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La prima invidia, la meno rilevante, è verso gli amici tifosi del Madrid (che sarebbe il Real Madrid, per quelli che non sono da qua) i quali avevano gli occhi tanto assonnati quanto i miei perché, mentre io facevo finta di dormire in aereo, loro festeggiavano il loro trentunesimo scudetto (31, sì 31). Pare che alle due di mattina c'era mezzo milione di persone nella Plaza de Cibeles e strade circostanti. E nessuno ha rotto nulla, mi dicono gli amici e confermano i giornali. Qui comincia la seconda invidia, quella più sostanziale. Perché, alla fin fine, che il Milan vinca il derby ci sono quasi abituato e l'Inter sta giocando così male che non credo mi strapperò i capelli (io ce li ho ancora ...) se per caso la Roma finisce per vincere lo scudetto di quest'anno.
Mentre, invece, che a Torino la gioventù italiota che va in centro a bere facendo finta d'essere a Madrid (confondendo la "movida" con il volgare "botellon": provinciali ignoranti, oltre che violenti ...) assalti i vigili, che costoro non reagiscano e fuggano intimoriti, e che il signor questore (prefetto, sindaco, probabilmente avranno consultato anche il vescovo) decida che per la quiete cittadina è meglio soprassedere (invece di mandare 200 poliziotti e fermare tutti, sequestrando tutte le macchine) ecco: questo a me sembra grave e mi genera invidia di tipo serio. Invidia perché, ad esempio, anche se l'altro ieri erano in 5000 i facinorosi pro-ETA a fare da supporto alla sindaco arrestata, oggi Garzon la sede gliel'ha chiusa lo stesso. Perché le leggi, qualche volta, occorre provare a farle rispettare.
Ma non basta. Poi apro il giornale italiano on line e leggo cose come queste, profferite dal nuovo di zecca presidente della Camera. Perché non c'è solo, ovviamente, il fatto che gli assalti alla torinese Fiera del Libro non siano stati sedati in tempo ed i delinquenti che li hanno praticati non siano stati puniti. Non c'è solo il fatto che i cinque figli di puttana (ho solo completato la frase di Ilvo Diamanti, tranquilli, non emozionatevi: per una volta l'idea non è mia) probabilmente (grazie alle leggi buoniste di questo paese catto-comunista pieno di fascisti) se la caveranno con pochi anni di galera, invece di essere rinchiusi in un gattabuia per poi perderne la chiave. Ma c'è anche, e soprattutto, il fatto che la terza carica dello stato - nel tentativo ridicolo di acquistare punti VDB da uomo non-antisemita perché ora è diventato pro-Israle, ora che Israele è diventato uno stato che viola i diritti umani: le preferenze profonde non si smentiscono mai! - riesce a dire cose infami come quella riportata sopra. Infami, per quanto poi cerchi di rigirarla, perché qui succederebbe il finimondo se il presidente della Camera si inventasse di uscirsene con argomenti bizantini del tipo i "violenti tuoi son più criminali dei miei". E l'amichetto del Senato subito a dargli manforte, ed entrambi subito a straparlare di "rieducazione" ... L'invidia cresce.
Poi la ciliegina sulla torta. Dalla borsa estraggo El Pais di ieri, che m'hanno dato in aereo e non ho letto. Fra le altre cose scopro questo, questo e questo. Scopro, cioé, che in questo paese i giornali della propria "parte" (Taguas è del PSOE ed El Pais vuole molto bene al PSOE) ti piantano su un casino bestiale se, dopo aver fatto il viceministro vai a fare il lobbista e a lavorare per un'impresa privata con cui avevi precedentemente relazioni. Scopro che hanno una legislazione sul conflitto d'interessi che, anche se non è quella USA e non è perfetta, è infinitamente meglio della non esistente legislazione italiana secondo la quale i direttori generali del Tesoro possono passare senza soluzione di continuità alle banche d'investimento e poi magari tornare a fare i governatori della Banca d'Italia. Notate: ho usato intenzionalmente l'esempio di Mario Draghi proprio perché non ho assolutamente nessun dubbio sul suo carattere integerrimo, nessuno! Altri esempi, sia dallo stesso palazzo che dai contigui, avrebbero purtroppo avuto altre implicazioni anche sul carattere della persona, mentre in questo caso è la follia della legislazione che voglio sottolineare.
