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Passaparola Largo ai giovani

di alberto bisin, 27 Maggio 2007 stampa
La delusione per la mancanza di giovani dal Comitato dei 45 del futuro Partito Democratico. Elenco alcuni commenti. Porgo sin dal sommario le mie scuse a Marco Simoni, che non conosco e maltratto solo in quanto involontario simbolo di altrui mancanza di giudizio.
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La sinistra è in subbuglio. Nessuno sotto i 30 anni ce l'ha fatta a entrare nel gruppo che conta del nuovo Partito Democratico. E non perché non ci vogliano entrare: Fausto Raciti, leader della Sinistra giovanile (dice il Corriere - ma cos'è la Sinistra giovanile? cosa e chi rappresenta?) dice:

Siamo davvero arrabbiati, è ovvio. Ma alla Costituente del Pd ci faremo prendere in considerazione, ne siano pur certi. Intanto stiamo organizzando la prima assemblea nazionale dei giovani del Pd, a giugno, a Roma. Ma resta tutta la nostra preoccupazione per il sistema usato: vuol dire che si sono solo riempiti solo la bocca, finora, con la parola "giovani". Ma poi alla fine nel Comitato dei 45 hanno inserito solo i professionisti della società civile. Non ci sono i giovani, quindi, ma c'è Slow Food. E ci sono Dini e Amato. Complimenti davvero.

Il figlio di Adriano Sofri (di nome Luca - nessuna altra ragione a me evidente per avere voce in capitolo, alcun capitolo, ne' di rappresentare nessuno) nel mezzo del subbuglio ha concepito una lista di nomi di persone sotto i 40 anni da cui sceglierne 10 da aggiungere:

  1. Giuseppe Civati, consigliere regionale della Lombardia;
  2. Carlo Antonio Fayer, consigliere comunale a Roma;
  3. Mario Adinolfi, giornalista;
  4. Sandra Savaglio, astronoma;
  5. Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze;
  6. Anna Maria Artoni, imprenditrice;
  7. Ivan Scalfarotto, dirigente d'azienda;
  8. Alessandro Mazzoli, Presidente della Provincia di Viterbo;
  9. Marta Meo, architetto;
  10. Michela Tassistro, Istituto Nazionale di Fisica della Materia;
  11. Eleonora Santi, staff del Sindaco di Roma;
  12. Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale;
  13. Pierluigi Diaco, giornalista;
  14. Marco Simoni, economista;
  15. Lorenza Bonaccorsi, Capo della Segreteria del Ministero delle Comunicazioni;
  16. Gianni Cuperlo, deputato

Non ho conflitti di interessi, essendo sopra i 40, felicemente occupato, incapace di fare politica. Non conosco la maggior parte dei nomi, e faccio inferenza da quello che so. Quindi discuto degli economisti, pardon, dell'economista, che uno è: Marco Simoni. Marco Simoni? Chi è costui. Beh, io gli economisti di rilievo, italiani, li conosco, credo, quasi tutti. Sotto i 40 anni ci sono, una stima rozza, 100 economisti nelle migliori 50 università e centri di ricerca degli Stati Uniti (tanti di questi nelle top 15, poco meno della metà hanno tenure) e 50 nelle migliori 20 università europee. Nel medesimo intervallo d'età ci sono anche alcuni (pochi purtroppo) economisti in Italia di livello internazionale (cioè con curricula pari a quelli delle top 20 Usa e top 5 in Europa). Io scommetto qualunque cosa che il 70% e piu' di tutti questi ha votato Prodi. Magari, come io ed altri in questo sito, poi se ne lamenta giornalmente, ma lo ha votato.

Marco Simoni non è in questo gruppo. Non c'è non perché non sia un bravo economista. Sarà bravissimo. Ma se lo è lo sa solo la sua mamma e il suo advisor. È infatti uno studente allo European Institute della London School of Economics. Ce ne sono centinaia di ottimi studenti di economia in giro per il mondo. Cosa avrà Marco Simoni più di questi?

Google non riporta nessun curriculum vitae, riporta un paio di papers di economia del lavoro (descrittivi, non lavori accademici, a prima vista - confesso che ho solo sfogliato), e le seguenti informazioni nel website dei research students dell'European Institute a LSE:

MARCO SIMONI
Status: Full Time Research Student
Phd Title: "Trade Unions and Social Democratic Parties in Europe: Divorce or Re-negotiated Marriage?"
Research Interests: Industrial Relations, Italian Political Economy, European Political Economy, Party Politics

Farà politica attiva all'interno dell'Unione (non credo che nessuno degli economisti cui accennavo sopra faccia politica attiva). Ovvio che questo è importante, specie nella fase di fondazione del partito. E sarà senz'altro un bravo economista ... in futuro! Per ora studia. A maggior ragione, il Partito Democratico farebbe meglio a lasciarlo studiare e a cercare un economista con idee nuove, che avesse anche provato d'essere un buon economista. Ne hanno un gran bisogno di idee nuove, specie in economia.

