Collegamenti: indebitamento (2) paternalismo (6)
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
Legenda:
Espandi/nascondi commento
Espandi/nascondi risposte
Permalink
Rss delle risposte
Espandi tutto
Nascondi tutto
Rss dei commenti
|
|
|
|
Nope. Ne' con habits ne' con le stravaganze piu' incredibili nella funzione di utilita' si puo' ottenere il risultato che suggerisci (fino a che la funzione di utilita' soddisfa monotonia crescente e concavita').
Per una semplice ragione: chi vuole consumare piu' del proprio reddito permanente viola una cosa semplice, il vincolo di bilancio intertemporale. Quindi, l'unica ipotesi sensata e' quella dei governanti paternalistici italiani: il popolo italiano e' composto da dementi che prendono a prestito pur sapendo di non poter restituire debito ed interessi. Ossia che violano il vincolo di bilancio intertemporale.
Habits, che io personalmente gradisco molto, ti dice che a fronte di uno shock negativo temporaneo prendi a prestito leggermente di piu' (e risparmi un po' di piu' nel caso di shock positivo) che non con utilita' standard. Idem con Epstein-Zin. Ma se e' permanente il meglio che puoi avere e' una riduzione piu' lenta dei livelli di consumo.
Comunque la cosa e' risolvibile (parzialmente) con i dati. Se qualcuno ha dati di indebitamento/reddito disaggregati (per famiglia, regione, provincia, eta', religione, quelchessia) basta vedere se l'indebitamento cresce di piu' laddove il reddito cresce piu' rapidamente o se invece fa l'opposto.
Nota ironica: da 60 anni gli economisti di "sinistra" si rovinano la vita a convincerci che il mercato non funziona ed abbiamo bisogno dello stato perche' ci sono le restrizioni sul debito, perche' la gente povera non puo' prendere a prestito quando dovrebbe/vorrebbe, e via elencando cattiverie del sistema bancario. Ora il governo social-comunista (d'ora in poi io cosi' lo chiamo) ha deciso che e' vero il rovescio, che il bene del popolo si fa impedendogli di prendere a prestito. Perche', come detto prima, il popolo e' tonto.
Lo e', temo. Ha votato per una coalizione di social-comunisti.
|
Michele, il termine che era stato proposto da un ben noto ladrone per il popolo che vota per i social-comunisti non era tonto, ma coglione. Con quello che sta succedendo, abbiamo una chiara riprova che anche i ladroni possono purtroppo avere ragione. Qua ci toccherà dire meglio ladroni che coglioni, gesù, come siamo finiti in basso...
|
Be', io anzitutto distinguerei tra debiti fatti per pagare investimenti (in conto capitale) e debiti che vanno in pura spesa (conto corrente): le implicazioni sul bilancio sono evidenti.
Un altro problema e' che persone indigenti per scarsita' di risparmi si aspettano sempre di essere "bailed out" dallo stato, e in democrazia e' difficile dire di no a queste domande. Per questo ho poca fiducia nelle proposte di riforma della Social Security: anche se alla fine dell'operazione il peso delle liabilities future fosse spostato dalla previdenza pubblica agli individui, quando questi ultimi si accorgessero di quel che e' successo voterebbero subito il politico che promettesse di emettere nuovo debito pubblico per pagare nuove pensioni.
In generale, un elettorato massicciamente indebitato anche con bilancio in pareggio (cash liabilities compensate da real assets di ugual valore) votera' per chi promette soluzioni inflazionistiche, che, penso saremo d'accordo, non sono le migliori per la salute economica di un paese. Come molte cose, e' gia' successo in America parecchi anni fa: nel 1896 William Jenning Bryan fu sconfitto, ma negli anni successivi la sua linea populista fini' col prevalere nel Partito Democratico americano, che sino ad allora (cioe' fino ai due termini di Grover Cleveland) era stato nettamente contrario all'assistenzialismo, e favorevole a politiche di "hard money".
|
Il sito thisislondon.co.uk riporta in un articolo dall'Evening Standard:
Conservatives are to propose changes to the home credit market to reduce overcharging believed to total as much as £100 million a year.
The measures are part of a package designed to tackle a personal indebtedness crisis which has seen collective UK consumer debt reach £1.2 trillion - more than the country's total GDP.
[...]
The summit comes amid growing concern over the level of personal debt in the UK, which is growing by about £1 million every four minutes. The average household pays more than £3,000 a year in interest on debts.
[...]
|