Scopro infine, dagli stessi articoli, che i redditi dei politici spagnoli sono i seguenti: primo ministro,
87mila euro; ministro, 77mila
euro; capogruppo parlamentare, 74mila euro; deputato normale,
44mila euro. No, non sono redditi netti mensili, cari italiani. Sono lordi, ed annuali.
Ed allora l'invidia è tanta che vado a mangiarmi un chuleton alla Sidreria Vasca, y a tomar pol saco!
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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A Torino, dove abito, al termine del tradizionale corteo per il primo maggio, alcuni esponenti dei circoli sociali cittadini (Askatasuna e altri ) hanno bruciato in piazza San Carlo le bandiere di Israele e Stati Uniti dichiarando che avrebbero boicottato il Salone del Libro dedicato quest'anno ai 60 anni di Israele e organizzato una contromanifestazione durante i giorni di apertura del salone.
Per il momento sono stati solo segnali di fumo per radunare i gruppuscoli di tutta Italia per fare 'casino' probabilmente il giorno sabato 10/5 .
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si intanto avevo cercato su internet e trovato le info.
quindi non c'è stato nessun assalto.
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Grazie a Corrado dell'informazione, che neanche io avevo controllato assumendo che il presidente della Camera potesse dire immorali cretinate concettuali, ma almeno non mentisse sui fatti ... ed invece, invece no!
L'invidia cresce ulteriormente e, visto che son ancora qui (e ci starò un tot di tempo) eccovi la notizia della giornata al fine di alimentare ulteriormente il bastardo sentimento.
Come tutti sanno il PP ha perso di nuovo le elezioni. A sentir loro è la prima "sconfitta", visto che la precedente arrivò in maniera del tutto sorprendente e (di nuovo a sentir loro) in condizioni irregolari. Tralasciamo, questa non è la notizia. La notizia è che, siccome hanno perso, l'intera cupula (vertice) del partito si sta dimettendo un pezzo alla volta. Oggi se ne è andato anche Acebes, che era il segretario; l'altro giorno Zaplana che era il portavoce del gruppo e hombre chiave, ed altri meno noti in Italia sono pure già usciti di scena. Rajoy cerca di resistere ma non credo durerà a lungo (questa sera rozaremos por su despedida all'Andoni Mariano (no R) ...).
Forse i nostri lettori PD-ini potrebbero cominciare ad adottare il motto "Hacer como en España!" ... buona fortuna.
P.S. A Madrid ho frequentazioni migliori che a Roma, quindi vi passo anche il gossip "italiano" della cena di ieri sera. Eduardo Zaplana si è dimesso anche da deputato ed è stato assunto da Telefonica per un salario abbastanza sostanziale (€ 600k-1000K) ed una mansione non ben definita. Come sapete Telefonica ha contribuito capitali alla soluzione "europea" per Telecom Italia. Gli spagnoli non son contenti, perché han messo soldi ma non contano molto, il management rimane italiano ed italianamente impermeabile ad integrarsi nel gruppo e a lavorare seriamente (se son tutti come quello del video in YouTube, non c'è da sorprendersi!), eccetera eccetera. Il compito di Eduardo, dicono i beninformati maligni, è semplice: siccome è molto amico di Berlusconi dovrebbe convincerlo a lasciare che Telefonica comandi finalmente in Telecom e non si ripeta la triste esperienza di Santander con il San Paolo e del BBVA con la BNL ... vedremo: potrebbe essere che l'abbronzatissimo e fighissimo Eduardo faccia un favore ai consumatori italiani!
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Bueno, yo creo que lo mejor que los (el)lectores demócratas italianos pueden hacer es preguntarse porqué sus supermodelos españoles se llaman todavía "socialistas"...