Ma forse mi sbaglio. Il gruppo che conta del Partito Democratico non è lo stesso che concede un premio al migliore economista sotto i 40. Nessuna ragione che l'economista del gruppo sia un accademico di rilievo. Dipende. A cosa serve questo comitato? Oltre agli ovvi rappresentanti dei partiti e gruppi costituenti (lo stesso Prodi, D'Alema, Fassino, Francesco Rutelli, e i loro portaborse), a detta dello stesso Prodi, sono però state inserite «alcune personalità importanti» della società civile. Ma allora,... forse un economista ci stava. Comunque sia spero proprio che ad LSE Marco Simoni almeno abbia fatto bene Micro I e Micro II. Sarà l'unico del gruppo, in questo caso a capire cosa sia l'economia politica oggi e a non pensare con modelli concettuali vecchi di 40 anni, e perdipiu' dimostratisi ormai largamente fallimentari nella pratica e nella storia.

Almeno questo!

Addendum (19 Settembre 2007): Marco Simoni, il cui nome prendevo in questo articolo ad esempio della lista fatta dalla stampa degli "under-40" ha visto il post (io avevo cercato senza trovare il suo e-mail)  ed ha gentilmente risposto. Riporto qui la risposta:

Non sono un Economista. Infatti sono un Political Economist. Ai miei colleghi accademici che leggono e scrivono queste pagine la differenza è chiarissima, per gli altri serve una spiegazione abbastanza lunga che risparmio.

La pagina web a cui si riferisce l'autore di questo post era vecchia, viene aggiornata all'inizio di ogni anno accademico, il mio PhD è stato consegnato a dicembre 2006 e discusso ad Harvard nel febbraio 2007.

Non so se sono tra uno dei migliori political economist italiani, ma so che la London School of Economics mi ha assunto come Fellow per insegnare European Political Economy.

Mi scuso per questa specie di puntualizzazione che sarebbe dovuta arrivare prima, ma puntualizzare il proprio status e il proprio profilo professionale mi sembrava un cedimento all'amor proprio e un atto narcisistico che avrei voluto evitare.

Lo faccio ora perchè questa pagina (e quindi la mia persona) è stata strumentalizzata per insinuare dubbi sulla buona fede e serietà del movimento politico di cui sono portavoce (iMille.org, impegnati per il rinnovamento della politica in Italia), ed è quindi diventata necessaria questa precisazione.

Nessun atto narcisistico, direi ma una risposta corretta. Da parte mia mi scuso, ma non esistevano in rete pagine piu' recenti a quella che ho citato quando ho scritto il post. Sono contento che Marco Simoni abbia un CV indipendente dalla sua attivita' politica. Per entrambi (il CV e l'attivita' politica) gli faccio i migliori auguri. Naturalmente, il senso del post e dei commenti che si sono susseguiti rimane intatto a mio parere - ed ha a che fare con la pochezza con cui si compilano questo tipo di liste nel nostro paese. 

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Rss dei commenti

  di sandro brusco, 27 Maggio 2007, 22:29 permalink rss

1) La Sinistra Giovanile è quella che una volta era la FGCI (una spiegazione del genere è la miglior dimostrazione che entrambi siamo over 40, ma sono sicuro che hai capito). Una volta il segretario della FGCI diventava poi un pezzo grosso, a volte addirittura segretario del Partito. Puoi immaginarti la delusione del povero Raciti Fausto al vedersi escluso.

2) Il signor Sofri Luca non è solo figlio illustre ma è materiale wikipedico, caro il mio Bisin, mica come la banda di sderenati che gestisce questo blog.

3) Il buon Simoni scrive su un blog, come anche Luca Sofri. Magari questo lo rende più visibile e simpatico al Sofri jr.?

4) Se proprio un economista ci andava messo la scelta ovvia era Nicola Rossi. Il fatto che una persona con la sua competenza e capacità venga esclusa la dice molto lunga su quanto sia difettoso il processo di costruzione del PD.

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  di alberto bisin, 28 Maggio 2007, 01:34 permalink rss

Colgo la bacchettata di Sandro e riporto il testo da Wikipedia. 

Luca Sofri, giornalista free-lance e conduttore radiofonico italiano.

Scrive attualmente per i quotidiani La Gazzetta dello Sport, Il Foglio e per le riviste Vanity Fair (Italia), GQ e Internazionale (con una rubrica dedicata ad eBay); conduce tutti i giorni su Radio2 il programma radiofonico Condor. Gestisce attualmente un blog personale piuttosto seguito, Wittgenstein.it, dove pubblica riflessioni e articoli di cultura generale.

Figlio di Adriano Sofri, è sposato con Daria Bignardi, conduttrice televisiva da cui ha anche avuto una bambina, Emilia.

Nel 2002 ha condotto insieme a Giuliano Ferrara la trasmissione di approfondimento su LA7, 8 e mezzo. Nel 2006 ha pubblicato per la Rizzoli il suo primo libro intitolato "Playlist",una guida sul nuovo mondo delle canzoni.

Traduzione in forma poetica (vabbe', almeno in rima):

figlio di, sposato a, lavora per gli amici di papa'

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  di LuigiP, 27 Maggio 2007, 22:39 permalink rss

 

 Nessuno sotto i 30 anni ce l'ha fatta a entrare nel gruppo che conta del nuovo Partito Democratico.

In realtà si parla di "totale assenza in questo comitato di persone che abbiano meno di quarant'anni" (da "Wittgenstein"; enfasi aggiunta). Può darsi che fosse un esito scontato, e la lista è senza dubbio arbitraria e un po' ridicola, ma lo sconcerto mi pare legittimo.

On a more personal note: ho sempre fatto fatica a riconoscermi nel progetto del PD. Ora, con Loiero e Follini fra i padri fondatori, i dubbi sono diventati certezze. A chi serve, di questi tempi, "una DC che guarda a sinistra"??

