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L'avvelenata L'Espresso ha scoperto l'acqua calda

di gian luca clementi, 28 Gennaio 2007 stampa
Nell'ultimo numero dell'Espresso, il giornalista Riccardo Bocca riporta una serie di conversazioni intrattenute in Confessionale. Cosa ha scoperto di nuovo? Nulla, ovviamente.
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Ebbene si', l'Espresso ha scoperto l'acqua calda. Piu' precisamente, ha scoperto che i) in confessionale (e non solo, ovviamente) non tutti i Sacerdoti seguono in maniera pedissequa la dottrina sociale e morale ufficiali della Chiesa e che ii) i sacerdoti non sono tutti uguali. (Ma va?) Alcuni sono piu' intelligenti di altri e alcuni sono meglio preparati di altri. Ma che sorpresa...

Per giungere a queste semplici conclusioni, il buon Bocca si e' sobbarcato un lungo viaggio, fingendo di accostarsi al sacramento della confessione in una serie di chiese, sparse lungo la penisola. Perche' sostenere questa immane fatica? Non poteva limitarsi ad una conversazione con un campione casuale di Cattolici praticanti? Avrebbe raccolto un'anedottica piu' originale e avrebbe risparmiato tempo, energie, e denaro.

Ormai lo sanno anche le pietre che quando si parla di dottrina sociale e morale, il Santo Padre ed il Collegio dei Vescovi, pur avendo un ruolo fondamentale ed imprescindibile di indirizzo ed educazione, non sono ritenuti infallibili. Il fedele e' tenuto ad ascoltare l'insegnamento della Chiesa, a cercare di comprenderne la ratio, a pregare il Signore di illuminarlo, per poi decidere in coscienza. Qundi ci sono una serie di situazioni, tra cui quelle millantate da Bocca, in cui il confessore ritiene doveroso lasciare mano libera al fedele, raccomandandogli di pregare e di informarsi. V'e' forse nulla di nuovo in tutto cio'? C'e' ancora qualcuno che si ostina a pensare che i Cattolici utilizzino o siano tenuti ad utilizzare le proprie facolta' intellettuali a comando?

L'articolo sottolinea anche l'inadeguatezza di alcuni sacerdoti al ruolo di confessore. Cito solo due delle conversazioni riportate da Bocca. In un caso, il confessore, convinto di parlare ad un sieropositivo, lo consiglia assurdamente di non usare il profilattico nei rapporti sessuali con la moglie. A prescindere da considerazioni di altra natura, e' opportuno ricordare che nella teologia morale cattolica, c'e' ampia accettazione del principio del male minore. E in caso di pericolo di trasmissione di malattie mortali, e' ovvio che l'utilizzo del contraccettivo si qualifichi come tale. Un altro sacerdote accenna alla castita' del matrimonio in assenza della volonta' di concepimento. Un principio, quest'ultimo, pre-conciliare. La dottrina morale corrente esalta il piacere sessuale come dono divino anch'esso, e come cemento dell'unione matrimoniale. Capisco che il sensazionalismo faccia vendere copie, soprattutto in un momento in cui forze laiche e cattoliche si confrontano apertamente su un argomento scottante come i PACS. Capisco anche che lo stesso sensazionalismo possa essere funzionale all'avanzamento dell'agenda del gruppo editoriale. Cio' non toglie che questo sia giornalismo di serie B. Perche' non ci dice nulla di nuovo. Perche' non offre analisi. Perche' implica giudizi di valore negativi, senza dare opportunita' di replica alla parte chiamata in causa e sottoposta a giudizio. Un giornalista serio, o perlomeno curioso intellettualmente, avrebbe corredato il servizio con un'intervista in materia ad un teologo, o ad un prelato attivo nella pastorale, o ad entrambi.

Per quanto il capitale umano medio del clero sia aumentato a ritmi vertiginosi negli ultimi cinquant'anni, ci sono molti religiosi, anche tra coloro impegnati nella pastorale, che poco hanno studiato, poco si sono interrogati, e ancora meno hanno capito. Soprattutto tra i piu' anziani, ci sono individui che, seppure in buona fede, non sono adeguati a certi ruoli. In primis, quello di confessore. Non solo questo fenomeno e' risaputo. E' anche fisiologico. E un vero credente che voglia ricevere un'opinione informata su questioni di teologia morale, sa dove andare. In ogni diocesi ci sono sacerdoti preparati e votati all'ascolto delle Confessioni, e la selezione casuale non pare il modo piu' efficace di trovarli. Un giornalista intellettualmente onesto avrebbe anche constatato che i processi di selezione sempre piu' severi e, soprattutto, l'aumento del valore opportunita' in termini relativi, hanno fatto si' che le nuove leve di religiosi siano composte di elementi molto validi intellettualmente e, soprattutto, molto motivati. Soprattutto i piu' giovani, formatisi una volta che le innovazioni conciliari si sono sedimentate, hanno preso coscienza del valore, anche sociale, di una vita vissuta senza frustrazioni non necessarie. Non sto proponendo l'apologia del Menu Catholic, ovvero del Cattolico che sceglie solamente i precetti che non gli costano fatica. Tutt'altro. Sto parlando di una generazione di religiosi che hanno preso reale coscienza dell'estrema fragilita' della natura umana.