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Un altra nazione da invidiare e' l'Australia, dove un governo laburista sta sfidando l'impopolarita' degli improduttivi apprestandosi a tagliare la spesa pubblica , e quella dei debitori tenendo i tassi d'interesse ai livelli piu' alti degli ultimi 12 anni per tenere in scacco l'inflazione. Kevin Rudd, you are my hero :-)
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Aggiungo tra i motivi di invidia la politica statale e degli enti locali in particolare riguardo l'edilizia residenziale. Come documenta l'inchiesta di Report su Rai3 del 4/5/2008, in Spagna come in Francia lo Stato e specificamente gli enti locali usano i soldi dei contribuenti per intervenire concretamente nel mercato dell'edilizia popolare a vantaggio degli indigenti, dei giovani, e anche dei cittadini con minor reddito in generale. A Madrid, con citta' e provincia saldamente nelle mani del PP (centrodestra), ogni area edificabile prevede che il 50% delle costruzioni sia statale, da immettere nel mercato degli affitti e delle vendite a prezzi calmierati. In Italia invece, e particolarmente nella Roma amministrata dal centrosinistra, non si fa concretamente nulla a vantaggio dei cittadini nel campo dell'edilizia popolare. A Roma questo compito viene delegato a Caltagirone e ai suoi colleghi palazzinari, con pessimi risultati per il cittadino medio (e immagino lauti guadagni per la Casta). Quel minimo di edilizia popolare finanziata dallo Stato va a beneficiare invece prevalentemente la Casta politica e sindacale.
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grazie alle leggi buoniste di questo paese catto-comunista pieno di fascisti
Dev'esserci qualcos'altro, perche' qui i fondamentali non mi paiono drammaticamente diversi (anzi forse sono a nostro favore): la Spagna e' paese cattolico quanto l'Italia, sono stati fascisti piu' a lungo di noi -- e neppure hanno cacciato il re alla fine della dittatura -- borbonici non ne parliamo, partiti comunisti e socialisti ce li hanno avuti e ce li hanno anche loro, e in piu' la guerra civile se la sono fatta a fucilate e non solo a parole come da noi. And yet...
Un indizio dalla vicenda dell'assalto ai vigili a Torino. Se l'enforcement varia discrezionalmente nel tempo e nello spazio non funziona. Se non fai multe per eccesso di velocita' nelle aree urbane e non, se non fai -- sistematicamente -- multe e non rimuovi le auto quando la gente parcheggia sui marciapiedi, sui passaggi pedonali, alle fermate degli autobus, allora puo' succedere quello che e' successo se vai a fare le multe alle 2 del mattino in Piazza Vittorio. A scanso di equivoci: non sto dicendo che la mancanza di enforcement ordinario giustifica quello che e' successo, sto dicendo che lo razionalizza.
Infatti e' esattamente quello che e' successo a Napoli a gennaio quando la polizia e i vigili del fuoco sono stati assaliti dagli anti-discarica. O quando la polizia a Napoli venne assalita da ducento persone, proprio come a Torino, perche' stava cercando di arrestare due ladri.
Qui non e' un problema di leggi buoniste, e' che le leggi di ogni tipo non hanno alcun valore se non si da' a intendere che le si faranno rispettare. E non e' che la cultura della legalita' di crea dal giorno alla notte (tantomeno alle due di notte quando la gente e' pure un po' brilla...)
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Qui non e' un problema di leggi buoniste, e' che le leggi di ogni tipo non hanno alcun valore se non si da' a intendere che le si faranno rispettare. E non e' che la cultura della legalita' di crea dal giorno alla notte (tantomeno alle due di notte quando la gente e' pure un po' brilla...)
Contribuiscono molti fattori che si alimentano a vicenda. Leggi buoniste producono un clima criminogeno e di illegalita' diffusa, i cittadini si adattano ed evolvono in tale clima di lassismo e illegalita' ed eleggono politici che producono leggi buoniste. In questo panorama degradato germinano ideologie catto-fascio-comuniste che amplificano i danni. Tutto questo e' radicato e consolidato in secoli di storia, basta pensare alle grida manzoniane e a come veniva fatta rispettare le legge nel romanzo di Manzoni, basta pensare a Goethe che al suo secondo viaggio in Italia, passata l'infatuazione per i limoni, ha scritto:
L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti
come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.