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  di Tommaso Tempesti, 28 Maggio 2007, 01:30 permalink rss

Mah, a me sembra che sia uno studente di scienze politiche e non di economia.  E fra gli interessi della faculty ci sono sociologia politica e filosofia europea e quasi nessun economista. Magari Micro II non la deve nemmeno fare. Sul suo sito non ho trovato quasi nessun post di economia.

Comunque, questa cosa delle liste e' lodevole nel senso che, se metti qualche giovane in posti che contano, magari qualche differenza la fa. Scalfarotto per esempio vive a Londra ed e' un dirigente della Citigroup (laureato in legge). Ha scritto un libro "Contro i perpetui" dove si lamenta del fatto che il potere in Italia sia in mano ai vecchi. E' gay e si lamenta della situazione giuridica  dei gay in Italia. Sul suo sito c'e' un heading che si chiama "meritocrazia".

Pero' c'e' sempre il rischio che vengano selezionati i piu' malleabili e che in compenso Fassino e D'Alema si possano pubblicamente complimentare con se stessi quando avranno cooptato qualche giovane nel comitato, nonostante questa clamorosa gaffe iniziale. Tanto loro non abbandoneranno mai. Ricordo che D'Alema, intervistato dopo una sconfitta elettorale (credo il 2001), disse che la politica e' la sua vita e che non gli si poteva chiedere di dimettersi dalla sua vita.

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  di alberto bisin, 28 Maggio 2007, 01:41 permalink rss
concordo che fa scienze politiche.
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  di michele boldrin, 28 Maggio 2007, 02:08 permalink rss

Anche perche', non sapendo fare assolutamente nulla di utile e produttivo, se D'Alema dovesse dimettersi dalla politica e rinunciare alle laute prebende che gli garantisce, rischierebbe di morir di fame. Altro che barca a vela e scarpe fatte a mano ...

Se posso permettermi un'osservazione sul tema di fondo: io trovo l'argomento "largo ai giovani" alquanto irrilevante oltre che fuorviante. Il fatto che in Italia comandino dei matusalemmi in tutti i campi, dalla politica all'economia sino all'universita' ed ai giornali, NON si risolve con l'inserimento piu' o meno simbolico di qualche under-40 o under-30 in questo e quell'altro gruppo di potere. Il fatto che comandino gli Andreotti o i Prodi o i Berlusconi o i Napolitano non e' perche' il sistema odia i giovani, ma perche' odia il ricambio, la concorrenza, l'alternanza, la mobilita', lo spoil system, l'andare a casa quando si sbaglia, l'essere licenziati quando non si vale, l'essere promossi quando si vale, il fallire quando si perdono soldi e si e' inefficienti, il dimettersi quando si ruba, si mente, si perdono le elezioni, si dimostra la propria incompetenza ed ignoranza, eccetera.

Su QUESTI aspetti del sistema occorre focalizzarsi, QUESTI chiodi occorre martellare incessantemente. La mancanza di giovani "al potere" altro non e' che uno dei tanti sintomi attraverso cui si manifesta la malattia italiana, la natura oligarchico-mafioso-medievale del sistema politico e del sistema economico. Non si cura, tale malattia, facendo dei ritocchi di vetrina che rendano meno visibile uno dei suoi sintomi, ma focalizzandosi sulle cause. Inutile chiedere piu' giovani nel PD o in Parlamento o nei direttivi di Confindustria: non fa nessuna differenza, anzi fa peggio. Per due ragioni.

Da l'illusione che qualcosa sia cambiato, che vi sia uno spiraglio, che la situazione non sia cosi' grave ed il meccanismo/sistema non sia complessivamente cosi' chiuso come invece e'. Sposta l'attenzione dalle cause del male ad uno dei suoi sintomi, e neanche uno dei piu' gravi, ed induce molti a mollare la presa, a pensare che il cambio sia iniziato, che alla fin fine le cose van migliorando. Quante volte e' successo qualcosa di simile in Italia da trent'anni a questa parte? Tantissime. Quanti nuovi virgulti si sono infilati nel, o sono stati cooptati dal, sistema di potere esistente nel nome del "largo ai giovani/tecnici/facce nuove", dichiarando che avrebbero cambiato le regole dal dentro, lentamente, con tenacia e grazie al loro atteggiamento positivo? Qualcuno ne sa qualcosa? Qualcuno ha notato per caso alcun cambio da qualche parte?

L'arrivo dei giovani virgulti al vertice PD o Confindustria o CdL avverrebbe per cooptazione da parte di chi tali luoghi di potere gestisce, e questo non farebbe che aggravare le cose. Perche' i giovanotti e le giovanotte cosi' cooptati/e - essendo normali esseri umani alla ricerca di potere e successo, non dei santi - sarebbero ben felici d'unirsi all'oligarchico club che sgoverna il paese, e scordarsi di cambiarne i meccanismi ... come in tanti han fatto prima di loro. E perche' dovrebbero poi mettersi a fare i guastafeste e rischiare di perdere il posticino al sole cosi' fortunosamente ottenuto? Una volta dentro, cosa ci guadagnerebbero i nostri giovani a cui si e' fatto largo ad invocare competenza e concorrenza, meritocrazia e dimissioni degli incapaci?

