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L'avvelenata Le dimissioni di Turigliatto

di sandro brusco, 26 Aprile 2007 stampa
Identiche a quelle di tutti gli altri: finte.

Io mi ero seriamente preoccupato quando Turigliatto aveva dato le dimissioni da senatore. Perché, si sa, questi rivoluzionari magari sparano una marea di cazzate e non sanno ragionare ma sono di saldi principi morali. Non guardano mica in faccia a nessuno, e se c'è da rinunciare a una poltrona lo fanno senza batter ciglio.

E io mi preoccupavo, e dicevo ma come, così, senza neanche aspettare di aver maturato il diritto alla pensione? Non ce l'ha una famiglia Turigliatto?

Poi ho deciso di dare un'occhiata al sito della sinistra critica, giusto per aggiornarmi un po' sulle peripezie del nostro Franco. E mi sono imbattuto nella seguente notizia, che riporto con colpevole ritardo.

Posted on Tuesday, 17 April @ 13:34:50 CEST
Topic: (ANSA) - ROMA, 17 APR - ''Ho ricevuto piu' di 8.000 email, alcune critiche, ma almeno 6.000 che mi invitavano ad andare avanti. E dopo l'assemblea di Sinistra Critica mi sono convinto. Stamattina sono andato a consegnare la lettera di ritiro delle mie dimissioni da senatore''

Franco Turigliatto, intervistato da Mario Adinolfi per Nessuno Tv (in onda stasera alle 20.35 in 'Contro Adinolfi'), risponde cosi' a una domanda sull'esito delle sue dimissioni. E si definisce per il futuro ''una spina nel fianco, un pungolo'' per il governo Prodi.
''Assicurero' all'esecutivo solo un appoggio esterno e decidero' poi volta per volta - dice - Certo che sulla controriforma delle pensioni, sulla politica estera e sulla Tav gia' si sa come la penso. E il governo Prodi mi sembra assai debole in tutte queste materie''. ..... (ANSA).

Che dire? Mi sono preoccupato per niente. Vai tranquillo, compagno Turigliatto, pungola il governo Prodi. Ma non troppo, mi raccomando, che alla pensione mancano un paio d'annetti. Nel frattempo, la poltrona resta saldamente nelle mani dell'avanguardia rivoluzionaria del proletariato.

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Rss dei commenti

  di andrea moro, 26 Aprile 2007, 04:49 permalink rss
Le dimissioni di un parlamentare vanno "approvate" dalla rispettiva camera, anche se non si capisce perche', (mica sono schiavi). Comunque sia, e' prassi rifiutare la richiesta di dimissioni. Ricordo che durante una legislatura di qualche anno fa Pannella presento' le dimissioni, e per una volta la maggioranza le accetto, e lui dovette andarsene... ma la cosa ironica e' che questo lo fece arrabbiare non poco.
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  di Marco Paccagnella, 26 Aprile 2007, 09:02 permalink rss
La cosa interessante è che delle dimissioni hanno parlato tutti i tg, mentre nessuno ha parlato del ritiro delle stesse....
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