In altri paesi mediterranei cittadini ed elites hanno iniziato a crescere e a progredire, l'Italia sta rimanendo sempre piu' ultima e sola nel suo degrado e nella sua deriva. Secondo la mia personale diagnosi, alla radice di tutto c'e' il culto storico del diritto romano pervicacemente praticato in latino (lingua sconosciuta alle masse): come nota anche lo storico Marc Bloch, in tutti i paesi dove cio e' avvenuto c'e' stata una sistematica tendenza ad aggiustare la legge per gli amici e i potenti e applicarla magari con qualche aggravante nei confronti dei nemici e degli zotici in generale, un fatto storicamente consolidato che Andreotti ha cercato di tradurre in barzelletta. Ovviamente le elites italiane hanno fatto peggio di quelle francesi, spagnole e polacche, rimanendo piu' attaccate al latino, per poi sostituirlo, una volta che era diventato improponibile, con una lingua ugualmente non parlata da buona parte delle masse, l'italiano di Dante, e infine, quando il parco buoi finalmente ha imparato la lingua, hanno pensato bene di passare al burocratese, incomprensibile piu' o meno come l'italiano del Bembo per il contadino veneto fino alla seconda guerra mondiale e oltre. Queste tradizioni e convinzioni delle elites italiane sono processi sedimentati e consolidati nei secoli, non si cambiano facilmente, e quel che e' peggio tendono ad essere il punto di riferimento anche dei ceti popolari.
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Grazie Alberto, analisi molto intrigante che condivido. Pero', mentre e' vero che
Leggi buoniste producono un clima criminogeno e di illegalita' diffusa, i cittadini si adattano ed evolvono in tale clima di lassismo e illegalita' ed eleggono politici che producono leggi buoniste
non mi pare che negli esempi speficifi sia buonista la legge (un divieto di sosta e' un divieto di sosta, tirare sassi alla polizia e aggredire pubblici ufficiali e' reato grave da noi come nel resto del mondo) quanto sostanzialmente lassista e discrezionale l'enforcement.
Pero' il risultato e' lo stesso: se si tollera la violazione di alcune regole non ci si puo' aspettare che vengano rispettate queste e neppure le altre, proprio perche' si crea illegalita' diffusa. E una violazione diffusa, sostanzialmente, cessa di essere una violazione nella mente di molti.
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non mi pare che negli esempi speficifi sia buonista la legge
Hai ragione, e' proprio l'enforcement che e' buonista / lassista, coerentemente anco con l'osservazione "Italia, terra di leggi draconiane temperate dalla generale inosservanza" [(c) F.Guicciardini]. Diciamo che proprio questa sintesi molto italica consente la massima arbitrarieta' e la massima estrazione di vantaggio da parte di chi ha potere, e simultaneamente la massima capacita' di repressione arbitraria nei confronti del "parco buoi". N.B. che avere potere significa anche solo essere in tanti, con qualche spranga e una qualche organizzazione: tutto diventa lecito nel Belpaese, biglietti del treno autoridotti, danni alle cose e alle persone, blocco del traffico stradale e ferroviario. Essere parco buoi invece significa magari anche essere tanti ma sottomessi, disorganizzati, rispettosi della legge, senza amicizie nei posti giusti.
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Curioso vero che spesso gli aspetti peggiori del costume italiano siano ricollegati all'influenza della dominazione spagnola, specie nel meridione? Come spiegarlo?
C'è una differenza fondamentale tra l'Italia e la Spagna. Nonostante circa un quarto di quest'ultima sia composto da popolazioni con forte sentimento identitario (Baschi, Catalani e, in misura minore, Galiziani), la Spagna è una nazione da secoli e secoli, e dall'inizio della Reconquista è passato circa un millennio. Anche se in se stesso non è un indizio di maggiore democrazia né di progresso culturale, un sentimento nazionale naturale (in quanto maturato da moltissimo tempo) è sempre di aiuto al senso civico e di sprone a fare squadra (che fatica superare il disgusto di citare LCDM!) specie nel momento felice dello sviluppo.