In quanto cooptati non sarebbero certo li' per meriti personali, grande intelligenza, eccezionali capacita', idee particolarmente innovative ediosolosa quali preziose doti. Sarebbero li', appunto, in quanto cooptati dall'oligarchia esistente perche' "affini" ad essa. Chiunque abbia girato per i corridoi della politica e delle cosidette "informazione" e "cultura" in Italia, capisce di cosa parlo. Il centralismo democratico e la cooptazione del portaborse non sono mai state una prerogativa del solo PCI, erano e sono metodi adottati ovunque, dalla DC all'universita', dai ministeri ai giornali, dal sindacato alla RAI. Il giovane Simoni, o il giovane Sofri se preferite, docet.

Il "largo ai giovani", per quanto attraente sembri, e' insomma uno slogan controproducente.

P.S. Nota: leggetevi il profilo wikipedico del suddetto Sofri, e poi cliccate sui vari links concatenati che vi permettono di seguire la spassosa descrizione wikipedica dei grandi meriti dell'intera famiglia, dal padre, alla moglie, al suocero, all'ex marito della moglie. ... Patetico.

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  di Tommaso Tempesti, 28 Maggio 2007, 03:46 permalink rss

Sono d'accordo, Michele, i giovani in Italia sono sottorappresentati politicamente perche' lo sono economicamente, per i motivi che sappiamo.

Disapprovo anch'io liste di questo tipo e sono molto scettico anche riguardo a questa. In questo caso, pero', non ho avuto una reazione di totale rigetto in quanto alcuni dei sostenitori della lista o membri della lista hanno mostrato di essere in qualche modo sensibili ad alcuni temi cari a NFA.

Lo stesso Sofri e' una sorta di radicale-veltroniano che, per quel che mi e' dato di capire, auspica un rinnovamento della sinistra italiana, su basi piu' moderne e meno stataliste.

Non sto dicendo che sia un gigante del pensiero pero' mi e' sempre sembrato intellettualmente onesto. Tanto per fare un esempio, anni fa conduceva 8 e mezzo insieme a Ferrara rappresentando le idee di sinistra mentre Ferrara era il rappresentante della destra. Quando la sinistra si oppose all'entrata in guerra contro Saddam invitarono Violante che sosteneva che la guerra era ingiusta perche' l'ONU era contraria. Sofri gli chiese se sarebbe stato a favore alla guerra se l'ONU fosse stato favorevole. Violante ovviamente farfuglio' ma Sofri non lo mollo' e gli fece notare l'inconsistenza della sua posizione. Insomma, cose cosi'. Pero' sappiamo che questo tipo di osservazioni sono abbastanza rare fra i giornalisti italiani. Un altro che mi viene in mente e' Filippo Facci del Giornale; anche lui e' per l'appunto amico di Luca Sofri.

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  di fausto panunzi, 28 Maggio 2007, 09:20 permalink rss
Spezzo anche io una lancia a favore di Luca Sofri. Grazie ad un suo articolo sul Foglio di alcuni anni fa ho scoperto i Sigur Ros (www.sigur-ros.co.uk).  ágætis byrjun è un capolavoro assoluto. Questo forse non lo qualifica per entrare nei magnifici 45 del PD, ma in quella lista ci sono persone con meriti forse minori di questo.
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  di Tommaso Tempesti, 28 Maggio 2007, 16:57 permalink rss

Grandi Sigur Ros! A me piace molto Staralfur di quell'album.

Sofri ha una web radio, Radio Wittgenstein, accessibile dal suo sito. A volte la ascolto e mi piace molto.

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  di sandro brusco, 28 Maggio 2007, 02:09 permalink rss

Leggo sul sito web dell'ottimo Scalfarotto che il suo anno di nascita è il 1965. Quindi, se non sono proprio ringrullito, di anni ne ha più di 40.

In poche ore di cazzeggio a basso potenziale abbiamo quindi scoperto che nella famosa lista proposta c'è un economista che non economisteggia e un underquarantenne che è un overquarantenne. Chissà se ci sono altre magagne, ma di sicuro la dice lunga sulla competenza e preparazione di chi ha preparato la lista. Come si fa a fare una lista di persone il cui unico comune denominatore è di essere sotto i quarant'anni senza nemmeno controllare le date di nascita? Eppure sembra li prendano sul serio. Triste.

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  di michele boldrin, 28 Maggio 2007, 02:36 permalink rss

Se la memoria non mi confonde, il Gianni Cuperlo e' un friulano ex-FGCI dei miei tempi (ed io di anni ne ho 50!). Lui forse era qualche anno dietro a me, tipo Gianni De Fraja o Martino Dorigo, ma non molto di piu'. Infatti, se ricordo, era contemporaneo politico di Martino ...

Insomma, oltre ad avere ben piu' di 40 anni d'eta', e' anche un professionista della politica (nel senso stretto della parola "professionista" ossia: uno che non sa fare altro nella vita) da almeno 25 anni!

L'appetito vien mangiando. Anche il nome Marta Meo, architetto, mi ricorda qualcuno: infatti e' da Venezia ... Non solo il giovane Sofri, dunque ... Per carita', non e' che perche' sono imparentati con questo e con quello non abbiano diritto a far politica e carriera, assolutamente no, certo che il diritto ce l'hanno! Ma questo continuo riapparire di dinastie, indipendentemente dalla buona volonta' dei singoli, e' una misura della natura medievale del sistema: graziaddio che coccori' non ha fatto figli, senno' avevamo di nuovo le dinastie dogali. 

