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L'avvelenata La costituzione? È solo un'opinione.

di sandro brusco, 26 Ottobre 2007 permalink stampa
I dirigenti del centrodestra annusano il ritorno al potere e mostrano tutto il loro rispetto per le istituzioni.
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Fini sulla riforma elettorale:

"se si vuole cambiare la legge elettorale, basta decidere che il premio di maggioranza al Senato venga calcolato su base nazionale e non regionale, come avviene alla Camera".

La Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 57.

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Berlusconi sulla scelta del premier

E se il governo dovesse cadere, è stato il suo ragionamento, in base alla normativa in vigore «credo che solo gli elettori potrebbero scegliere il successore a palazzo Chigi».Il presidente di Forza Italia, sempre secondo le ricostruzioni dei presenti, per corroborare questa tesi avrebbe così concluso: «Un cambio a Palazzo Chigi senza il ritorno alle urne potrebbe a ragione essere considerato contrario alla costituzione materiale».

La Costituzione della Repubblica Italiana, art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

Quindi, just to restate the obvious: data l'attuale Costituzione il premio elettorale su base nazionale al Senato non può essere introdotto, e il capo del governo è scelto dal parlamento e non direttamente dall'elettorato. 

Queste norme non vi piacciono? Neanche a me piacciono particolarmente, ma allora dovete cambiare la costituzione, non proporre leggi (nel caso di Fini) o ragionamenti (nel caso di Berlusconi) che con la Costituzione fanno a pugni. Tra l'altro non è male ricordare che la recente riforma costituzionale proposta dal centrodestra e bocciata da referendum nel giugno 2006 recitava all'art. 57  "Il Senato federale della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto su base regionale." Quindi, caro Fini, cosa sarà mai che ti ha fatto cambiare idea?

D'accordo, smetto di fare il finto ingenuo, la risposta la conosciamo tutti. Cos'è una banale principio costituzionale quando si può accelerare di qualche mese la riconquista delle poltrone?

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Rss dei commenti

  di alberto lusiani, 26 Ottobre 2007, 10:43 permalink rss
Hai totalmente ragione, e a me queste fregnacce (cui si e' accodata pedissequamente la Lega con il solito Calderoli) bruciano ancora di piu' perche' almeno al Senato eletto su base regionale ci tengo come minimo elemento di federalismo presente da sempre nella Costituzione e finora rispettato nella sostanza e nella forma. Ovviamente so bene che e' stato rispettato solo ed esclusivamente perche' per caso non costava nulla in termini di clientele elettorali, di soldi alla Casta, di convenienze politiche, come i discorsi citati mostrano bene.
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  di piergiuseppe fortunato, 26 Ottobre 2007, 21:39 permalink rss

"I dirigenti del centrodestra annusano il ritorno al potere"

ma sara' poi vero per davvero che il governo cadra' fra qualche settimana?

l'Andrea's version del Foglio di oggi si pone qualche (divertente) domanda:

"Cade. Quando? Cade, cade. Ma quando? Oggi. Sicuro? Se no domani. Domani? Sicuro. Sicuro sicuro? Sicuro sicuro. E’ da Pasqua che andiamo avanti così. E quelle facce di culo dei nostri amici di sinistra che si sganasciano dal ridere. Doveva cadere a giugno. Sicuro? Sicuro. A luglio. Manco a luglio. Figurarsi se passava l’estate. Ha passato l’estate. E’ arrivato l’autunno, ora cade. Quello barcolla, vacilla, tentenna, balla, sballa, traballa, ondeggia, oscilla e sbarella, ma sta su. Finché la cosa appare fatta. Ce li siamo comprati. Sicuro? Sicuro. Quanti? Tanti. Ma tanti quanti? Tanti. Dieci? Quasi. Meno? Otto. Per cui stavolta è certo? Certo. Quando? Giovedì. Altrimenti venerdì. Massimo massimo, l’inizio di novembre. Ora. Quelle facce di culo dei nostri amici di sinistra continuano a sorridere. Mentre a noi disperati ci si è accesa una luce. Ma nemmeno una luce, un dubbio atroce. Qualcuno avrà avvisato l’Amor nostro che sono i senatori, quelli da comprare, e i deputati non servono a un cazzo?"

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