Bisognerà vedere come reagirà la Spagna quando la fiesta finirà.
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la Spagna è una nazione da secoli e secoli
Concordo sostanzialmente con quello che hai scritto ma non posso fare a meno di puntualizzare che la differenza e' che la Spagna e' uno Stato da secoli, uno Stato che ha avuto i suoi momenti di successo (Reconquista, conquista dell'Italia, lotta per la supremazia in Europa, colonizzazione extra-europea). Nazione e' un concetto diverso, e' un concetto sociologico per cui un popolo ritiene di avere una comune tradizione e un destino comune. Sono le esperienze statali, o comunque le esperienze "eroiche" che secondo me creano il senso di comunita' nazionale. In Spagna c'e' un senso diffuso di appartenere ad una comunita' nazionale, Montanelli lo definiva "hispanidad". Italia non c'e' senso diffuso di appartenere ad una vera comunita' nazionale, sia per l'unificazione statale tardiva, sia per l'assenza di esperienze comuni "eroiche" dello Stato italiano.
Bisognerà vedere come reagirà la Spagna quando la fiesta finirà.
Secondo me non dobbiamo aspettare molto a vederlo, non mancano molti anni alla fine della rincorsa perche' la Spagna sta raggiungendo economicamente Francia e Germania. Tuttavia, prevedo che la collocazione asintotica della Spagna sia prossima a quella di Francia e Germania, mentre per l'Italia il rischio di evoluzione argentina e' reale.
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che si dice: A tomar por saco no a tomar pol saco.
:-))
... la solita, gentile lettrice. Chiaramente non veneta ...
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Michele, non mi è chiaro questo passaggio del tuo post:
Ma c'è anche, e soprattutto, il fatto che la terza carica dello stato - nel tentativo ridicolo di acquistare punti VDB da uomo non-antisemita perché ora è diventato pro-Israle, ora che Israele è diventato uno stato che viola i diritti umani: le preferenze profonde non si smentiscono mai! - riesce a dire cose infami come quella riportata sopra.
Fini compì il famoso viaggio in Israele anni addietro, suscitando le ire di Storace e camerati assortiti (non casualmente Storace disse che La Destra non avrebbe organizzato nessun viaggio a Gerusalemme: ognuno ha lo stile che si merita, evidentemente).
Ma dove e come Israele starebbe violando i diritti umani? Ti prego, contestualizza considerando lo stato di assedio a cui Israele è sottoposta da sempre. So che è banale affermare questo, ma a volte ripeterlo non guasta.
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E' da un po' di giorni che leggo interventi su questo Blog e mi son sempre sembrati equilibrati.. però questo proprio no..Allora:
1 io non penso che in Italia vada tutto bene però mi son veramente stancato che non facciamo altro che piangerci addosso ed invidiare gli spagnoli per ogni cosa( vedi Report).. e con questo non dico che magari là non ci siano cose che funzionino meglio.
2 L'intervento di Fini che ha garantito che sarà utilizzata la massima severità verso i ragazzi va invece a toccare un fatto secondo me gravissimo.Nel primo caso non è chiaro un'intento politico nella faccenda nel secondo è invece evidente che venga portato avanti un attacco verso l'esistenza dello stato di Israele e ciò per me è gravissimo.
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Dissento completamente sul punto 2.
Uccidere una persona è infinitamente più grave che incendiare bandiere o altro, a prescindere da eventuali motivazioni politiche.
E mi fa specie che il presidente della camera se ne esca con argomenti stile "però anche i vostri".
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Sul piano legale sicuramente sul piano etico anche.. da un punto di vista politico però penso che Fini abbia fatto bene a concentrare il suo discorso su quest'atmosfera.
Quando poi salterà fuori una motivazione di natura politica sull'omicidio e se ciò avverrà occorrerà trarne le opportune considerazioni.