 

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  di stockli, 28 Maggio 2007, 09:46 permalink rss
michele, ignorantone! il cuperlo non friulano, ma giuliano è!! mi piacerebbe che in questo sito si avesse un pò più di cultura geografica di base....cuperlo frequentava il liceo classico Petrarca, a Trieste. Capeggiava i figiciotti fin dalla più tenera età (15-16 anni), per quanto mi consta non ha mai fatto altro che attività politica in vita sua...dal punto di vista matematico, se y misura intelligenza e capacità analitiche e x ambizione e brama di potere, per il nostro valeva (e credo tuttora valga) la relazione y=1/x, ed x per lui era (e penso sia ancora) molto, molto, molto grande....  
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  di sandro brusco, 28 Maggio 2007, 02:43 permalink rss

Ci sto prendendo gusto! Anche Gianni Cuperlo, ci informa lui stesso dalla sua pagina web, è fuori tempo massimo: nacque il 3 settembre 1961. Ho altissima opinione dei nati nel 1961, categoria cui mi onoro di appartenere, ma tra i tanti meriti che la nostra classe d'età annovera non si può inserire la capacità di bloccare l'invecchiamento anagrafico. Quindi due su sue controllati sono over 40. Chi ha fatto quella lista farebbe bene a dedicarsi alla coltivazione di carciofi.

Tanto che non mi viene sonno, aggiungo che condivido al 100% quello che ha detto Michele. Quello dei giovani è un falso problema. Pensare di rimediare alle carenze del Partito Democratico, o della politica italiana in generale, semplicemente infilando qua e la in modo casuale qualche sbarbato è equivalente a curare la febbre rompendo il termometro.

Fate finta per un momento che Cuperlo sia del 1967, quindi un bona fide under 40, e leggetevi il suo CV. È uno che ha sempre fatto il funzionario di partito, ha aiutato D'Alema a scrivere qualche libro e alla fine è stato premiato con un posto da deputato. Magari è persona onesta e decente, non ho evidenza del contrario, ma veramente ci aspettiamo che sia da gente come lui che arrivino il rinnovamento e le nuove idee? Stessa solfa per i dirigenti della sinistra giovanile e dei giovani margheriti, tali Raciti Fausto e Picerni Pina, che stanno anche loro agitandosi. Non li ho mai sentiti prima (mea culpa) e magari sono ottime persone, ma quante proposte fresche sono arrivate ultimamente dagli apparati giovanili dei partiti? Please.

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  di alberto bisin, 28 Maggio 2007, 06:21 permalink rss
anche marta meo ha un blog che ne linka 4-5, tra cui quelli di luca sofri, ivan scalfarotto, e marco simoni. insomma, una bella famigliola, i ns. giovani. lei e' nata nel 1970. ovviamente anch'io sono d'accordo con michele sul fatto che il largo ai giovani sia slogan senza senso. non lo ho detto perche' non volevo apparire vecchio invidioso della bella gioventu'.
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  di LuigiP, 28 Maggio 2007, 09:38 permalink rss

Nessuna questione di invidia, ma un paio di punti di buon senso:

1) la lista dei 45 fa schifo. L'impressione è che abbia fatto sobbalzare sulla sedia anche molti fra i più convinti sostenitori del PD, almeno a giudicare dai commenti della prima ora (parlo di amici e conoscenti, della "gggente", non di firme più o meno note). Politici streetwise avrebbero dovuto fare meglio, anche con operazioni di make-up come l'inserimento di un paio di giovani "telegenici". Ora è normale che si levino mugugni...

2) Qui si inseriscono le critiche da voi sollevate: esiste un modo di selezionare giovani promettenti in un Paese nel quale ricambio e concorrenza sono formule vuote? Ancora: potrebbe l'eventuale presenza di giovani in quel comitato avere conseguenze sensibili? Mi associo al pessimismo...

3) Ultimo punto, per ridiscutere l'intera operazione: perché formalizzare un comitato di "saggi"? Che senso ha ribadire e far pubblicare sui giornali che persone come D'Alema, Amato e Veltroni avranno voce in capitolo?? Meglio sarebbe stato, a questo punto, lanciare qualcosa di più vago e destrutturato, come la "Fabbrica" del pre-elezioni.

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  di michele boldrin, 28 Maggio 2007, 10:55 permalink rss

... e' divertente: ad ogni nome si scopre qualcosa d'interessante.

Guardate qui, sembra che almeno una delle persone nella lista sappia fare qualcosa di differente della politica e, guarda caso, e' emigrata negli USA ... Come diavolo e' finita nella lista, vi chiederete voi? Beh, la risposta la trovate leggendo qui e qui. La lista dei 16 giovani outsiders sembra sempre di piu' la lista di un club di amici o perlomeno di un network di bloggers. Ottimi amici, sia chiaro, ma sempre di un club si tratta ... insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

Sembra anche che la Savaglio sia ancora ospite della John Hopkins dove svolge ricerca; anche se il suo website ha bisogno di qualche aggiornamento, incluso un CV, mi sembra avere tutti i crismi della scienziata. Forse un po' ingenua per quanto concerne politica e relativi annessi e connessi, ma fa l'astronoma, e mi sembra ragionevole non chiederle, almeno in partenza, il cinismo sulle faccende umane che caratterizza gentaglia come noi. E, comunque, la copertina di TIME puo' fare effetto su chiunque, no?