Chiudo con due considerazioni accessorie. 1) Il metodo seguito dal giornalista mi ha infastidito parecchio. Mi riferisco alla decisione di fingersi fedele contrito e desideroso di conforto, se non di perdono. Tradisce una totale mancanza di rispetto per credenze ed istituzioni che sono di fondamentale importanza per una moltitudine di persone. 2) Bocca ha commesso una grave scorrettezza dal punto di vista deontologico, rivelando le chiese in cui ha intrattenuto le conversazioni di cui nell'articolo, rendendo possibile l'identificazione dei sacerdoti assoggettati all'inganno.

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Rss dei commenti

  di fausto panunzi, 28 Gennaio 2007, 18:29 permalink rss
Non capisco il tuo punto 1. Che differenza c'è tra questo caso e quello in cui il giornalista si è finto infermiere (o malato, fa lo stesso) del Policlinico di Roma? Uno potrebbe dire che quello ha offeso medici e infermieri, persone di fondamentale importanza per una moltitudine di persone (questo è, by the way, quello che ha detto il Direttore Amministrativo del Policlinico). Cosa hai in mente?
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  di Marco Paccagnella, 28 Gennaio 2007, 19:05 permalink rss
Beh, una differenza fondamentale mi sembra che mentre tutti i cittadini abbiano una stake per quanto riguarda la sanità pubblica, questo non vale per la Chiesa. Di certo ci vedo il "cattivo gusto" di andare a ficcare il naso a casa altrui in modo subdolo e ingannevole....con l'aggravante di cercare di far passare magari per scandaloso e sconvolgente qualcosa che di scandaloso e sconvolgente ha proprio poco (NB non ho letto il servizio, le mie sono inferenze sul "taglio" dell'articolo basate sul commento di gianluca)
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  di enzo michelangeli, 29 Gennaio 2007, 01:19 permalink rss

Beh, una differenza fondamentale mi sembra che mentre tutti i cittadini abbiano una stake per quanto riguarda la sanità pubblica, questo non vale per la Chiesa.

Si' e no. I Cattolici cosituiscono una parte piuttosto sostanziosa della societa' italiana, e la Chiesa non si e' mai tirata indietro dal cercare di influenzare il processo politico che determina le leggi dello stato. Semmai, trovo l'iniziativa di Bocca inutilmente provocatoria: la separazione di stato e chiese ha un suo valore intrinseco (sia per i non credenti che per i credenti) indipendente dall'arretratezza o meno dei ministri di culto, che e' una questione interna delle rispettive organizzazioni religiose.

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  di gian luca clementi, 28 Gennaio 2007, 19:06 permalink rss
Scusa Fausto. Avrei dovuto essere piu' chiaro. Dal punto di vista del non credente, non v'e' alcuna differenza. Nel post, mantengo un punto di vista (il mio) di credente. Per costui, la differenza e' enorme. Per il credente, Bocca ha commesso un sacrilegio. Il sacerdote non e' uno psicologo e la Confessione non e' esattamente una chiaccherata tra amici. E' il luogo in cui il credente si prostra chiedendo perdono. Non il perdono del prete, ma quello di Dio. Qundi l'inganno perpetrato dal giornalista offende Dio, piu' che il prete.
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  di giorgio topa, 28 Gennaio 2007, 20:13 permalink rss

Francamente (essendo credente anch'io) credo proprio che Dio se ne faccia un baffo e non si offenda per niente - ma questa e' la mia personale visione di un Dio che ha un ottimo senso dell'umorismo. Quelli che si offendono, tutt'al piu', sono i credenti che in quanto tali considerano la confessione come un sacramento in cui il sacerdote agisce da tramite per il perdono divino.

Per il resto (e commento anch'io senza aver letto il servizio dell'Espresso) mi sembra tutto assai poco sorprendente, come dice GL. Certo, anche fra i sacerdoti cattolici esiste enorme eterogeneita'. Certo, la chiesa cattolica dovrebbe continuare a sforzarsi di preparare preti migliori. Aggiungo io, i cattolici potrebbero imparare dai protestanti e leggere di piu' la Bibbia, nonche' seguire meglio i vari dibattiti teologici interni alla Chiesa. 

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