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Il sottile filo nero che lega il tutto è questo: Tosi, sindaco di Verona, mesi fa aveva sfilato in testa a gruppi di Nazisti veronesi. Sempre mesi fa un certo Miglioranzi, personaggio eletto con l'MSI-Fiamma Tricolore, per intenderci uno che col suo gruppo nazi-punk Gesta Bellica canta canzoni inneggianti a Hess e Priebke, era stato nominato dal comune di Verona alla presidenza dell'Istituto della Resistenza.
I 5 ragazzi arrestati erano legati direttamente in quato attivisti o indirettamente in quanto simpatizzanti alla galassia di partitini e gruppuscoli fascisti e nazisti che a Verona sono molto forti e che, tra le altre cose, controllano la curva della squadra di calcio Hellas Verona.
Ora Tosi è della Lega Nord ma è appoggiato da An. La cosa non è strana perchè nel nord italia, anche a Varese per esempio, intere sezioni dell'MSI anni fa hanno cambiato nome e sono diventate sezioni delle lega. Tutti sanno inoltre che nonostante la svolta di Fiugi c'è ancora una vicinanza fortissima tra parti di elettorato di An e di tutto ciò che sta a destra di An stessa. Tutti ancora sanno, perchè alcuni giornali hanno pubblicato alcune foto, che quando Alemmanno ha vinto a Roma a festeggiare c'erano molte camicie nere. Dico molte perchè non erano una piccola parte fotografata ad arte tra le masse festanti. Erano un gruppo molto consistente che non ha avuto problemi a festeggiare assieme ai "compagni" più moderati di An.
Per chi volesse sapere qualcosa di più su Alemmano qui ci sono informazioni utili:
http://ia360935.us.archive.org/1/items/GianniAlemanno/GianniAlemanno1.pdf
Non si può dire che ci sia un collegamento lampante. Ma è chiaro che dietro una certa violenza c'è una certa ideologia. E volendo se ne possono anche individuare i collegamenti, più o meno labili, con le istituzioni.
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Io ragiono in questo modo.. per me dietro ad un gesto ci deve essere un motivo. se questo motivo è un atto di bullismo come tale va perseguito se il reato è di associazione politica questo va perseguito.Però fintanto che non viene dimostrato non penso si possano sbandierare presunte connivenze che magari non c'entrano niente.
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Tommaso, ti invito a leggere questo articolo del Corriere .
Questa gente va in giro a picchiare chi la pensa diversamente da loro, gli imigrati, chi ha stili di vita diversi. Un naziskin ha sempre un motivo politico per pestare perche' per un naziskin la politica e' la vita, la vita una guerra. Non sottovalutare questi fenomeni.
E poi non erano emarginati e sconfitti dalla societa', incazzati perche' perdenti il che non li giustificherebbe, ma ci farebbe stare un po' piu' tranquilli: in fondo, potremmo pensare, quella violenza e' frutto della rabbia. No, erano tutti ragazzi di buona famiglia. Ma perche' oggi sono possibili queste cose? Questi fascisti, che tu preferisci chiamare balordi, erano nel mirino della digos da 2 anni, avevano gia' compiuto pestaggi per fini politici e ricevuto denuncie, ma continuavano a stare in liberta', o semplicemente perche' gli faceva schifo il negher, o il gay, o quello che vestiva un po' alternativo. Ora, l'essere un naziskin significa praticare la violenza come modo di stare nella societa': se non si riconosce questo legame significa essere molto male informati o in mala fede.
Il clima del paese permette questi fenomeni? Non lo so, ma le dichiarazioni di Fini non aiutano ad essere sereni. Oggi 23,5% dei lettori del corriere dichiara che bruciare una bandiera sia piu' grave che un gruppo di naziskin vada in giro per Verona a malmenare la gente. A me questo scollamento dalla realta' che permette di trascurare aspetti macroscopici per focalizzarsi sui particolari, questo bis-pensiero orwelliano, fa paura.
In conclusione, non me ne frega niente di dimostrare le presunte connivenze tra Fini e sti nazi: io so solo che il presidente della camera ha detto una sciocchezza infame e le persone serie non possono fargli sponda con sottili distinguo.