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  di luca de simone, 28 Maggio 2007, 16:21 permalink rss

Michela Tassistro: fa 40 anni a Settembre. Deve fare molto in fretta a candidarsi per la costituente:

E' nata a Genova il 3 settembre 1967. Laureata in Economia e Commercio. E' dipendente dell'Istituto Nazionale di Fisica della Materia con il ruolo di Coordinatore dell'Area Istituzionale nell'ambito di "Amministrazione, Finanza e Controllo". Si occupa principalmente di organizzazione dell’attività gestionale (dall’avvio alla rendicontazione) dei Progetti relativi a finanziamenti Ministeriali (i.e. fondo per gli investimenti della ricerca di base e strategici, dei Progetti applicativi ed industriali), Regionali, e, in generale, banditi da istituzioni/enti sia pubblici sia privati. Ha incarichi specifici presso diversi Istituti scientifici europei (Consigliere della Commissione Amministrativa e Finanziaria, AFC,  per l'INFM presso ESRF Grenoble, membro del Consiglio Scientifico al CECAM di Lione, revisore dei conti per la SILS, addetta al coordinamento per l'Unita Operativa SRF Lione, 'membro supplente' a diverse commissioni permanenti CNR-INFM).

 

http://www.emilyguria.it/index.php/home/chi_siamo/le_donne_di_emily_liguria1/le_fondatrici

 

By The Way, io sono il solito maligno scettico malpensante scostumato lazzaro... ma come ci e` arrivata Michela all'Istituto Nazionale di Fisica dell Materia (benche` in qualifica amministrativa, dicono).

la conoscete? 

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  di michela tassistro, 05 Giugno 2007, 16:27 permalink rss

ciao, luca

scusa volevo dare una risposta diretta alla domanda del tuo post, ma ho fatto casino! =)

la trovi in fondo!

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  di palma, 28 Maggio 2007, 21:44 permalink rss
Non si capisce bene sulla base di che cosa questa lista sia formata. Quello che si capisce e' che il partito democratico e' esattamente come la democrazia cristiana: un oggetto confuso, dai margini e confini morbidi e perennemente malleabili a seconda dei desideri, delle brame, delle scemenze della moda della stagione.
 
Una volta, ascoltando LA7, ho notato una strana discussione sulla "immoralita'" dei partiti che sono comitati di sostegno ad un piano di accesso al potere (come i partiti negli stati uniti o il partito comunista cinese.) E' la sola ragione per cui bisogna di continuo fingere che vi sia un grande piano intellettuale, a cui si chiamano  a cooperare e contribuire biochimici ed astronauti. I biochimici hanno nulla da dire (il poco che hanno da dire, su come finanziare la ricerca, viene immediatamente eliminato dai funzionari di partito assurti a ministro delle ricerche, delle universita') e se ne vanno. Restano i soliti noti, funzionari di partito, e sempre piu' spesso giornalisti piu' o meno prostituiti ai piani di potere di cui sopra. I giovani nella lista che A. Bisin pubblica, hanno nulla da dire rispetto a che cosa dovrebbe fare o non fare il partito democratico. Il sig. Sofri ha giustamente fatto presente che le prostate, gia' estese ed espanse, dei maggiorenti adesso al potere non sono eterne. Propone un ricambio generazionale, pro domo sua - come i profondi mutamenti che vennero alla luce passando da Fanfani a Forlani.
 
p.s. il mio nome e' stato impersonato (da non so chi) nulla che arrivi come
palma@idf.ext.jussieu.fr a NfA viene da me (it's the cyber-sphere, stupid... o e' il we, bellezza....)
adriano (anno di nascita 1956, non in corsa nel settore giovani e nemmeno nel settore vecchi)
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  di michele boldrin, 28 Maggio 2007, 23:17 permalink rss

Quest'articolo di Alberto sul gruppo di baldi giovanisifaperdire - che l'eclettico SofriJunior candida al potere politico essenzialmente perche' amici suoi o al piu' amici dei suoi amici - ci voleva proprio.

Durante la giornata odierna, dedicata allo studio (spero attento, ma certo defatigante) dell'economia spagnola, dei suoi tassi di crescita (quelli veri, non quelli dovuti al trascinamento) e delle loro determinanti, in preparazione d'una conferenza che dovrei dare domani (nFA e' anche un blog, o no? Quindi stasera adotto il blog-stile e mi racconto-publicizzo: magari qualche lettore madrileño viene ad ascoltarci domani sera), i temi sollevati dall'articolo di Alberto han continuato a farmi compagnia.

Son parecchi i temi, tutti rilevanti per il discorso che, a turni alterni e con alti e bassi, su questo blog sviluppiamo e su alcuni di essi avevo anche pensato in passato d'intervenire. Esempio: PD = nuova democrazia cristiana, sbozzato addirittura il 21 Aprile 2007 e che ora il tempestivo Palma, la cui assenza pativamo alquanto, mi ha giustamente "scooped". Altro esempio: selezione del personale politico italiota. Ulteriore esempio: le elites intellettuali, la loro natura medieval-corporativa-trasversale, clan chiuso a qualsiasi entrata esterna (i figli, i nipoti, i cugini, i morosi ... cosi' si entra nell'elite politico-intellettuale italiana, specialmente quella di sinistra). Ancora: il giovanilismo come specchietto per le allodole; sul quale ho gia' detto, ma va approfondita la natura strumentale di questo ed altri -ismi fintamente alternativi. Certamente anche: criteri di eccellenza e di attribuzione di specialismi; non tanto per prendersela con il povero "economista" che in realtà fa lo studente di dottorato in scienze politiche o con la gentile signora che all'INFM fa l'impiegata, ma per cercare di capire perchè in Argentina gli emigranti d'origine italiana venivano ironicamente chiamati "ingenieros".

