carico: 2.856
lavoratore autonomo, solo: 6.150
lav. autonomo + coniuge a carico: 5.460
lav. autonomo con coniuge e 2 figli oltre i tre anni, tutti a carico: 3.860
proposta "Boldrin":
lavoratore solo: 5.400
lavoratore + coniuge a carico: 4.950
lavoratore con coniuge e 2 figli, tutti a carico: 4.050
Questo è quanto se la proposta venisse implementata... domani. :)
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