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"In conclusione, non me ne frega niente di dimostrare le presunte connivenze tra Fini e sti nazi: io so solo che il presidente della camera ha detto una sciocchezza infame e le persone serie non possono fargli sponda con sottili distinguo. "
Hai assolutamente ragione. Io però non volevo dimostrare connivenze personali. Troppo difficile. Parlavo di responsabilità politica e di contiguità politico-culturale.
Ne vuoi un esempio?
Guarda cosa dice il Secolo d'Italia del 4 maggio, quotidiano di partito di An ed edito da Gianfranco Fini. Il grassetto è mio.
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/05-maggio/080504.pdf
La destra prima in
odore di razzismo è diventata nel
giro di 24 ore un oscuro oggetto
da conoscere, scandagliare, da
dotare di una memoria decorosa,
con interviste allo staff politico
artefice del trionfo alemanniano.
Questa riabilitazione ha anche
portato con sé lo “sdoganamento”
della croce celtica, finalmente
ricondotta alla sua essenza di
simbolo religioso e sfrondata dalle
cupe assonanze con la violenza
delle curve.
Mofidico il post: per chi parla di violenza balorda e senza movente politico consiglio di ricercare su internet cosa sia esattamente un boot party. Si può leggere qui per iniziare: http://www.doubletongued.org/index.php/dictionary/boot_party/
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ma continuavano a stare in liberta'
posso spiegare il perché. Il problema é legislativo. Lo faró domani, adesso devo andare a dormire, tra 5 ore suona la sveglia.
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Nessuno ha mai messo in discussione l'esistenza dello stato di Israele a parte qualche pazzo Iraniano. Almeno penso. Se avete informazioni di prima mano (e non interpretazioni di interpretazioni) vi prego di postarne il link qui.
Quello che si mette in discussione attraverso modalità che possono essere discutibilissime è la non-esistenza dello stato Palestinese, tanto più che quello che sta avvenendo a Gaza in queste settimane è chiaramente incivile e omicida (e chi si dice civile dovrebbe dimostrarlo con i fatti).
Il fatto che Fini stia in tutti i modi tentando di recuperare credibilità sul lato pro-Israele è evidente, e lo sta facendo da molti anni. Ed è anche normale trattandosi di un ex fascista che tenta di riabilitarsi. La stessa operazione anche se con altri tempi e modi la sta tentando Allemanno e pare che abbia vinto anche con i numerosi voti della comunità ebraica di Roma. Dico pare perchè non ci sono dati chiari e inequivocabili.
Ovviamente sono operazioni ambigue, che giocano con parole dai confini semantici porosi.
Da una parte, visto il proprio passato pro leggi razziali o addirittura pro olocausto (e il proprio presente di ambigua contiguità con gruppi sociali e politici che pro leggi razziali e pro olocausto lo sono ancora), bisogna rassicurare gli ebrei italiani e gli Israeliani, dall'altra bisogna tenersi buona la base che è quello che è. Si sà che Fini e i suoi colonnelli sono la parte più presentabile di AN.
Contemporaneamente si procede di pari passo e in maniera sistematica a creare un quadro di significato, un frame come si dice negli USA, che associ estrema destra nazista e fascista (ma chiamata solo criminale e violenta) alla sinistra extraparlamentare (paradossalmente c'è dentro pure l'ex ministro dell'istruzione Mussi) e che equipari il comunismo italiano al socialismo reale e un comunismo sui generis al nazismo (non fascismo attenzione).
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Infatti non si critica l'esistenza di Israle si voleva impedire a giornalisti e scrittori.. (oltretutto spesso non d'accordo su molte cose con il governo israeliano) di parlare..Per inciso lo stesso trattamento riservato dagli stessi ambienti al Papa.
Anche io sono d'accordo con la necessità del riconoscimento dello stato di Gaza però non penso per questo di condannare e dover criticare ogni personaggio pubblico israeliano.
Infine penso che l'onestà di chiudere le porte con il passato l'abbia molto di più Fini rispetto a D'Alema ma questo è il terreno della politica e le opinioni rimangono personali.
Che invidia! :(