Siccome che (che non si dice, ma questa sera mi va di scrivere così, e con tante parentesi perdippiù) la preparazione per domani non l'ho finita e mi aspettano almeno 4 o 5 ore di ulteriore lavoro, il lusso di scrivere il mio di articolo sui temi che Alberto m'ha fatto venire in mente non me lo posso proprio prendere. Per alleviare la frustrazione del silenzio forzato (e rompere la monotonia di una tabella dietro all'altra) posto un mega-commento a rate. A rate nel senso che lo comincio ora e magari lo finisco alle tre di mattina, aggiungendo un pezzetto alla volta. O magari non lo finisco proprio perchè qualcun altro, leggendone una versione parziale, mi spiega le mie idee e me le fa anche capire ...


PD = nuova democrazia cristiana. Trattasi della più ambiziosa, ed a mio avviso finalmente fallimentare, operazione di gattopardismo tentata dalla componente storica della casta politica italiana. Con il termine "storica" mi riferisco al fatto che il PD contiene quasi tutti i reperti archeologici di quello che una volta si chiamava "l'arco costituzionale", e che escludeva il MSI (ora AN) ed i gruppuscoli (ora RC, PdCI o PCd'I ? boh!). Le uniche eccezioni sono costituite da un po' di ladri socialisti che han trovato asilo in FI, la quale è fondamentalmente composta da gente che, nel bene o nel male, sino al 1993 si guadagnava da vivere lavorando (anche fosse illegalmente, in taluni casi, ma lavorando).

L'operazione, per altro, mi sembra fallimentare. Non tanto e non solo per la gigantesca botta elettorale che i partiti che dovrebbero "sciogliersi" nel PD hanno appena preso, tra ieri ed oggi, in una estemporanea tornata di elezioni locali, ma per la natura co-optativa, contrattuale, cencellistica dell'intero processo di costruzione del cosidetto partito democratico. Una cosa ridicola, in cui la fanfara di paroloni storici, le lacrime, gli osanna, i canti e le grida sono inversamente proporzionali alla sostanza politica del progetto. Che non esiste. Letteralmente. Ho provato a cercare sui vari siti di costoro se dicono qualcosa diverso dall'aria fritta, e non ho trovato nulla. Parole in umido, boiate, truismi melensi, promesse altisonanti di questo e quello, ma niente che assomigli a un "faremo questa cosa e non quell'altra". Insomma, molto ma molto peggio di quanto avrei immaginato un anno fa.

Morale: il PD ed il suo gruppo dirigente sono oggi i peggiori nemici delle riforme. Peggiori della CdL, perchè questa, almeno, nemmeno promette di farle e quindi non confonde i termini del dibattito, non crea uno schermo fumogeno dietro al quale continuare con le porcherie iri-sindacalistico-parocchiali di sempre. D'altra parte, ragruppandosi tutti assieme nel PD, i ruderi archeologici e gli avanzi di galera che compongono la completamente delegittimata casta politica chiamata "arco costituzionale", facilitano l'identificazione di chi sia l'avversario da battere se si vogliono in Italia delle riforme di tipo liberale: lorsignori medesimi.

Selezione del personale politico italiota + elites intellettuali. Questi due tanto vale metterli insieme, tanto si intrecciano.


Giovanilismo come specchietto per le allodole. Anche se l'ho già detto prima, insisto. La storia dei giovani esclusi, della necessità di un ricambio generazionale per far sì che il paese cambi, è una grandissima baggianata. Ci sono vecchi bravissimi e giovani imbranatissimi, ovviamente, come ci sono vecchi disposti competere e giovani per niente disposti a competere e proni ad acquisir posizioni a colpi di raccomandazioni. Infatti, una delle cose che trovo maggiormente disdicevoli in questa lista della "crema giovanile del PD' (definizione trovata in uno dei tanti blogs che alla medesima inneggiano, credo d'essermi scordato intenzionalmente quale fosse) è che mischia il grano con il loglio e così facendo fa serissimo danno, anzi si rivela essere un puro strumento di propaganda per alcuni astuti, e giustamente ambiziosi per carità, giovani professionisti della politica.

Ho passato un po' di tempo a confrontarmi i percorsi professionali e le cose fatte o scritte da parte di una decina dei candidati, tralasciando i funzionari a vita come Cuperlo o Renzi o Mazzoli o ... Il gruppo è eterogeneo, ma neanche tanto. Credo di aver trovato forse quattro persone che sanno fare qualcosa di diverso dallo straparlare in politichese dei magnifici destini e progressivi, mentre gli altri a questo si dedicano. Includo in quest'ultimo gruppo i giornalisti (guarda caso sovra-rappresentati: 5 su 16) anche se uno di loro mi sembra decisamente cantare fuori dal coro ... forse occorrerebbe fargli sapere di nFA!

Battute a parte, il punto mi sembra semplice: trattasi di manovra diversiva, che intende ridare legittimità e "fiato' ad una operazione, la costruzione del PD in questo caso, totalmente fallimentare e politicamente "mafiosa" (in senso figurato, per carità). Si cercano di creare artificiali entusiasmi giovanili confondendo fischi con fiaschi, non cambiando nulla, cooptando qualche furbetto nel novello gruppo dirigente ed ovviamente santificando ancora una volta un processo di selezione politica che per definizione è riservato ai funzionari di partito. Che poi quest'ultimi si facciano chiamare tali, o giornalisti, o staff del sindaco, poca differenza fa.

