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Passaparola Le tasse in percentuale del PIL nei paesi OCSE

di andrea moro, 28 Aprile 2007 stampa

Un breve passa parola per segnalare l'ultimo rapporto di Citizens for Tax Justice contenente questa figura, per niente sorprendente ma meritevole di menzione

tassazione nei paesi OCSE

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  di alberto bisin, 28 Aprile 2007, 19:53 permalink rss
pensa poi che solo meta' del paese le paga. la misyra di GDP contiene il nero?
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  di andrea moro, 28 Aprile 2007, 20:07 permalink rss
Penso proprio di si', l'istat ha un modo per calcolarlo, mi pare che aggiungano ai dati un 15-20% per tener conto del sommerso.
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  di gian luca clementi, 29 Aprile 2007, 19:18 permalink rss

1) Non e' possibile che la misura di GDP utilizzata includa il sommerso

2) Ci credi davvero che il sommerso in Italia sia solo il 20%? 

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  di andrea moro, 29 Aprile 2007, 20:24 permalink rss

1) Grazie del commento perche' mi ha obbligato a documentarmi e ho imparato non poco. Non solo e' possibile ma e' anche vero, vedi qui un documento ufficiale ISTAT relativo al 2004 da cui copio questa frase

L’Istat diffonde le stime, aggiornate al 2004, del Pil e dell’occupazione attribuibile alla parte di economia non osservata costituita dal sommerso economico. Quest’ultimo deriva dall’attività di produzione di beni e servizi che, pur essendo legale, sfugge all’osservazione diretta in quanto connessa al fenomeno della frode fiscale e contributiva. Tale componente è già compresa nella stima del prodotto interno lordo e negli aggregati economici diffusi correntemente dall’Istat il 1° marzo di ogni anno.

Il documento prosegue spiegando che le regole dell'OCSE imporrebbero di cercare di includere nelle statistiche ufficiali tutte le componenti dell'economia non osservata:

  1. sommerso economico (produzione di beni e servizi legale ma che sfugge alla rilevazione causa evasione fiscale e contributiva)
  2. attivita' illegali (produzione di beni e servizi illegale, p.es. prostituzione)
  3. settore informale (produzione su piccola scala attraverso collaborazioni occasionali personai
  4. ineguatezze statistiche (p.es. mancata rilevazione di nuove imprese)
In pratica, tutti gli enti nazionali evitano di includere le attivita' illegali (punto 2) ma cercano di tener conto delle altre componenti.
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  di CM Pinardi, 30 Aprile 2007, 18:16 permalink rss

Questi dati confermano - se ce ne fosse bisogno - che il carico fiscale sui contribuenti onesti è in Italia drammatico.

Per giunta:

- il peso sul Pil è aumentato nel 2006

- ad esso non corrisponde una spesa pubblica qualitativamente paragonabile a quella degli altri Paesi

- il carico diventa drammatico sui "regolari" se si depenna la parte "sommersa" del GDP.

Tra le imprese, sono quelle che non dispongono di una struttura internazionale ad essere maggiormente penalizzate: i grandi gruppi riescono infatti ad abbassare a livelli accettabili il carico fiscale con un processo di ottimizzazione fiscale tra paesi.

La prova? Un conto assai approssimativo ma interessante deriva dai dati sintetici dei bilanci 2006 pubblicati sull'allegato del Sole 24 ore del 28.4.07.

Cosa emerge?

Per i primi 9 gruppi per capitalizzazione (Eni, Enel, Telecom Italia, Fiat, Tenaris, Finmeccanica, Luxottica, Mediaset, Terna,) e per le prime 7 banche (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Capitalia, UBI, BPVN, MPS, BPM) i dati disponibili sono Reddito operativo e Reddito Netto.

Per le aziende industriali (tutte con Posizione Finanziaria Netta negativa) il rapporto Net Profit/Ebit è in media del 60%.

Per le prime sette Banche è del 73%.

Quindi il carico fiscale per questi gruppi non mi pare difforme da quello dei propri competitors europei.

E' - lo so - un conto molto approssimativo ma - secondo me - dimostra che sono altri ad avere carichi fiscali "inaccettabili": se penso alle aziende presumo che siano le PMI che non dispongono di una struttura societaria internazionale, che non riescono a eludere (e non vogliono evadere).

 

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  di andrea moro, 30 Aprile 2007, 20:52 permalink rss
- il carico diventa drammatico sui "regolari" se si depenna la parte "sommersa" del GDP.
Un semplice calcolo: ad occhio e croce, dal grafico il carico per l'italia e' del 42%. Togliendo il 17% circa di sommerso sul PIL calcolato dall'ISTAT nel documento che ho citato sopra, il carico diventa 50.6%.
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  di alberto bisin, 30 Aprile 2007, 21:17 permalink rss
questo dimostra la mia ignoranza di come sono fatte le tabelle del reddito nazionale, specie per i servizi, ma la butto li' lo stesso. scommetto che il gnp prodotto dal mio amico dentista che si fa pagare in nero entra nel calcolo del gnp vero, non nel 17% attribuito al nero. o mi sbaglio? il 17% si riferisce alle imprese che producono scarpe negli scantinati. o mi sbaglio? se mi sbaglio, allora non credero' mai che il nero sia solo del 17%.
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  di Morelli, 30 Aprile 2007, 20:51 permalink rss
Boh, io sono del parere che in Svezia non si stia male. Il problema non è quanti soldi ti prendono, ma come li spendono.
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  di Marcello Urbani, 01 Maggio 2007, 01:58 permalink rss

Direi che entrambe le cose sono importanti.

In ogni caso x professionisti non evasori e piccole imprese credo che molte regole bizantine del nostro fisco alzino un po' l'asta rispetto alle statistiche: ad esempio io non posso detrarre l'IVA delle spese alberghiere e metà delle spese dell'auto, il che mi costa un 3000€ anno o giu di li. 

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  di Morelli, 01 Maggio 2007, 13:58 permalink rss
Marcello, temo di darti una cattiva notizia: se ho capito bene quello che mi ha detto il commercialista la detraibilità delle spese auto passa a 1/4
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  di enzo michelangeli, 03 Maggio 2007, 02:35 permalink rss

Per curiosita', in Cina la pressione fiscale si aggira attorno al 18 - 20% del PIL, dopo aver toccato un minimo dell'11% a meta' anni '90:

I dati vengono dal sito del Ministero delle Finanze della RPC, che riporta anche altre tabelle sulla ripartizione tra imposte locali e centrali, ripartizione della spesa etc.

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