Trovo impressionante il numero di blogs e bloggers che, sospetto in buona fiducia, si sono lanciati in questa campagna e dedicati anima e corpo a sostenere questa boutade del tutto idiotesca, se non peggio ancora. Con il giovanilismo, come con tutti gli "ismi" di moda sostenuti da iperboli mediatiche, occorre farsi sempre la vecchia domanda: cui prodest? Detto altrimenti, a chi tira la volata questa volta il nuovo Sofri?


Criteri di eccellenza ed attribuzione di specialismi. Come la spontanea analisi della lista che abbiamo cominciato a fare rivela, nella stessa sono riportate affiliazioni/professioni che tendono a dare l'idea di un gruppo di persone altamente qualificato, estranee in gran parte al gioco politico, rappresentanti della società civile ed economica italiana, nuova e vitale. Gratta anche solo un pochino e scopri che non è vero, che di una (neanche tanto astuta) operazione di cosmesi mediatica si tratta. Non solo gli under-40 tendono a non esserlo, non solo vi troviamo funzionari di partito che tali sono da quasi trent'anni o portaborse del sindaco di Roma, ma a parecchi vengono attribuite competenze e professioni che in realtà non possiedono o fanno.

Sia chiaro, in democrazia non risulta necessario avere un PhD per essere un buon rappresentante del popolo (anche se, e lo dico senza alcun imbarazzo, son parecchio convinto che un'alta professionalità aiuti alquanto anche a fare il rappresentante del popolo: i neuroni non son tutta acqua), però occorre chiedersi per quale ragione si decida di chiamare "economista" un innocente giovanotto che sta studiando scienze politiche a Londra.

 


Visto che sto lavorando sui numeri spagnoli, due perline.

- Cliccate qui e poi andate a pagina 17 ... simpatico, no?

- L'anno scorso il PIL nominale spagnolo e' cresciuto del 6.7%. Senza lotta all'evasione, anzi con varie riduzioni fiscali in corso, provate ad indovinare di quanto e' cresciuto il gettito fiscale? Dite voi, cosa c'entra? C'entra, c'entra: vedrete che qualcuno capisce, forse.

E' tardino, ed il resto del commento lo finisco in un altro momento. In compenso ho deciso che le mie conclusioni domani saranno le seguenti: David, explicale al Pedro que hay que cortar los impuestos aún mas!

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  di gian piero mattera, 29 Maggio 2007, 01:03 permalink rss
Hai fatto bene a pubblicizzare michele, magari esco presto dall'uni (studio a UC3M a colmenarejo) e vengo ad ascoltare la conferenza, l'argomento mi interessa non poco...è necessario l'invito?
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  di enzo michelangeli, 29 Maggio 2007, 03:50 permalink rss

anche se uno di loro mi sembra decisamente cantare fuori dal coro ... forse occorrerebbe fargli sapere di nFA!

Per me che sono agnostico al punto di considerare il calcio nulla di piu' di un metallo alcalino-terroso va bene, ma vorrei far notare che e' juventino e "antiinterista viscerale"... ;-)

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  di sandro brusco, 29 Maggio 2007, 11:24 permalink rss

Ommaigod. Incidentalmente, leggetevi il post linkato da Enzo. Adinolfi dice che lui è juventino 'perché bastian contrario'! Lascio ad altri le riflessioni sociologiche, culturali e psicologiche su una simile affermazione, che io non le so fare queste cose.

Indubbiamente per mia ignoranza, Adinolfi l'ho sentito per la prima volta solo un mese fa; è quello che ha fatto l'intervista in cui Turigliatto dichiarava con orgoglio comunista che lui alla poltrona ci stava attaccato come una cozza allo scoglio. Dalle poche notizie riportate non mi è parso molto aggressivo, anche se l'occasione era ghiotta.

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  di Andrea Gilli, 29 Maggio 2007, 12:34 permalink rss

vi spiego in poche parole adinolfi. Prendete un tizio che non ha alcuna competenza, e che viene pagato per propagandare il verbo "a sinistra siamo piu' fighi, votateci". Ecco: questo e' adinolfi. Lo ho letto una sola volta: diceva che "bloggare e' di sinistra", perche' solo chi e' di sinistra ha le qualita' biologiche per aprire un blog. Serve altro?

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  di alberto bisin, 29 Maggio 2007, 13:27 permalink rss

beh, adinolfi si dice da solo  che

la proposta di Luca Sofri ha un grande merito e un limite. Il merito è quello di aver messo insieme, credo per la prima volta, in una sola pagina web i nomi della meglio gioventù interessata al partito democratico.

 poi dice che il limite e' il metodo per cooptazione, pero' comunque, "meglio gioventu'" si autodefinisce.

 

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  di giorgio topa, 29 Maggio 2007, 14:32 permalink rss

impressionanti i numeri spagnoli! Davvero, altro che trascinamento... Ma dove sono, dove sono i nostri "esperti economici", i nostri ministri, i nostri tecnici?

Una domanda, che poi e' un argomento vecchio - ne abbiamo parlato anche tempo fa: come hanno fatto a fare questo genere di riforme in Spagna? Come hanno trovato il consenso necessario? E' solo che sono piu' seri e hanno un miglior senso dello Stato? En serio, como han hecho todo eso?

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